La ricetta che andiamo a imparare oggi è estremamente semplice, si tratta di un decotto al rosmarino che ha la capacità di ridurre sensibilmente il telogen effluvium (caduta massiva di capelli oltre le quantità fisiologiche normali), e nel contempo lucida la chioma e ravviva l'attività dei follicoli, migliorando la produzione di un capello forte e sano.
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19 gennaio 2022
28 agosto 2019
Routine Trifase: Idratazione - Cura dei Capelli
Nell'articolo sui capelli secchi (che puoi recuperare QUI) abbiamo imparato a riconoscere e prenderci cura correttamente di questa tipologia di capello.
In questo articolo approfondiamo l'argomento collegandolo alla calendarizzazione della routine trifase, conosciuta anche col nome di cronogramma capillare.
In un articolo di qualche tempo fa abbiamo già compreso in linea generica quali sono le tre fasi della routine trifase e come calendarizzare al meglio i trattamenti (puoi recuperare l'articolo QUI) in base alle esigenze dei nostri capelli.
Innanzitutto chiariamo l'importanza di idratare con applicazioni topiche. Il capello per sua natura tende a disidratarsi, perché di fatto è materia morta, non riceve alimentazione dall'interno una volta emerso dalla pelle. Questo implica che il tempo, gli agenti esterni (sole, vento, freddo) causino una perdita di idratazione fisiologica.
A cosa serve idratare i capelli
Innanzitutto chiariamo l'importanza di idratare con applicazioni topiche. Il capello per sua natura tende a disidratarsi, perché di fatto è materia morta, non riceve alimentazione dall'interno una volta emerso dalla pelle. Questo implica che il tempo, gli agenti esterni (sole, vento, freddo) causino una perdita di idratazione fisiologica.
Oltre alla disidratazione naturale, ci sono altri fattori che contribuiscono alla perdita di liquidi dai fusti:
L'applicazione di sostanze idratanti in loco ha una doppia funzione, la prima è di tipo preventivo, serve in pratica a fornire un surplus di liquidi ai fusti così da andare a limitarne la perdita; la seconda reintegra i liquidi persi e riporta i capelli in una condizione di perfetta idratazione, soprattutto se non ricorriamo a trattamenti invasivi, ma la disidratazione è originata solo dai fattori naturali.
L'idratazione topica avviene mediante gli impacchi idratanti, utilizzando sostanze acquose. Agli impacchi idratanti può essere aggiunta una componente condizionante per favorire ulteriormente la districabilità del capello.
L'impacco idratante, non contenendo sostanze grasse, va effettuato post-shampoo, a capelli perfettamente puliti per massimizzarne l'effetto.
- Uso di prodotti troppo sgrassanti o aggressivi
- Styling con strumenti di calore
- Tinture sintetiche e decolorazioni
L'applicazione di sostanze idratanti in loco ha una doppia funzione, la prima è di tipo preventivo, serve in pratica a fornire un surplus di liquidi ai fusti così da andare a limitarne la perdita; la seconda reintegra i liquidi persi e riporta i capelli in una condizione di perfetta idratazione, soprattutto se non ricorriamo a trattamenti invasivi, ma la disidratazione è originata solo dai fattori naturali.
Gli impacchi idratanti
L'idratazione topica avviene mediante gli impacchi idratanti, utilizzando sostanze acquose. Agli impacchi idratanti può essere aggiunta una componente condizionante per favorire ulteriormente la districabilità del capello.
L'impacco idratante, non contenendo sostanze grasse, va effettuato post-shampoo, a capelli perfettamente puliti per massimizzarne l'effetto.
Come si fa l'impacco idratante
Un buon impacco idratante si effettua subito dopo il lavaggio dei capelli, può essere fatto a capelli umidi o a capelli asciutti, la scelta è personale e viene influenzata principalmente dalla consistenza dell'impacco.
Il preparato si applica uniformemente dalle radici alle punte, abbondando su queste ultime in quanto generalmente rappresentano la parte più vecchia e disidratata del fusto.
Per idratare correttamente i capelli è importantissimo lavorarli a ciocche singole così da non lasciare parti scoperte, esattamente come quando si effettua un impacco tintorio, altrimenti l'idratazione non sarà uniforme e il miglioramento della chioma sarà compromesso. Dopo aver lavorato le ciocche singolarmente, si fa una seconda copertura lavorando tutta la chioma in poche passate.
Ricoperta tutta la chioma con l'impacco, raccogliamola e fissiamola con un mollettone e quindi copriamo con una busta o della pellicola (per essere totalmente amici della natura, basta acquistare la pellicola di mais, biodegradabile ed ecologica) e lasciare in posa.
La posa ha tempi variabili a seconda delle esigenze dei capelli e del tipo di preparato che applichiamo, in genere l'arco di posa va dai 20 minuti alle 2 ore al massimo.
Personalmente ho notato che i miei capelli non gradiscono pose che superino l'ora e mezza, e che anzi riducendo i tempi a un'ora o soli 40 minuti la resa è molto più efficace.
Altre ragazze, invece, addirittura notano ottimi effetti con pose brevissime (15 minuti o meno) equiparando praticamente la posa di una maschera o un balsamo. Sperimentate diversi tempi di posa con la stessa ricetta così da capire quale sia il tempo più adatto ai vostri capelli.
Assolutamente non superate le due ore di posa, perché oltre questo limite l'impacco non solo non idraterà più, ma farà macerare la cute e oltretutto finirà col tirare nuovamente fuori dai fusti l'acqua che ha rilasciato, causando una maggiore secchezza.
Per idratare i capelli si può ricorrere a una serie di sostanze naturali:
Dobbiamo ricordare che, per avere una reale efficacia, i trattamenti devono avere una certa continuità, e la routine trifase serve appunto ad organizzare in modo più efficiente questa continuità calendarizzando a cadenze regolari i diversi trattamenti necessari ai capelli.
Indipendentemente dalla tipologia di capello che abbiamo (se non conosci la tua tipologia di capelli puoi recuperare l'articolo in cui ne parlo QUI) la fase dell'idratazione è sempre quella più frequente, e questo perché naturalmente i capelli tendono sempre a disidratarsi un po', e perché spesso li sottoponiamo a trattamenti e stress che vanno a peggiorare la situazione.
Nella tabella che segue possiamo vedere un esempio efficace di calendarizzazione dei trattamenti idratanti a seconda della tipologia e delle esigenze dei nostri capelli:
VIDEO CORRELATI
Per idratare correttamente i capelli è importantissimo lavorarli a ciocche singole così da non lasciare parti scoperte, esattamente come quando si effettua un impacco tintorio, altrimenti l'idratazione non sarà uniforme e il miglioramento della chioma sarà compromesso. Dopo aver lavorato le ciocche singolarmente, si fa una seconda copertura lavorando tutta la chioma in poche passate.
