Oggi avevo un po' di tempo a disposizione, e ho deciso di fare un trattamento tipo spa ai miei capelli. In realtà non ho fatto nulla di troppo arzigogolato rispetto al solito, ma poiché il risultato mi è piaciuto davvero molto voglio appuntarlo così da inserirlo come trattamento ciclico nella mia routine.
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19 aprile 2020
08 aprile 2020
Preparare il gel di semi di lino (GSL) - Le Ricette Cosmetiche
Nell'ultimo articolo abbiamo scoperto insieme le proprietà dei semi di lino. Ora sappiamo che da essi si può estrarre una mucillagine che può essere utilizzata come un gel per capelli.
Il GSL è uno dei preparati idratanti più famosi nell'ambito del Total Natural e del No-Poo ed anche uno dei più semplici da realizzare.
Ingredienti
- 1 cucchiaio di semi di lino
- 2 bicchieri di acqua o infuso o decotto a scelta
La proporzione tra semi e acqua è di 1:2, quindi per ogni cucchiaio di semi di lino si useranno due bicchieri d'acqua.
- Porre in un pentolino 1 cucchiaio di semi di lino e 2 bicchieri d'acqua
- Far cuocere a fuoco medio il contenuto coperto per circa 5 minuti, quindi scoprire
- Quando si arriva all'ebollizione, lasciar sobbollire finché, girando con un cucchiaio, notiamo che l'acqua si è trasformata in gel (all'incirca in 7-10 minuti)
- Lasciar raffreddare e quindi filtrare con un colino o un gambaletto velato così da strizzare dai semi fino agli ultimi residui di mucillagini
- Il processo può essere ripetuto, utilizzando gli stessi semi, anche per 2 volte così da ottenere una quantità di gel maggiore
Conservazione
Il gel così ottenuto può essere conservato in frigorifero per massimo 7-10 giorni, oppure congelato in monoporzioni da scongelare al momento dell'uso.
Modi d'uso
Il GSL può essere utilizzato come fase acquosa in tutti i tipi di preparati:
- Puro per i massaggi follicolostimolanti
- Puro per un impacco idratante post-shampoo a risciacquo
- Puro come fase acquosa del leave-in per protezione e styling
- Come fase acquosa negli shampoo naturali (con terre, farine, erbe ayurvediche detergenti)
- Come fase acquosa negli impacchi di erbe (condizionanti, rinforzanti, tintori)
- Come fase acquosa per reidratare polveri con proprietà idratanti (katira, methi)
03 aprile 2020
Semi di Lino (Linum Usitatissimum) - Doni della Natura
I semi di lino sono una delle più valide materie prime per la cura dei capelli e della pelle, si tratta dei semi della pianta di lino (Linum Usitatissimum), la stessa pianta da cui si ricava il filato per produrre i tessuti in lino.
Questi semi, infatti, sono ricchi di mucillagini dalle forti proprietà idratanti ed emollienti. Le mucillagini vengono liberate quando i semi vengono immersi in acqua che viene portata a ebollizione a fuoco medio, trasformando l'acqua in gel naturale.
11 marzo 2020
Maschera per le mani alla farina di riso - Le Ricette Cosmetiche
In questo articolo realizzeremo insieme una straordinaria maschera idratante per mani screpolate e secche.
Utilizzo questa ricetta da anni, perché soffro tendenzialmente di pelle secca, e la situazione viene peggiorata dalle lezioni laboratoriali in Accademia dove entro in contatto con sostanze polverose, corrosive, che vanno a intaccare la compattezza dell'epidermide.
28 agosto 2019
Routine Trifase: Idratazione - Cura dei Capelli
Nell'articolo sui capelli secchi (che puoi recuperare QUI) abbiamo imparato a riconoscere e prenderci cura correttamente di questa tipologia di capello.
In questo articolo approfondiamo l'argomento collegandolo alla calendarizzazione della routine trifase, conosciuta anche col nome di cronogramma capillare.
In un articolo di qualche tempo fa abbiamo già compreso in linea generica quali sono le tre fasi della routine trifase e come calendarizzare al meglio i trattamenti (puoi recuperare l'articolo QUI) in base alle esigenze dei nostri capelli.
Innanzitutto chiariamo l'importanza di idratare con applicazioni topiche. Il capello per sua natura tende a disidratarsi, perché di fatto è materia morta, non riceve alimentazione dall'interno una volta emerso dalla pelle. Questo implica che il tempo, gli agenti esterni (sole, vento, freddo) causino una perdita di idratazione fisiologica.
A cosa serve idratare i capelli
Innanzitutto chiariamo l'importanza di idratare con applicazioni topiche. Il capello per sua natura tende a disidratarsi, perché di fatto è materia morta, non riceve alimentazione dall'interno una volta emerso dalla pelle. Questo implica che il tempo, gli agenti esterni (sole, vento, freddo) causino una perdita di idratazione fisiologica.
Oltre alla disidratazione naturale, ci sono altri fattori che contribuiscono alla perdita di liquidi dai fusti:
L'applicazione di sostanze idratanti in loco ha una doppia funzione, la prima è di tipo preventivo, serve in pratica a fornire un surplus di liquidi ai fusti così da andare a limitarne la perdita; la seconda reintegra i liquidi persi e riporta i capelli in una condizione di perfetta idratazione, soprattutto se non ricorriamo a trattamenti invasivi, ma la disidratazione è originata solo dai fattori naturali.
L'idratazione topica avviene mediante gli impacchi idratanti, utilizzando sostanze acquose. Agli impacchi idratanti può essere aggiunta una componente condizionante per favorire ulteriormente la districabilità del capello.
L'impacco idratante, non contenendo sostanze grasse, va effettuato post-shampoo, a capelli perfettamente puliti per massimizzarne l'effetto.
- Uso di prodotti troppo sgrassanti o aggressivi
- Styling con strumenti di calore
- Tinture sintetiche e decolorazioni
L'applicazione di sostanze idratanti in loco ha una doppia funzione, la prima è di tipo preventivo, serve in pratica a fornire un surplus di liquidi ai fusti così da andare a limitarne la perdita; la seconda reintegra i liquidi persi e riporta i capelli in una condizione di perfetta idratazione, soprattutto se non ricorriamo a trattamenti invasivi, ma la disidratazione è originata solo dai fattori naturali.
Gli impacchi idratanti
L'idratazione topica avviene mediante gli impacchi idratanti, utilizzando sostanze acquose. Agli impacchi idratanti può essere aggiunta una componente condizionante per favorire ulteriormente la districabilità del capello.
L'impacco idratante, non contenendo sostanze grasse, va effettuato post-shampoo, a capelli perfettamente puliti per massimizzarne l'effetto.
Come si fa l'impacco idratante
Un buon impacco idratante si effettua subito dopo il lavaggio dei capelli, può essere fatto a capelli umidi o a capelli asciutti, la scelta è personale e viene influenzata principalmente dalla consistenza dell'impacco.
Il preparato si applica uniformemente dalle radici alle punte, abbondando su queste ultime in quanto generalmente rappresentano la parte più vecchia e disidratata del fusto.
Per idratare correttamente i capelli è importantissimo lavorarli a ciocche singole così da non lasciare parti scoperte, esattamente come quando si effettua un impacco tintorio, altrimenti l'idratazione non sarà uniforme e il miglioramento della chioma sarà compromesso. Dopo aver lavorato le ciocche singolarmente, si fa una seconda copertura lavorando tutta la chioma in poche passate.
Ricoperta tutta la chioma con l'impacco, raccogliamola e fissiamola con un mollettone e quindi copriamo con una busta o della pellicola (per essere totalmente amici della natura, basta acquistare la pellicola di mais, biodegradabile ed ecologica) e lasciare in posa.
La posa ha tempi variabili a seconda delle esigenze dei capelli e del tipo di preparato che applichiamo, in genere l'arco di posa va dai 20 minuti alle 2 ore al massimo.
Personalmente ho notato che i miei capelli non gradiscono pose che superino l'ora e mezza, e che anzi riducendo i tempi a un'ora o soli 40 minuti la resa è molto più efficace.
Altre ragazze, invece, addirittura notano ottimi effetti con pose brevissime (15 minuti o meno) equiparando praticamente la posa di una maschera o un balsamo. Sperimentate diversi tempi di posa con la stessa ricetta così da capire quale sia il tempo più adatto ai vostri capelli.
