Translate

Visualizzazione post con etichetta Capellomanie per Principianti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Capellomanie per Principianti. Mostra tutti i post

05 giugno 2019

Total Natural, i primi passi - Capellomanie per Principianti



Il passaggio da una routine di tipo commerciale a una routine total natural può sembrare difficile e complesso come provare a scalare l'Everest. In realtà è molto più facile (e divertente) di quanto sembri.
Nell'articolo delle FAQ relative al total natural ho già risposto a una serie di domande che mi vengono frequentemente rivolte da chi vuole provare ad approcciarsi al total natural per la prima volta. In questo articolo, invece, voglio proporre una serie di sistemi e strategie per intraprendere un vero e proprio percorso di "depurazione" della propria cosmesi dai prodotti di tipo industriale, così da andarli a sostituire gradualmente con sostanze totalmente naturali e a basso impatto ambientale.

1: osservare e dedurre


Lo so che, quando si scopre questo mondo e si vedono su altre persone gli straordinari risultati che porta siamo presi dalla frenesia di acquistare tutto, provare tutto, rivoluzionare tutte le proprie abitudini, ma questo è l'approccio peggiore.
Respiriamo e diamoci tempo. Innanzitutto dobbiamo imparare a "sentire il nostro corpo" e lo so che detta così può sembrare qualcosa di poco scientifico, ma una delle basi della scienza è l'osservazione. Ippocrate, il grande medico greco cui ancora oggi i medici prestano giuramento quando intraprendono la loro carriera, era uno scienziato geniale per l'epoca e ha compreso moltissimi processi del corpo umano partendo da due assunti fondamentali: osservare e dedurre.
Osserviamo il nostro corpo, la nostra pelle, i nostri capelli, le nostre abitudini, e traiamo mediante l'osservazione della sintomatologia tutte le deduzioni che ci occorrono per migliorare la nostra routine al fine di rispondere correttamente alle esigenze e ai bisogni dei capelli, perché non ha alcun senso inserire nella nostra routine trattamenti che ai capelli non servono, rischiamo di perdere tempo, sprecare soldi e materie prime, e oltretutto corriamo il rischio di peggiorare la condizione dei capelli invece migliorarla.


2: eliminare i siliconi, i solfati e altre sostanze aggressive


Il silicone è un ingrediente presente in moltissimi prodotti cosmetici, in particolar modo dedicati ai capelli. Il problema principale dei siliconi è che, avendo una proprietà fortemente filmante, sul lungo periodo con l'uso continuato vanno a favorire la disidratazione dei fusti.
Lo stesso discorso vale per gli shampoo con solfati (SLS, SLES SDS) che servono a rimuovere, da uno shampoo all'altro, il vecchio strato siliconico così da evitarne l'accumulo. I solfati intaccano la struttura capillare, favorendo un deterioramento precoce dei fusti.
Il primissimo passo, dunque, consiste nell'eliminazione dei prodotti siliconici e aggressivi dalla propria routine, sostituendoli con prodotti con buon INCI, meglio se di tipo ecobio.

Focus
I siliconi

3: Alternare i prodotti


Anche se, alla scoperta del total natural, siamo tentati di buttare tutti i prodotti usati fino ad oggi e fare incetta di erbette, farine e sostanze naturali, freniamo l'entusiasmo. Il passaggio da una routine all'altra può essere traumatico per i capelli, e soprattutto se abbiamo sempre maltrattato la chioma un cambiamento drastico e totale può costringerci ad andarcene in giro con capelli orrendi per settimane intere.
Per evitare questo contraccolpo, dobbiamo procedere per gradi, e limitarci ad alternare i prodotti industriali e le sostanze naturali.
Acquistiamo shampoo e balsamo con buon INCI e usiamoli a lavaggi alterni. Poi, dopo un mesetto o due, iniziamo a incrementare l'uso delle sostanze naturali (2 shampoo naturali e 1 industriale, poi 3 shampoo naturali e 1 industriale etc.) fino a poter sostituire definitivamente i nostri vecchi prodotti con le materie prime donateci da Madre Natura.


4: Introdurre i trattamenti gradualmente


Molte ragazze che mi scrivono sono disperate, perché se fino a ieri usavano shampoo e balsamo siliconici, spume e maschere industriali, oggi sono passate di colpo a fare impacchi pre-shampoo oleosi, lavaggi alternativi, impacchi post-shampoo idratanti e condizionanti, risciacquo acido, leave-in, henné... e si ritrovano capelli di stoppa.
Questa conseguenza è normale, perché se non abbiamo mai curato correttamente i capelli, limitandoci a usare il primo prodotto in offerta, con questo cambio drastico di routine i capelli sono impreparati a tutti i trattamenti e di quello che andiamo a schiaffarci sopra non sanno che farsene, diciamo che "reagiscono male" e peggiorano.
Innanzitutto c'è da dire che il peggioramento è solo visivo, perché di fatto sotto i siliconi i capelli erano già nello stato in cui li vediamo adesso, solo che i siliconi mascheravano i danni, in secondo luogo bisogna ricordare che i fusti vanno "addestrati" ai trattamenti, e mano a mano reagiranno meglio.
Per questo motivo suggerisco sempre di introdurre un solo trattamento alla volta. Il trattamento da cui partire che suggerisco sempre è il risciacquo acido.
Si tratta dell'operazione più semplice di una routine total natural, e nel contempo una delle migliori per garantire compattezza e lucentezza ai capelli.
Quasi contemporaneamente possiamo introdurre lo shampoo. Utilizzare erbe e farine per lavare i capelli favorisce la depurazione dalle sostanze che i vecchi shampoo hanno lasciato sui fusti. Questa fase di depurazione richiede un tempo di assestamento che in genere dura dai 6 agli 8 shampoo (ma può durare di più se i nostri capelli sono particolarmente danneggiati).
Come già detto nel paragrafo sopra, la depurazione è meno traumatica se la pratichiamo alternandola a prodotti industriali. E solo dopo la fase di assestamento iniziamo ad inserire altri tipi di trattamento.
A questo punto io suggerisco gli impacchi idratanti post-shampoo. In questo modo andiamo a ripristinare la giusta idratazione dei nostri capelli, ne favoriamo la morbidezza e un aspetto gradevole, riducendo anche il rischio di rottura a causa degli stress meccanici.
In questa fase possiamo anche iniziare a praticare il leave-in, così da iniziare a prendere qualche dimestichezza con gli oli, mentre forniamo ulteriore idratazione e protezione ai capelli.
Dopo due-tre mesi, possiamo accedere all'ultimo passaggio, che consiste nell'inserimento dell'impacco oleoso pre-shampoo. Perché farlo per ultimo? Perché comprendere di quali dosi abbia bisogno il nostro capello per essere nutrito richiede tempo e sperimentazioni, e i risultati potrebbero risultare falsati qualora praticassimo questo impacco mentre siamo ancora in transizione o in assestamento potrebbe falsare il risultato. Inoltre, durante i mesi precedenti, le sostanze naturali avranno ridotto problemi quali sebo in eccesso o secchezza cronica, facilitando conseguentemente l'uso delle sostanze oleose e riducendo il rischio di non riuscire a lavarle correttamente via.
Soltanto quando avremo per bene preso dimestichezza con i trattamenti base, potremo introdurre variazioni o calendarizzazioni come ad esempio il cronogramma capillare.

Focus:
Risciacquo acido
Leave-in
Routine Trifase


5: Imparare a fare lo shampoo


Lo shampoo alternativo è diverso dallo shampoo industriale, se applichiamo una materia naturale e la lavoriamo come lavoreremmo uno shampoo industriale, avremo risultati disastrosi. In realtà, spesso utilizziamo in modo scorretto anche lo shampoo industriale, causando tutta una serie di microdanni che rovinano i nostri capelli.
E' necessario, dunque, imparare a fare correttamente lo shampoo, interfacciarsi alla materia detergente in modo appropriato così da garantire un buon lavaggio che pulisca a dovere senza rovinare i capelli.