Ricoperta tutta la chioma con l'impacco, raccogliamola e fissiamola con un mollettone e quindi copriamo con una busta o della pellicola (per essere totalmente amici della natura, basta acquistare la pellicola di mais, biodegradabile ed ecologica) e lasciare in posa.
La posa ha tempi variabili a seconda delle esigenze dei capelli e del tipo di preparato che applichiamo, in genere l'arco di posa va dai 20 minuti alle 2 ore al massimo.
Personalmente ho notato che i miei capelli non gradiscono pose che superino l'ora e mezza, e che anzi riducendo i tempi a un'ora o soli 40 minuti la resa è molto più efficace.
Altre ragazze, invece, addirittura notano ottimi effetti con pose brevissime (15 minuti o meno) equiparando praticamente la posa di una maschera o un balsamo. Sperimentate diversi tempi di posa con la stessa ricetta così da capire quale sia il tempo più adatto ai vostri capelli.
Assolutamente non superate le due ore di posa, perché oltre questo limite l'impacco non solo non idraterà più, ma farà macerare la cute e oltretutto finirà col tirare nuovamente fuori dai fusti l'acqua che ha rilasciato, causando una maggiore secchezza.
Quali sono le sostanze idratanti
Per idratare i capelli si può ricorrere a una serie di sostanze naturali:
- Gel naturali (di fieno greco, di semi di lino, di amido di mais o di riso, di katira) i gel naturali sono ricchi di mucillagini e sostanze che penetrano nel capello andando a ricostituire la giusta idratazione
- Farine idratate si tratta di farine che non hanno proprietà detergenti o sgrassanti, quindi farina di riso o d'avena, possono essere idratate a crudo, mescolandole a dell'acqua o a un gel e lasciandole riposare per circa mezz'ora, oppure le si può idratare cuocendole. Il secondo sistema è il più semplice per evitare impasti troppo fluidi in quanto, qualora eccedessimo con l'acqua, è sufficiente cuocere il preparato fino a ottenere la densità giusta.
- Idrolati e distillati vegetali, sono utili per un'idratazione leggera ma frequente in quanto vengono assorbiti molto rapidamente. In genere le acque vegetali sono utilissime per realizzare un leave-in leggero.
- Erbe con proprietà emollienti come l'amla, il sidr, il fieno greco che favoriscono l'ammorbidimento dei capelli, e se preparate con altre sostanze idratanti riescono a reidratare fortemente i fusti
Calendarizzare i trattamenti
Dobbiamo ricordare che, per avere una reale efficacia, i trattamenti devono avere una certa continuità, e la routine trifase serve appunto ad organizzare in modo più efficiente questa continuità calendarizzando a cadenze regolari i diversi trattamenti necessari ai capelli.
Indipendentemente dalla tipologia di capello che abbiamo (se non conosci la tua tipologia di capelli puoi recuperare l'articolo in cui ne parlo QUI) la fase dell'idratazione è sempre quella più frequente, e questo perché naturalmente i capelli tendono sempre a disidratarsi un po', e perché spesso li sottoponiamo a trattamenti e stress che vanno a peggiorare la situazione.
Nella tabella che segue possiamo vedere un esempio efficace di calendarizzazione dei trattamenti idratanti a seconda della tipologia e delle esigenze dei nostri capelli:
VIDEO CORRELATI
17 settembre 2018
Routine Trifase (proteinizzazione, idratazione, nutrizione) - Cura dei Capelli
Il capello ha una struttura composta da quattro sostanze principali: proteine, liquidi, lipidi ed elementi minerali. Principalmente, il corpo ottiene questi elementi attraverso l'alimentazione, e grazie ad essi, nel follicolo cutaneo si forma il capello. Un'alimentazione sana ed equilibrata, quindi, garantisce che il follicolo abbia tutti i nutrienti necessari alla formazione di un capello sano.
Un mezzo fondamentale per mantenere la salute della chioma è l'applicazione topica di sostanze che vadano a reintegrare gli elementi di cui è costituito il capello in quanto agenti atmosferici, inquinamento, stress meccanici e chimici vanno a deteriorare la fibra capillare.
Esistono diverse tecniche per calendarizzare l'applicazione topica, una di queste è la routine trifase.
Questo particolare tipo di routine si fonda su tre tipi di trattamenti da attuare alternatamente ad ogni shampoo.
Le tre fasi
Come capiamo già dal nome, la routine trifase si costituisce di tre fasi, tre tipi di trattamenti da attuare in alternanza ad ogni shampoo.
Proteinizzazione
Questa fase ha come scopo andare a reintegrare la cheratina, base strutturale del capello, riducendo così il problema della destrutturazione.
Un capello si presenta destrutturato quando viene sottoposto a trattamenti troppo invasivi come tinture di tipo sintetico, quando si utilizzano i mezzi di calore (phon, piastra, ferro arricciacapelli) in modo indiscriminato o ci sottoponiamo a trattamenti di alterazione della forma dei capelli (sostegno permanente o stiratura in crema) che vanno a danneggiare i ponti disolfuro. In tutti questi casi la cheratina viene denaturata e si distrugge.
Anche naturalmente, per l'azione del tempo e degli agenti atmosferici (sole, acqua) il capello tende a perdere cheratina.
L'unico tipo di capello che non risente particolarmente di questo processo di deterioramento è il capello ipercheratinico.
Il capello destrutturato si presenta sfibrato, fragile, è soggetto ai nodi, alle doppie punte e alle fratture strutturali.
Il trattamento di proteinizzazione consiste nell'applicare cheratina (di origine animale o vegetale) o altre proteine in un impacco pre-shampoo da tenere in posa tra i 30 e i 60 minuti.
Le sostanze proteinizzanti sono:
- Cheratina (animale)
- Fitocheratina (vegetale)
- Proteine del riso idrolizzate (hanno anche effetto volumizzante)
- Ceramidi vegetali (contengono glicerina)
- Farina di Ceci
- Uova
Idratazione
Lo scopo di questa fase consiste nel reintegrare la quantità di acqua che normalmente il capello tende a perdere, seccandosi. L'acqua evapora sia per cause naturali (calore, umidità, sole) sia come conseguenza di trattamenti scorretti o eccessivi (phon troppo caldo e ravvicinato, uso sconsiderato della piastra o del ferro arricciacapelli, uso di prodotti contenenti siliconi etc.).
La disidratazione rende il capello meno elastico e quindi più fragile agli stress di tensione e torsione, il suo aspetto è opaco, simile a paglia, e i capelli non sono morbidi al tatto ma risultano duri. Nel complesso, la chioma disidratata appare priva di vigore e lucentezza, appiattita e senza forma.
Il trattamento idratante consiste in un impacco post-shampoo da tenere in posa 1 o 2 ore, a cui segue un risciacquo accurato.