Assolutamente non superate le due ore di posa, perché oltre questo limite l'impacco non solo non idraterà più, ma farà macerare la cute e oltretutto finirà col tirare nuovamente fuori dai fusti l'acqua che ha rilasciato, causando una maggiore secchezza.
Per idratare i capelli si può ricorrere a una serie di sostanze naturali:
Dobbiamo ricordare che, per avere una reale efficacia, i trattamenti devono avere una certa continuità, e la routine trifase serve appunto ad organizzare in modo più efficiente questa continuità calendarizzando a cadenze regolari i diversi trattamenti necessari ai capelli.
Indipendentemente dalla tipologia di capello che abbiamo (se non conosci la tua tipologia di capelli puoi recuperare l'articolo in cui ne parlo QUI) la fase dell'idratazione è sempre quella più frequente, e questo perché naturalmente i capelli tendono sempre a disidratarsi un po', e perché spesso li sottoponiamo a trattamenti e stress che vanno a peggiorare la situazione.
Nella tabella che segue possiamo vedere un esempio efficace di calendarizzazione dei trattamenti idratanti a seconda della tipologia e delle esigenze dei nostri capelli:
VIDEO CORRELATI
Per idratare correttamente i capelli è importantissimo lavorarli a ciocche singole così da non lasciare parti scoperte, esattamente come quando si effettua un impacco tintorio, altrimenti l'idratazione non sarà uniforme e il miglioramento della chioma sarà compromesso. Dopo aver lavorato le ciocche singolarmente, si fa una seconda copertura lavorando tutta la chioma in poche passate.
Ricoperta tutta la chioma con l'impacco, raccogliamola e fissiamola con un mollettone e quindi copriamo con una busta o della pellicola (per essere totalmente amici della natura, basta acquistare la pellicola di mais, biodegradabile ed ecologica) e lasciare in posa.
La posa ha tempi variabili a seconda delle esigenze dei capelli e del tipo di preparato che applichiamo, in genere l'arco di posa va dai 20 minuti alle 2 ore al massimo.
Personalmente ho notato che i miei capelli non gradiscono pose che superino l'ora e mezza, e che anzi riducendo i tempi a un'ora o soli 40 minuti la resa è molto più efficace.
Altre ragazze, invece, addirittura notano ottimi effetti con pose brevissime (15 minuti o meno) equiparando praticamente la posa di una maschera o un balsamo. Sperimentate diversi tempi di posa con la stessa ricetta così da capire quale sia il tempo più adatto ai vostri capelli.
Assolutamente non superate le due ore di posa, perché oltre questo limite l'impacco non solo non idraterà più, ma farà macerare la cute e oltretutto finirà col tirare nuovamente fuori dai fusti l'acqua che ha rilasciato, causando una maggiore secchezza.
Quali sono le sostanze idratanti
Per idratare i capelli si può ricorrere a una serie di sostanze naturali:
- Gel naturali (di fieno greco, di semi di lino, di amido di mais o di riso, di katira) i gel naturali sono ricchi di mucillagini e sostanze che penetrano nel capello andando a ricostituire la giusta idratazione
- Farine idratate si tratta di farine che non hanno proprietà detergenti o sgrassanti, quindi farina di riso o d'avena, possono essere idratate a crudo, mescolandole a dell'acqua o a un gel e lasciandole riposare per circa mezz'ora, oppure le si può idratare cuocendole. Il secondo sistema è il più semplice per evitare impasti troppo fluidi in quanto, qualora eccedessimo con l'acqua, è sufficiente cuocere il preparato fino a ottenere la densità giusta.
- Idrolati e distillati vegetali, sono utili per un'idratazione leggera ma frequente in quanto vengono assorbiti molto rapidamente. In genere le acque vegetali sono utilissime per realizzare un leave-in leggero.
- Erbe con proprietà emollienti come l'amla, il sidr, il fieno greco che favoriscono l'ammorbidimento dei capelli, e se preparate con altre sostanze idratanti riescono a reidratare fortemente i fusti
Calendarizzare i trattamenti
Dobbiamo ricordare che, per avere una reale efficacia, i trattamenti devono avere una certa continuità, e la routine trifase serve appunto ad organizzare in modo più efficiente questa continuità calendarizzando a cadenze regolari i diversi trattamenti necessari ai capelli.
Indipendentemente dalla tipologia di capello che abbiamo (se non conosci la tua tipologia di capelli puoi recuperare l'articolo in cui ne parlo QUI) la fase dell'idratazione è sempre quella più frequente, e questo perché naturalmente i capelli tendono sempre a disidratarsi un po', e perché spesso li sottoponiamo a trattamenti e stress che vanno a peggiorare la situazione.
Nella tabella che segue possiamo vedere un esempio efficace di calendarizzazione dei trattamenti idratanti a seconda della tipologia e delle esigenze dei nostri capelli:
VIDEO CORRELATI
14 agosto 2019
Balsamo total natural, ricetta alternativa - Le Ricette Cosmetiche
In un articolo di qualche tempo fa vi ho parlato del balsamo total natural superidratante che ho ideato all'inizio di quest'anno.
Mi sono trovata molto bene con quel balsamo, soprattutto per realizzare il cowash, ma giacché non mi fermo mai al primo buon risultato, ho continuato a sperimentare e quella che segue è un'ulteriore ricetta, di fatto molto simile alla precedente, ma ancora più funzionale e con la quale sto ottenendo già, con due sole applicazioni, fantastici risultati.
Ingredienti
- 4 cucchiaini di zucchero
- 3 cucchiai di amido di riso
- 3 cucchiai di farina di riso
- 500 ml di acqua
- 1 cucchiaio di sciroppo d'acero
Procedimento
- Sciogliere i 4 cucchiaini di zucchero in mezzo bicchiere d'acqua e far cuocere a fuoco lento fino a ottenere un fluido leggermente caramellato
- Aggiungere l'amido e 2 bicchieri d'acqua e far cuocere fino alla gelificazione.
- Aggiungere l'acqua restante, sciogliere ben bene il gel e aggiungere la farina di riso
- Lasciar cuocere per 10-15 minuti a fuoco medio, girando regolarmente con una frusta per evitare la formazione di grumi, fino a ottenere un composto della stessa consistenza dello yogurt.
- Spegnere il fuoco e lasciar raffreddare.
- Quando il composto è a temperatura ambiente, aggiungere il cucchiaio di sciroppo e mescolare con cura fino ad incorporarlo completamente.
Usi del balsamo
Maschera per capelli
La ricetta può essere utilizzata esattamente con questa realizzazione per fare una maschera idratante e condizionante ai capelli da applicare dopo lo shampoo e tenere in posa per 30 minuti dopo aver coperto con una busta. Alla fine della posa si procede con il risciacquo.
Cowash
Prelevando qualche cucchiaio di preparato e aggiungendo 1 cucchiaio di farina di ceci si ottiene un composto detergente che si può spalmare sulla cute, mentre sul resto dei capelli si applica la maschera pura. Si copre il tutto con una busta e si lascia in posa dai 40 minuti alle due ore, dopodiché si risciacquano con cura i capelli.
Crema corpo da risciacquare
Applicato sulla pelle perfettamente pulita, asciutta oppure leggermente umida, questo preparato svolge una fortissima azione idratante, minimizzando le piccole rughe e conferendo quasi istantaneamente alla pelle un aspetto più luminoso e sodo. Si massaggia il preparato fino a che resta sulla pelle uno strato leggermente caramellato difficile da stendere, a questo punto si risciacqua con cura.
Non occorre applicare creme dopo l'asciugatura.
Non occorre applicare creme dopo l'asciugatura.
Lo stesso uso può essere applicato al viso dopo una pulizia profonda.
Consigli supplementari
- Come sempre, le quantità sono pensate per la mia lunghezza e la mia massa (103 cm di lunghezza e 13 cm di girocoda), quindi se avete capelli più corti o un girocoda più contenuto, riducete le dosi mantenendo la proporzione tra gli ingredienti.
- Il preparato si può conservare in frigo per 3-4 giorni senza subire alcuna alterazione
VIDEO CORRELATI
25 luglio 2019
Capelli secchi - Teoria del Capello
La secchezza dei capelli è un problema estremamente diffuso. Talvolta può essere causato dalla conformazione del capello (come nei capelli afro), per predisposizione genetica (tipologia di capello), ma più frequentemente i capelli diventano secchi a causa delle cure scorrette.