Focus:
Lavare correttamente i capelli


6: Usare correttamente gli strumenti di styling


Una delle cose che può peggiorare lo stato dei nostri capelli, soprattutto in fase di transizione dall'industriale al total natural, è l'uso scorretto o eccessivo degli strumenti per mettere in piega i capelli.
Phon, piastra e ferro arricciacapelli usano il calore per mettere in piega i capelli. Chimicamente, il calore rompe i legami deboli (disolfuro e salini) dei capelli, e li cementa nella posizione che abbiamo stabilito mediante il movimento che facciamo (perpendicolari con l'uso della piastra, ricci/mossi con l'uso del ferro). L'uso quotidiano di questi strumenti causa una progressiva e irrecuperabile denaturazione delle proteine dei capelli, causando danni strutturali che poi originano doppie punte, capelli spezzati e fratture ai fusti.
Per questo motivo suggerisco una riduzione sensibile dell'uso di questi strumenti, possibilmente di evitarli del tutto, imparando ad amare la forma naturale dei nostri capelli, che è la forma che meglio si adatta ai lineamenti del nostro volto, dandoci un aspetto armonico e piacevole.
Anche il phon va utilizzato correttamente: a basse temperature, distanziato dai capelli di almeno 30-40 cm, focalizzando il getto in radice ed evitando il più possibile le lunghezze e le punte. Il phon va usato per 10-15 minuti al massimo, per eliminare l'acqua in eccesso e va spento appena i capelli mostrano di essere sufficientemente asciutti (no, quindi a capelli arroventati o sessioni di phon che durano ore e ore). Chi soffre di cervicale è bene che lo usi tutto l'anno, ma chi non ha questo problema può tranquillamente riporlo in un cassetto per i mesi caldi, recuperandolo solo ad Autunno inoltrato. I più fortunati possono anche ricorrere esclusivamente all'asciugatura con l'asciugamani, abbandonando del tutto l'uso del phon. I capelli ringrazieranno.


7: Sperimentare, sperimentare, sperimentare, ma nel modo giusto


L'invito alla sperimentazione è qualcosa che ripeto spessissimo, ma in questo articolo voglio fare un appunto specifico.
Giacché ogni chioma è diversa e unica, ciascuno di noi deve trovare da sé gli ingredienti e le materie prime migliori per le esigenze dei propri capelli. Questo richiede appunto di sperimentare. Molto spesso, però, per tutta una serie di ragioni, sperimentiamo male.
La Natura, vi ricordo, ha tempi lenti, questo significa che per vedere dei risultati effettivi e verificabili, uno o due trattamenti non sono sufficienti. Scegliamo un ingrediente e utilizziamolo in modo continuativo per almeno due o tre mesi. Cerchiamo diversi modi per utilizzarlo e sperimentiamolo nei diversi contesti.
Ad esempio, come sperimentare un olio? Come impacco pre-shampoo, come ingrediente aggiuntivo negli spignatti nutrienti, come fase grassa del leave-in, come finish sulla pelle etc.
Soltanto passato questo periodo potremo effettivamente valutare l'ingrediente, e capire se fa per noi o no.
Anche se troviamo l'ingrediente dei sogni, non fermiamoci, continuiamo a sperimentare, potremmo accorgerci che c'è una materia naturale che ai nostri capelli piace ancora di più.



Consiglio finale: pazienza, tanta, tanta pazienza


La Natura ha tempi lenti, e alcuni danni dei nostri capelli non saranno recuperabili, per cui prepariamoci ad essere pazienti, ad attendere i risultati senza fretta, senza ansia, senza andare in panico se sbagliamo qualcosa, ma facendone tesoro per evitare di ripetere l'errore. E ricordiamoci che il vero potenziale dei nostri capelli verrà fuori tra due anni almeno, ossia quando i capelli nuovi, correttamente curati, saranno cresciuti abbastanza da mostrarci tutta la loro salute e bellezza.


21 ottobre 2018

Preparare i capelli alla notte - Capellomanie per Principianti

Studi scientifici hanno dimostrato che, durante il sonno, l'attività dei follicoli viene potenziata. 
Partendo da questo presupposto, è ben comprensibile come preparare i capelli alla notte sia un passo fondamentale per favorire una crescita maggiorata di capelli sani.
Ecco di seguito una serie di consigli utili:

Pettinare e spazzolare


Pettinare è importantissimo per sciogliere i nodi che si formano durante il giorno, soprattutto se abbiamo l'abitudine di portare i capelli sciolti. In questo modo al mattino dopo non avremo il doppio dei nodi da dover districare.
Anche se portiamo i capelli raccolti o intrecciati, pettinare è un'operazione salutare per i fusti perché li aiuta a "respirare" e ritrovare la loro forma naturale dopo essere stati tutto il giorno bloccati in una stessa posizione per loro innaturale.
Oltretutto, l'atto di pettinare i capelli stimola il microcircolo sanguigno a livello cutaneo, favorendo l'afflusso di nutrienti ai follicoli e una migliore ossigenazione dei tessuti.

Spazzolare ha invece una funzione diversa. Oltre a distribuire verso le lunghezze il sebo che si è prodotto durante la giornata, migliorando quindi l'ossigenazione superficiale dei tessuti cutanei, infatti, rimuove dalle cuticole lo strato di polvere, smog ed elementi occlusivi che si attaccano ai capelli durante il giorno, soprattutto se viviamo in una grande metropoli.
La spazzolata serale ripulisce i capelli, li lucida e li mantiene morbidi e disciplinati.

Focus: Come pettinare e spazzolare correttamente i capelli
Focus: La spazzola di setole

Renoir - Ragazza che si pettina i capelli

Fare il leave-in


La sera è il momento ideale per praticare il leave-in, soprattutto chi è alle prime armi. Questo perché, soprattutto all'inizio, occorre capire quale sia l'olio più adatto ai propri capelli e la quantità giusta per proteggere i fusti senza ungerli.
Applicare il leave-in di sera garantisce che si abbia tutta la notte perché i capelli assorbano l'olio e non restino unti, e non si corre così il rischio di uscire di casa con un disastro in testa.
Inoltre, essendosi comunque assorbito quasi del tutto e "asciugato" durante la notta, l'olio proteggerà i capelli senza diventare ricettacolo di particelle di sporco sospese nell'aria, che potrebbero rendere i nostri capelli sporchi prima del tempo.

Chi ha capelli particolarmente difficili o soggetti ai nodi, può applicare il leave-in prima di pettinare i capelli, così da favorire il districaggio dei nodi senza andare a spezzare o strappare i capelli più deboli.

Focus: Leave-in: cos'è e come si fa


Acconciare i capelli


Molte persone, anche capellone esperte, pur curando scrupolosamente i capelli durante il giorno, commettono l'errore di dormire sempre con i capelli sciolti.
Di tanto in tanto lasciare i capelli sciolti di notte non fa male, ma d'abitudine è sempre meglio trovare qualche minuto per andare a raccoglierli in una treccia morbida o in un'altra acconciatura protettiva.
Acconciare i capelli prima di andare a dormire significa mantenerli protetti durante il sonno, prevenendo la formazione di nodi e soprattutto riducendo notevolmente gli stress meccanici cui i capelli sciolti possono essere sottoposti quando ci muoviamo nel sonno e rischiamo di restarci aggrovigliati dentro.
Quando scegliamo di dormire con i capelli sciolti, per ridurre al massimo i danni, è fondamentale stendere i capelli oltre il cuscino, così da evitare di schiacciarli col nostro corpo quando ci giriamo nel letto.

L'acconciatura notturna deve essere morbida e semplice da realizzare, non occorre un raccolto serratissimo che andrebbe a stressare la cute, né qualcosa di elaborato che poi richiede troppo tempo per essere realizzato, col rischio di impigrirci e non farlo più.
Una semplice treccia o una coda con più elastici, o ancora un raccolto sulla cima del capo saranno sufficienti.
Un'acconciatura interessante, che protegge anche i capelli in radice, consiste nel raccogliere i capelli in una pashmina arrotolandola intorno ai capelli e avvolgendo il tutto sul capo, come fosse un turbante. Questa acconciatura protegge i capelli senza lasciare le onde della treccia o i segni degli elastici della coda, per cui è utilissima a chi ha capelli che subito prendono forme strane.