Le sostanze idratanti sono:
Le sostanze idratanti sono:
- gel naturali (di fieno greco, di amido di mais, di semi di lino, di aloe vera)
- acque vegetali (di rose, di amamelide, di aloe vera, di cocco)
- latte vegetale (di soia, di cocco, di mandorle)
Nutrizione
Un capello è denutrito quando agenti esterni (calore, umidità smog, freddo) e trattamenti distruttivi (tinture sintetiche, sostegni permanenti, stirature chimiche, decolorazioni) intaccano il film idrolipidico che rende uniforme ed "elastica" la superficie della cuticola.
Un capello denutrito si presenta cromaticamente opaco: il suo colore è spento, smorto, privo di riflessi e sfumature; tende ad annodarsi facilmente e il suo aspetto è lanoso e crespo. I sintomi dei capelli denutriti sono molto simili a quelli dei capelli disidratati, per questo motivo è molto facile fare confusione nella diagnosi.
Il trattamento nutritivo si effettua applicando una sostanza grassa e/o oleosa dalla cute alle radici, da tenere in posa 1 o 2 ore. Il trattamento nutritivo può essere realizzato sia come impacco pre-shampoo, sia come leave-in post shampoo.
Le sostanze nutrienti per i capelli sono:
Un capello denutrito si presenta cromaticamente opaco: il suo colore è spento, smorto, privo di riflessi e sfumature; tende ad annodarsi facilmente e il suo aspetto è lanoso e crespo. I sintomi dei capelli denutriti sono molto simili a quelli dei capelli disidratati, per questo motivo è molto facile fare confusione nella diagnosi.
Il trattamento nutritivo si effettua applicando una sostanza grassa e/o oleosa dalla cute alle radici, da tenere in posa 1 o 2 ore. Il trattamento nutritivo può essere realizzato sia come impacco pre-shampoo, sia come leave-in post shampoo.
Le sostanze nutrienti per i capelli sono:
- oli vegetali
- burri vegetali
- uova
- miele
Calendarizzare la routine trifase
Nonostante di base la routine trifase preveda una calendarizzazione che si ripete ogni 3 shampoo (al primo shampoo si proteinizza, al secondo si idrata e al terzo si nutre), seguire questo calendario non è propriamente l'ideale per tutti i tipi di capelli. Soltanto un capello normale, non trattato e sano, infatti, trarrà benefici da questo tipo di routine, mentre per tutti gli altri tipi di capelli è bene personalizzare il calendario in modo da potenziare, dei tre tipi di trattamento, quello in cui il capello presenta delle carenze.
Qui di seguito ecco una serie di esempi di calendarizzazione in base al proprio tipo di capelli:
Ovviamente questi esempi hanno puro scopo illustrativo e le fasi secondarie possono anche essere talvolta saltate o dilazionate ulteriormente.
Capelli particolarmente rovinati possono richiedere una calendarizzazione più serrata:
Consigli supplementari
- Prima di calendarizzare la routine è bene individuare perfettamente che tipo di capello abbiamo e comprenderne le problematiche.
- Qualora non riuscissimo a capire se i nostri capelli sono disidratati o denutriti, è meglio provare prima a potenziare la fase idratante, perché generalmente la disidratazione è la condizione più frequente e procedere col potenziamento della fase di nutrizione solo quando avremo constatato (dopo un ciclo di 8-10 settimane) che idratare i capelli non ha portato risultati sufficienti.
- Quando pratichiamo la fase di nutrizione, è bene evitare di eccedere con le sostanze grasse per non essere poi costretti ad effettuare più shampoo consecutivamente per andare a rimuoverle.
- Se scegliamo di applicare l'olio come impacco proteinizzante/nutritivo ricordiamoci di lavarlo via con acqua fresca per evitare che il calore dell'acqua lo cuocia sui capelli rendendolo impossibile da rimuovere.
23 aprile 2018
Impacchi per combattere la seborrea - Le Ricette
Come promesso nell'articolo precedente, ecco una raccolta di ricette utili per intraprendere una cura definitiva al problema della cute grassa.
Una cosa importante che dobbiamo ricordare è che le cure naturali danno dei risultati effettivi e duraturi nel tempo solo ed esclusivamente se praticate con costanza per il periodo di tempo richiesto affinché sortiscano i loro effetti. Ci tengo quindi a ricordarvi che solo uno o due impacchi potranno anche dare dei risultati momentanei, ma se non si continua a praticarli con regolarità per almeno un paio di mesi, quei risultati svaniranno poco dopo, rendendo gli impacchi già fatti totalmente inutili.
Impacchi pre-shampoo
Impacco alla menta
- 1 manciata di foglie di menta
- 1 bicchiere di acqua
- 2 cucchiai di aceto di mele
Sminuzziamo finemente le foglie di menta e poniamole in un pentolino con un bicchiere di acqua e portiamo a ebollizione.
Lasciamo bollire per 30 minuti a fuoco dolce, quindi filtriamo.
Le foglie, filtrate dall'acqua, si presenteranno come una pappetta cui andremo ad aggiungere due cucchiai di aceto di mele.
Applichiamo l'impasto su tutta la cute e lasciamo in posa per circa un'ora.
Terminata la posa, possiamo procedere con il normale shampoo.
Il liquido filtrato può essere utilizzato come addizionante in uno shampoo alternativo/naturale, invece dell'acqua, oppure nell'acqua dell'ultimo risciacquo insieme alla sostanza acida che decideremo di utilizzare.
Proprietà della menta (link di prossima attivazione)
Proprietà dell'aceto di mele (link di prossima attivazione)
Impacco allo yogurt
- 3 cucchiai di yogurt
- 1 cucchiaio di bicarbonato
- 1 cucchiaio di aceto di vino bianco
Mescoliamo gli ingredienti in una terrina fino a ottenere un impasto omogeneo e applichiamo sulla cute.
Massaggiamo delicatamente per qualche minuto.
Lasciamo in posa per 20-30 minuti.
Procediamo con il normale shampoo.
Proprietà dell'aceto di vino bianco (link di prossima attivazione)
Impacco all'amido di mais
- 2 cucchiai di amido di mais
- 1 cucchiaino di sale
Misceliamo bene i due ingredienti e distribuiamoli sulla cute massaggiando delicatamente per due o tre minuti, mentre il sale farà un leggero scrub alla pelle, rimuovendo le cellule morte e favorendo la traspirazione della cute, l'amido di mais assorbirà il sebo in eccesso.
Impacco al bicarbonato
- 2 cucchiai di bicarbonato di sodio
Applichiamo il bicarbonato sulla cute, distribuendolo in modo omogeneo e massaggiando delicatamente.
Lasciamo in posa per circa 10-15 minuti.
Rimuoviamo la polvere spazzolando accuratamente con la cinghialina.
Procediamo con il normale shampoo.
Questo procedimento va ripetuto con regolarità ogni 15 giorni per almeno 3 mesi.
Questo impacco può essere utilizzato anche come shampoo a secco per guadagnare uno o due giorni in più.
Addizionanti per shampoo
Vi ricordo che gli addizionanti si aggiungono soltanto alla quantità di shampoo da utilizzare nell'immediato, non commettiamo l'errore di addizionare tutto il flacone perché andremmo ad alterare l'equilibrio chimico del prodotto, causandone l'alterazione e il proliferare di funghi e batteri.