L'idratazione è il fattore con l'equilibrio più delicato all'interno della struttura capillare, ed è quindi il primo che viene meno quando trattiamo i nostri capelli nel modo sbagliato. Non disperiamo, comunque, perché l'idratazione non è un danno strutturale, ed è quindi recuperabile mediante impacchi topici e trattamenti protettivi. Ovviamente è sempre meglio non far ridurre i capelli a uno stato di disidratazione eccessiva, perché a quel punto possono subentrare danni strutturali come perdita di cheratina e distacco delle lamelle della cuticola.
Nel vedere comune si fanno due grandi confusioni. La prima consiste nella mancata distinzione tra disidratazione e denutrizione dei capelli, la seconda è la credenza (sbagliatissima) che i capelli reagiscano come la pelle, e che quindi l'applicazione di un olio sia funzionale al recupero dell'idratazione in caso di capelli secchi.
In questo paragrafo faremo chiarezza sul primo punto, andando ad analizzare la specifica sintomatologia del capello secco.
Conoscere i gesti e gli elementi all'origine della disidratazione è essenziale per prevenirla e mantenere i fusti sani.
I siliconi
Bere la giusta quantità di acqua
La prima cosa da fare per una chioma sana e idratata è prevenire il danno, quindi assumere tutta una serie di abitudini che ci aiutino a evitare o comunque ridurre il più possibile il processo di disidratazione.
Quando il danno da disidratazione è già presente, possiamo comunque parzialmente risolverlo grazie alle applicazioni topiche, nessun trattamento riporterà i capelli alla condizione ottimale di nascita, ma gli impacchi possono aiutare molto e soprattutto evitano il progredire del danno che, quando diviene molto grave, apre la strada a danni strutturali, che sono totalmente irrecuperabili.
Sintomatologia del capello disidratato
Nel vedere comune si fanno due grandi confusioni. La prima consiste nella mancata distinzione tra disidratazione e denutrizione dei capelli, la seconda è la credenza (sbagliatissima) che i capelli reagiscano come la pelle, e che quindi l'applicazione di un olio sia funzionale al recupero dell'idratazione in caso di capelli secchi.
In questo paragrafo faremo chiarezza sul primo punto, andando ad analizzare la specifica sintomatologia del capello secco.
- Capelli assottigliati, i capelli disidratati tendono ad assottigliarsi via via che vanno dalle radici alle punte, è possibile vedere questa cosa osservando un capello caduto, mettendo a confronto lo spessore della punta con la radice. Se la punta si presenta particolarmente assottigliata allora siamo in presenza di capelli disidratati.
- Fusti appiattiti, la mancanza di acqua toglie polposità ai capelli, l'appiattimento si aggrava soprattutto quando facciamo uso della piastra.
- Poco volume, l'appiattimento e l'assottigliamento dei fusti riduce il colume complessivo della capigliatura, per cui la massa potrebbe apparirci addirittura dimezzata.
- Doppie punte, la carenza di acqua riduce l'elasticità del fusto, rendendolo meno resistente e più soggetto alle fratture verticali in punta che costituiscono le doppie punte, questo perché la punta è la parte più vecchia del nostro capello, sarà quindi sempre più deteriorata rispetto al resto della chioma e necessiterà sempre di protezioni e trattamenti maggiori.
- Opacità dei fusti, il capello secco ha una cuticola indebolita, che non riesce a mantenersi uniforme, e ce ne accorgiamo a livello visivo perché i capelli risultano opachi.
- Fragilità agli stress meccanici, la ridotta elasticità dei fusti a causa della carenza di acqua li rende meno resistenti ad operazioni di trazione, torsione, tensione, e i capelli tenderanno a spezzarsi più facilmente, soprattutto verso gli ultimi centimetri.
- Tendenza ad annodarsi, i capelli secchi fanno più nodi, perché sono poco elastici e perché presentano una cuticola non uniforme per cui le lamelle tendono ad impigliarsi tra loro.
- Effetto paglia, i capelli secchi tendono ad avere l'aspetto e la consistenza della paglia, sono duri, poco flessibili, nei casi più gravi appaiono bruciati e le punte tendono a spararsi in tutte le direzioni senza avere una forma precisa.
Elementi e abitudini che disidratano i capelli
Conoscere i gesti e gli elementi all'origine della disidratazione è essenziale per prevenirla e mantenere i fusti sani.
- Il tempo è un fattore naturale, più un capello invecchia, più tenderà a disidratarsi, questo è il motivo per cui le punte richiedono più cure del resto delle lunghezze sotto questo punto di vista.
- Alimentazione sbilanciata, in particolar modo quando tendiamo a bere poco e mangiare pochi cibi ricchi di liquidi (frutta e verdura) inevitabilmente il nostro organismo tenderà a risparmiare i liquidi a favore degli organi vitali, tagliando l'idratazione a cute e capelli. Se sappiamo di bere poco durante il giorno, QUI ho raccolto una serie di tecniche per assicurarci il giusto apporto di liquidi quotidiani.
- Inquinamento, smog, condizionatori e caloriferi sono tutti fattori che influenzano negativamente l'equilibrio liquido dei nostri capelli. Chi vive in città e sta sempre a contatto con lo smog, chi svolge un lavoro d'ufficio o ha in casa condizionatori e caloriferi sempre accesi, riscontrerà una disidratazione maggiore rispetto a chi vive in campagna o trascorre la sua vita in ambienti privi di strumenti che, nell'alterare la temperatura ambientale, seccano l'aria.
- Routine scorretta, prodotti eccessivamente sgrassanti, siliconi, prodotti di styling e shampoo troppo frequenti favoriscono una profonda disidratazione dei capelli.
- Uso eccessivo degli strumenti di styling, phon, piastra e ferro arricciacapelli mettono in piega i fusti utilizzando il calore, un elemento noto per essere responsabile della disidratazione dei capelli. L'uso eccessivo o scorretto di questi strumenti peggiora ulteriormente la situazione.
I siliconi
Bere la giusta quantità di acqua
Prevenire la perdita di idratazione
La prima cosa da fare per una chioma sana e idratata è prevenire il danno, quindi assumere tutta una serie di abitudini che ci aiutino a evitare o comunque ridurre il più possibile il processo di disidratazione.
- Scegliere i prodotti giusti, evidando prodotti troppo sgrassanti, aggressivi, siliconici e prediligendo formulazioni delicate, idratanti, emollienti. Soprattutto chi soffre di cute grassa, tende a ricorrere a prodotti molto forti contro il sebo, che però vanno a danneggiare l'idratazione dei fusti. A differenza di quanto si creda, sgrassare eccessivamente la cute seborroica non solo non risolve il problema, ma lo aggrava, per liberarsi di questa problematica la chiave è proprio l'idratazione, QUI puoi recuperare l'articolo in cui spiego come curare la seborrea con sistemi naturali, e QUI trovi l'articolo con tutte le ricette utili.
- Utilizzare i prodotti correttamente, diluire lo shampoo è uno dei passi fondamentali per ridurre l'aggressività del prodotto sull'acqua dei fusti, inoltre non eccedere con la quantità del prodotto aiuta moltissimo. I prodotti detergenti vanno lavorati con cura sui capelli perché funzionino al meglio, è inutile utilizzare mezzo litro di shampoo se poi non lo lavoriamo a dovere, eccedendo favoriamo solo il deterioramento precoce dei capelli. Non applicare lo shampoo puro sulle lunghezze, laviamo questa parte dei capelli lavorando lo shampoo in cute e "tirandolo" pian piano verso il basso.
- Risciacquare con cura, il risciacquo è la fase più importante del lavaggio perché è importante rimuovere tutti i residui di prodotti dai capelli, in quanto i residui andrebbero a seccare i capelli
- Utilizzare correttamente gli strumenti di styling, riduciamo al minimo le temperature degli strumenti di styling e usiamoli correttamente. Ricorriamo a piastra e ferro il meno possibile, se riusciamo ad eliminarli del tutto dalla nostra routine i capelli ringrazieranno sentitamente. Non utilizziamo il phon al massimo della velocità e attaccato ai capelli, perché il phon secca moltissimo, se non soffriamo di cervicale, nei mesi caldi lasciamo asciugare i capelli all'aria.
