Translate

Visualizzazione post con etichetta capelli belli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta capelli belli. Mostra tutti i post

20 novembre 2020

Prendersi cura dei capelli sottili - Cura dei Capelli




Il capello sottile è, tra tutte le tipologie di capello, quella che subisce il peggiore ostracismo popolare. Viene considerato difficile da gestire, troppo delicato per farlo crescere oltre certe lunghezze, incapace di restare disciplinato e di prendere lustro con un'acconciatura ben realizzata.
Chi ha capelli sottili lo sa bene, si sente dare decine di suggerimenti su come dovrebbe curare e portare i capelli, che vengono considerati alla stregua di una piaga, soprattutto per una donna, in cui il canone estetico richiede una chioma folta e fluente.

28 agosto 2019

Routine Trifase: Idratazione - Cura dei Capelli





Nell'articolo sui capelli secchi (che puoi recuperare QUI) abbiamo imparato a riconoscere e prenderci cura correttamente di questa tipologia di capello.
In questo articolo approfondiamo l'argomento collegandolo alla calendarizzazione della routine trifase, conosciuta anche col nome di cronogramma capillare.
In un articolo di qualche tempo fa abbiamo già compreso in linea generica quali sono le tre fasi della routine trifase e come calendarizzare al meglio i trattamenti (puoi recuperare l'articolo QUI) in base alle esigenze dei nostri capelli.

A cosa serve idratare i capelli




Innanzitutto chiariamo l'importanza di idratare con applicazioni topiche. Il capello per sua natura tende a disidratarsi, perché di fatto è materia morta, non riceve alimentazione dall'interno una volta emerso dalla pelle. Questo implica che il tempo, gli agenti esterni (sole, vento, freddo) causino una perdita di idratazione fisiologica.
Oltre alla disidratazione naturale, ci sono altri fattori che contribuiscono alla perdita di liquidi dai fusti:
  • Uso di prodotti troppo sgrassanti o aggressivi
  • Styling con strumenti di calore
  • Tinture sintetiche e decolorazioni
Tutte queste concause contribuiscono ad accelerare il naturale processo di disidratazione dei fusti e conseguentemente ne accorciano la vita, inficiando il nostro percorso di crescita.
L'applicazione di sostanze idratanti in loco ha una doppia funzione, la prima è di tipo preventivo, serve in pratica a fornire un surplus di liquidi ai fusti così da andare a limitarne la perdita; la seconda reintegra i liquidi persi e riporta i capelli in una condizione di perfetta idratazione, soprattutto se non ricorriamo a trattamenti invasivi, ma la disidratazione è originata solo dai fattori naturali.

Gli impacchi idratanti


L'idratazione topica avviene mediante gli impacchi idratanti, utilizzando sostanze acquose. Agli impacchi idratanti può essere aggiunta una componente condizionante per favorire ulteriormente la districabilità del capello.
L'impacco idratante, non contenendo sostanze grasse, va effettuato post-shampoo, a capelli perfettamente puliti per massimizzarne l'effetto.

Come si fa l'impacco idratante





Un buon impacco idratante si effettua subito dopo il lavaggio dei capelli, può essere fatto a capelli umidi o a capelli asciutti, la scelta è personale e viene influenzata principalmente dalla consistenza dell'impacco.
Il preparato si applica uniformemente dalle radici alle punte, abbondando su queste ultime in quanto generalmente rappresentano la parte più vecchia e disidratata del fusto.
Per idratare correttamente i capelli è importantissimo lavorarli a ciocche singole così da non lasciare parti scoperte, esattamente come quando si effettua un impacco tintorio, altrimenti l'idratazione non sarà uniforme e il miglioramento della chioma sarà compromesso. Dopo aver lavorato le ciocche singolarmente, si fa una seconda copertura lavorando tutta la chioma in poche passate.
Ricoperta tutta la chioma con l'impacco, raccogliamola e fissiamola con un mollettone e quindi copriamo con una busta o della pellicola (per essere totalmente amici della natura, basta acquistare la pellicola di mais, biodegradabile ed ecologica) e lasciare in posa.
La posa ha tempi variabili a seconda delle esigenze dei capelli e del tipo di preparato che applichiamo, in genere l'arco di posa va dai 20 minuti alle 2 ore al massimo.
Personalmente ho notato che i miei capelli non gradiscono pose che superino l'ora e mezza, e che anzi riducendo i tempi a un'ora o soli 40 minuti la resa è molto più efficace.
Altre ragazze, invece, addirittura notano ottimi effetti con pose brevissime (15 minuti o meno) equiparando praticamente la posa di una maschera o un balsamo. Sperimentate diversi tempi di posa con la stessa ricetta così da capire quale sia il tempo più adatto ai vostri capelli.
Assolutamente non superate le due ore di posa, perché oltre questo limite l'impacco non solo non idraterà più, ma farà macerare la cute e oltretutto finirà col tirare nuovamente fuori dai fusti l'acqua che ha rilasciato, causando una maggiore secchezza.

Quali sono le sostanze idratanti




Per idratare i capelli si può ricorrere a una serie di sostanze naturali:


  • Gel naturali (di fieno greco, di semi di lino, di amido di mais o di riso, di katira) i gel naturali sono ricchi di mucillagini e sostanze che penetrano nel capello andando a ricostituire la giusta idratazione
  • Farine idratate si tratta di farine che non hanno proprietà detergenti o sgrassanti, quindi farina di riso o d'avena, possono essere idratate a crudo, mescolandole a dell'acqua o a un gel e lasciandole riposare per circa mezz'ora, oppure le si può idratare cuocendole. Il secondo sistema è il più semplice per evitare impasti troppo fluidi in quanto, qualora eccedessimo con l'acqua, è sufficiente cuocere il preparato fino a ottenere la densità giusta.
  • Idrolati e distillati vegetali, sono utili per un'idratazione leggera ma frequente in quanto vengono assorbiti molto rapidamente. In genere le acque vegetali sono utilissime per realizzare un leave-in leggero.
  • Erbe con proprietà emollienti come l'amla, il sidr, il fieno greco che favoriscono l'ammorbidimento dei capelli, e se preparate con altre sostanze idratanti riescono a reidratare fortemente i fusti

Calendarizzare i trattamenti




Dobbiamo ricordare che, per avere una reale efficacia, i trattamenti devono avere una certa continuità, e la routine trifase serve appunto ad organizzare in modo più efficiente questa continuità calendarizzando a cadenze regolari i diversi trattamenti necessari ai capelli.
Indipendentemente dalla tipologia di capello che abbiamo (se non conosci la tua tipologia di capelli puoi recuperare l'articolo in cui ne parlo QUI) la fase dell'idratazione è sempre quella più frequente, e questo perché naturalmente i capelli tendono sempre a disidratarsi un po', e perché spesso li sottoponiamo a trattamenti e stress che vanno a peggiorare la situazione.
Nella tabella che segue possiamo vedere un esempio efficace di calendarizzazione dei trattamenti idratanti a seconda della tipologia e delle esigenze dei nostri capelli:



VIDEO CORRELATI













26 settembre 2018

Ottimizzare i tempi - Cura dei Capelli

Il più grande problema di chi sceglie di prendersi seriamente cura dei capelli, e in particolar modo di chi sceglie di seguire un percorso di cosmesi total natural, è la carenza di tempo.
Lo stile di vita occidentale è frenetico, richiede una velocità sempre più elevata e un'efficienza produttiva costante, talvolta ai limiti dell'umana possibilità. Come conciliare tutti i propri impegni con la cura dei capelli, soprattutto utilizzando materie prime e composti preparati al momento?