Limone
- Succo di due limoni biologici
- 1 noce di shampoo neutro
- un pizzico di acido citrico
Mescolare il tutto in una terrina, applicare sulla cute e massaggiare, lasciando in posa per circa 7-10 minuti. Se necessario, ripetere il procedimento, quindi risciacquare.
Questo metodo può essere utilizzato ogni 15 giorni.
Se ne sconsiglia l'uso se si soffre di lesioni o irritazioni cutanee.
Aceto di vino bianco
- 2 cucchiai di aceto
- 1 noce di shampoo
Mescolare il tutto in una tazza, applicare sulla cute e massaggiare, lasciando in posa per 15-20 minuti. Risciacquare abbondantemente con acqua appena tiepida.
Da ripetere a ogni shampoo per circa 1 mese.
Oli essenziali
Aggiungere due o tre gocce di olio essenziale alla quantità di shampoo che stiamo per utilizzare per lavare i capelli favorisce la regolazione della produzione del sebo. In particolar modo a tale scopo sono consigliati:
- Olio essenziale d'arancia
- Olio essenziale di lavanda
- Olio essenziale di salvia
- Olio essenziale di limone
- Olio essenziale di melaleuca (tea tree oil)
Possono essere utilizzati tutti e insieme (una goccia ciascuno) o singolarmente a rotazione.
Impacchi post-shampoo
Impacco all'argilla verde o bianca
- 4-5 cucchiai di argilla
- mezzo bicchiere di aceto di mele o di vino bianco
Mescolare argilla e aceto fino ad ottenere una pastella omogenea. Applicare in cute e tenere in posa per una o due ore.
Risciacquare abbondantemente, concludendo con il risciacquo acido.
Questo impacco può essere ripetuto una o due volte al mese.
Proprietà dell'argilla verde (link di prossima attivazione)
Proprietà dell'argilla bianca (link di prossima attivazione)
Impacco idratante e volumizzante al gel di Fieno Greco e Farina di Riso
- Mezzo bicchiere di GFG
- 4 cucchiai di farina di riso
Mescolare in una terrina la farina di riso e il gel fino ad ottenere una pastella uniforme. Applicare a capelli umidi subito dopo lo shampoo a partire dalle radici fino alle punte, massaggiando bene in cute per favorire l'azione idratante del gel sul cuoio capelluto.
Tenere in posa per almeno un'ora.
Risciacquare abbondantemente, concludendo con il risciacquo acido.
Questo impacco può essere ripetuto una volta a settimana.
Per ottenere risultati ottimali, è bene preparare la pastella prima di fare lo shampoo, così che abbia qualche minuto per riposare e la farina possa idratarsi al massimo.
Proprietà della Farina di Riso (link di prossima attivazione)
Impacco al limone e acqua di rose
- succo di 1 limone
- 3-4 cucchiai di acqua di rose
Mescoliamo i due ingredienti e applichiamoli sulla cute massaggiando delicatamente per qualche minuto.
Teniamo in posa 15 minuti e quindi procediamo con un secondo shampoo, oppure con un abbondante risciacquo. Non lasciamo MAI senza risciacquo o senza shampoo successivo un impacco che contiene il limone perché la sua posa oltre il tempo previsto potrebbe irritare la cute.
Proprietà delle rose (Link di prossima attivazione)
Shampoo a secco
- Maizena o amido di mais
- Maizena e cacao (1 cucchiaio per ciascun prodotto)
- Ghassoul (usata come polvere pura)
- Caolino (usato come polvere pura)
- Bicarbonato di Sodio
Il procedimento degli shampoo a secco è identico qualsiasi sia l'ingrediente utilizzato:
Spolveriamo una piccola quantità di prodotto sulla cute dopo aver perfettamente districato i capelli e massaggiamo delicatamente per qualche minuto così da garantire una distribuzione omogenea della sostanza, quindi spazzoliamo con la cinghialina fino a rimuovere completamente ogni residuo di polvere.
Shampoo alternativi
Shampuovo al limone
- Succo di 1 limone
- 1 uovo
Apriamo un uovo e versiamo il contenuto in una terrina. Con una forchetta, sbattiamo accuratamente l'uovo come se volessimo fare una frittata.
Aggiungiamo poco a poco il succo di limone continuando a mescolare.
Applichiamo sui capelli umidi coprendoli dalle radici alle punte e lasciamo in posa per 30 minuti.
Risciacquiamo avendo cura di usare acqua piuttosto fresca per evitare che l'uovo solidifichi tra i capelli per il calore e diventi impossibile da rimuovere.
Per questo shampoo è indispensabile raddoppiare le dosi di aceto nel risciacquo acido così da essere certi di eliminare eventuali odori residui dello shampoo.
Shampoo con la farina di ceci
- 40 grammi di farina di ceci
- acqua o gel naturale quanto basta
Mescoliamo i due ingredienti fino ad ottenere una pastella della stessa consistenza dello yogurt. Applichiamo sulla cute e massaggiamo, fluidificando l'impasto bagnando di tanto in tanto le dita.
Impacco detergete con la rucola
- 100 gr di rucola fresca
- 3 cucchiai di bicarbonato
- 1 cucchiaio di zolfo in polvere
Mettiamo la rucola in un pentolino, copriamola d'acqua e portiamo a ebollizione. Lasciamo bollire per qualche minuto, quindi scoliamo le foglie e lasciamo raffreddare.
Quando saranno fredde, pestiamole e aggiungiamo bicarbonato e polvere di zolfo, quindi applichiamo sui capelli.
Quando saranno fredde, pestiamole e aggiungiamo bicarbonato e polvere di zolfo, quindi applichiamo sui capelli.
Lasciamo in posa per 15 minuti circa e risciacquiamo.
Impacco detergente alla Ghassoul
- 40 gr di Ghassoul
- gel di fieno greco q.b.
Prepariamo una pastella fluida come lo yogurt, lasciamo riposare dieci minuti, applichiamo su tutta la cute e copriamo con una pellicola. Lasciamo in posa dai quindici ai trenta minuti, quindi procediamo come se stessimo facendo un normalissimo shampoo con la Ghassoul.
Ricordiamo che questa argilla ha un pH basico, quindi alla fine dei risciacqui effettuiamo un ultimo risciacquo acido.
Ricordiamo che questa argilla ha un pH basico, quindi alla fine dei risciacqui effettuiamo un ultimo risciacquo acido.
28 dicembre 2017
Gel di Fieno Greco, ricetta e preparazione - Le Ricette
Come abbiamo già visto nell'articolo precedente, il Fieno Greco è l'ideale sostituzione naturale del balsamo per capelli, rifornisce i capelli di una forte idratazione, andando così a prevenire e parzialmente riparare la secchezza dei fusti.