Focus:
Idratare i capelli con applicazioni topiche
Quando il danno da disidratazione è già presente, possiamo comunque parzialmente risolverlo grazie alle applicazioni topiche, nessun trattamento riporterà i capelli alla condizione ottimale di nascita, ma gli impacchi possono aiutare molto e soprattutto evitano il progredire del danno che, quando diviene molto grave, apre la strada a danni strutturali, che sono totalmente irrecuperabili.
- Leave-in è un trattamento protettivo che causa idratazione forzata, non richiede moltissimo tempo e può essere ripetuto anche due volte al giorno, idrata i capelli e nel contempo li protegge perché riduce l'effetto degli agenti esterni sui fusti. QUI l'articolo in cui ne parlo nel dettaglio.
- Impacchi post-shampoo di gel naturali, i gel naturali sono costituiti di liquidi, vitamine e mucillagini e hanno un forte potere idratante, si applicano a capelli puliti perché non ungono e quindi per rimuoverli basta un risciacquo e perché da pulito il capello è più recettivo al trattamento. Per l'impacco si utilizza una quantità abbastanza consistente di prodotto che va applicato dalle radici alle punte (in pratica bisogna bagnare i capelli fino ad averli quasi gocciolanti), quindi si tiene in posa dai 40 minuti all'ora e mezza tenendo l'impacco coperto con una busta, della pellicola o una cuffia impermeabile per evitare che il calore corporeo faccia evaporare i liquidi inficiando il risultato.
- Risciacquo acido, l'ultimissimo risciacquo dello shampoo (alla fine di tutti i trattamenti, quindi anche dopo gli impacchi) deve essere acidificato così da favorire la contrazione delle cuticole, questo rende i fusti più compatti e più protetti dall'ambiente esterno, riducendo la porosità dei capelli e quindi la perdita di acqua. Per approfondire puoi leggere l'articolo a riguardo QUI.
Focus:
VIDEO CORRELATI
19 maggio 2019
Preparare il GAM, gel di amido di mais - Le Ricette
Il GAM è il gel naturale più facile e veloce da preparare, è ideale per chi ha poco tempo ma non vuole rinunciare alle cure naturali.
A differenza dei gel ottenuti dai semi, il GAM non può essere conservato ed è sconsigliabile utilizzarlo puro per lo styling in quanto tende a "ingessare" un po' i capelli. Si tratta dunque di un gel perfetto come base idratante per impacchi che dopo la posa vanno risciacquati.
Ingredienti
- 1 cucchiaio di amido di mais
- 150 ml di acqua (un bicchiere)
Procedimento
- Poniamo l'amido di mais in un pentolino e aggiungiamo l'acqua a filo mescolando
- Rendiamo l'impasto omogeneo e senza grumi
- Cuociamo a fuoco dolce fino alla gelificazione dell'amido
L'amido di mais gelifica molto in fretta e continua a condensarsi durante il raffreddamento, arrivando a diventare praticamente solido, per questo motivo è importante spegnere il fuoco ai primi sintomi di gelificazione così da ottenere, alla fine del raffreddamento, un gel abbastanza fluido da essere utilizzato comodamente per i nostri impasti.
Utilizzare il GAM puro
L'uso del GAM da solo è una scelta sconsigliabile, soprattutto per chi è alle prime armi, perché può facilmente lasciare i capelli con una traccia "polverosa". Per questo motivo, soprattutto a chi è all'inizio, suggerisco di utilizzare il GAM come ingrediente idratante in impacchi che contengono anche altre sostanze.
Esso è ideale negli impacchi di erbe, perché fornisce la giusta consistenza e spalmabilità conferendo un grado di idratazione in più.
GAM per lo styling
Questo gel non è adatto a tutti i tipi di capelli per un uso di styling. Si rivela molto utile per chi ha capelli ricci o chi vuole provare l'ebrezza dei riccioli realizzati coi diavolini, perché definisce il ricciolo e fa effetto lacca, con una netta somiglianza ai gel commerciali "effetto bagnato", riducendo quindi la possibilità che il riccio si smolli col passare delle ore. Allo stesso modo è utile da applicare durante acconciature complesse o molto intrecciate, così da garantire una maggiore durata dell'acconciatura stessa.
Di contro, va utilizzato in quantità infinitesimali perché basta poco perché l'effetto lacca diventi un effetto cemento e renda i capelli duri e incollati, in pratica inamidati come i colletti delle camicie.
Di contro, va utilizzato in quantità infinitesimali perché basta poco perché l'effetto lacca diventi un effetto cemento e renda i capelli duri e incollati, in pratica inamidati come i colletti delle camicie.
31 gennaio 2019
Balsamo naturale fatto in casa - Le Ricette
La ricetta che vediamo oggi nasce per fornire un'alternativa completamente naturale e biodegradabile al balsamo destinato al cowash. Si tratta quindi di un preparato che si focalizza su idratazione e condizionamento dei capelli, ma ha anche proprietà detergenti.
Questa ricetta è ideale per chi ha capelli disidratati, crespi e sfibrati che necessitano di un lavaggio efficace ma nel contempo delicato e rimpolpante.
La quantità degli ingredienti è pensata per due applicazioni e per la mia chioma (100 cm di lunghezza x 11 cm di girocoda) quindi chi ha capelli più corti o una massa inferiore dovrà ridurre le dosi mantenendone la proporzione.
Ingredienti
- 3 cucchiai di amido di riso
- 3 cucchiaini abbondanti di zucchero
- 3 cucchiai di farina di riso
- 1 cucchiaio di farina di ceci
- 125 ml di birra sgasata
- 250 ml di acqua
Ingredienti alternativi o aggiunte facoltative
3 cucchiai di amido di mais al posto dell'amido di riso
1 cucchiaio di sciroppo d'acero o miele al posto dello zucchero
2 cucchiai di ghassoul o di farina d'avena al posto della farina di ceci
birra analcolica (che quindi non occorrerà cuocere)
si può aggiungere qualche goccia di olio essenziale (al massimo 3), in tal caso consiglio di raddoppiare la quantità di farina di ceci
Preparazione
- Mettere l'amido di riso in un pentolino e mescolare con pochi cucchiai di acqua fino a ottenere una pastella liscia e omogenea
- Aggiungere il resto dell'acqua e accendere il fuoco a fiamma dolce
- Cuocere mescolando con una frusta finché il liquido assume un colore paglierino e in superficie scompaiono le velature biancastre.
- Aggiungere lo zucchero e continuare a cuocere per qualche minuto
- Aggiungere la farina di riso e cuocere per circa 10 minuti, fino ad ottenere un impasto omogeneo denso come lo yogurt greco.
- Lasciar raffreddare
- Cuocere la birra per 5-7 minuti per provocare l'evaporazione dell'alcol
- Aggiungere la birra all'impasto mescolando bene così da rompere tutti i grumi e ottenere un impasto omogeneo, quindi aggiungere la farina di ceci.
Come usarlo
L'impasto va applicato sui capelli dalle radici alle punte in modo uniforme, può essere applicato anche direttamente con le mani.
Va lasciato in posa almeno 30-40 minuti, al massimo per due ore, avendo cura di coprire con una busta o una pellicola per evitare che l'impacco secchi.
Dopo la posa si procede a massaggiare i capelli con le mani bagnate, diluendo poco alla volta l'impacco fino a renderlo fluido come uno shampoo commerciale.
Massaggiamo con cura la cute e quindi possiamo procedere con il risciacquo.
Risciacquiamo prima con l'acqua a filo, così da diluire lentamente l'impacco continuando a massaggiare per massimizzare l'effetto detergente. Effettuiamo altri due risciacqui con acqua abbondante finché dall'acqua scompaiono tutte le bollicine e l'acqua esce perfettamente limpida.
Risciacquiamo prima con l'acqua a filo, così da diluire lentamente l'impacco continuando a massaggiare per massimizzare l'effetto detergente. Effettuiamo altri due risciacqui con acqua abbondante finché dall'acqua scompaiono tutte le bollicine e l'acqua esce perfettamente limpida.
Chiudiamo lo shampoo con il risciacquo acido e asciughiamo i capelli.
Finché non sono completamente asciutti i capelli potrebbero apparirci non sufficientemente puliti, è una sensazione che svanisce man mano che i capelli asciugano.