Prenderci l'abitudine


Spesso arriviamo a fine serata distrutti, stanchi da ore di studio, di lavoro, di famiglia e dai mille impegni quotidiani, per cui possiamo essere tentati di saltare la cura serale dei capelli, per riscoprire dopo settimane che non ce ne stiamo proprio più occupando e che nel frattempo questa incuria ha causato danni ormai irrimediabili.
Per evitare che la pigrizia abbia la meglio, innanzitutto stabiliamo un orario preciso in cui dedicarci alla preparazione dei capelli (subito dopo cena, se non dobbiamo uscire, oppure mezz'ora prima di andare a dormire, così da non essere proprio distrutti dalla stanchezza) e impostiamo una sveglia.
Cerchiamo di ripetere con assiduità la nostra routine serale per almeno 21 giorni, il tempo minimo affinché una serie di gesti diventino abitudine per il cervello.

Consigli per le chiome ricce


Ovviamente chi ha i riccioli non può pettinare i capelli da asciutti, ma può comunque praticare il leave-in, distribuendo i prodotti con le mani e districando leggermente i nodi con le dita così da ridefinire i riccioli.

Giacché molte chiome ricce, quando intrecciate, prendono forme strane e l'elica del ricciolo si smolla, chi ha i ricci può proteggerli raccogliendoli in un foulard da annodare sulla fronte.




VIDEO CORRELATI:
Pettinare correttamente i capelli
Leave-in

10 ottobre 2018

Come avere capelli lunghissimi - Capellomanie per Principianti


Molte persone si avvicinano alla cura dei capelli e alla cosmesi consapevole partendo da un'origine molto semplice: avere capelli lunghissimi.
E la prima domanda che tutti ci siamo fatti quando abbiamo iniziato questo percorso è: come faccio ad avere capelli lunghissimi?
Innanzitutto c'è da dire che un capello cresce in un mese da 1 a 2,5 cm al massimo. Molto difficilmente si può superare la soglia dei 2,5 cm mensili, e comunque lo si può fare per periodi brevi, perché il follicolo iperattivo si stressa e col tempo rischia di inebolirsi e "spegnersi".
Se la nostra crescita è compresa o addirittura inferiore al range considerato naturale, però, esistono moltissimi sistemi per migliorarla.

Quando decidiamo di far crescere i capelli dobbiamo tenere conto che occorre lavorare contemporaneamente su due fronti: la stimolazione dell'attività follicolare, e il mantenimento della salute di lunghezze e punte.

Stimolare l'attività dei follicoli


I follicoli sono i laboratori sottocutanei in cui viene costruito il fusto capillifero. Sono sempre in attività e trasformano in capello i nutrienti apportati dal sangue attraverso il circolo sanguigno.
Un follicolo può ridurre o cessare la propria attività per tutta una serie di concause che vanno dallo stress agli scompensi alimentari ai problemi ormonali. Questo spegnimento, però, non è definitivo, e l'attività di questo piccolo laboratorio può essere ripristinata.

Bere e idratare il corpo


Bere regolarmente la giusta quantità di acqua per mantenere l'intero organismo idratato è essenziale perché l'attività dei follicoli sia costante e potenziata al massimo, perché un corpo non idratato a sufficienza andrà a preservare le riserve d'acqua per gli organi vitali, "tagliando i viveri" alle zone periferiche (in primis i capelli, successivamente anche la pelle).
Se il nostro problema è che dimentichiamo di bere, ho scritto un articolo dedicato proprio a come migliorare l'apporto di acqua nella propria alimentazione che è visionabile QUI.

Seguire un regime alimentare sano


Nutrirsi in modo sano e bilanciato è essenziale per il benessere di tutto l'organismo, inclusa la salute dei capelli e l'attività dei follicoli.
Evitiamo di mangiare cibo spazzatura (una o due volte al mese ci sta pure, ma farlo tutti i giorni è dannosissimo); evitiamo di consumare cibi precotti o preconfezionati pieni di conservanti, coloranti, additivi chimici; evitiamo dolci industriali, alcolici, bevande gassate, e limitiamo il consumo di caffé.
Prediligiamo il consumo di cibi freschi e cucinati in casa, molta frutta (soprattutto quella ricca di vitamina C) e verdura.
Soprattutto, se soffriamo di intolleranze alimentari o seguiamo un regime alimentare particolare (vegetariano, vegano, pescetariano, fruttariano, crudista, etc), è bene richiedere il supporto di un nutrizionista per capire come compensare eventuali carenze con alimenti alternativi.
Oltre a una corretta nutrizione, possiamo integrare o maggiorare il consumo di cibi che hanno proprietà follicolostimolanti:

  • Peperoncino: contiene capsicina, un vasodilatatore che migliora il circolo sanguigno, favorendo così il nutrimento dei bulbi.
  • Frutta secca (noci, nocciole, pistacchi, semi di girasole, semi di zucca, arachidi): contiene arginina, un amminoacido che ha proprietà vasodilatatrici e migliora la circolazione sanguigna favorendo la nutrizione dei follicoli. Inoltre è ricca di selenio, zinco e magnesio.
  • Lievito di birra: è ricco di vitamine del gruppo B, tra cui la B8 (biotina), contiene selenio, rame, zinco che sono elementi importanti nella produzione del capello. In particolare l'integrazione di biotina si è rivelata efficace per contrastare gli effetti dell'alopecia grazie al ruolo di questa sostanza nel processo di sintesi della cheratina.
  • Cipolla e aglio: sono ricchi di zolfo e, oltre a nutrire i follicoli, riducono sensibilmente la caduta.
  • Verdure verde scuro: sono ricche di ferro e aiutano il processo di regolarizzazione della produzione di sebo e di ossigenazione dei tessuti cutanei.
  • Ortica: contiene molto acido folico (questo la rende utile anche per le donne in gravidanza) e ferro. Può essere consumata nei primi piatti oppure come tisana.
Biotina per migliorare la crescita dei capelli (link di prossima attivazione)
Le proprietà dell'Ortica (Urtica Dioica) (link di prossima attivazione)

Fare impacchi nutrienti in cute


L'impacco nutriente garantisce un apporto di sostanze nutritive direttamente in loco, che vengono assorbite attraverso la pelle e raggiungono i follicoli con estrema rapidità (ovviamente, rapido nel senso naturale del termine, quindi non aspettiamoci di svegliarci il giorno dopo con una chioma da Rapunzel).
L'impacco nutriente si effettua pre-shampoo perché generalmente contiene sostanze grasse che necessitano di essere lavate via con uno shampoo. Se soffriamo di cute particolarmente grassa, potrebbe essere necessario lavare prima di applicare l'impacco nutriente, e poi rilavare di nuovo per rimuovere l'impacco.
L'impacco va preparato sul momento (salvo altra indicazione), applicato uniformemente su tutto lo scalpo e massaggiato per qualche minuto, dopodiché va lasciato in posa per almeno 30 minuti.

Le sostanze follicolostimolanti sono:
  • Olio di cocco
  • Olio di ricino
  • Olio d'oliva
  • Succo di zenzero
  • Succo di cipolla
  • Succo d'aglio
  • Peperoncino (in olio o in alcol)
  • Fieno Greco
  • Oleoliti
  • Infuso di rosmarino
  • Avocado
  • Miele
  • Uova

Stimolare il microcircolo sottocutaneo


Una ragione piuttosto frequente per cui i follicoli spesso lavorano a basso regime è una cattiva circolazione sanguigna a livello della cute. Per migliorare l'afflusso di sangue è utile massaggiare per qualche minuto lo scalpo due tre volte alla settimana.
Praticare il massaggio la sera prima di andare a dormire favorisce l'attività notturna dei follicoli che, come appurano gli studi scientifici, lavorano di più durante le ore di sonno.

Inversion Method


Un sistema di massaggio atto a potenziare per periodi brevi e calendarizzati l'attività dei follicoli.
QUI è possibile leggere l'articolo dedicato a questo metodo.

Proteggere la salute delle lunghezze


Anche se a primo impatto l'idea di proteggere lunghezze e punte può sembrare un argomento che poco ha a che fare con la crescita dei capelli, in realtà si tratta di due realtà strettamente correlate.
Quando i capelli si rovinano, perdono struttura, si disidratano e si ritrovano privi della naturale protezione lipidica dagli agenti atmosferici, diventano fragili e poco resistenti agli stress ambientali e meccanici.
Questo significa che un capello rovinato a un certo punto finirà con lo spezzarsi, riducendo la lunghezza complessiva, oppure, se resiste alla frattura, terminerà in una punta incapace di resistere agli stress, per cui formerà doppie punte, si spezzerà o si sbriciolerà, facendo perdere centimetri alla chioma.
Molte persone lamentano una crescita lenta o assente della chioma, quando in realtà i capelli crescono, ma subiscono tanti di quei danni strada facendo, che a una certa lunghezza finiscono con lo spezzarsi o cadere, per cui abbiamo l'impressione che non crescano mai.