I capelli non hanno bisogno di tutto


Per prima cosa, è importante sapere che i capelli non hanno bisogno di tutte le ricette e tutti gli impacchi che sono reperibili in rete o nei manuali. Occorre capire quali siano le necessità dei nostri capelli, quali impacchi e trattamenti facciano loro più bene e ogni quanto tempo sia necessario operare per mantenere al meglio la loro salute.
Per capire di cosa hanno bisogno i nostri capelli dobbiamo prima di tutto conoscerne le problematiche. Sapere qual è la debolezza principale dei nostri capelli ci darà un punto di partenza su cui focalizzarci. Questo ci permette di distinguere i trattamenti per priorità.
I trattamenti ad alta priorità andranno ad includere tutti quegli impacchi che mirano a risolvere la debolezza primaria dei nostri capelli e sono quelli che è bene trovare il tempo di realizzare con regolarità.
I trattamenti a bassa priorità andranno ad includere tutti quegli interventi secondari, che contribuiscono a migliorare la salute del capello, ma che possono essere effettuati anche saltuariamente.
Esempio: io ho capelli ipercheratinici tendenti al secco, questo significa che la mia debolezza tricologica è la disidratazione.
Il mio trattamento ad alta priorità è dunque l'impacco idratante, che ripeto a ogni shampoo, per mantenimento pratico il leave-in tutti i giorni.
Il mio trattamento a bassa priorità è l'impacco nutriente che ripeto quando ho tempo, cercando di farne almeno due o tre al mese. Una volta al mese realizzo anche l'hennè.

Calendarizzare


Il passo più importante è calendarizzare la routine, ripetendo settimanalmente i trattamenti ad alta priorità e mensilmente quelli a bassa priorità.
In base al nostro lavoro/studio stile di vita scegliamo un giorno a settimana in cui sappiamo di poter dedicare più tempo ai capelli.
Esempio: io studio, quindi sono impegnata dal lunedì al venerdì, per cui dedico il sabato o la domenica alla cura dei capelli. Oppure suddivido le cure nei due giorni così da non passare tutta la giornata a fare la capellomane.

Frammentazione dei trattamenti


Se sappiamo già di non avere un giorno "speciale" per i capelli, l'ideale è frammentare i trattamenti in modo da poter "spalmare" il tempo totale in più giorni.
Esempio: quando sono molto impegnata con lo studio in genere faccio lo shampoo di sabato e l'impacco idratante il giorno dopo. Oppure, quando devo fare l'hennè, non lo faccio mai lo stesso giorno in cui ho fatto lo shampoo.


Mentre curiamo i capelli possiamo fare altro


Fare un impacco non significa doversene restare immobili come mummie per ore, ma possiamo ottimizzare i tempi tenendo su gli impacchi mentre facciamo altro, sia per quanto riguarda la cura del corpo, sia per quanto riguarda le più disparate attività.

Ottimizzare l'hennata

L'impacco di hennè va tenuto su parecchio tempo (almeno 2-3 ore), per cui durante la posa possiamo dedicarci ad attività lunghe come lo studio, la lettura di un libro, la visione di un film, le pulizie della casa, stirare o fare il bucato. Se la posa è davvero molto lunga, l'hennata può essere applicata la sera prima di andare a dormire e rimossa il mattino dopo (questo metodo è sconsigliato a chi soffre di cervicale e torcicollo frequenti).

Ottimizzare l'impacco oleoso pre-shampoo

Generalmente, io faccio l'impacco d'olio prima di scendere a fare la spesa in quanto l'olio aiuta a mantenere i capelli ben fermi nel raccolto, e quando torno dopo un'oretta o due posso tranquillamente fare lo shampoo. Oppure si può applicare l'olio ai capelli e raccoglierli prima di fare la doccia, così mentre ci laviamo, depiliamo, applichiamo la crema, e dopo la doccia ripuliamo i sanitari, sarà passato il tempo necessario.
Se abbiamo una routine total natural, il tempo dell'impacco può essere dedicato alla preparazione di decotti e infusi per il risciacquo acido a chiusura dello shampoo, alla preparazione dei gel o di maschere per il corpo e il viso.

Ottimizzare l'impacco idratante post-shampoo


Come per l'impacco pre-shampoo, l'ìmpacco post shampoo può essere dedicato alla preparazione di maschere per il corpo o il viso, oppure per studiare, occuparci dei bambini o pulire casa.

Ottimizzare le preparazioni


Una delle cose che scoraggia di più, soprattutto chi è all'inizio di un percorso total natural, è la necessità di preparare gli impasti al momento.
Premettiamo innanzitutto che buona parte degli impasti sono composti di due o tre ingredienti e si realizzano in meno di due minuti, per quei preparati che richiedono più tempo si può ottimizzare piuttosto facilmente.
Un gel può essere estratto in grandi quantità quando si ha tempo e congelato in monoporzioni da scongelare al momento della necessità.



Come ottimizzo i tempi


Dopo quattro anni di routine total natural, per me è diventato naturale seguire una calendarizzazione che mi garantisce di sfruttare tutti i tempi morti.

  1. - Preparo il gel di fieno greco una volta al mese (in genere di sabato, dopo aver lavato i capelli), ne estraggo un litro circa che congelo in monoporzioni utilizzando le forme per fare i cubetti di ghiaccio. Durante la preparazione del gel, che mi richiede ben 4 ore tra bollitura e filtratura, ascolto le registrazioni delle lezioni che ho seguito in aula, oppure quelle che ho fatto di me stessa mentre ripeto gli argomenti di studio, in questo modo mi garantisco 4 ore di studio non-stop mentre mi prendo cura dei miei capelli.
    Oltre a studiare, trovandomi in cucina, generalmente ne approfitto anche per cucinare il pranzo o la cena, oppure per fare una torta.
  2. - Il gel di amido di mais va preparato al momento, per cui lo preparo durante l'impacco pre-shampoo, prima di andare a fare la spesa. La sua preparazione richiede poco tempo, per cui in genere lo faccio cuocere mentre faccio colazione, girando ogni tanto per impedire la formazione di grumi.
  3. - Quando voglio hennarmi, lo faccio la domenica entro mezzogiorno, così tengo l'hennè in posa (la mia posa dura al massimo 3 ore) mentre cucino, pranzo e lavo i piatti. Molto spesso, visto che mi avanza altro tempo prima di rimuovere l'impacco, ne approfitto per fare maschere al viso e alle mani, poi intorno alle tre del pomeriggio posso lavarla via senza che mi abbia creato particolari impedimenti.
  4. - I decotti e gli infusi per il risciacquo acido richiedono tempo per raffreddarsi prima dell'uso, quindi li preparo al mattino prima di mettermi a pulire casa, mentre preparo e consumo la colazione.
  5. - Search and destroy lo faccio in genere ogni 7-10 giorni mentre guardo i video dei canali youtube a cui sono iscritta (ovviamente quelli in cui non occorre necessariamente vedere il video, come ad esempio Breaking Italy) o studio utilizzando contenuti multimediali.

La mia scaletta shampoo ottimizzata



  1.  Ore 9.00 Preparazione del decotto alla buccia di cipolla e del gel all'amido di mais mentre faccio colazione. Nel frattempo metto a scongelare anche una o due cialde di gel di fieno greco in una ciotolina.
  2. Ore 9.30 Applicazione dell'impacco oleoso sui capelli perfettamente districati, posa 2 ore circa con i capelli raccolti in japanese o spock bun, e sono pronta per andare a fare la spesa, per andare a correre o fare un circuito di aerobica. Di ritorno, preparo l'impasto di farina di ceci e gel di fieno greco e metto le spazzole a bagno nell'acqua e detergente per far ammorbidire lo sporco prima di lavarle.
  3. Ore 11.30 lavo i capelli, operazione che mi richiede circa 10-15 minuti tra applicazione, massaggio e risciacquo.
  4. Ore 11.40-45 Avvolgo i capelli nell'asciugamani e lavo le spazzole, mettendole ad asciugare in un luogo ventilato ma asciutto.
  5. Ore 12.00 Svolgo l'asciugamani e applico il gel di amido di mais dalle radici alle punte, quindi raccolgo i capelli e lascio in posa almeno 1 ora. Se cucina mio padre, occupo l'ora studiando, scrivendo, preparando i contenuti per il canale. Se invece mio padre è impegnato allora preparo io il pranzo.
  6. Ore 13.00 Preparo la bottiglia per il risciacquo acido aggiungendo infusi, acqua e aceto e vado a risciacquare i capelli (prima risciacqui normali, infine risciacquo acido)
  7. Ore 13.05 Avvolgo i capelli in un secondo asciugamani e apparecchio la tavola per il pranzo.
  8. Ore 13.30 ho terminato di pranzare e posso rimuovere l'asciugamani, i capelli sono praticamente quasi asciutti, quindi lascio che si asciughino completamente all'aria mentre lavo i piatti.
  9. Ore 13.45 i capelli sono perfettamente asciugati e posso nebulizzarli con l'acqua di rose e passare l'olio per il leave-in.
Se il giorno dopo devo hennare, salto l'impacco idratante (che in genere pratico dopo l'hennata e concludo lo shampoo col risciacquo acido senza leave-in).