Se i nostri capelli sono particolarmente sporchi e vogliamo un lavaggio più incisivo, raddoppiamo la quantità di farina di ceci.
Evitiamo di tenere l'impasto in posa troppo a lungo (al massimo 1 ora e mezza di posa) perché una volta esaurito il rilascio di sostanze idratanti e condizionanti, l'impacco finirà col tirare via dai capelli tutti i nutrienti che ha appena rilasciato, rendendo il prolungarsi della posa un sacrificio controproducente.
Come conservarlo
Il preparato va conservato in frigo per non più di 5-6 giorni. Nonostante la conservazione in frigo, potrebbe assumere un odore sgradevole di fermentazione (dovuto alla farina di ceci), non significa che sia andato a male, basterà ricuocerlo per una decina di minuti e sarà perfettamente riutilizzabile.
Focus di approfondimento:
27 novembre 2018
Ristrutturare, nutrire, condizionare e idratare, capiamo le differenze - Cura dei Capelli
Scrivo questo articolo perché mi sono resa conto da tempo che esiste ancora moltissima confusione sui principali trattamenti necessari al mantenimento di una chioma sana.
Anche se alcuni di questi termini (in particolar modo idratare e condizionare) vengono spesso utilizzati in modo intercambiabile, la verità è che ciascun trattamento ha effetti differenti sul capello. Purtroppo né le aziende cosmetiche, e tantomeno le agenzie di comunicazione pubblicitaria, aiutano a comprendere il reale significato di questi termini, utilizzandoli indiscriminatamente, anche in riferimento a prodotti che non hanno affatto determinate proprietà.
Oggi quindi impariamo la differenza tra i processi di idratazione, condizionamento, nutrizione e ristrutturazione del capello, così da fugare finalmente ogni dubbio e confusione a riguardo.
Ristrutturare i capelli
La prima cosa da dire riguardo questo processo è che, di fatto, non esiste. Si tratta di un mito, una leggenda cosmetica, una pietra filosofale della tricologia.
Come dico spessissimo, al punto da averne fatto un mantra, un capello destrutturato non può essere riparato.
La destrutturazione consiste in un graudale deterioramento della struttura portante del capello, ossia la cheratina. Danni da calore, traumi da trazione e torsione e deterioramento naturale causano la denaturazione di questa proteina (calore), fratture a livello molecolare (traumi), e la vera e propria perdita di molecole proteiche nella struttura del fusto (deterioramento).
In sostanza, un capello che presenta danni di struttura è come un osso fratturato. La differenza tra il capello e l'osso è che il primo è composto da materia inerte, sostanzialmente morta, e incapace di rigenerarsi.
Quelli che vengono comunemente definiti "prodotti ristrutturanti" in realtà non fanno altro che andare a costituire una sorta di esoscheletro intorno al capello che vada ad ammortizzare gli stress meccanici (non chimici) così da ridurre sensibilmente il progredire dei danni.
Il problema sostanziale è che il consumatore medio, non avendo approfondite competenze cosmetiche, si affida a quanto comunicato da aziende e spot pubblicitari per la scelta dei propri prodotti cosmetici, e come ho già detto né le prime né i secondi creano cultura a riguardo, andando anzi a fare uso indiscriminato di terminologie inadeguate che creano ulteriore confusione.
Spesso, infatti, si etichetta come ristrutturante un prodotto che in realtà è fortemente nutriente, imputando alla massiccia presenza di oli e sostanze grasse (nutrienti e talvolta condizionanti) proprietà riparative che di fatto non hanno. Chi di noi non ha mai sentito decantare la miracolosa capacità del prodotto tal dei tali di "riparare le doppie punte"?
Personalmente, ritengo queste reclame delle vere e proprie truffe ai danni del consumatore, in quanto non esiste nulla al mondo che vada a riparare le doppie punte (come altri danni strutturali), non è stata ancora scoperta una sostanza in grado di andare a "tappare i buchi" della destrutturazione. Un prodotto può chiudere le doppie punte, che è una cosa diversa dal ripararle, nel senso che andrà ad incollare temporaneamente le due metà della punta fratturata, rendendo di fatto la doppia punta invisibile a occhio nudo, ma la frattura ci sarà comunque.
Questo significa che, guardando ai fatti e non alle parole, le sostanze che vengono comunemente dette ristrutturanti sono in effetti relativamente poche e non attuano una vera e propria ristrutturazione del capello, ma si limitano a fare da scudo per ridurre e rallentare il progredire del danno, il quale però non potrà retrocedere, e la parte di capello ormai danneggiata prima o poi dovrà comunque essere rimossa con un taglio.
L'unica soluzione alla destrutturazione sono le forbici.
L'unica soluzione alla destrutturazione sono le forbici.
Anche i processi di proteinizzazione mediante azione topica, per quanto naturali possano essere, sono esclusivamente palliativi su capelli già danneggiati e hanno un'efficacia decisamente più incidente se vengono attuati come gesto preventivo, per andare a prevenire la destrutturazione insieme a tutta una serie di abitudini corrette riguardo il trattamento dei capelli.
Come asciugare correttamente i capelli (link di prossima attivazione)
Nutrire i capelli
Il processo di nutrizione consiste nel fornire nutrimento ai capelli mediante applicazione topica.
Comunemente si tende a dire che una determinata sostanza o prodotto è nutirente per i capelli, ma la verità è che dovremmo dire che si tratta di qualcosa di nutriente per la cute. Il capello, infatti, è materia morta, quindi non potrà "nutrirsi" delle sostanze che applichiamo sul fusto, se non in una piccolissima parte, veicolando la sostanza nutriente con qualcosa di idratante (un gel, un'acqua vegetale, una mucillagine, un latte vegetale), mentre la cute, costituita di cellule vive, è in grado di assorbire le sostanze nutritive che andiamo ad applicare e immetterle nel microcircolo sanguigno, dove verranno condotte ai follicoli capillari in modo più diretto e immediato rispetto a quanto avviene attraverso il processo digestivo degli alimenti.
Le sostanze nutrienti generalmente sono quelle grasse (oli, burri), giacché si tratta di sostanze che tendono ad ungere, spesso con proprietà comedogene, è bene nutrire la cute prima di fare lo shampoo, così da poter lavare i capelli dopo il corretto tempo di posa (che può andare dai 40 minuti alle 12 ore a seconda della sostanza scelta e dalla necessità nutritiva della cute), ripristinandone la naturale traspirazione.
Vorrei comunque fare un appunto riguardo l'applicazione di oli sui fusti: per quanto abbiano un potere nutritivo pressoché prossimo allo zero, oliare i capelli in un impacco pre-shampoo è utile per due motivi fondamentali:
- le sostanze oleose migliorano l'elasticità del capello, e conseguentemente la sua resistenza agli stress meccanici (il lavaggio causa grandi stress meccanici)
- i residui oleosi sui fusti vanno a legarsi con la componente lipofila dello shampoo, che risulterà meno aggressivo sui capelli, e non intaccherà il film idrolipidico della cuticola
Nutrizione: routine trifase (link di prossima attivazione)
Condizionare i capelli
Condizionare il capello significa renderlo più disciplinato e "pesante" (non nel senso di peso vero e proprio, ma di privarlo di quell'aspetto volatile e impalpabile che hanno solitamente i capelli che non hanno una salute ottimale). Una sostanza condizionante rende il capello più lucido e corposo, previene il crespo e favorisce il mantenimento dell'idratazione dei capelli. In pratica una sostanza condizionante è a metà strada tra un grasso nutriente e una mucillagine idratante e svolge entrambe le cose, infatti l'elemento condizionante viene spesso utilizzato sia in associazione a un trattamento nutriente, sia in associazione a un trattamento idratante.
Le sostanze condizionanti migliorano la resa della sostanza idratante con cui vengono miscelate e nel contempo disciplinano la chioma grazie alle microparticelle oleose che contengono.
Zucchero, sciroppi naturali, miele e yogurt sono sostanze condizionanti. Anche molti tipi di latte vegetale, avendo piccole percentuali grasse, svolgono una leggerissima funzione condizionante.
Quando addizioniamo un preparato idratante con una materia condizionante è importantissimo utilizzarne piccole quantità per evitare che la componente oleosa diventi eccessiva e unga i capelli.
Il condizionante non viene mai applicato da solo sulla chioma, perché l'effetto risulterebbe troppo pesante e pastoso e i capelli ne uscirebbero opachi, appesantiti e affastellati.