Evitare trattamenti invasivi


Il primo passo per avere capelli sani è dire no a tutti i trattamenti che vanno a rovinarli:

  • Tinture sintetiche: che contengano o meno ammoniaca, i coloranti sintetici sono irritanti e allergizzanti, penetrano nel capello sollevando la cuticola e quindi riducendone il naturale potere protettivo, oltre ad aggredire la cute e i follicoli, che lavoreranno male
  • Decolorazioni: schiarire il capello significa privarlo di cheratina, ossia della molecola che compone la struttura stessa dei fusti
  • Decapaggio: è un trattamento che danneggia fortemente i capelli in quanto li riduce praticamente "all'osso" lasciando pochissima materia, impossibile avere una chioma lunga sottoponendola a questo trattamento
  • Sostegno permanente e stiratura chimica: sono trattamenti a base di acidi che vanno a spezzare i ponti disolfuro (i legami che costituiscono la struttura del capello e tengono insieme le catene proteiche di cheratina) e li obbligano a ricomporsi in modo da dare al capello la forma desiderata. Per quanto venga ricomposto, comunque, il legame risulterà più debole di quello naturale, e col tempo gli effetti saranno perdita di struttura e di idratazione dei capelli.
  • Brushing: è un trattamento che mette in piega i capelli mentre li asciuga e consiste nel far passare la chioma ciocca per ciocca tra phon e spazzola cilindrica, tenendo il bocchettone del phon a diretto contatto con i capelli. Le temperature elevate del phon e la tensione meccanica della spazzola stressano la struttura dei fusti. Il calore disidrata i capelli e denatura le proteine, danneggiando la struttura, mentre la tensione meccanica della rotazione della spazzola crea microlesioni che favoriscono la formazione di doppie punte.

Le tinture possono essere sostituite con tinte alle erbe, che al contrario di quelle sintetiche vanno a favorire la protezione delle lunghezze e migliorano la condizione generale della chioma apportando tutta una serie di benefici.
I tanto agognati riccioli per le lisce, o gli spaghetti per le ricce, possono essere ottenuti con metodi quotidiani senza l'uso di calore o acidi.
Il consiglio più caloroso che posso darvi è: impariamo ad amare i nostri capelli per quello che sono, perché quella forma e quel colore sono i più adatti alla morfologia del nostro viso.

Usare correttamente gli strumenti di styling


I danni maggiori per una chioma avvengono durante lo styling, a causa di strumenti che lavorano i capelli sfruttando il calore.
Il calore denatura le proteine del capello, cuoce la cheratina e causa l'evaporazione massiva dell'acqua contenuta nei fusti. Questo nel contempo determina un danno a livello strutturale e una forte disidratazione.

  • Phon: usarlo il minimo indispensabile per asciugare i capelli, a temperatura appena tiepida e a una distanza di almeno 30-40 cm dalla chioma. Utilizzarlo solo nei mesi freddi, lasciando che i capelli asciughino naturalmente all'aria nei mesi più caldi (ovviamente chi soffre di cervicale userà il phon anche nei mesi caldi). Evitiamo di sostare col phon su lunghezze e punte, che dovrebbero asciugarsi già abbastanza nel tempo in cui teniamo la chioma avvolta nell'asciugamani.
  • Piastra e ferro arricciacapelli: chi di noi ha strumenti del genere a casa, li chiuda pure in un cassetto e getti via la chiave. Entrambi sono i peggiori nemici di una chioma sana e il loro uso va assolutamente evitato il più possibile. Utilizzarli una o due volte l'anno, quando proprio siamo obbligati, non causa troppi danni, ma un uso regolare di questi strumenti a lungo termine causa danni strutturali che andranno a inficiare il nostro progetto di crescita.

Sviluppare una routine adatta


Le chiome hanno esigenze diverse, per cui è importante capire di cosa abbia effettivamente bisogno il nostro capello, così da fornirgli un supporto maggiorato dall'esterno laddove notiamo una sua carenza.
Se siamo alle prime armi, l'ideale è ricorrere alla routine trifase, che ci aiuta a calendarizzare diversi tipi di trattamento, così da comprendere a quali di essi i capelli rispondono positivamente e andare a potenziarli.
Un altro fattore importante è la scelta dei prodotti. Prediligiamo prodotti con un buon INCI, o ricorriamo ai doni di madre natura.

Una seconda cosa a cui non si fa caso, ma che influisce moltissimo sulla salute della chioma, è il modo in cui li trattiamo quotidianamente:

  • Pettinare i capelli: è necessario farlo con delicatezza e nel rispetto della struttura dei fusti. QUI è possibile leggere l'articolo dedicato all'argomento.
  • Preparare i capelli alla notte: prima di andare a dormire è bene assumere delle buone abitudini per preparare la chioma al lavoro di crescita notturno. QUI è possibile leggere l'articolo dedicato all'argomento (link di prossima attivazione)
  • Fare lo shampoo: sembra facile, ma molte persone commettono errori che poi vanno a inficiare la crescita. QUI è possibile leggere l'articolo dedicato all'argomento.
  • Leave-in: è un trattamento protettivo che favorisce il mantenimento della naturale idratazione dei capelli. QUI è possibile leggere l'articolo dedicato all'argomento.
Siliconi, sì o no? (link di prossima attivazione)

Prendersi cura delle punte


Le punte sono la parte più vecchia della chioma, e quindi quella che più risente del tempo, degli agenti atmosferici e degli stress meccanici.
Per garantirne la salute è quindi innanzitutto importantissimo curare le lunghezze e mantenerle sane. Fatto questo, adoperiamoci affinché le punte, seppur un po' vuote, non presentino danni.

Doppie punte


La frattura verticale della punta, che causa appunto le doppie punte, è un danno strutturale del capello, quindi non riparabile. Per evitare il danno si possono fare soltanto due cose:

  • Prevenire: mentrenere gli ultimi 15 cm di capelli idratati e nutriti applicando regolarmente sostanze che reidratino e nutrano il capello, e soprattutto garantire una protezione costante mediante il leave-in, impedirà che le punte si fratturino.
  • Eliminare: una volta formatesi, le doppie punte possono essere eliminate soltanto tagliandole via. Se si trovano sparse per le lunghezze e quindi non riusciamo ad eliminarle con una spuntatina, ricorriamo al Search&Destroy (link di prossima attivazione)

Spuntare regolarmente


Un altro modo per mantenere le punte sane consiste nel praticare piccoli tagli a intervalli regolari, così da eliminare la parte che ha subito microdanni non ancora visibili ad occhio nudo, ma che col tempo si trasformeranno in danni veri e propri e porteranno alla formazione di doppie punte, a capelli spezzati o punte sfibrate.
  • Taglio drastico: è consigliabile a chi ha sottoposto la chioma a trattamenti molto invasivi, per cui i fusti si presentano gravemente destrutturati. Il taglio drastico mira a rimuovere tutta la parte danneggiata, permettendo di ripartire con una chioma sì più corta, ma sana.
  • Spuntare: col termine spuntare si intende un taglio inferiore ai 3 cm, che va quindi a rimuovere solo la parte più vecchia e svuotata della chioma, ma di fatto non modifica eccessivamente la lunghezza. Una chioma sana può essere spuntata 2-4 volte l'anno, a seconda delle necessità, andando ad eliminare 1 o 2 cm alla volta. In questo modo le punte si mantengono sane, e riusciamo a mantenere più della metà in cm della lunghezza complessiva che andiamo a mettere in un anno.

Attenzione agli elastici


Moltissimi danni alle punte sono originati dall'uso di elastici inadeguati o troppo stretti, che provocano microlesioni ai fusti.
Scegliamo elastici morbidi, senza tassello in metallo. Evitiamo di usare quotidianamente gli elastici in silicone, e soprattutto di legare l'elastico sempre alla stessa altezza, perché in quel punto giorno dopo giorno i capelli finiranno con lo spezzarsi.

VIDEO CORRELATI:

Preparare i capelli alla notte
Miniguida agli elastici



PRODOTTI SUGGERITI


08 ottobre 2018

Inversion Method, potenziare la crescita naturalmente - Capellomanie per Principianti


L'inversion method è una tecnica di potenziamento della crescita dei capelli sviluppata dalle donne afro-americane.