So che qualcuno di voi si starà domandando quando mi occupo della casa e dei miei nove gatti. Semplice, la mia sveglia è sempre alle sei e mezza del mattino, per cui dalle sei e mezza alle nove pulisco casa e le lettiere. Ovviamente se avete tempi diversi e volete dormire un po' di più senza svegliarvi col gallo, invece di andare a correre o fare sport durante l'impacco oleoso, potete tranquillamente impiegare quel tempo per pulire casa.


Consigli supplementari

  • Se avete dei bambini piccoli, provate a coccolarvi quando loro dormono o sono all'asilo, quindi al mattino presto appena sveglie, nel pomeriggio quando fanno il sonnellino oppure la sera dopo la pappa.
  • Se avete un lavoro a turnazioni che vi impedisce di avere un giorno fisso alla settimana da dedicare ai capelli, ricordate che per fortuna i capelli sono flessibili e non si offendono se spostate il giorno di cura a un giorno prima o dopo quello stabilito.
  • Alcuni preparati possono essere realizzati il giorno prima e conservati in frigo (un esempio è la farina di ceci o i gel), per cui potete prepararli la sera prima di andare a dormire, così da averli pronti all'uso al mattino dopo appena svegli.


17 settembre 2018

Routine Trifase (proteinizzazione, idratazione, nutrizione) - Cura dei Capelli


Il capello ha una struttura composta da quattro sostanze principali: proteine, liquidi, lipidi ed elementi minerali. Principalmente, il corpo ottiene questi elementi attraverso l'alimentazione, e grazie ad essi, nel follicolo cutaneo si forma il capello. Un'alimentazione sana ed equilibrata, quindi, garantisce che il follicolo abbia tutti i nutrienti necessari alla formazione di un capello sano.
Un mezzo fondamentale per mantenere la salute della chioma è l'applicazione topica di sostanze che vadano a reintegrare gli elementi di cui è costituito il capello in quanto agenti atmosferici, inquinamento, stress meccanici e chimici vanno a deteriorare la fibra capillare.
Esistono diverse tecniche per calendarizzare l'applicazione topica, una di queste è la routine trifase.
Questo particolare tipo di routine si fonda su tre tipi di trattamenti da attuare alternatamente ad ogni shampoo.


Le tre fasi


Come capiamo già dal nome, la routine trifase si costituisce di tre fasi, tre tipi di trattamenti da attuare in alternanza ad ogni shampoo.

Proteinizzazione


Questa fase ha come scopo andare a reintegrare la cheratina, base strutturale del capello, riducendo così il problema della destrutturazione.
Un capello si presenta destrutturato quando viene sottoposto a trattamenti troppo invasivi come tinture di tipo sintetico, quando si utilizzano i mezzi di calore (phon, piastra, ferro arricciacapelli) in modo indiscriminato o ci sottoponiamo a trattamenti di alterazione della forma dei capelli (sostegno permanente o stiratura in crema) che vanno a danneggiare i ponti disolfuro. In tutti questi casi la cheratina viene denaturata e si distrugge.
Anche naturalmente, per l'azione del tempo e degli agenti atmosferici (sole, acqua) il capello tende a perdere cheratina.
L'unico tipo di capello che non risente particolarmente di questo processo di deterioramento è il capello ipercheratinico.
Il capello destrutturato si presenta sfibrato, fragile, è soggetto ai nodi, alle doppie punte e alle fratture strutturali.
Il trattamento di proteinizzazione consiste nell'applicare cheratina (di origine animale o vegetale) o altre proteine in un impacco pre-shampoo da tenere in posa tra i 30 e i 60 minuti.
Le sostanze proteinizzanti sono:

  • Cheratina (animale)
  • Fitocheratina (vegetale)
  • Proteine del riso idrolizzate (hanno anche effetto volumizzante)
  • Ceramidi vegetali (contengono glicerina)
  • Farina di Ceci
  • Uova

Idratazione


Lo scopo di questa fase consiste nel reintegrare la quantità di acqua che normalmente il capello tende a perdere, seccandosi. L'acqua evapora sia per cause naturali (calore, umidità, sole) sia come conseguenza di trattamenti scorretti o eccessivi (phon troppo caldo e ravvicinato, uso sconsiderato della piastra o del ferro arricciacapelli, uso di prodotti contenenti siliconi etc.).
La disidratazione rende il capello meno elastico e quindi più fragile agli stress di tensione e torsione, il suo aspetto è opaco, simile a paglia, e i capelli non sono morbidi al tatto ma risultano duri. Nel complesso, la chioma disidratata appare priva di vigore e lucentezza, appiattita e senza forma.
Il trattamento idratante consiste in un impacco post-shampoo da tenere in posa 1 o 2 ore, a cui segue un risciacquo accurato.
Le sostanze idratanti sono:

  • gel naturali (di fieno greco, di amido di mais, di semi di lino, di aloe vera)
  • acque vegetali (di rose, di amamelide, di aloe vera, di cocco)
  • latte vegetale (di soia, di cocco, di mandorle)


Nutrizione


Un capello è denutrito quando agenti esterni (calore, umidità smog, freddo) e trattamenti distruttivi (tinture sintetiche, sostegni permanenti, stirature chimiche, decolorazioni) intaccano il film idrolipidico che rende uniforme ed "elastica" la superficie della cuticola.
Un capello denutrito si presenta cromaticamente opaco: il suo colore è spento, smorto, privo di riflessi e sfumature; tende ad annodarsi facilmente e il suo aspetto è lanoso e crespo. I sintomi dei capelli denutriti sono molto simili a quelli dei capelli disidratati, per questo motivo è molto facile fare confusione nella diagnosi.
Il trattamento nutritivo si effettua applicando una sostanza grassa e/o oleosa dalla cute alle radici, da tenere in posa 1 o 2 ore. Il trattamento nutritivo può essere realizzato sia come impacco pre-shampoo, sia come leave-in post shampoo.
Le sostanze nutrienti per i capelli sono:

  • oli vegetali
  • burri vegetali
  • uova
  • miele

Calendarizzare la routine trifase


Nonostante di base la routine trifase preveda una calendarizzazione che si ripete ogni 3 shampoo (al primo shampoo si proteinizza, al secondo si idrata e al terzo si nutre), seguire questo calendario non è propriamente l'ideale per tutti i tipi di capelli. Soltanto un capello normale, non trattato e sano, infatti, trarrà benefici da questo tipo di routine, mentre per tutti gli altri tipi di capelli è bene personalizzare il calendario in modo da potenziare, dei tre tipi di trattamento, quello in cui il capello presenta delle carenze.
Qui di seguito ecco una serie di esempi di calendarizzazione in base al proprio tipo di capelli:


Ovviamente questi esempi hanno puro scopo illustrativo e le fasi secondarie possono anche essere talvolta saltate o dilazionate ulteriormente.