Le sostanze condizionanti migliorano la resa della sostanza idratante con cui vengono miscelate e nel contempo disciplinano la chioma grazie alle microparticelle oleose che contengono.
Zucchero, sciroppi naturali, miele e yogurt sono sostanze condizionanti. Anche molti tipi di latte vegetale, avendo piccole percentuali grasse, svolgono una leggerissima funzione condizionante.
Quando addizioniamo un preparato idratante con una materia condizionante è importantissimo utilizzarne piccole quantità per evitare che la componente oleosa diventi eccessiva e unga i capelli.
Il condizionante non viene mai applicato da solo sulla chioma, perché l'effetto risulterebbe troppo pesante e pastoso e i capelli ne uscirebbero opachi, appesantiti e affastellati.
Idratare i capelli
L'idratazione è l'unico vero trattamento che influenza la salute dei capelli e può originare un recupero anche post-danno. Anche la materia morta, infatti, può assorbire acqua in forma passiva, reidratandosi.
Il processo di idratazione consiste nel ripristinare il giusto quantitativo di liquidi affinché il capello sia morbido, corposo e lucente. Un capello può disidratarsi a causa del calore, degli stress termici, dell'umidità presente nell'aria, dell'elevata porosità della cuticola, a seguito di trattamenti aggressivi o a causa di una routine scorretta.
L'idratazione si effettua utilizzando sostanze acquose di origine vegetale (acqua, gel/mucillagine, latte) applicate dalle radici alle punte sui capelli puliti in impacchi post-shampoo. La durata di un impacco idratante è variabile a seconda del tipo di sostanza idratante scelta, della tipologia di capello (più è sottile, minore sarà il tempo di posa) e varia dai 30 minuti alle 4-5 ore. In caso di chioma estremamente disidratata, un impacco idratante può essere tenuto anche fino a 8 ore, ma una posa così lunga va fatta di rado e con cautela per evitare l'effetto rebound.
Il trattamento idratante è quello che può essere ripetuto con più frequenza, ma occorre ricordare anche che l'eccessiva idratazione può rendere i capelli molli e soggetti a slabbrarsi.
Il trattamento idratante è quello che può essere ripetuto con più frequenza, ma occorre ricordare anche che l'eccessiva idratazione può rendere i capelli molli e soggetti a slabbrarsi.
20 novembre 2018
Impacco super-idratante e condizionante - Le Ricette
Quando i capelli sono molto secchi o hanno subito maltrattamenti importanti, gli impacchi idratanti, per quanto restituiscano acqua al capello, non riescono ad ammorbidirlo e disciplinarlo, per cui la chioma continua a mantenere un aspetto crespo, ingestibile ed essere soggetta a capelli che si spezzano e fanno doppie punte.
Idratare i capelli è un passaggio fondamentale per una chioma sana, ormai lo sappiamo, ma quando idratare sembra non bastare, occorre condizionare.
Una sostanza condizionante aiuta i capelli a trattenere l'idratazione, a restare morbidi, disciplinati e ordinati.
Oggi vediamo insieme come preparare questa semplicissima e rapida ricetta per una maschera condizionante totalmente naturale.
Ingredienti
- 1 cucchiaio di amido di mais o di riso
- 150 ml di acqua (un bicchiere pieno)
- 1 cucchiaino di sciroppo d'acero o miele (capelli lisci)
- 2 cucchiaini di sciroppo d'acero o miele (capelli ricci)
Procedimento
- Mettere in un pentolino il cucchiaio di amido e aggiungere pochissima acqua per amalgamare senza grumi
- Aggiungere la restante acqua e far cuocere a fuoco dolce girando costantemente per evitare la formazione di grumi e addensamenti
- Quando liquido inizia a gelificare e prendere una consistenza meno acquosa, spegnere il fuoco e lasciar raffreddare
- Quando il gel avrà raggiunto la temperatura ambiente, aggiungere lo sciroppo o il miele e mescolare bene
Come applicare il composto: dalle radici alle punte sui capelli asciutti o appena umidi (per le ricce si consiglia a capelli umidi) e coprire con una pellicola o una busta di plastica
Quando applicarlo: subito dopo aver lavato i capelli, prima di effettuare il risciacquo acido
Tempo di posa: 1-3 ore
Lavaggio: basta risciacquare
Consigli supplementari
- La normale acqua per preparare il gel può essere sostituita con un infuso o un decotto di rosmarino (per capelli scuri) o camomilla (per capelli chiari) così da potenziare ulteriormente le capacità idratanti
- Se i capelli sono particolarmente disidratati, può essere utile ripetere questa maschera a giorni alterni per un paio di settimane, risciacquandola via e basta senza fare shampoo in più
26 giugno 2018
Cowash, cos'è e come si fa? - Capellomanie per Principianti
La sua stessa definizione, dunque, ci permette di comprendere di cosa stiamo parlando: lavare i capelli utilizzando il balsamo.
Nel cowash si utilizza il balsamo come detergente in sostituzione dello shampoo.
Questo perché il balsamo, pur essendo un prodotto progettato per condizionare, idratare, nutrire e disciplinare i capelli, contiene anch'esso una percentuale di tensioattivi, le sostanze che, negli shampoo, svolgono il ruolo di detergente.
Per chi è utile il cowash?
Il cowash è ideale per chi ha la necessità di lavare spesso i capelli, ma vuole ridurre i danni causati da lavaggi frequenti:
- chi pratica sport o va in piscina
- chi lavora nei ristoranti
- chi in estate va in vacanza al mare
Insomma, tutte quelle persone che non possono sostenere intervalli tra shampoo lunghi come chi magari studia o svolge un lavoro d'ufficio o si occupa della casa e della famiglia.
- Chi soffre di cute grassa e capelli secchi
- Chi ha capelli crespi e fragili
- Chi ha capelli secchi
- Chi ha capelli porosi
- Chi ha capelli ricci
La procedura è molto semplice:
- Bagniamo abbondantemente i capelli.
- Preleviamo una noce di balsamo e applichiamola prima di tutto sulle lunghezze, massaggiamole con cura e lasciamo in posa.
- Mentre il balsamo resta in posa sulle lunghezze, applichiamo una seconda noce di balsamo in cute, distribuendola bene e massaggiando con cura per almeno 5-10 minuti (chi soffre di cute grassa è bene che massaggi più a lungo per sfruttare al massimo il potere detergente e fluidificare il più possibile le impurità presenti in cute).
- Massaggiando, non dimentichiamo di diluire il prodotto bagnando regolarmente le mani così da fluidificare il balsamo e permettergli di agire al meglio.
- Trascorsi i 5-10 minuti di massaggio, procediamo con il risciacquo. Iniziamo risciacquando a filo d'acqua, così da diluire lentamente il prodotto e continuando a massaggiare per bene cosicché l'acqua possa legarsi alla parte idrofila delle molecole del balsamo e possa portare via lo sporco che si sarà legato alla "testa" (la parte lipofila) dei tensioattivi.
- Risciacquiamo a lungo e con accuratezza finché sentiamo i capelli "fischiare". La principale attenzione che dobbiamo avere è appunto di risciacquare con molta cura, in modo da eliminare tutti i residui, che potrebbero lasciare i capelli leggermente appiccicosi e appesantiti.
- Alla fine del risciacquo, effettuiamo il risciacquo acido per concludere lo shampoo.
Il cowash-scrub con lo zucchero
Questa particolare tipologia di cowash prevede di aggiungere alla quantità di balsamo utilizzata un cucchiaio di zucchero e mescere i due elementi in modo omogeneo.
Il cowash addizionato con lo zucchero permette di effettuare uno scrub alla cute mentre facciamo lo shampoo.
Scrubbare la cute è utile, soprattutto quando soffriamo di forfora o di eccessi di sebo, a favorire la corretta traspirazione della pelle. Una cute che traspira correttamente è il miglior substrato per la crescita di capelli sani e forti.
Lo zucchero, inoltre, ha un leggero potere umettante e durante il tempo di posa favorisce l'idratazione di cute e capelli.