In questo articolo vediamo insieme come estrarre il gel dai semi. Il gel si presenta color miele bruciato, con una consistenza leggermente più fluida dei gel commerciali. Va conservato in frigorifero e conserva le proprie prorpietà per circa una settimana o dieci giorni al massimo.
Ingredienti per la preparazione di 1 litro di gel
- 50 gr di semi di Fieno Greco
- 1,5 lt di acqua calda
Strumenti
- una ciotola di plastica
- un pentolino con coperchio
- un cucchiaio d'acciaio
- un colino
- uno schiacciapatate o un frullino a immersione
Procedimento
- Innanzitutto scaldiamo mezzo litro d'acqua senza farlo bollire
- Versiamo i semi nella ciotola di plastica e aggiungiamo poco alla volta l'acqua calda
- Lasciamo riposare per tutta la notte
- Il mattino seguente, versiamo tutto il contenuto della ciotola in un pentolino, copriamo col coperchio e scaldiamo a fuoco dolce. Lasciamo cuocere fino a ebollizione e quindi lasciamo bollire per circa 15 minuti girando ogni tanto con il cucchiaio per evitare che il contenuto tracimi e i semi si attacchino al bordo del pentolino.
- Spegniamo il fuoco, lasciamo intiepidire un poco e frulliamo il tutto usando il frullino a immersione, oppure passiamo tutti i semi nello schiacciapatate, quindi versiamo di nuovo tutto nel pentolino e riprendiamo la cottura fino alla nuova ebollizione.
- Spento il fuoco, filtriamo il contenuto del pentolino usando un colino.
- A questo primo passaggio, otterremo un gel molto denso e ricco di polvere di semi. Si ottiene in questo modo una sorta di cremina che è più assimilabile alla polvere di fieno greco reidratata che non al gel. Questa cremina è utilissima da aggiungere agli impacchi di erbe perché funge nel contempo da liquido, da collante e ne migliora la spalmabilità senza che si corra il rischio di ottenere un impasto eccessivamente fluido.
- Scaldiamo il restante litro d'acqua nel pentolino e aggiungiamo nuovamente i semi già filtrati col colino.
- Lasciamo cuocere a fuoco dolce tutto il tempo che occorre perché i semi rilascino le mucillagini, e quando il liquido avrà raggiunto la giusta consistenza gelificata, spegniamo il fuoco e filtriamo di nuovo. Quello che otteniamo da questo passaggio è appunto il gel.
- Aiutiamoci con il cucchiaio per schiacciare bene i semi nel colino, così da tirare fuori quanto più gel possibile.
- Se alla fine di questo passaggio vediamo che i semi sono ancora ricoperti da uno strato consistente di gel, possiamo scaldare altri 300 ml di acqua e ripetere la cottura e il filtraggio. Questo passaggio può essere ripetuto anche altre due o tre volte, finché i semi saranno "esausti" e si presenteranno, dopo il filtraggio, appena umidi e completamente maciullati.
- Versiamo il gel ottenuto in uno o due contenitori con coperchio e conserviamo in frigorifero.
Ulteriori suggerimenti
- Non allarmatevi se il liquido non gelifica subito, alle volte, soprattutto quando è inverno, questo processo richiede più tempo di cottura.
- Non alzate la fiamma per abbreviare i tempi di gelificazione, rischiate solo di ottenere sul fondo del pentolino uno strato compatto di semi e mucillagini troppo cotti per essere utilizzati e in superficie della semplice acqua colorata.
- Conservate il gel in vasetti o contenitori dall'imboccatura larga, vi sconsiglio di conservarlo in bottiglie o flaconi perché poi diventa difficile estrarre tutto il prodotto, soprattutto quando è agli sgoccioli.
- Se avete capelli corti o in casa siete gli unici ad utilizzare il gel di Fieno Greco, vi consiglio di utilizzare la metà, se non addirittura un quarto della dose suggerita in questa ricetta, perché trattandosi di un prodotto senza conservanti dopo qualche tempo si altera e dovreste buttarlo.
- Se il gel dovesse avanzarvi e temete di non riuscire a consumarlo per tempo, potete versarlo nei contenitori in silicone che si usano per fare i cubetti di ghiaccio e congelarlo così in pratiche monoporzioni da scongelare al momento dell'uso.
- Il gel di Fieno Greco ha l'odore del finocchietto cotto, un odore che personalmente non trovo disturbante, ma se lo reputate sgradevole potete aggiungere al gel qualche goccia di olio essenziale profumato.
- L'odore del gel non è comunque persistente se lo utilizzate come impacco da risciacquo e non come prodotto di styling, se quindi la sua fragranza non vi disturba più di tanto, potete anche applicarlo senza alcuna aggiunta.
Utilizzi del gel di Fieno Greco
Il gel di Fieno Greco può essere utilizzato puro o come addizionante ad altre sostanze utili ai nostri capelli, ecco di seguito una serie di suggerimenti utili
Impacco idratante post-shampoo con solo gel:
Possiamo spalmare il gel sui capelli dalle radici alle punte subito dopo lo shampoo, massaggiamo bene in cute così da permetterne l'assorbimento da parte di pelle e follicoli.
Scopi dell'impacco: idratare i fusti seccati da trattamenti errati, agenti atmosferici, stress, semplice vecchiaia del capello; idratare e sfiammare la cute irritata, secca, sensibile o soggetta a forfora.
Tempo di posa: dai 15 ai 30 minuti, dopodiché è possibile risciacquare con semplice acqua
Impacco idratante e volumizzante con gel e farina di riso:
In una ciotolina mixate una certa quantità di gel a 3-4 cucchiai di farina di riso, quindi lasciate riposare e nel frattempo fate lo shampoo. Al momento dell'applicazione, controllate se sia necessario aggiungere un altro cucchiaio di gel al preparato, quindi applicate sui capelli ancora appena umidi (non grondanti).
Scopi dell'impacco: idratare capelli tendenti al secco, volumizzare capelli sottili o chiome scarse, disciplinare capelli crespi o con la tendenza ad annodarsi.
Tempo di posa: dai 30 minuti alle 2 ore. Più tempo riuscite a tenerlo su, meglio è. Si risciacqua con semplice acqua.
Consiglio aggiuntivo: dopo questo impacco i capelli possono mostrare inizialmente un aspetto "vetrificato" e sembrare più indistricabili del solito. Districate con pazienza e a lungo, sentirete la superficie dei fusti diventare via via più liscia e uniforme sotto le mani, e i capelli acquisiranno sempre più lucentezza e morbidezza. Se non avete capelli ricci, dopo aver districato procedete con la cinghialina per ottenere il massimo risultato di morbidezza e splendore.
Addizionante all'hennè o altre erbe:
Il gel di Fieno Greco (o la cremina di polvere reidratata) può andare a sostituire i liquidi necessari a preparare l'impasto di hennè o di altre erbe da impacco.