Capelli particolarmente rovinati possono richiedere una calendarizzazione più serrata:


Consigli supplementari

  1. Prima di calendarizzare la routine è bene individuare perfettamente che tipo di capello abbiamo e comprenderne le problematiche.
  2. Qualora non riuscissimo a capire se i nostri capelli sono disidratati o denutriti, è meglio provare prima a potenziare la fase idratante, perché generalmente la disidratazione è la condizione più frequente e procedere col potenziamento della fase di nutrizione solo quando avremo constatato (dopo un ciclo di 8-10 settimane) che idratare i capelli non ha portato risultati sufficienti.
  3. Quando pratichiamo la fase di nutrizione, è bene evitare di eccedere con le sostanze grasse per non essere poi costretti ad effettuare più shampoo consecutivamente per andare a rimuoverle.
  4. Se scegliamo di applicare l'olio come impacco proteinizzante/nutritivo ricordiamoci di lavarlo via con acqua fresca per evitare che il calore dell'acqua lo cuocia sui capelli rendendolo impossibile da rimuovere.


25 agosto 2018

Come lavare correttamente i capelli - Capellomanie per Principianti


Il lavaggio dei capelli è la tappa principale di cura della chioma. Mentre tutte le altre forme di coccola tricologica possono non essere necessarie a tutti i tipi di capelli, e talune possono addirittura essere generalmente facoltative (come le tinture con le erbe), il lavaggio è qualcosa da cui non ci si può esimere.
Troppo spesso siamo convinti di lavare i capelli in modo corretto, ma commettiamo errori di cui non siamo consapevoli. L'azione del lavaggio dei capelli ci è stata insegnata quando eravamo piccoli dai nostri genitori, i quali, non essendo dei capellomaniaci e non avendo competenze di tipo tricologico, molto probabilmente ci hanno tramandato gli stessi errori che sono stati insegnati loro dai genitori.
Per questo motivo è essenziale che questa azione si svolga correttamente, favorendo non solo la pulizia, ma il mantenimento della salute del capello e preparandolo ai trattamenti atti a mantenerlo idratato, nutrito e protetto.

Gli errori più frequenti




Prima di conoscere quali sono i gesti corretti per il lavaggio dei capelli, è importante conoscere gli errori che siamo abituati a commettere, così da poter correggere le nostre abitudini, sostituendole con consuetudini corrette.

  1. Non pettinare i capelli prima di lavarli: è un errore commesso nella convinzione di evitare alla chioma uno stress inutile, ma non pettinare i capelli significa affrontare il lavaggio con una chioma che presenta nodi e che, con le azioni rotatorie delle mani durante shampoo e risciacquo, andrà ad annodarsi ancora di più, rendendo il districaggio post-shampoo un vero e proprio inferno, provocando una caduta di capelli maggiore e fusti spezzati a causa dei nodi composti che si saranno andati a formare.
  2. Non spazzolare i capelli prima di lavarli: è una fase che viene spesso saltata anche nella routine quotidiana, ma è indispensabile. La spazzola distribuisce il sebo dalle radici sulle lunghezze, alleggerendo la cute e migliorando nettamente l'azione del prodotto detergente, il quale potrà garantire una migliore pulizia della cute che respirerà meglio e "lavorerà" meglio nella produzione dei capelli nuovi. La spazzola inoltre rimuove dai fusti le microparticelle di polvere, sebo e smog che restano impigliate tra le cuticole, andando a svolgere una sommaria azione di pulizia, per cui approcceremo allo shampoo con capelli leggermente più puliti.
  3. Non lavorare bene lo shampoo: aspettarsi che sia il prodotto a svolgere un'azione detergente è cosa frequente quanto ingenua. È sì vero che taluni prodotti detergono meglio di altri a causa dell'INCI più adeguato alle nostre esigenze, ma è anche vero che qualsiasi prodotto non laverà a fondo se non viene lavorato accuratamente con le mani. È necessario, dunque, massaggiare con cura per una distribuzione corretta e uniforme dello shampoo su tutta la cute, così avvolgerà completamente i fusti e potrà rimuovere tutto lo sporco.
  4. Applicare tanto prodotto: eccedere col prodotto è soltanto uno spreco di materia e soldi, perché non è la quantità di prodotto a determinare la resa di uno shampoo, ma la nostra capacità di lavorarlo. Una noce di prodotto è più che sufficiente. La cosa importante è distribuire bene la sostanza su tutta la cute e i primi centimetri di lunghezze. 
  5. Applicare lo shampoo sui capelli asciutti: affinché il prodotto si distribuisca come si deve, i capelli devono essere stati già ampiamente bagnati prima dell'applicazione dello shampoo, e la noce che applichiamo va diluita ulteriormente con altra acqua perché più la sostanza viene fluidificata più è facile da distribuire e lavorare.
  6. Applicare lo shampoo anche su lunghezze e punte: fa molto male ai capelli, perché andiamo ad aggredire una parte della chioma che non è particolarmente sporca (non venendo raggiunta dal sebo) con una sostanza che andrà a rimuovere gli oli del film idro-lipidico protettivo dei fusti e finirà col renderli più fragili ed esposti agli agenti atmosferici, allo smog e a tutte quelle particelle dannose in sospensione nell'aria. Anche se abbiamo applicato un impacco oleoso non occorre applicare shampoo su lunghezze e punte, sarà sufficiente tirare verso il basso con l'ausilio dell'acqua una porzione di shampoo dalla cute, così che lo shampoo, molto molto diluito, potrà rimuovere i residui oleosi dell'impacco senza andare ad intaccare eccessivamente la struttura protettiva del capello.
  7. Fare più passate: rilavare due o tre volte i capelli è perfettamente inutile e deleterio per la salute della chioma. Uno shampoo ben fatto non necessita di seconde o terze passate, neppure se soffriamo di capelli grassi. Anzi, quando soffriamo di seborrea, eccedere con lo shampoo finirà col danneggiare i capelli, irritare la cute e peggiorare ulteriormente la situazione.
  8. Risciacquare una sola volta: molto spesso tendiamo a praticare con attenzione il lavaggio, ma non fare altrettanto con il risciacquo, lasciando conseguentemente residui di prodotto sui capelli che a lungo andare ne verranno danneggiati. Il risciacquo va ripetuto almeno 3 volte per eliminare per bene ogni residuo.
  9. Risciacquare con acqua troppo calda: utilizzare acqua calda durante il risciacquo danneggia i capelli, favorisce il sollevamento delle cuticole rendendo il fusto ruvido e più soggetto ai nodi. La temperatura ideale deve essere leggermente tiepida sulle mani e viene percepita come freschina sulla cute. La temperatura dell'acqua va via via diminuita tra un risciacquo e l'altro e l'ultimo risciacquo deve essere praticato "a freddo" ossia con la temperatura più bassa di tutto il processo di lavaggio che riusciamo a tollerare senza soffrirne.
  10. Risciacquare usando troppa acqua ma senza lavorare bene i capelli: non serve a niente aprire il getto al massimo, perché non sono la quantità e la prepotenza dell'acqua a rimuovere il prodotto, ma l'azione delle nostre mani.
  11. Pettinare i capelli da bagnati: se non abbiamo i capelli ricci o riccissimi (leggi l'articolo sulla classificazione dei capelli per conoscere il tuo tipo di capelli) pettinare i capelli da bagnati è un errore gravissimo, perché in questo momento sono fragili e tendono a spezzarsi e a cadere più facilmente. Non importa se abbiamo applicato il balsamo, se stiamo pettinando col pettine a denti larghi o con la tangle teezer, se possiamo, grazie alla conformazione dei nostri capelli, evitare di pettinarli mentre sono bagnati, facciamolo. Aspettiamo la fine dell'asciugatura per districare i nodi.
  12. Tenere troppo poco tempo i capelli nell'asciugamani: avvolgere i capelli nell'asciugamani per pochi secondi è perfettamente inutile. Lasciamo al tessuto il tempo di assorbire l'acqua sui fusti. 5-15 minuti sono l'ideale per garantire che i capelli escano dall'asciugamani giusto appena un po' umidi.
  13. Strofinare i capelli nell'asciugamani: con la vita frenetica spesso può capitare che, nell'intento di velocizzare l'asciugatura del capelli, finiamo con lo strofinare l'asciugamani sui capelli, sia sulle lunghezze che in radice. Lo strofinio danneggia i fusti perché li sottopone a un forte stress meccanico mentre sono più fragili a causa dell'alto grado di umidità e favorisce l'accumulo di elettricità statica, per cui dopo l'asciugatura i nostri capelli tenderanno ad elettrizzarsi più facilmente.
  14. Uso scorretto del phon: asciugare i capelli usando il phon a massima velocità e temperatura e a distanza ravvicinata fa male ai capelli. Cuoce la cheratina, causa l'evaporazione dell'acqua e denatura gli oli protettivi dei capelli.