I capelli riccissimi delle donne africane, essendo appunto riccissimi, sembrano non crescere mai in quanto i centimetri che naturalmente un capello mette in un mese sono distribuiti su fusti fortemente ritorti su loro stessi.
Per migliorare la crescita dei loro capelli, le donne africane hanno ideato una tecnica tanto semplice quanto efficace: massaggiare la cute a testa in giù, magari utilizzando anche una sostanza follicolostimolante.
Questo perché il massaggio favorisce il circolo sanguigno sottocutaneo e migliora l'apporto di nutrienti ai follicoli, inoltre il leggero riscaldamento originato dal massaggio favorisce il lavoro follicolare, migliorando conseguentemente la resa in termini di crescita.


Come si fa l'inversion method


Ci mettiamo seduti su una sedia o in poltrona, impostiamo il timer del nostro cellulare su 4 minuti, ci abbassiamo in avanti fino a porre la testa tra le ginocchia e massaggiamo con i polpastrelli tracciando dei circoletti su tutta la cute. I movimenti devono essere lenti e regolari e la pressione costante ma non eccessiva, e massaggiamo finché sono trascorsi i quattro minuti.
Un altro sistema è quello di sdraiarsi a letto tenendo il capo pendente oltre il bordo e massaggiare per il tempo necessario.
Alla fine del massaggio è importantissimo rialzarsi molto lentamente per evitare capogiri o sbalzi di pressione.

Cosa aggiungere per stimolare la crescita


Di norma si consiglia di aggiungere un cucchiaio di olio di cocco intiepidito. Se questa aggiunta, però, aiuta i capelli afro a migliorare anche il loro aspetto, vista la secchezza congenita e la scarsa produzione sebacea di questo tipo di capelli, per le chiome caucasiche un cucchiaio di olio di cocco non è proprio il massimo per mantenere l'aspetto di una chioma pulita e ordinata, per cui si può sostituire l'olio con il gel di fieno greco, che ha proprietà follicolostimolanti e idratanti, ma non unge.
L'importante è che il gel sia tiepido, per favorire la dilatazione dei vasi sanguigni e l'assorbimento dello stesso da parte della cute.
L'inversion method può essere praticato anche a secco, ossia senza aggiungere alcuna sostanza follicolostimolante, in questo caso è consigliabile massaggiare per 5-6 minuti invece di 4.



Le tempistiche


L'inversion method è una pratica intensiva che va ripetuta per cicli a intervalli regolari. Esso prevede di massaggiare la cute per sette giorni, una volta al mese, per tre mesi.
A questo punto, ci si ferma per tre mesi, e solo trascorsi questi si può ripetere un secondo ciclo. 

Esempio: se iniziamo l'inversion method oggi, lunedì 8 Ottobre, secondo lunedì del mese, massaggeremo la cute fino al 15 ottobre, dopodiché staremo fermi fino al 5 novembre, e massaggeremo fino al 12 novembre, altra pausa fino al 3 dicembre, terminando il ciclo il 10 dicembre.
Il secondo ciclo potrà iniziare dopo il 10 di Marzo.

I risultati


Questo metodo è molto dibattuto in rete, c'è chi lo osanna e chi sostiene sia una cialtroneria.
Molte beauty guru che l'hanno provato, hanno notato una crescita di anche 10-12 cm in tre mesi, altre non hanno riscontrato cambiamenti.
Vista l'ampia discordanza di pareri, ho deciso di provarlo personalmente e ho coinvolto i miei iscritti a partecipare a un esperimento collettivo (il video con i risultati uscirà sul canale nelle prossime settimane).
Potete trovare il percorso dell'esperimento collettivo cercando su instagram #inversionmethodtreccefatate

Chi non può praticare l'inversion method


Questo sistema, pur essendo totalmente naturale, è sconsigliato alle donne in dolce attesa e chi soffre delle seguenti patologie:
  • pressione alta
  • pressione bassa
  • distacco della retina
  • glaucoma oculare
  • infezioni all'orecchio
  • cardiopatie
  • ernia
  • fratture vertebrali
  • problemi di peso (sia sovrappeso che sottopeso)


25 agosto 2018

Come lavare correttamente i capelli - Capellomanie per Principianti


Il lavaggio dei capelli è la tappa principale di cura della chioma. Mentre tutte le altre forme di coccola tricologica possono non essere necessarie a tutti i tipi di capelli, e talune possono addirittura essere generalmente facoltative (come le tinture con le erbe), il lavaggio è qualcosa da cui non ci si può esimere.
Troppo spesso siamo convinti di lavare i capelli in modo corretto, ma commettiamo errori di cui non siamo consapevoli. L'azione del lavaggio dei capelli ci è stata insegnata quando eravamo piccoli dai nostri genitori, i quali, non essendo dei capellomaniaci e non avendo competenze di tipo tricologico, molto probabilmente ci hanno tramandato gli stessi errori che sono stati insegnati loro dai genitori.
Per questo motivo è essenziale che questa azione si svolga correttamente, favorendo non solo la pulizia, ma il mantenimento della salute del capello e preparandolo ai trattamenti atti a mantenerlo idratato, nutrito e protetto.

Gli errori più frequenti




Prima di conoscere quali sono i gesti corretti per il lavaggio dei capelli, è importante conoscere gli errori che siamo abituati a commettere, così da poter correggere le nostre abitudini, sostituendole con consuetudini corrette.