Scopo dell'addizione all'impacco: le sue proprietà idratanti bloccano l'effetto secchezza causato da molte erbe a posa prolungata come può essere la Lawsonia Inermis. Nel contempo, idratando, veicola meglio le molecole coloranti e permette una presa maggiore del colore e/o sostanze nutrienti. Migliora la spalmabilità di polveri dal taglio grossolano. Aumenta il volume dell'impasto, permettendoci piccole riduzioni nella quantità di erba da utilizzare (e conseguentemente un risparmio sul lungo periodo). Rende i capelli più districabili dopo la rimozione dell'impacco.
Addizionante negli shampoo naturali:
Sostituire il gel all'acqua per la preparazione di impacchi detergenti a base di farine o erbe è l'ideale per chi vuole lavare i capelli in modo naturale ma con questi sistemi si ritrova capelli ingestibili e per nulla fluenti. Soprattutto nella farina di ceci, impedisce che l'impacco indurisca troppo i capelli e diventi impraticabile per periodi prolungati nel tempo. Oltretutto, il gel ha un pH basico, il che lo rende adattissimo anche nella preparazione dell'impasto con la Ghassoul, che necessita appunto di un ambiente basico/neutro per detergere al meglio.
Gel per lo styling:
Essendo costituito principalmente di mucillagini e acqua, e quindi privo di resine o colle sintetiche, il gel di Fieno Greco può tranquillamente essere utilizzato in sostituzione dei prodotti per styling senza correre il rischio di impedire la traspirazione del capelli, ma anzi sapendo di contribuire alla sua idratazione ulteriore. Utilissimo è il suo uso per tenere in ordine le acconciature evitando così che i capellini sguscino fuori da tutte le parti.
Per chi ha capelli ricci, applicare un po' di GFG sui riccioli ne favorisce la lucentezza e la definizione senza appesantirli o indurirli.
Gel come base per il leave-in:
Usato in piccole quantità, il GFG può sostituire l'acqua che usiamo nebulizzare sui capelli prima del leave-in, in questo modo andiamo a potenziare ulteriormente l'idratazione forzata data da questo trattamento.
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15 novembre 2017
Il Fieno Greco (Trigonella Foenum Graecum) - Doni della Natura
Il Fieno Greco è una pianta di origine greca o probabilmente asiatica, fu importata in Italia in epoca romana grazie alle sue molteplici straordinarie proprietà benefiche, sia in ambito alimentare, sia in ambito cosmetico.
I semi sono la parte che in cosmesi viene utilizzata di più, perché ricchi di mucillagini dalla forte azione idratante e lenitiva.
Fieno Greco e capelli
In India il Fieno Greco è conosciuto col nome di Methi e viene utilizzato come base preparatoria per moltissime ricette cosmetiche, sia per i detergenti per capelli (famoso è lo shampoo realizzato mixando farina di ceci e gel o crema di Fieno Greco), sia per gli impacchi idratanti.
Il motivo principale per cui questa pianta è così famosa anche qui in Italia è appunto la sua capacità di idratare e disciplinare i capelli, capacità che la rende una sostituzione perfetta ai balsami di tipo commerciale, ma essa possiede moltissime altre doti:
- Idratante
- Lucidante
- Disciplinante
- Seboregolatrice
- Leggermente detergente
- Riduzione della caduta dei capelli
Il Fieno Greco infatti, idratando la cute, aiuta a regolarizzare la produzione di sebo (in particolar modo in casi di cute grassa) riducendo gli inestetismi dovuti alla scorretta produzione di sebo e migliorando conseguentemente la traspirazione dei fusti e la salute del capello stesso. Per lo stesso motivo, questa pianta aiuta tantissimo a combattere la forfora, il suo uso costante nel tempo elimina totalmente questo problema.
I suoi semi contengono una moderata quantità di saponine che svolgono un'azione detergente rimuovendo le polveri sottili e le impurità depositatesi sul capello.
Infine, questa pianta è ricchissima di elementi utili a rinforzare e rinvigorire i capelli a partire dai bulbi, fattore che, unito alle capacità idratanti e seboregolatrici, riduce sensibilmente la perdita di capelli e aiuta, soprattutto nel periodo autunnale, a limitare la perdita di massa a causa dell'aumento di caduta caratteristico di questa stagione.
In quali ricette si può usare il fieno greco?
Praticamente in tutte quelle che utilizziamo per la cura dei nostri capelli. Il gel può tranquillamente andare a costituire la fase acquosa dei nostri impacchi, mentre la polvere, precedentemente idratata, aiuta a migliorare nettamente la spalmabilità di impasti realizzati con erbe triturate non proprio finemente grazie alla capacità di coesione delle mucillagini.
Utilizzare il gel di Fieno Greco nell'hennè in sostituzione della normale acqua è un ottimo sistema per evitare la secchezza post-hennata, soprattutto se siamo all'inizio del percorso di recupero della chioma e abbiamo capelli particolarmente secchi e sfibrati.
Il gel può essere applicato anche puro sia come impacco idratante post-shampoo, sia usato come prodotto di styling.
La polvere di Fieno Greco reidratata, può essere aggiunta all'hennè e ad altri impasti erbacei per migliorarne la spalmabilità, oppure utilizzata per preparare il classico Methi indiano, aggiungendovi farina di ceci da utilizzare poi come shampoo.
Fieno Greco e pelle
Questa pianta si potrebbe definire quasi una panacea della pelle, ricchissima di vitamine, proteine e sali minerali, ha tantissime azioni benefiche:
- Idratante
- Elasticizzante
- Tonificante
- Purificante
- Drenante
- Antinfiammatorio
Esattamente come per i capelli, usare il Fieno Greco sulla pelle aiuta a idratarla in profondità, eliminando dunque secchezza e tutte le problematiche connesse a una condizione di disidratazione dell'epidermide.
L'uso costante favorisce il rinnovamento cellulare, aiutando le pelli mature a riacquistare luminosità e vigore.
Applicare e massaggiare l'impacco di Fieno Greco (polvere reidratata) nelle zone del corpo colpite dalla cellulite riduce questo inestetismo, contrastando la ritenzione idrica e migliorando conseguentemente la circolazione sanguigna, donando un senso di benessere e leggerezza alle gambe.
La proprietà elasticizzante del Fieno Greco restituisce tono alla pelle, rassodandola e attenuando le rughe d'espressione.
Sviluppare una routine di pulizia del viso che includa l'utilizzo del Fieno Greco (in gel o in polvere reidratata) è l'ideale per trattare le pelli impure soggette a problemi di acne e punti neri.
Il Fieno Greco ha anche proprietà antinfiammatorie, riduce quindi i rossori cui vanno spesso soggette le pelli sensibili.
Fieno Greco in semi o in polvere?
La scelta se acquistare il Fieno Greco in semi interi o in polvere è piuttosto relativa alle proprie abitudini e preferenze personali, in quanto la resa in effetti è sostanzialmente la stessa.