Le buone abitudini da acquisire


Ora che abbiamo visto tutti gli errori più frequenti - commessi talvolta anche da esperte capellone - andiamo insieme a vedere quali sono le corrette abitudini da apprendere per lavare i capelli in modo efficace e rispettoso della loro struttura.

Fase 1: preparazione allo shampoo



  1. Districare i capelli: pettiniamo gentilmente i capelli seguendo il metodo che abbiamo visto nell'articolo Come si pettinano e si spazzolano i capelli così da sciogliere tutti i nodi e avere una chioma totalmente districata e disciplinata su cui si potrà lavorare più facilmente.
  2. Spazzolare i capelli: spazzoliamo i capelli così da rimuovere i residui di polvere e distribuire meglio il sebo, svolgendo così una prima grossolana pulizia che facilita le operazioni successive.

Fase 2: il lavaggio



  1. Bagnare i capelli: abbondantemente per creare un buon substrato su cui lavorare successivamente il prodotto. Non basta nebulizzare o inumidire i capelli, devono essere bagnati e grondare acqua, solo così si avrà una base ottimale.
    1. mettere in una bottiglietta o una tazza la quantità di shampoo necessaria e andare ad aggiungere un paio di cucchiai di acqua.
    2. porre il prodotto sui capelli e andare a diluirlo usando piccole quantità di acqua che verranno distribuite con le mani e serviranno a fluidificare il prodotto direttamente in posa.
  2. Distribuire uniformemente il prodotto sulla cute: applichiamo piccoli tocchi di shampoo sui punti fondamentali del capo: attaccatura frontale (dove si trova la scriminatura dei capelli), tempie, attaccatura posteriore, sommità del capo. Quindi bagniamoci le mani e iniziamo a distribuire il prodotto con delicati dei polpastrelli, come se tracciassimo delle piccole virgole sulla cute, andando mano a mano ad ampliare la zona di pelle toccata dal prodotto. Massaggiamo con cura con le mani sempre ben bagnate finché sentiremo che lo shampoo è uniformemente distribuito su tutta la chioma.
  3.  Massaggiamo con cura: facciamo piccoli movimenti a virgola oppure dei semicerchi con le dita senza graffiare la cute con le unghie e massaggiamo, avendo sempre cura di bagnare frequentemente le mani per fluidificare lo shampoo il più possibile. Questo passaggio deve occuparci almeno dai 3 ai 5 minuti, al di sotto la cute non sarà stata massaggiata a dovere, lo sporco non si sarà sciolto del tutto e lo shampoo non riuscirà a pulire totalmente i capelli.
  4. "Tiriamo" il prodotto verso le lunghezze: una volta che avremo massaggiato la cute, diluiamo ulteriormente il prodotto spingendolo con le mani verso le lunghezze, possiamo fluidificare ulteriormente lo shampoo iniziando un micro-risciacquo aprendo il rubinetto a filo, così la quantità di acqua sarà sufficiente a facilitare la discesa dello shampoo verso le lunghezze ma non tale da portarlo del tutto via.
  5. Facciamo tre risciacqui: fare un solo risciacquo non rimuove tutti i residui di shampoo e sporco dai capelli, che finiranno con lo sporcarsi prima, per cui procediamo con risciacqui ripetuti:
    1. il primo risciacquo serve ad eliminare "il grosso" del prodotto, la schiuma e i resti "fisici" della sostanza con cui stiamo lavando i capelli.
    2. il secondo risciacquo agisce più in profondità tra i fusti e sulla cute.
    3. il terzo risciacquo elimina anche fino all'ultimo residuo e si può definire terminato quando l'acqua scorrerà senza fare nemmeno una bollicina e sarà perfettamente limpida.
  6. Risciacquiamo a una temperatura gradualmente più bassa: effettuiamo ciascun risciacquo leggermente più freddo del precedente, così spingeremo le lamelle della cuticola a chiudersi un po' alla volta e avremo capelli compatti e lucenti senza sottoporli a shock termico. La temperatura non deve necessariamente essere artica, basta che sia sempre un po' più fresca della precedente.
  7. Effettuiamo il risciacquo acido: a concludere la fase di lavaggio c'è il risciacquo acido, ossia risciacquare i capelli con acqua acidificata per ristabilire il pH naturale di fusti e cute e favorire il mantenimento di una salute ottimale dei nostri capelli.
    Per saperne di più sul risciacquo acido leggi l'articolo di approfondimento QUI.

Fase 3: l'asciugatura


  1. Sgoccioliamo i capelli: assolutamente vietato torcere o appallottolare i capelli per strizzarli, per favorire lo sgocciolamento iniziale facciamo scorrere delicatamente le dita intorno alla chioma dalle radici alle punte, magari esercitando una delicata pressione a intervalli regolari così da velocizzare l'eliminazione dell'acqua in eccesso. In 3 o 4 ripetizioni i capelli smetteranno quasi di gocciolare.
  2. Avvolgiamo i capelli nell'asciugamani: tenendo i capelli rovesciati in avanti, appoggiamo l'asciugamani alla nuca e raccogliamola verso la fronte, andando ad avvolgere i due lembi che pendono attorno alla chioma, quindi ripieghiamo il torciglione sul capo. In tal modo l'avvolgimento della stoffa favorirà l'assorbimento dell'acqua, ma i capelli all'interno dell'asciugamani non saranno ritorti rischiando stress da torsione. 
  3. Teniamo l'asciugamani dai 5 ai 15 minuti: teniamo i capelli avvolti per il tempo sufficiente a eliminare la maggior parte dell'umidità senza dover agire meccanicamente. In estate i tempi sono ovviamente minori (5-7 minuti sono sufficienti), mentre in inverno ovviamente si allungano.
  4. Tamponiamo con delicatezza: tamponiamo la cute, le lunghezze e le punte senza strofinare i capelli per non andare a danneggiare la cuticola.
  5. Usiamo il phon correttamente: questo strumento non è il male in terra, ma usato scorrettamente può causare moltissimi danni perché è comunque un getto violento di aria secca che colpisce la chioma in un momento in cui è più fragile.
    1. teniamolo ad una distanza di almeno 30-40 cm dai capelli e non attaccato alla chioma
    2. usiamolo al minimo della velocità, richiede un tempo leggermente più lungo per l'asciugatura ma danneggia meno i capelli
    3. usiamolo a temperature basse perché il calore è il più grande nemico dei capelli
  6. Usiamo il phon solo nei mesi invernali: se non soffriamo di cervicale, possiamo evitare di usare il phon quando fa caldo e lasciare asciugare i capelli all'aria dopo averli tamponati con l'asciugamani.
  7. Pettiniamo i capelli solo quando sono perfettamente asciutti: in questo modo eviteremo fratture ai fusti e perdita di capelli eccessiva che poi rendono la chioma brutta e povera.