  1. Non pettinare i capelli prima di lavarli: è un errore commesso nella convinzione di evitare alla chioma uno stress inutile, ma non pettinare i capelli significa affrontare il lavaggio con una chioma che presenta nodi e che, con le azioni rotatorie delle mani durante shampoo e risciacquo, andrà ad annodarsi ancora di più, rendendo il districaggio post-shampoo un vero e proprio inferno, provocando una caduta di capelli maggiore e fusti spezzati a causa dei nodi composti che si saranno andati a formare.
  2. Non spazzolare i capelli prima di lavarli: è una fase che viene spesso saltata anche nella routine quotidiana, ma è indispensabile. La spazzola distribuisce il sebo dalle radici sulle lunghezze, alleggerendo la cute e migliorando nettamente l'azione del prodotto detergente, il quale potrà garantire una migliore pulizia della cute che respirerà meglio e "lavorerà" meglio nella produzione dei capelli nuovi. La spazzola inoltre rimuove dai fusti le microparticelle di polvere, sebo e smog che restano impigliate tra le cuticole, andando a svolgere una sommaria azione di pulizia, per cui approcceremo allo shampoo con capelli leggermente più puliti.
  3. Non lavorare bene lo shampoo: aspettarsi che sia il prodotto a svolgere un'azione detergente è cosa frequente quanto ingenua. È sì vero che taluni prodotti detergono meglio di altri a causa dell'INCI più adeguato alle nostre esigenze, ma è anche vero che qualsiasi prodotto non laverà a fondo se non viene lavorato accuratamente con le mani. È necessario, dunque, massaggiare con cura per una distribuzione corretta e uniforme dello shampoo su tutta la cute, così avvolgerà completamente i fusti e potrà rimuovere tutto lo sporco.
  4. Applicare tanto prodotto: eccedere col prodotto è soltanto uno spreco di materia e soldi, perché non è la quantità di prodotto a determinare la resa di uno shampoo, ma la nostra capacità di lavorarlo. Una noce di prodotto è più che sufficiente. La cosa importante è distribuire bene la sostanza su tutta la cute e i primi centimetri di lunghezze. 
  5. Applicare lo shampoo sui capelli asciutti: affinché il prodotto si distribuisca come si deve, i capelli devono essere stati già ampiamente bagnati prima dell'applicazione dello shampoo, e la noce che applichiamo va diluita ulteriormente con altra acqua perché più la sostanza viene fluidificata più è facile da distribuire e lavorare.
  6. Applicare lo shampoo anche su lunghezze e punte: fa molto male ai capelli, perché andiamo ad aggredire una parte della chioma che non è particolarmente sporca (non venendo raggiunta dal sebo) con una sostanza che andrà a rimuovere gli oli del film idro-lipidico protettivo dei fusti e finirà col renderli più fragili ed esposti agli agenti atmosferici, allo smog e a tutte quelle particelle dannose in sospensione nell'aria. Anche se abbiamo applicato un impacco oleoso non occorre applicare shampoo su lunghezze e punte, sarà sufficiente tirare verso il basso con l'ausilio dell'acqua una porzione di shampoo dalla cute, così che lo shampoo, molto molto diluito, potrà rimuovere i residui oleosi dell'impacco senza andare ad intaccare eccessivamente la struttura protettiva del capello.
  7. Fare più passate: rilavare due o tre volte i capelli è perfettamente inutile e deleterio per la salute della chioma. Uno shampoo ben fatto non necessita di seconde o terze passate, neppure se soffriamo di capelli grassi. Anzi, quando soffriamo di seborrea, eccedere con lo shampoo finirà col danneggiare i capelli, irritare la cute e peggiorare ulteriormente la situazione.
  8. Risciacquare una sola volta: molto spesso tendiamo a praticare con attenzione il lavaggio, ma non fare altrettanto con il risciacquo, lasciando conseguentemente residui di prodotto sui capelli che a lungo andare ne verranno danneggiati. Il risciacquo va ripetuto almeno 3 volte per eliminare per bene ogni residuo.
  9. Risciacquare con acqua troppo calda: utilizzare acqua calda durante il risciacquo danneggia i capelli, favorisce il sollevamento delle cuticole rendendo il fusto ruvido e più soggetto ai nodi. La temperatura ideale deve essere leggermente tiepida sulle mani e viene percepita come freschina sulla cute. La temperatura dell'acqua va via via diminuita tra un risciacquo e l'altro e l'ultimo risciacquo deve essere praticato "a freddo" ossia con la temperatura più bassa di tutto il processo di lavaggio che riusciamo a tollerare senza soffrirne.
  10. Risciacquare usando troppa acqua ma senza lavorare bene i capelli: non serve a niente aprire il getto al massimo, perché non sono la quantità e la prepotenza dell'acqua a rimuovere il prodotto, ma l'azione delle nostre mani.
  11. Pettinare i capelli da bagnati: se non abbiamo i capelli ricci o riccissimi (leggi l'articolo sulla classificazione dei capelli per conoscere il tuo tipo di capelli) pettinare i capelli da bagnati è un errore gravissimo, perché in questo momento sono fragili e tendono a spezzarsi e a cadere più facilmente. Non importa se abbiamo applicato il balsamo, se stiamo pettinando col pettine a denti larghi o con la tangle teezer, se possiamo, grazie alla conformazione dei nostri capelli, evitare di pettinarli mentre sono bagnati, facciamolo. Aspettiamo la fine dell'asciugatura per districare i nodi.
  12. Tenere troppo poco tempo i capelli nell'asciugamani: avvolgere i capelli nell'asciugamani per pochi secondi è perfettamente inutile. Lasciamo al tessuto il tempo di assorbire l'acqua sui fusti. 5-15 minuti sono l'ideale per garantire che i capelli escano dall'asciugamani giusto appena un po' umidi.
  13. Strofinare i capelli nell'asciugamani: con la vita frenetica spesso può capitare che, nell'intento di velocizzare l'asciugatura del capelli, finiamo con lo strofinare l'asciugamani sui capelli, sia sulle lunghezze che in radice. Lo strofinio danneggia i fusti perché li sottopone a un forte stress meccanico mentre sono più fragili a causa dell'alto grado di umidità e favorisce l'accumulo di elettricità statica, per cui dopo l'asciugatura i nostri capelli tenderanno ad elettrizzarsi più facilmente.
  14. Uso scorretto del phon: asciugare i capelli usando il phon a massima velocità e temperatura e a distanza ravvicinata fa male ai capelli. Cuoce la cheratina, causa l'evaporazione dell'acqua e denatura gli oli protettivi dei capelli.

Le buone abitudini da acquisire


Ora che abbiamo visto tutti gli errori più frequenti - commessi talvolta anche da esperte capellone - andiamo insieme a vedere quali sono le corrette abitudini da apprendere per lavare i capelli in modo efficace e rispettoso della loro struttura.

Fase 1: preparazione allo shampoo



  1. Districare i capelli: pettiniamo gentilmente i capelli seguendo il metodo che abbiamo visto nell'articolo Come si pettinano e si spazzolano i capelli così da sciogliere tutti i nodi e avere una chioma totalmente districata e disciplinata su cui si potrà lavorare più facilmente.
  2. Spazzolare i capelli: spazzoliamo i capelli così da rimuovere i residui di polvere e distribuire meglio il sebo, svolgendo così una prima grossolana pulizia che facilita le operazioni successive.

Fase 2: il lavaggio



  1. Bagnare i capelli: abbondantemente per creare un buon substrato su cui lavorare successivamente il prodotto. Non basta nebulizzare o inumidire i capelli, devono essere bagnati e grondare acqua, solo così si avrà una base ottimale.
    1. mettere in una bottiglietta o una tazza la quantità di shampoo necessaria e andare ad aggiungere un paio di cucchiai di acqua.
    2. porre il prodotto sui capelli e andare a diluirlo usando piccole quantità di acqua che verranno distribuite con le mani e serviranno a fluidificare il prodotto direttamente in posa.
  2. Distribuire uniformemente il prodotto sulla cute: applichiamo piccoli tocchi di shampoo sui punti fondamentali del capo: attaccatura frontale (dove si trova la scriminatura dei capelli), tempie, attaccatura posteriore, sommità del capo. Quindi bagniamoci le mani e iniziamo a distribuire il prodotto con delicati dei polpastrelli, come se tracciassimo delle piccole virgole sulla cute, andando mano a mano ad ampliare la zona di pelle toccata dal prodotto. Massaggiamo con cura con le mani sempre ben bagnate finché sentiremo che lo shampoo è uniformemente distribuito su tutta la chioma.
  3.  Massaggiamo con cura: facciamo piccoli movimenti a virgola oppure dei semicerchi con le dita senza graffiare la cute con le unghie e massaggiamo, avendo sempre cura di bagnare frequentemente le mani per fluidificare lo shampoo il più possibile. Questo passaggio deve occuparci almeno dai 3 ai 5 minuti, al di sotto la cute non sarà stata massaggiata a dovere, lo sporco non si sarà sciolto del tutto e lo shampoo non riuscirà a pulire totalmente i capelli.
  4. "Tiriamo" il prodotto verso le lunghezze: una volta che avremo massaggiato la cute, diluiamo ulteriormente il prodotto spingendolo con le mani verso le lunghezze, possiamo fluidificare ulteriormente lo shampoo iniziando un micro-risciacquo aprendo il rubinetto a filo, così la quantità di acqua sarà sufficiente a facilitare la discesa dello shampoo verso le lunghezze ma non tale da portarlo del tutto via.
  5. Facciamo tre risciacqui: fare un solo risciacquo non rimuove tutti i residui di shampoo e sporco dai capelli, che finiranno con lo sporcarsi prima, per cui procediamo con risciacqui ripetuti:
    1. il primo risciacquo serve ad eliminare "il grosso" del prodotto, la schiuma e i resti "fisici" della sostanza con cui stiamo lavando i capelli.
    2. il secondo risciacquo agisce più in profondità tra i fusti e sulla cute.
    3. il terzo risciacquo elimina anche fino all'ultimo residuo e si può definire terminato quando l'acqua scorrerà senza fare nemmeno una bollicina e sarà perfettamente limpida.
  6. Risciacquiamo a una temperatura gradualmente più bassa: effettuiamo ciascun risciacquo leggermente più freddo del precedente, così spingeremo le lamelle della cuticola a chiudersi un po' alla volta e avremo capelli compatti e lucenti senza sottoporli a shock termico. La temperatura non deve necessariamente essere artica, basta che sia sempre un po' più fresca della precedente.
  7. Effettuiamo il risciacquo acido: a concludere la fase di lavaggio c'è il risciacquo acido, ossia risciacquare i capelli con acqua acidificata per ristabilire il pH naturale di fusti e cute e favorire il mantenimento di una salute ottimale dei nostri capelli.
    Per saperne di più sul risciacquo acido leggi l'articolo di approfondimento QUI.