Molto spesso si pensa che il cowash sia esclusivamente quello fatto con lo zucchero, personalmente però consiglio l'addizione di zucchero soltanto una o due volte al mese perché la ripetizione costante dello scrub potrebbe andare a irritare una cute sensibile o peggiorare la condizione di una cute in stato irritativo in quanto lo zucchero, pur essendo uno scrub più delicato dei normali scrub in commercio, svolge comunque una leggera azione abrasiva che, ripetuta nel tempo, soprattutto a chi effettua lavaggi frequenti, può causare danni all'integrità della pelle e andare a indebolire le radici.
Vantaggi del Cowash
Riduzione dei danni da tensioattivi
Idratazione e nutrimento della cute e della chioma mentre si lavano i capelli
Questo trattamento risolve sul lungo periodo i problemi di capelli secchi, capelli grassi, crespo e fragilità da disidratazione
Svantaggi del Cowash
Se non si risciacqua bene, i capelli potrebbero restare appesantiti e appiattirsi
Occorre una quantità di balsamo almeno doppia rispetto a quella utilizzata in uno shampoo normale.
Come scegliere il balsamo giusto per il Cowash
Se vogliamo utilizzare il balsamo per lavare i capelli dobbiamo tenere conto di alcuni fattori:
- Il prodotto non deve contenere siliconi o altre sostanze filmanti a base di petrolio, consultare i siti che indicano gli inci di buona qualità o ricorrere a un prodotto ecobio è molto importante)
- Prediligiamo un balsamo che contenga pochi oli e posizionati alla fine dell'INCI, balsami troppo grassi e nutrienti possono rivelarsi troppo pesanti e costringerci a ridurre ulteriormente il nostro range di shampoo
- Se utilizziamo il Cowash per ridurre i problemi di sebo in eccesso, assicuriamoci che sia un prodotto ricco di sostanze idratanti (acque vegetali, mucillagini, estratti di piante e fiori) e con pochi elementi nutrienti (oli, burri), quindi orientiamoci su balsamo destinati a capelli sottili e delicati, che abbiano come scopo la volumizzazione senza appesantire.
F.A.Q.
Ho i capelli grassi, posso fare il Cowash?
Certamente, assicurati di acquistare un prodotto molto idratante e poco nutriente e risciacqua bene per eliminare ogni residuo. Tieni conto che all'inizio i capelli dovranno abituarsi quindi potresti notare che tendono ad ungersi un po' prima, resisti per i primi 5-6 shampoo e vedrai che la situazione si ristabilizzerà e con il tempo potrai addirittura diradare ulteriormente.Il Coawash lava bene?
Assolutamente sì, i tensioattivi presenti nel prodotto svolgono esattamente la stessa funzione dei tensioattivi contenuti nello shampoo, va solo massaggiato più a lungo perché l'azione è più lenta.Se pratico il Cowash, posso fare impacchi pre-shampoo di tipo oleoso?
Certo. Il Cowash lava alla perfezione anche gli impacchi oleosi, dovrai solo fare una passata di lavaggio in più. Ricorda che quando non riusciamo a lavare via un impacco di olio non è quasi mai colpa del prodotto detergente, ma nostra perché abbiamo applicato olio in eccesso rispetto alle necessità dei capelli.Posso alternare il Cowash ad altri tipi di lavaggio?
Tranquillamente, il Cowash è un metodo di detersione che si presta ad essere alternato sia a shampoo con altri prodotti di carattere industriale, sia a shampooo alternativi di tipo naturale.Posso fare il Cowash quando ho i capelli molto sporchi?
In linea generale, è sconsigliabile utilizzare questa metodologia di lavaggio quando si hanno capelli estremamente sporchi, soprattutto se è la prima volta che si utilizza e non si è esperti, è preferibile fare il cowash quando i capelli sono moderatamente sporchi. Il cowash lava molto bene anche capelli molto sporchi ma occorre "prencerci la mano" prima di lanciarsi nell'impresa di rimuovere grandi eccessi di sebo.20 marzo 2018
Seborrea (cute grassa), come risolvere il problema - Cura dei Capelli
Uno dei problemi più diffusi nell'ambito tricologico è quello della cute grassa. Generalmente questo inestetismo affianca alla produzione di sebo in eccesso, che rende le radici unte e pesanti, lunghezze e secche e senza vitalità.
In molti ormai sono abituati a convivere con questo fastidioso inestetismo, ricorrendo a rimedi palliativi che, pur dando una parvenza di controllo sulla questione, di fatto non vanno a risolverlo alla radice.
Il sebo è il mezzo attraverso cui la cute protegge i capelli. In sostanza è lo "scudo" che la Natura ci ha fornito per proteggere la chioma dagli agenti esterni. Questo significa che esso riveste un'importanza essenziale e la sua produzione non deve essere stroncata, ma attraverso le cure topiche è necessario assicurare la corretta produzione necessaria alla protezione del capello.
Gli inestetismi del nostro corpo non sono altro che sintomi, messaggi inviati dal nostro organismo per farci sapere che stiamo sbagliando qualcosa. Un capello grasso è il sintomo che la cute si sente in qualche modo minacciata e tenta di proteggersi con una produzione ipertrofica dell'unica protezione che conosce: il sebo.
Il sebo è il mezzo attraverso cui la cute protegge i capelli. In sostanza è lo "scudo" che la Natura ci ha fornito per proteggere la chioma dagli agenti esterni. Questo significa che esso riveste un'importanza essenziale e la sua produzione non deve essere stroncata, ma attraverso le cure topiche è necessario assicurare la corretta produzione necessaria alla protezione del capello.
Gli inestetismi del nostro corpo non sono altro che sintomi, messaggi inviati dal nostro organismo per farci sapere che stiamo sbagliando qualcosa. Un capello grasso è il sintomo che la cute si sente in qualche modo minacciata e tenta di proteggersi con una produzione ipertrofica dell'unica protezione che conosce: il sebo.
Il problema è originato da una serie di fattori fattori principali:
- predisposizione genetica
- alimentazione sbilanciata
- routine scorretta
- perdita di idratazione
- infezioni, microlesioni, irritazioni cutanee
La predisposizione genetica
Quando parliamo di predisposizione genetica, siamo tendenzialmente portati a credere di trovarci di fronte a un problema sul quale non abbiamo alcun controllo. La realtà è ben diversa. Le predisposizioni genetiche ci rendono più facilmente soggetti a determinate problematiche, ma non significa che siano questioni irrisolvibili. Semplicemente la predisposizione genetica ci impone di assumere un regime atto a tenere conto di questa nostra debolezza così da tenerla sotto controllo.
Generalmente, avere la predisposizione genetica alla cute grassa significa che quando ci troviamo sotto pressione, quando la nostra alimentazione è scorretta, quando le nostre giornate diventano stressanti, il nostro corpo reagirà a questi fattori di disturbo producendo sebo in eccesso più facilmente di come farebbe il corpo di qualcuno che non ha tale predisposizione.
La predisposizione genetica non implica quindi che il problema sia irrisolvibile, solo che dobbiamo prestare più attenzione rispetto ad altri per mantenere la produzione di sebo entro i limiti sani e naturali.
Alimentazione sbilanciata
Una dieta scorretta è molto spesso la vera responsabile della cute grassa. Un'alimentazione eccessivamente ricca di grassi, dove abbondano insaccati e salumi, cibi fritti o condimenti eccessivi, per non parlare di elevate quantità di cibo spazzatura (biscotti e merendine preconfezionate, cibi da fast food, pietanze precotte), soprattutto se associata a uno scarso consumo di frutta e verdura e poco apporto di acqua, porta all'accumulo di scorie e tossine che il corpo cercherà di espellere in tutti i modi possibili, incluso sudore e sebo.
I lavaggi frequenti possono apparire necessari per evitare di andare in giro come se non ci facessimo la doccia da un mese, ma quando il capello viene sgrassato continuamente finirà col reagire producendo più sebo, è quindi importante evitare di eccedere, e magari ricorrere a degli shampoo a secco per allungare anche di un solo giorno l'intervallo tra shampoo.
Routine scorretta
Una delle cause più frequenti che aggravano ulteriormente la situazione "capelli grassi" è una routine scorretta, che non risponde alle esigenze dei nostri capelli, e invece di aiutarli a crescere al meglio e mantenersi sani e forti, va invece a deteriorarli ulteriormente. Vediamo insieme tutti i punti che vanno a costituire una routine scorretta:- Shampoo troppo aggressivi.
- Balsami eccessivamente pesanti e "grassi".