Mentre nell'utilizzo dei semi si ottiene un gel perché dopo la bollitura il composto viene filtrato e separato dai semi, nell'uso della polvere si ottiene una pastella che si applica senza nessun processo di filtrazione.
Ulteriori curiosità sul Fieno Greco
Questa pianta contiene fitoestrogeni (la versione vegetale degli ormoni femminili) e per questo consumare fieno greco favorisce lo sviluppo delle forme femminili. Stimola le ghiandole mammarie e conseguentemente il seno avrà un aspetto più voluminoso e pieno.
Per lo stesso motivo, il Fieno Greco aumenta la montata lattea durante l'allattamento, unica nota dolente a riguardo: dà al latte un sapore sgradevole quindi è bene non eccedere con le quantità di Fieno Greco.
Le sue proprietà antinfiammatorie lo rendono ideale per sedare i bruciori di stomaco e i problemi intestinali causati da coliti e irritazioni.
Coloro che soffrono di diabete possono consumare moderate quantità di Fieno Greco, così da favorire un abbassamento del tasso di zuccheri nel sangue, ovviamente il consumo va fatto con moderazione per non incorrere in attacchi di ipoglicemia, e soprattutto per evitare contrasti con eventuali medicine.
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21 settembre 2017
Cipolla per potenziare la crescita - Le Ricette
Siamo abituati a gustarla in tantissime pietanze, ne conosciamo le proprietà diuretiche e antiossidanti, ma forse non tutti sanno che la cipolla è anche una grande alleata della crescita dei capelli. Questo alimento è ricco di zolfo, uno degli elementi che sono alla base della struttura dei fusti, e sia attraverso l'alimentazione, sia attraverso l'uso topico migliora nettamente la condizione della nostra chioma.
L'uso costante di questa ricetta garantisce i seguenti risultati:
1) accelerazione della crescita (personalmente ho riscontrato una crescita di circa 1 cm a settimana, contro i 2,5-3 cm al mese che ho solitamente)
2) riduzione della caduta quotidiana
3) riattivazione dei follicoli quiescenti, con conseguente riduzione dello spazio tra le file e aumento del girocoda
4) fusti più lucenti e forti
L'uso costante di questa ricetta garantisce i seguenti risultati:
1) accelerazione della crescita (personalmente ho riscontrato una crescita di circa 1 cm a settimana, contro i 2,5-3 cm al mese che ho solitamente)
2) riduzione della caduta quotidiana
3) riattivazione dei follicoli quiescenti, con conseguente riduzione dello spazio tra le file e aumento del girocoda
4) fusti più lucenti e forti
La ricetta che segue è ha origine nella vastissima e efficacissima tradizione di cura tricologica indiana.
Ingredienti
- Una cipolla rossa di media grandezza (o due piccole)
- Un cucchiaio di olio di cocco
- Un cucchiaio di olio d'oliva
Preparazione
- Sbucciare la cipolla e frullarla, o ancora meglio centrifugarla (non buttiamo le bucce, serviranno nella ricetta successiva!)
- Se la cipolla viene frullata, dopo va filtrata con un passino a trama fine
- Versare la cipolla in una bottiglina o un dosatore (non in un nebulizzatore)
- Aggiungere i due cucchiai di olio e agitare
Procedimento
- Applicare il preparato sulla cute asciutta, avendo cura di spargerlo su tutta la cute, insistendo particolarmente nelle zone più soggette a caduta di capelli, o dove si riscontrano capelli fragili (es. nuca)
- Massaggiare compiendo movimenti circolari con i polpastrelli tutta la cute per circa 3-4 minuti, così da favorire l'assorbimento delle sostanze in posa
- Applicare quanto è avanzato del prodotto sulle lunghezze per lucidare e rinforzare il resto della chioma
- Lasciare in posa per due ore circa, quindi procedere con il normale shampoo
Consigli generali
- Le donne indiane consigliano di applicare questo preparato 2-3 volte a settimana per garantire il massimo della resa. Personalmente, ho preferito non ridurre il mio range di shampoo e ho ottenuto grandi risultati pur applicandolo soltanto una volta a settimana prima del consueto lavaggio.
- Se abbiamo capelli tendenzialmente porosi, l'odore di cipolla potrebbe leggermente persistere anche dopo lo shampoo, al fine di evitare questo inconveniente, è utile applicare qualche goccia di olio essenziale nel risciacquo finale. In caso di capelli sani questo problema non sussiste, l'odore di cipolla va via alla prima passata di shampoo (personalmente, ho notato che l'uso di farine o argille per lavare i capelli elimina l'odore molto meglio degli shampoo commerciali).
- I capelli delle donne indiane hanno una struttura e una consistenza leggermente differente dalla nostra (i loro capelli sono molto spessi, e il clima in cui vivono rende necessarie cure di costante idratazione e nutrizione) per cui riescono a tollerare molto meglio dei nostri capelli l'applicazione di oli pesanti o viscosi. A tal proposito, se soffriamo già di capelli che tendono a ungersi, evitiamo l'uso dell'olio d'oliva, limitandoci a mettere mezzo cucchiaio in più di olio di cocco, così da non ritrovarci con i capelli ancora unticci nonostante il lavaggio.
E le bucce della cipolla? Acqua lucidante!
Le bucce non vanno buttate, mettiamole in un pentolino e ricopriamole di acqua, quindi facciamo cuocere a fuoco lento fino a ebollizione.
Lasciamo bollire per circa 10 minuti, quindi spegniamo il fuoco e attendiamo che il decotto rinfreschi.
Quando il preparato avrà raggiunto la temperatura ambiente, filtriamo.
Possiamo usare questa acqua in due modi:
1) potenziatore del risciacquo acido. Versiamo il decotto in una bottiglia da due litri, aggiungiamo mezzo bicchiere di aceto di mele e riempiamo il resto della bottiglia con acqua (possibilmente demineralizzata), in questo modo otteremmo capelli lucentissimi e disciplinati.
2) potenziatore dell'hennè. Possiamo sostituire la normale acqua che utilizziamo nella preparazione dell'hennè con questo decotto che andrà a potenziare i riflessi rossi conferiti ai capelli dalla Lawsonia, oltre a contrastare la tendenza di questa pianta ad asciugare il sebo e quindi seccare leggermente i capelli.
Non c'è da temere, il decotto non ha odore di cipolla, quindi nei capelli non resterà alcun odore sgradevole.
Come il bulbo che contengono, anche le bucce di cipolla hanno la capacità di ridurre la caduta dei capelli, di stimolare la crescita e rendere i fusti lucidi e morbidi.
30 maggio 2017
Leave-in: cos'è e come si fa - Capellomanie per Principianti
Un capello sano è rivestito da un sottile film lipidico che protegge il fusto dagli agenti esterni fungendo da scudo protettivo.
Quando questo film si deteriora a causa di cure sbagliate, trattamenti invasivi, stress e l'usura naturale del tempo, il capello non è più protetto correttamente e va incontro a tutta una serie di processi che ne intaccano la salute e conseguentemente la bellezza.