Fase 3: l'asciugatura


  1. Sgoccioliamo i capelli: assolutamente vietato torcere o appallottolare i capelli per strizzarli, per favorire lo sgocciolamento iniziale facciamo scorrere delicatamente le dita intorno alla chioma dalle radici alle punte, magari esercitando una delicata pressione a intervalli regolari così da velocizzare l'eliminazione dell'acqua in eccesso. In 3 o 4 ripetizioni i capelli smetteranno quasi di gocciolare.
  2. Avvolgiamo i capelli nell'asciugamani: tenendo i capelli rovesciati in avanti, appoggiamo l'asciugamani alla nuca e raccogliamola verso la fronte, andando ad avvolgere i due lembi che pendono attorno alla chioma, quindi ripieghiamo il torciglione sul capo. In tal modo l'avvolgimento della stoffa favorirà l'assorbimento dell'acqua, ma i capelli all'interno dell'asciugamani non saranno ritorti rischiando stress da torsione. 
  3. Teniamo l'asciugamani dai 5 ai 15 minuti: teniamo i capelli avvolti per il tempo sufficiente a eliminare la maggior parte dell'umidità senza dover agire meccanicamente. In estate i tempi sono ovviamente minori (5-7 minuti sono sufficienti), mentre in inverno ovviamente si allungano.
  4. Tamponiamo con delicatezza: tamponiamo la cute, le lunghezze e le punte senza strofinare i capelli per non andare a danneggiare la cuticola.
  5. Usiamo il phon correttamente: questo strumento non è il male in terra, ma usato scorrettamente può causare moltissimi danni perché è comunque un getto violento di aria secca che colpisce la chioma in un momento in cui è più fragile.
    1. teniamolo ad una distanza di almeno 30-40 cm dai capelli e non attaccato alla chioma
    2. usiamolo al minimo della velocità, richiede un tempo leggermente più lungo per l'asciugatura ma danneggia meno i capelli
    3. usiamolo a temperature basse perché il calore è il più grande nemico dei capelli
  6. Usiamo il phon solo nei mesi invernali: se non soffriamo di cervicale, possiamo evitare di usare il phon quando fa caldo e lasciare asciugare i capelli all'aria dopo averli tamponati con l'asciugamani.
  7. Pettiniamo i capelli solo quando sono perfettamente asciutti: in questo modo eviteremo fratture ai fusti e perdita di capelli eccessiva che poi rendono la chioma brutta e povera.

Scegliamo gli strumenti giusti


   Pettine o spazzola districante: scegliamo uno strumento che rispetti i nostri capelli. Personalmente, consiglio sempre la Tangle Teezer perché è strutturata per non danneggiare i capelli, essendo pensata per i capelli ricci (che possono essere districati solo da bagnati) si rivela lo strumento ideale per tutti i tipi di capelli. Anche i pettini in legno o in fibra di carbonio, però, sono ottimi. Meglio ancora se a denti larghi e con le punte dei dentini arrotondati così da non andare a graffiare la cute.
Evitiamo spazzole con i dentini troppo rigidi che potrebbero spezzare i capelli e pettini dalla dentatura troppo fitta che si rivelano nocivi sia per chi ha capelli grossi sia per chi ha capelli fini.
    Spazzola di setole: come ho spiegato nell'articolo relativo a questo strumento (che potete leggere QUI) la scelta dipende dal nostro tipo di capelli (per classificare i capelli basta consultare l'articolo di approfondimento QUI) e dalle nostre scelte etiche, in quanto molte spazzole sono realizzate in setola animale (prodotto quindi derivante dalla macellazione), ma esistono in commercio spazzole altrettanto valide in fibra di nylon o setole vegetali. La spazzola ideale ha le setole raccolte in ciuffetti né troppo fitti né troppo radi ed è provvista di cuscinetto pneumatico per ammortizzare l'impatto con la cute.
  Asciugamani o telo per capelli: scegliamo l'asciugamani in base alla lunghezza dei nostri capelli. Se abbiamo capelli molto lunghi è consigliabile sceglierne uno della grandezza di un telo da bagno o da mare. Il materiale ideale di questo strumento è la microfibra o in alternativa il cotone, evitiamo la spugna perché troppo assorbente ed asciuga troppo i capelli favorendo uno stato di secchezza e perdita di oli naturali.

Trattamenti supplementari



Quello esposto sopra è il procedimento base dello shampoo. Ovviamente nella cura dei capelli sono previsti diversi trattamenti che vanno ad arricchire questo processo. In questa sezione dell'articolo vediamo insieme in quale punto preciso delle tre fasi di uno shampoo va inserito ciascun trattamento.

Impacchi pre-shampoo

Sono tutti quegli impacchi che si praticano prima dello shampoo, si inseriscono specificamente alla fine della fase 1, quindi dopo aver spazzolato i capelli, e possono essere di due tipi:
  • Impacchi nutrienti: la loro funzione è appunto quella di nutrire i capelli, in particolar modo i follicoli, si praticano dalla cute alle punte e generalmente sono impacchi di tipo oleoso. Essendo a base grassa o comunque non idrosolubile è necessario farli prima del lavaggio così ché lo shampoo possa eliminarli correttamente.
    Per saperne di più basta consultare l'articolo di approfondimento QUI (link di prossima attivazione)
  • Impacchi astringenti: si utilizzano in caso di seborrea ed eccessi di sebo, interessano in particolar modo la cute e non tutta la chioma (soprattutto se all'eccesso di sebo in cute si affiancano lunghezze secche e pagliose). Gli impacchi astringenti possono essere di vario tipo, quelli pre-shampoo si effettuano prima del lavaggio perché fanno uso di sostanze polverose e/o poltiglie che necessitano di un veicolante saponoso per essere eliminate con più facilità.
    Per saperne di più basta consultare l'articolo di approfondimento QUI.

Impacchi post-shampoo


Sono tutti quegli impacchi che si praticano subito dopo aver risciacquato i capelli dal prodotto detergente, si inseriscono specificamente tra il punto 7 e il punto 8 della fase 2, ossia tra il risciacquo e il risciacquo acido. In realtà l'applicazione di un impacco post-shampoo richiede che il punto 7 relativo ai risciacqui multipli venga ripetuto dopo l'impacco. Anche in questo caso, gli impacchi post-shampoo possono essere di due tipi:
  • Impacchi idratanti: hanno lo scopo di fornire idratazione al capello, sono utili a chi soffre di capelli secchi o crespi. Sono realizzati con prodotti a base acquosa così da fornire liquidi ai fusti, per cui non richiedono una rimozione forte come gli impacchi pre-shampoo, ed è sufficiente l'acqua per rimuoverli. Questi tipi di impacco possono essere anche realizzati prima dello shampoo in caso di capelli molto sfibrati che necessitano di una protezione supplementare durante la fase di lavaggio.
    Il balsamo può essere considerato un impacco post-shampoo di tipo idratante.
  • Per saperne di più basta consultare l'articolo di approfondimento QUI (link di prossima attivazione).
  • Impacchi proteinizzanti: hanno lo scopo di "ristrutturare" il capello, fornendo cheratina supplementare. Sono utili a capelli danneggiati e sfibrati. La base della loro costituzione è di tipo proteico e lo scopo è che restino almeno parzialmente sui capelli, per questo motivo è importantissimo effettuarli dopo il lavaggio, e in tal caso, salvo si tratti di prodotti solidi o impiastri, si può ricorrere al semplice risciacquo acido per chiudere le cuticole, senza effettuare un risciacquo approfondito proprio per non eliminare del tutto il prodotto dai capelli.

Impacchi post-asciugatura


Sono impacchi che si praticano ad asciugatura ultimata, quindi alla fine della fase 3. In verità non si tratta di veri e propri impacchi in quanto la quantità di prodotto utilizzata per questi trattamenti è davvero esigua. Si tratta generalmente di trattamenti protettivi, atti a fungere da barriera tra i capelli e l'ambiente esterno, e nel contempo fornire idratazione e nutrimento a rilascio graduale. Questi impacchi si effettuano dopo l'asciugatura per evitare che vadano ad amplificare l'effetto dannoso del calore durante l'asciugatura col phon
In questa categoria rientrano le maschere e i balsamo senza risciacquo e il leave-in (per saperne di più basta consultare l'articolo di approfondimento QUI)

Consigli per i riccioli

 

I capelli ricci richiedono alcuni accorgimenti particolari, in quanto chi ha capelli ricci non può esimersi dal pettinarli da bagnati.
Il primo accorgimento che suggerisco è l'acquisto di una Tangle Teezer che, come ho detto in precedenza, è stata progettata proprio per trattare i capelli ricci nel momento in cui sono bagnati.
Il secondo accorgimento, per ridurre ulteriormente i danni, è di districare i capelli o durante l'impacco pre-shampoo di tipo nutriente, oppure durante l'applicazione del balsamo/impacco idratante. Le sostanze oleose/acquose di cui sono ricoperti i capelli in questi due momenti facilitano lo scioglimento dei nodi riducendo l'attrito dello strumento districante, e in questo modo si riducono anche i danni ai capelli.
Il terzo accorgimento, per avere un ricciolo perfetto senza dover ricorrere necessariamente a phon bollente e diffusore, è di imparare il metodo del plopping per asciugare i capelli senza l'uso del calore, oppure di fare la ruota svedese se volete una messa in piega liscia che però non vi danneggi i capelli.