Scegliamo gli strumenti giusti


   Pettine o spazzola districante: scegliamo uno strumento che rispetti i nostri capelli. Personalmente, consiglio sempre la Tangle Teezer perché è strutturata per non danneggiare i capelli, essendo pensata per i capelli ricci (che possono essere districati solo da bagnati) si rivela lo strumento ideale per tutti i tipi di capelli. Anche i pettini in legno o in fibra di carbonio, però, sono ottimi. Meglio ancora se a denti larghi e con le punte dei dentini arrotondati così da non andare a graffiare la cute.
Evitiamo spazzole con i dentini troppo rigidi che potrebbero spezzare i capelli e pettini dalla dentatura troppo fitta che si rivelano nocivi sia per chi ha capelli grossi sia per chi ha capelli fini.
    Spazzola di setole: come ho spiegato nell'articolo relativo a questo strumento (che potete leggere QUI) la scelta dipende dal nostro tipo di capelli (per classificare i capelli basta consultare l'articolo di approfondimento QUI) e dalle nostre scelte etiche, in quanto molte spazzole sono realizzate in setola animale (prodotto quindi derivante dalla macellazione), ma esistono in commercio spazzole altrettanto valide in fibra di nylon o setole vegetali. La spazzola ideale ha le setole raccolte in ciuffetti né troppo fitti né troppo radi ed è provvista di cuscinetto pneumatico per ammortizzare l'impatto con la cute.
  Asciugamani o telo per capelli: scegliamo l'asciugamani in base alla lunghezza dei nostri capelli. Se abbiamo capelli molto lunghi è consigliabile sceglierne uno della grandezza di un telo da bagno o da mare. Il materiale ideale di questo strumento è la microfibra o in alternativa il cotone, evitiamo la spugna perché troppo assorbente ed asciuga troppo i capelli favorendo uno stato di secchezza e perdita di oli naturali.

Trattamenti supplementari



Quello esposto sopra è il procedimento base dello shampoo. Ovviamente nella cura dei capelli sono previsti diversi trattamenti che vanno ad arricchire questo processo. In questa sezione dell'articolo vediamo insieme in quale punto preciso delle tre fasi di uno shampoo va inserito ciascun trattamento.

Impacchi pre-shampoo

Sono tutti quegli impacchi che si praticano prima dello shampoo, si inseriscono specificamente alla fine della fase 1, quindi dopo aver spazzolato i capelli, e possono essere di due tipi:
  • Impacchi nutrienti: la loro funzione è appunto quella di nutrire i capelli, in particolar modo i follicoli, si praticano dalla cute alle punte e generalmente sono impacchi di tipo oleoso. Essendo a base grassa o comunque non idrosolubile è necessario farli prima del lavaggio così ché lo shampoo possa eliminarli correttamente.
    Per saperne di più basta consultare l'articolo di approfondimento QUI (link di prossima attivazione)
  • Impacchi astringenti: si utilizzano in caso di seborrea ed eccessi di sebo, interessano in particolar modo la cute e non tutta la chioma (soprattutto se all'eccesso di sebo in cute si affiancano lunghezze secche e pagliose). Gli impacchi astringenti possono essere di vario tipo, quelli pre-shampoo si effettuano prima del lavaggio perché fanno uso di sostanze polverose e/o poltiglie che necessitano di un veicolante saponoso per essere eliminate con più facilità.
    Per saperne di più basta consultare l'articolo di approfondimento QUI.

Impacchi post-shampoo


Sono tutti quegli impacchi che si praticano subito dopo aver risciacquato i capelli dal prodotto detergente, si inseriscono specificamente tra il punto 7 e il punto 8 della fase 2, ossia tra il risciacquo e il risciacquo acido. In realtà l'applicazione di un impacco post-shampoo richiede che il punto 7 relativo ai risciacqui multipli venga ripetuto dopo l'impacco. Anche in questo caso, gli impacchi post-shampoo possono essere di due tipi:
  • Impacchi idratanti: hanno lo scopo di fornire idratazione al capello, sono utili a chi soffre di capelli secchi o crespi. Sono realizzati con prodotti a base acquosa così da fornire liquidi ai fusti, per cui non richiedono una rimozione forte come gli impacchi pre-shampoo, ed è sufficiente l'acqua per rimuoverli. Questi tipi di impacco possono essere anche realizzati prima dello shampoo in caso di capelli molto sfibrati che necessitano di una protezione supplementare durante la fase di lavaggio.
    Il balsamo può essere considerato un impacco post-shampoo di tipo idratante.
  • Per saperne di più basta consultare l'articolo di approfondimento QUI (link di prossima attivazione).
  • Impacchi proteinizzanti: hanno lo scopo di "ristrutturare" il capello, fornendo cheratina supplementare. Sono utili a capelli danneggiati e sfibrati. La base della loro costituzione è di tipo proteico e lo scopo è che restino almeno parzialmente sui capelli, per questo motivo è importantissimo effettuarli dopo il lavaggio, e in tal caso, salvo si tratti di prodotti solidi o impiastri, si può ricorrere al semplice risciacquo acido per chiudere le cuticole, senza effettuare un risciacquo approfondito proprio per non eliminare del tutto il prodotto dai capelli.

Impacchi post-asciugatura


Sono impacchi che si praticano ad asciugatura ultimata, quindi alla fine della fase 3. In verità non si tratta di veri e propri impacchi in quanto la quantità di prodotto utilizzata per questi trattamenti è davvero esigua. Si tratta generalmente di trattamenti protettivi, atti a fungere da barriera tra i capelli e l'ambiente esterno, e nel contempo fornire idratazione e nutrimento a rilascio graduale. Questi impacchi si effettuano dopo l'asciugatura per evitare che vadano ad amplificare l'effetto dannoso del calore durante l'asciugatura col phon
In questa categoria rientrano le maschere e i balsamo senza risciacquo e il leave-in (per saperne di più basta consultare l'articolo di approfondimento QUI)

Consigli per i riccioli

 

I capelli ricci richiedono alcuni accorgimenti particolari, in quanto chi ha capelli ricci non può esimersi dal pettinarli da bagnati.
Il primo accorgimento che suggerisco è l'acquisto di una Tangle Teezer che, come ho detto in precedenza, è stata progettata proprio per trattare i capelli ricci nel momento in cui sono bagnati.
Il secondo accorgimento, per ridurre ulteriormente i danni, è di districare i capelli o durante l'impacco pre-shampoo di tipo nutriente, oppure durante l'applicazione del balsamo/impacco idratante. Le sostanze oleose/acquose di cui sono ricoperti i capelli in questi due momenti facilitano lo scioglimento dei nodi riducendo l'attrito dello strumento districante, e in questo modo si riducono anche i danni ai capelli.
Il terzo accorgimento, per avere un ricciolo perfetto senza dover ricorrere necessariamente a phon bollente e diffusore, è di imparare il metodo del plopping per asciugare i capelli senza l'uso del calore, oppure di fare la ruota svedese se volete una messa in piega liscia che però non vi danneggi i capelli.

Consigli per gli acquisti

 
                                   nylon             cinghiale           vegetale

28 maggio 2018

Come si pettinano e si spazzolano i capelli - Capellomanie per Principianti

Lady Lilith - Rossetti


L'operazione di pettinare i capelli è qualcosa che ci risulta naturale. Abbiamo imparato a farlo sin da piccoli e pensiamo - esattamente come nel caso dello shampoo - di farlo correttamente, perché diamo per scontato che ci sia stato insegnato a farlo nel modo giusto. In realtà, purtroppo, spesso non è così, e commettiamo errori banali che poi si rivelano portatori di gravi danni alla nostra chioma nel lungo periodo.