Per salvaguardare la nostra chioma da questo processo, oltre alla scelta di cure e trattamenti adeguati e rispettosi dei nostri capelli, possiamo ricorrere a un trattamento che gli inglesi chiamano leave-in.
In pratica il leave-in è un trattamento che va a fare da scudo, supplendo alla carenza del naturale scudo dei nostri capelli, ormai troppo rovinato per proteggere la chioma in modo adeguato.
La natura ci ha fornito di una serie infinita di sostanze che possono fungere da scudo naturale: gli oli e i burri.
Quando applichiamo un olio o un burro sui capelli leggermente inumiditi con un nebulizzatore, andiamo a favorire tutta una serie di processi utili al benessere del capello:
La natura ci ha fornito di una serie infinita di sostanze che possono fungere da scudo naturale: gli oli e i burri.
Quando applichiamo un olio o un burro sui capelli leggermente inumiditi con un nebulizzatore, andiamo a favorire tutta una serie di processi utili al benessere del capello:
- proteggiamo il capello dagli agenti esterni che possono deteriorarlo (sole, vento, polvere, smog)
- creiamo una "pellicola" che, a differenza delle pellicole siliconiche, permette al capello di respirare pur garantendo protezione
- impediamo l'evaporazione massiva dell'acqua interna ai fusti, mantenendoli idratati, e con il supplemento dell'acqua applicata prima dell'olio instauriamo un'idratazione passiva "forzata" che aiuta capelli che tendono a seccare a mantenersi idratati
- nutriamo i capelli
Cose da sapere prima di praticare il leave-in
- Se abbiamo l'abitudine di asciugare i capelli col phon, il leave-in va praticato DOPO l'asciugatura completa, perché l'azione riscaldante del phon causerebbe un effetto forno che andrebbe a danneggiare i capelli
- Per il leave-in si usano quantità di olio PICCOLISSIME (qualche goccia se avete capelli corti, un cucchiaino molto scarso se avete capelli di media lunghezza, mezzo cucchiaio se avete capelli molto lunghi)
- Per il leave-in è bene scegliere oli leggeri o medi e poco viscosi, quindi è bene evitare olio di semi di lino, olio d'oliva e olio di ricino che sono particolarmente viscosi e untuosi.
- Il leave-in può essere ripetuto quotidianamente, è consigliabile praticarlo la sera, prima di andare a dormire, così da evitare che renda il capello ricettacolo di particelle volatili nell'aria quando siamo in giro, e così da permettergli di assorbire eventuali eccessi di olio e non avere così capelli dall'aspetto unto.
- Il leave-in non si pratica MAI in radice.
- Si tratta di un trattamento particolarmente indicato a chi ha capelli secchi o denutriti, ma può aiutare, se praticato con moderazione, anche chi soffre di capelli grassi.
Come scegliere l'olio giusto per il leave-in
Ogni capello predilige un tipo di olio o burro (i miei, ad esempio, adorano il burro di karitè, ma odiano l'olio di cocco, che posso usare solo come pre-shampoo), per trovare quello più adatto alla nostra chioma partiamo dagli oli più leggeri e poco comedogeni. L'importante è non orientarsi subito verso oli pesanti o molto viscosi, che tendono ad affastellare e soffocare i capelli se restano sul fusto oltre il tempo necessario a un impacco pre-shampoo.
Applichiamo gli oli in piccole quantità e ripetiamo il leave-in almeno 7-10 volte così da dare il tempo ai capelli di assestarsi e capire effettivamente se l'olio in prova piace o meno ai capelli.
Applichiamo gli oli in piccole quantità e ripetiamo il leave-in almeno 7-10 volte così da dare il tempo ai capelli di assestarsi e capire effettivamente se l'olio in prova piace o meno ai capelli.
Come si fa il leave-in (sui capelli lisci)
Quando i capelli sono perfettamente asciutti, andiamo a districarli con il pettine o con la spazzola districante (tangle teezer e simili) così da eliminare tutti i possibili nodi, e una volta eliminati i nodi - ossia quando potremo passare le dita tra i capelli dalle radici alle punte senza trovare intoppi - con l'aiuto di un nebulizzatore, andiamo a inumidire leggermente i capelli dalle orecchie in giù.
Spazzoliamo con la cinghialina per distribuire uniformemente l'acqua nebulizzata.
Preleviamo una piccola porzione di olio o di burro, strofiniamola tra i palmi delle mani e passiamo le mani sui capelli, cercando di soffermarci particolarmente sulle punte, che sono la parte più vecchia della chioma.
Spazzoliamo di nuovo con la cinghialina così da uniformare la distribuzione dell'olio per tutta la lunghezza del fusto ed evitare accumuli che potrebbero ungere i capelli.
Spazzoliamo di nuovo con la cinghialina così da uniformare la distribuzione dell'olio per tutta la lunghezza del fusto ed evitare accumuli che potrebbero ungere i capelli.
Come si fa il leave-in (sui capelli mossi o ricci)
Quando i capelli sono perfettamente asciutti, nebulizziamoli aiutandoci con un nebulizzatore dalle orecchie in giù.
Per distribuire uniformemente l'acqua sui riccioli, andiamo a "stringerli" delicatamente in mano ciocca a ciocca, raccogliendoli verso l'alto e poi rilasciando i capelli per un paio di volte.
A questo punto preleviamo piccole porzioni di olio o di burro, strofiniamole tra i palmi delle mani e passiamo le mani sui capelli, avendo cura di "stringere" delicatamente piccoli gruppi di riccioli per aiutarli a mantenere la forma giusta e nel contempo favorire la corretta distribuzione del prodotto.
A questo punto preleviamo piccole porzioni di olio o di burro, strofiniamole tra i palmi delle mani e passiamo le mani sui capelli, avendo cura di "stringere" delicatamente piccoli gruppi di riccioli per aiutarli a mantenere la forma giusta e nel contempo favorire la corretta distribuzione del prodotto.
Leave-in a capelli asciutti
Questo trattamento, di tanto in tanto, può anche essere fatto a capelli asciutti, se ad esempio si utilizza l'olio di cocco, oppure se l'olio che utilizziamo piace particolarmente ai nostri capelli.
Sconsiglio però di praticare il leave-in a capelli asciutti più di una o due volte a settimana perché in questo modo si rischia di seccare i capelli.
Un leave-in ben fatto lascia i capelli morbidi e lucenti, ma senza lasciarli unti o con la tendenza ad affastellarsi, riduce la formazione di nodi e rende i capelli più elastici e quindi resistenti agli stress meccanici.
Qualora dovessimo esagerare con l'olio e ritrovarci con capelli unti, basterà inumidire la spazzola col nebulizzatore e spazzolare i capelli fino ad eliminare l'eccesso di olio, o ancora si potranno raccogliere i capelli in una treccia morbida e scioglierla dopo 5-6 ore, quando l'olio in eccesso sarà svanito.
Il video in cui mostro come fare il leave-in
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