Consigli per gli acquisti

 
                                   nylon             cinghiale           vegetale

26 giugno 2018

Cowash, cos'è e come si fa? - Capellomanie per Principianti





Il termine cowash nasce dalla contrazione delle parole inglesi conditioner only wash.
La sua stessa definizione, dunque, ci permette di comprendere di cosa stiamo parlando: lavare i capelli utilizzando il balsamo.
Nel cowash si utilizza il balsamo come detergente in sostituzione dello shampoo.
Questo perché il balsamo, pur essendo un prodotto progettato per condizionare, idratare, nutrire e disciplinare i capelli, contiene anch'esso una percentuale di tensioattivi, le sostanze che, negli shampoo, svolgono il ruolo di detergente.

Per chi è utile il cowash?


Il cowash è ideale per chi ha la necessità di lavare spesso i capelli, ma vuole ridurre i danni causati da lavaggi frequenti:

  1. chi pratica sport o va in piscina
  2. chi lavora nei ristoranti
  3. chi in estate va in vacanza al mare
Insomma, tutte quelle persone che non possono sostenere intervalli tra shampoo lunghi come chi magari studia o svolge un lavoro d'ufficio o si occupa della casa e della famiglia.



  1. Chi soffre di cute grassa e capelli secchi
  2. Chi ha capelli crespi e fragili
  3. Chi ha capelli secchi
  4. Chi ha capelli porosi
  5. Chi ha capelli ricci

Come si fa il cowash?


La procedura è molto semplice:

  • Bagniamo abbondantemente i capelli.
  • Preleviamo una noce di balsamo e applichiamola prima di tutto sulle lunghezze, massaggiamole con cura e lasciamo in posa.
  • Mentre il balsamo resta in posa sulle lunghezze, applichiamo una seconda noce di balsamo in cute, distribuendola bene e massaggiando con cura per almeno 5-10 minuti (chi soffre di cute grassa è bene che massaggi più a lungo per sfruttare al massimo il potere detergente e fluidificare il più possibile le impurità presenti in cute).
  • Massaggiando, non dimentichiamo di diluire il prodotto bagnando regolarmente le mani così da fluidificare il balsamo e permettergli di agire al meglio.
  • Trascorsi i 5-10 minuti di massaggio, procediamo con il risciacquo. Iniziamo risciacquando a filo d'acqua, così da diluire lentamente il prodotto e continuando a massaggiare per bene cosicché l'acqua possa legarsi alla parte idrofila delle molecole del balsamo e possa portare via lo sporco che si sarà legato alla "testa" (la parte lipofila) dei tensioattivi.
  • Risciacquiamo a lungo e con accuratezza finché sentiamo i capelli "fischiare". La principale attenzione che dobbiamo avere è appunto di risciacquare con molta cura, in modo da eliminare tutti i residui, che potrebbero lasciare i capelli leggermente appiccicosi e appesantiti.
  • Alla fine del risciacquo, effettuiamo il risciacquo acido per concludere lo shampoo.

Il cowash-scrub con lo zucchero


Questa particolare tipologia di cowash prevede di aggiungere alla quantità di balsamo utilizzata un cucchiaio di zucchero e mescere i due elementi in modo omogeneo.
Il cowash addizionato con lo zucchero permette di effettuare uno scrub alla cute mentre facciamo lo shampoo.
Scrubbare la cute è utile, soprattutto quando soffriamo di forfora o di eccessi di sebo, a favorire la corretta traspirazione della pelle. Una cute che traspira correttamente è il miglior substrato per la crescita di capelli sani e forti.
Lo zucchero, inoltre, ha un leggero potere umettante e durante il tempo di posa favorisce l'idratazione di cute e capelli.

Molto spesso si pensa che il cowash sia esclusivamente quello fatto con lo zucchero, personalmente però consiglio l'addizione di zucchero soltanto una o due volte al mese perché la ripetizione costante dello scrub potrebbe andare a irritare una cute sensibile o peggiorare la condizione di una cute in stato irritativo in quanto lo zucchero, pur essendo uno scrub più delicato dei normali scrub in commercio, svolge comunque una leggera azione abrasiva che, ripetuta nel tempo, soprattutto a chi effettua lavaggi frequenti, può causare danni all'integrità della pelle e andare a indebolire le radici.



Vantaggi del Cowash


Riduzione dei danni da tensioattivi
Idratazione e nutrimento della cute e della chioma mentre si lavano i capelli
Questo trattamento risolve sul lungo periodo i problemi di capelli secchi, capelli grassi, crespo e fragilità da disidratazione


Svantaggi del Cowash


Se non si risciacqua bene, i capelli potrebbero restare appesantiti e appiattirsi
Occorre una quantità di balsamo almeno doppia rispetto a quella utilizzata in uno shampoo normale.

Come scegliere il balsamo giusto per il Cowash


Se vogliamo utilizzare il balsamo per lavare i capelli dobbiamo tenere conto di alcuni fattori:

  • Il prodotto non deve contenere siliconi o altre sostanze filmanti a base di petrolio, consultare i siti che indicano gli inci di buona qualità o ricorrere a un prodotto ecobio è molto importante)
  • Prediligiamo un balsamo che contenga pochi oli e posizionati alla fine dell'INCI, balsami troppo grassi e nutrienti possono rivelarsi troppo pesanti e costringerci a ridurre ulteriormente il nostro range di shampoo
  • Se utilizziamo il Cowash per ridurre i problemi di sebo in eccesso, assicuriamoci che sia un prodotto ricco di sostanze idratanti (acque vegetali, mucillagini, estratti di piante e fiori) e con pochi elementi nutrienti (oli, burri), quindi orientiamoci su balsamo destinati a capelli sottili e delicati, che abbiano come scopo la volumizzazione senza appesantire.


F.A.Q.


Ho i capelli grassi, posso fare il Cowash?

Certamente, assicurati di acquistare un prodotto molto idratante e poco nutriente e risciacqua bene per eliminare ogni residuo. Tieni conto che all'inizio i capelli dovranno abituarsi quindi potresti notare che tendono ad ungersi un po' prima, resisti per i primi 5-6 shampoo e vedrai che la situazione si ristabilizzerà e con il tempo potrai addirittura diradare ulteriormente.

Il Coawash lava bene?

Assolutamente sì, i tensioattivi presenti nel prodotto svolgono esattamente la stessa funzione dei tensioattivi contenuti nello shampoo, va solo massaggiato più a lungo perché l'azione è più lenta.

Se pratico il Cowash, posso fare impacchi pre-shampoo di tipo oleoso?

Certo. Il Cowash lava alla perfezione anche gli impacchi oleosi, dovrai solo fare una passata di lavaggio in più. Ricorda che quando non riusciamo a lavare via un impacco di olio non è quasi mai colpa del prodotto detergente, ma nostra perché abbiamo applicato olio in eccesso rispetto alle necessità dei capelli.

Posso alternare il Cowash ad altri tipi di lavaggio?

Tranquillamente, il Cowash è un metodo di detersione che si presta ad essere alternato sia a shampoo con altri prodotti di carattere industriale, sia a shampooo alternativi di tipo naturale.

Posso fare il Cowash quando ho i capelli molto sporchi?

In linea generale, è sconsigliabile utilizzare questa metodologia di lavaggio quando si hanno capelli estremamente sporchi, soprattutto se è la prima volta che si utilizza e non si è esperti, è preferibile fare il cowash quando i capelli sono moderatamente sporchi. Il cowash lava molto bene anche capelli molto sporchi ma occorre "prencerci la mano" prima di lanciarsi nell'impresa di rimuovere grandi eccessi di sebo.