Gli errori da evitare




1 Usare strumenti inadatti


Può sembrare banale o superfluo, ma molto spesso l'errore fondamentale che commettiamo è quello di non scegliere l'accessorio più adatto ai nostri capelli, che quindi si rivela dannoso per la salute dei fusti. Taluni accessori, poi sono proprio progettati male o realizzati in modo inappropriato. Pettini con una dentatura troppo affilata o troppo fitta creano danni alla cute e ai fusti, compromettendone la salute.
Trovare il pettine giusto per il proprio tipo di capelli (link di prossima attivazione)
Trovare la spazzola giusta per il proprio tipo di capelli (link di prossima attivazione)
La Tangle Teezer, amica dei capelli (link di prossima attivazione)

2 Pettinare dalla radice

Andare a districare i capelli partendo immediatamente dalle radici è il modo migliore per distruggerli, perché i nodi verranno spinti verso il basso sui nodi sottostanti che andranno ad accumularsi fino a diventare indistricabili, costringendoci a tirare e finendo con lo strappare i capelli.

3 Affondare il pettine nelle ciocche

Pettinare i capelli richiede cura e delicatezza, affondare i denti nell'intera ciocca pretendendo di sciogliere tutti i nodi in una o due passate è sbagliato e deleterio.

4 Pettinare i capelli a testa in giù

Generalmente è un errore commesso da chi ha un girocoda limitato, capelli sottili o che tendono ad appiattire in radice. Il problema è che questa abitudine sforza l'attaccatura dei fusti in una posizione innaturale in cui è più facile che i capelli si spezzino alla base o che si sfilino dall'alveo pilifero riducendo ulteriormente la massa

5 Districare i capelli usando la spazzola di setole

La spazzola di setole serve a lucidare i fusti, eliminare residui di polvere e distribuire il sebo verso le lunghezze, quindi non va MAI utilizzata per sciogliere i nodi e non va usata su capelli che non sono perfettamente districati.
La spazzola di setole

6 Pettinare i capelli da bagnati

Le uniche persone che possono pettinare i capelli da bagnati sono quelle con i capelli ricci, perché ahiloro non possono farlo in nessun altro momento a causa della conformazione dei loro capelli. Se non abbiamo i capelli ricci o riccissimi (leggi QUI per capire che tipologia di capello hai) è imperativo attendere che i capelli siano perfettamente asciutti prima di pettinarli, perché così preveniamo danni meccanici originati dalla maggiore fragilità del capello quando è bagnato

7 Non lavare gli strumenti

Pettine e spazzola devono essere lavati regolarmente. L'igiene degli strumenti è necessaria affinché i capelli restino puliti più a lungo e non vengano ricoperti da residui su cui nel frattempo si sono formate cariche batteriche.
Lavare pettine e spazzola (link di prossima attivazione)

Fanciulla che si pettina - Renoir



Come pettinare correttamente i capelli


Il primo passaggio consiste nel passare delicatamente le dita tra i capelli andando a sciogliere così i nodi più grossolani con lo strumento più sensibile e delicato di cui Madre Natura ci abbia dotati. Le capacità tattili delle dita, infatti, ci permettono di dosare la pressione affinché i nodi primari vengano sciolti senza causare danniDividiamo i capelli in ciocche (2 ciocche se abbiamo capelli abbastanza sani e disciplinati, 4 o 6 ciocche se abbiamo capelli che tendono a fare nodi) e, utilizzando un pettine adatto al nostro tipo di capelli o una spazzola districante come la Tangle Teezer, districhiamo partendo dalle punte: con piccoli e delicati movimenti superficiali andiamo ad accarezzare gli ultimi 6-7 cm di capelli con i denti del pettine, ripetiamo il gesto finché sentiamo che lo strumento scorre senza intoppi fino in fondo alla ciocca.
Risaliamo mano a mano di 10-15 cm alla volta fino ad arrivare alle radici.
Riuniamo la chioma e pettiniamola per intero così da sciogliere i nodi residui.



Come spazzolare correttamente i capelli


Solo quando i capelli sono perfettamente districati e del tutto privi di nodi, possiamo procedere a spazzolare i capelli. 
Spazzolare aiuta a chiudere le cuticole rendendo il capello più compatto e lucente, e quindi meno soggetto ai nodi. Distribuendo il sebo dalle radici verso le lunghezze, la spazzola favorisce la naturale protezione dei fusti.
Chi ha capelli ricci, ovviamente, non spazzola i capelli perché da bagnati è molto dannoso, oltre ad essere un passaggio inutile.


Quando pettinare i capelli


L'ideale è farlo due volte al giorno: al mattino, dopo essersi vestiti, e la sera appena prima di andare a dormire.
Se soffriamo di capelli che tendono ad annodarsi molto si può incrementare una terza volta a metà giornata, oppure optare per delle acconciature che impediscano la formazione di nodi come trecce e raccolti così da stressare il meno possibile i capelli.


Capelli indistricabili, come fare?



Se abbiamo capelli particolarmente difficili da districare, magari perché molto secchi e deteriorati, possiamo aiutarci applicando un paio di gocce di olio sulle lunghezze dopo aver districato grossolanamente con le dita. L'olio renderà i capelli più docili e scivolosi facilitando lo scioglimento dei nodi. L'importante è usare una quantità estremamente ridotta di olio (una goccia per capelli di media lunghezza e due per capelli più lunghi) per non ungere i fusti e per evitare l'effetto rebound che si può avere quando si applica troppo di frequente olio a capelli asciutti.
Per risolvere il problema all'origine, comunque, sappiamo che generalmente i capelli che tendono ai nodi sono sia disidratati, e quindi necessitano di IDRATAZIONE, sia denutriti, e quindi necessitano di NUTRIMENTO.


Come dare volume ai capelli piatti?


Se abbiamo il problema di avere poco volume in radice, possiamo spazzolare i capelli stando a testa in giù, ma solo dopo aver perfettamente districato i capelli e con molta delicatezza.



23 aprile 2018

Impacchi per combattere la seborrea - Le Ricette

Come promesso nell'articolo precedente, ecco una raccolta di ricette utili per intraprendere una cura definitiva al problema della cute grassa.
Una cosa importante che dobbiamo ricordare è che le cure naturali danno dei risultati effettivi e duraturi nel tempo solo ed esclusivamente se praticate con costanza per il periodo di tempo richiesto affinché sortiscano i loro effetti. Ci tengo quindi a ricordarvi che solo uno o due impacchi potranno anche dare dei risultati momentanei, ma se non si continua a praticarli con regolarità per almeno un paio di mesi, quei risultati svaniranno poco dopo, rendendo gli impacchi già fatti totalmente inutili.

Impacchi pre-shampoo

Impacco alla menta

  • 1 manciata di foglie di menta
  • 1 bicchiere di acqua
  • 2 cucchiai di aceto di mele
Sminuzziamo finemente le foglie di menta e poniamole in un pentolino con un bicchiere di acqua e portiamo a ebollizione.
Lasciamo bollire per 30 minuti a fuoco dolce, quindi filtriamo.
Le foglie, filtrate dall'acqua, si presenteranno come una pappetta cui andremo ad aggiungere due cucchiai di aceto di mele.
Applichiamo l'impasto su tutta la cute e lasciamo in posa per circa un'ora.
Terminata la posa, possiamo procedere con il normale shampoo.

Il liquido filtrato può essere utilizzato come addizionante in uno shampoo alternativo/naturale, invece dell'acqua, oppure nell'acqua dell'ultimo risciacquo insieme alla sostanza acida che decideremo di utilizzare.

Proprietà della menta (link di prossima attivazione)
Proprietà dell'aceto di mele (link di prossima attivazione)

Impacco allo yogurt

  • 3 cucchiai di yogurt
  • 1 cucchiaio di bicarbonato
  • 1 cucchiaio di aceto di vino bianco
Mescoliamo gli ingredienti in una terrina fino a ottenere un impasto omogeneo e applichiamo sulla cute.
Massaggiamo delicatamente per qualche minuto.
Lasciamo in posa per 20-30 minuti.
Procediamo con il normale shampoo.

Proprietà dell'aceto di vino bianco (link di prossima attivazione)

Impacco all'amido di mais

  • 2 cucchiai di amido di mais
  • 1 cucchiaino di sale
Misceliamo bene i due ingredienti e distribuiamoli sulla cute massaggiando delicatamente per due o tre minuti, mentre il sale farà un leggero scrub alla pelle, rimuovendo le cellule morte e favorendo la traspirazione della cute, l'amido di mais assorbirà il sebo in eccesso.
Terminato il massaggio, spazzoliamo accuratamente i capelli per rimuovere le polveri e procediamo con lo shampoo.

 Questo impacco può essere utilizzato anche come shampoo a secco per guadagnare uno o due giorni in più. 

Impacco al bicarbonato

  • 2 cucchiai di bicarbonato di sodio
Applichiamo il bicarbonato sulla cute, distribuendolo in modo omogeneo e massaggiando delicatamente.
Lasciamo in posa per circa 10-15 minuti.
Rimuoviamo la polvere spazzolando accuratamente con la cinghialina.
Procediamo con il normale shampoo.
Questo procedimento va ripetuto con regolarità ogni 15 giorni per almeno 3 mesi.

Questo impacco può essere utilizzato anche come shampoo a secco per guadagnare uno o due giorni in più.

Addizionanti per shampoo


Vi ricordo che gli addizionanti si aggiungono soltanto alla quantità di shampoo da utilizzare nell'immediato, non commettiamo l'errore di addizionare tutto il flacone perché andremmo ad alterare l'equilibrio chimico del prodotto, causandone l'alterazione e il proliferare di funghi e batteri.

Limone

  • Succo di due limoni biologici
  • 1 noce di shampoo neutro
  • un pizzico di acido citrico
Mescolare il tutto in una terrina, applicare sulla cute e massaggiare, lasciando in posa per circa 7-10 minuti. Se necessario, ripetere il procedimento, quindi risciacquare.
Questo metodo può essere utilizzato ogni 15 giorni.
Se ne sconsiglia l'uso se si soffre di lesioni o irritazioni cutanee.

Proprietà del limone (link di prossima attivazione)

Aceto di vino bianco

  • 2 cucchiai di aceto
  • 1 noce di shampoo
Mescolare il tutto in una tazza, applicare sulla cute e massaggiare, lasciando in posa per 15-20 minuti. Risciacquare abbondantemente con acqua appena tiepida.
Da ripetere a ogni shampoo per circa 1 mese.

Oli essenziali

Aggiungere due o tre gocce di olio essenziale alla quantità di shampoo che stiamo per utilizzare per lavare i capelli favorisce la regolazione della produzione del sebo. In particolar modo a tale scopo sono consigliati:
  • Olio essenziale d'arancia
  • Olio essenziale di lavanda
  • Olio essenziale di salvia
  • Olio essenziale di limone
  • Olio essenziale di melaleuca (tea tree oil)
Possono essere utilizzati tutti e insieme (una goccia ciascuno) o singolarmente a rotazione. 

Impacchi post-shampoo


Impacco all'argilla verde o bianca

  • 4-5 cucchiai di argilla
  • mezzo bicchiere di aceto di mele o di vino bianco
Mescolare argilla e aceto fino ad ottenere una pastella omogenea. Applicare in cute e tenere in posa per una o due ore.
Risciacquare abbondantemente, concludendo con il risciacquo acido.
Questo impacco può essere ripetuto una o due volte al mese.

Proprietà dell'argilla verde (link di prossima attivazione)
Proprietà dell'argilla bianca (link di prossima attivazione)
Proprietà dell'aceto di vino bianco (link di prossima attivazione)



Impacco idratante e volumizzante al gel di Fieno Greco e Farina di Riso

  • Mezzo bicchiere di GFG
  • 4 cucchiai di farina di riso
Mescolare in una terrina la farina di riso e il gel fino ad ottenere una pastella uniforme. Applicare a capelli umidi subito dopo lo shampoo a partire dalle radici fino alle punte, massaggiando bene in cute per favorire l'azione idratante del gel sul cuoio capelluto.
Tenere in posa per almeno un'ora.
Risciacquare abbondantemente, concludendo con il risciacquo acido.
Questo impacco può essere ripetuto una volta a settimana.
Per ottenere risultati ottimali, è bene preparare la pastella prima di fare lo shampoo, così che abbia qualche minuto per riposare e la farina possa idratarsi al massimo.

Proprietà della Farina di Riso (link di prossima attivazione)

Impacco al limone e acqua di rose


  • succo di 1 limone
  • 3-4 cucchiai di acqua di rose
Mescoliamo i due ingredienti e applichiamoli sulla cute massaggiando delicatamente per qualche minuto.
Teniamo in posa 15 minuti e quindi procediamo con un secondo shampoo, oppure con un abbondante risciacquo. Non lasciamo MAI senza risciacquo o senza shampoo successivo un impacco che contiene il limone perché la sua posa oltre il tempo previsto potrebbe irritare la cute.

Proprietà delle rose (Link di prossima attivazione)

Shampoo a secco


  • Maizena o amido di mais
  • Maizena e cacao (1 cucchiaio per ciascun prodotto)
  • Ghassoul (usata come polvere pura)
  • Caolino (usato come polvere pura)
  • Bicarbonato di Sodio

Il procedimento degli shampoo a secco è identico qualsiasi sia l'ingrediente utilizzato:
Spolveriamo una piccola quantità di prodotto sulla cute dopo aver perfettamente districato i capelli e massaggiamo delicatamente per qualche minuto così da garantire una distribuzione omogenea della sostanza, quindi spazzoliamo con la cinghialina fino a rimuovere completamente ogni residuo di polvere.

Shampoo alternativi


Shampuovo al limone


  • Succo di 1 limone
  • 1 uovo
Apriamo un uovo e versiamo il contenuto in una terrina. Con una forchetta, sbattiamo accuratamente l'uovo come se volessimo fare una frittata.
Aggiungiamo poco a poco il succo di limone continuando a mescolare.
Applichiamo sui capelli umidi coprendoli dalle radici alle punte e lasciamo in posa per 30 minuti.
Risciacquiamo avendo cura di usare acqua piuttosto fresca per evitare che l'uovo solidifichi tra i capelli per il calore e diventi impossibile da rimuovere.
Per questo shampoo è indispensabile raddoppiare le dosi di aceto nel risciacquo acido così da essere certi di eliminare eventuali odori residui dello shampoo.

Shampoo con la farina di ceci

  • 40 grammi di farina di ceci
  • acqua o gel naturale quanto basta
Mescoliamo i due ingredienti fino ad ottenere una pastella della stessa consistenza dello yogurt. Applichiamo sulla cute e massaggiamo, fluidificando l'impasto bagnando di tanto in tanto le dita.

Impacco detergete con la rucola

  • 100 gr di rucola fresca
  • 3 cucchiai di bicarbonato
  • 1 cucchiaio di zolfo in polvere
Mettiamo la rucola in un pentolino, copriamola d'acqua e portiamo a ebollizione. Lasciamo bollire per qualche minuto, quindi scoliamo le foglie e lasciamo raffreddare.
Quando saranno fredde, pestiamole e aggiungiamo bicarbonato e polvere di zolfo, quindi applichiamo sui capelli.
Lasciamo in posa per 15 minuti circa e risciacquiamo.

Impacco detergente alla Ghassoul

  • 40 gr di Ghassoul
  • gel di fieno greco q.b. 
Prepariamo una pastella fluida come lo yogurt, lasciamo riposare dieci minuti, applichiamo su tutta la cute e copriamo con una pellicola. Lasciamo in posa dai quindici ai trenta minuti, quindi procediamo come se stessimo facendo un normalissimo shampoo con la Ghassoul.
Ricordiamo che questa argilla ha un pH basico, quindi alla fine dei risciacqui effettuiamo un ultimo risciacquo acido