- Lavaggi frequenti
- Uso di strumenti e prodotti di styling in modo eccessivo e/o scorretto
I lavaggi frequenti possono apparire necessari per evitare di andare in giro come se non ci facessimo la doccia da un mese, ma quando il capello viene sgrassato continuamente finirà col reagire producendo più sebo, è quindi importante evitare di eccedere, e magari ricorrere a degli shampoo a secco per allungare anche di un solo giorno l'intervallo tra shampoo.
Gli strumenti e i prodotti di styling (phon, ferro, piastra, gel, mousse, spume, lacche etc) vanno utilizzati con cognizione di causa per evitare tutti i danni e gli stress che spingono la cute a produre più sebo.
Un'eccessiva perdita di idratazione può essere dovuta anche a problemi cutanei come psoriasi e dermatiti, in questo caso è importante prima di tutto sottoporsi a una visita dermatologica per la diagnosi del problema specifico e provvedere a curare quella, affiancando alla cura tutta una serie di accorgimenti per favorire una ripresa veloce delle migliori condizioni per la chioma.
Oltre all'eccesso di sebo, ulteriori sintomi possono essere il prurito (che si intensifica mano a mano che i capelli si sporcano e che è molto forte subito dopo lo shampoo), la sensazione di ipersensibilità alla cute, fastidio alla pressione e bruciore.
In questo caso è opportuno sottoporsi a una visita dermatologica per una corretta diagnosi del problema e provvedere innanzitutto alla cura dello stato irritativo come prescritto dal medico, e affiancare tale cura ai metodi naturali di risoluzione del sebo in eccesso.
Il primo passo per risolvere il problema è dunque rivoluzionare la nostra alimentazione:
Perdita di idratazione
La perdita di liquidi da parte dei capelli è un processo naturale dell'invecchiamento dei fusti, non potrà mai quindi essere azzerata del tutto, ma quando il capello e la cute si disidratano troppo, la risposta del corpo può essere una produzione eccessiva di sebo. In questo ultimo sintomo risiede la chiave per la soluzione al problema: se vogliamo risolvere il problema dei capelli grassi, dobbiamo aiutare i capelli e in principal modo la cute a ristabilire la corretta idratazione.Un'eccessiva perdita di idratazione può essere dovuta anche a problemi cutanei come psoriasi e dermatiti, in questo caso è importante prima di tutto sottoporsi a una visita dermatologica per la diagnosi del problema specifico e provvedere a curare quella, affiancando alla cura tutta una serie di accorgimenti per favorire una ripresa veloce delle migliori condizioni per la chioma.
Infezioni, microlesioni, irritazioni cutanee
Talvolta l'eccesso di sebo si scatena come tentativo di proteggere la cute durante un processo irritativo o un attacco infettivo, o in seguito a microlesioni cutanee causate da stress meccanici o chimici. Alcune di queste condizioni sono latenti, ossia non presentano una sintomatologia conclamata e se ne vedono solo gli effetti.Oltre all'eccesso di sebo, ulteriori sintomi possono essere il prurito (che si intensifica mano a mano che i capelli si sporcano e che è molto forte subito dopo lo shampoo), la sensazione di ipersensibilità alla cute, fastidio alla pressione e bruciore.
In questo caso è opportuno sottoporsi a una visita dermatologica per una corretta diagnosi del problema e provvedere innanzitutto alla cura dello stato irritativo come prescritto dal medico, e affiancare tale cura ai metodi naturali di risoluzione del sebo in eccesso.
Curarsi dall'interno
Non occorre seguire una dieta specifica (salvo si abbiano intolleranze particolari o problemi come ipo o ipertiroidismo), un'alimentazione sana può essere intrapresa da subito senza particolari sforzi, ma semplicemente imponendosi delle piccole regole e dei ritmi.Il primo passo per risolvere il problema è dunque rivoluzionare la nostra alimentazione:
- Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno (acqua, tisane) senza includere nel conteggio bevande gasate e alcolici che anzi vanno a disidratare il corpo rendendo i fluidi corporei più densi.
- mangiamo molta frutta e verdura, i medici consigliano di consumare almeno 400-600 grammi di frutta e verdura quotidianamente per mantenersi in salute
- ridurre il più possibile il consumo di cibi spazzatura e molto elaborati
- non eccedere con il sale e lo zucchero
- ridurre il consumo di cibi molto grassi, di carne (in particolare insaccati e salumi) e di fritture
Se troviamo difficoltà a quantificare l'acqua che beviamo in un giorno, possiamo ricorrere a un pratico sistema che potete leggere QUI.
Idratare i capelli
Prima di agire sulla rimozione del sebo in eccesso, è necessario riequilibrare la quantità di acqua nei capelli e risolvere il problema della secchezza dei fusti.
Questo perché la cute grassa, producendo sebo in eccesso, occlude e impedisce la corretta traspirazione dei capelli, oltre a tirare via l'acqua dalla struttura dei fusti, per cui sotto il sebo i capelli in realtà sono secchi. Ce ne possiamo rendere conto osservando le lunghezze oltre il punto massimo cui arriva il sebo, vediamo che c'è questo cambio drastico dal capello unto e pesante al capello spento, opaco, fragile e prosciugato come paglia.
La prima forma di idratazione proviene dall'alimentazione e dall'acqua, ma può essere potenziata bevendo tisane disintossicanti.
La seconda forma di idratazione consiste nell'applicazione di impacchi idratanti post-shampoo.
Una serie di ricette profondamente idratanti sono raccolte QUI (link di prossima attivazione).
Scegliere i prodotti giusti
Il terzo passo essenziale è la scelta dei prodotti più adatti ai nostri capelli. Chi soffre di capelli grassi, tendenzialmente cerca di utilizzare prodotti che "asciughino" la cute, riducendo l'inestetismo dell'eccesso di sebo. Molto spesso, però, questi prodotti sono esclusivamente dei palliativi, perché non vanno a curare la causa all'origine del problema, ma solo a conferire un alleggerimento temporaneo del sintomo. Dunque è importante la scelta dei prodotti giusti, delicati, che non aggrediscano il capello e la cute e non causino fenomeni irritativi del cuoio capelluto, che in caso di irritazione finirà col produrre sebo in eccesso nel tentativo di proteggersi.
Imparare a leggere l'INCI
La parola INCI è un acronimo che sta per International Nomenclature of Cosmetics Ingredient, sostanzialmente è la lista di tutte le sostanze che compongono un determinato prodotto, la trovate sul retro delle confezioni di tutti i cosmetici e deve essere apposta per legge.
L'INCI, pur non riportando le dosi specifiche della ricetta cosmetica per una questione di segretezza industriale, è strutturato in modo da permetterci di comprendere comunque delle percentuali orientative e renderci così conto di cosa stiamo applicando sul nostro corpo. La prima voce di un INCI, infatti, riporta sempre l'ingrediente che più di tutti gli altri va a costituire il prodotto, seguito via via da ingredienti usati in dosi inferiori. Alle ultime voci sono presenti gli ingredienti utilizzati in quantità microscopiche.
L'INCI riporta le diciture scientifiche degli ingredienti, in inglese, oppure la nomenclatura scientifica delle piante (in greco o in latino), questo può rendere apparentemente difficile eviscerare i segreti di un INCI, ma non dobbiamo spaventarci, non occorre imparare a memoria la natura e il nome di tutti gli ingredienti, perché la tecnologia viene in nostro soccorso.
L'INCI riporta le diciture scientifiche degli ingredienti, in inglese, oppure la nomenclatura scientifica delle piante (in greco o in latino), questo può rendere apparentemente difficile eviscerare i segreti di un INCI, ma non dobbiamo spaventarci, non occorre imparare a memoria la natura e il nome di tutti gli ingredienti, perché la tecnologia viene in nostro soccorso.
Innanzitutto il mio consiglio è di salvare tra i preferiti il sito del Biodizionario, che fornisce un sistema pratico e di semplice comprensione per analizzare singolarmente ingredienti cosmetici valutandoli attraverso dei bollini (rosso, giallo o verde) secondo criteri scientificamente comprovati.
Per aiutarci nella scelta dei prodotti quando siamo al supermercato e stiamo facendo la spesa, invece, abbiamo Biotiful, una pratica app scaricabile sia per i-phone sia per android.
A mio parere, l'unico limite di questa app è che non dà indicazioni al di fuori dell'interesse prettamente di utilizzo. Non specifica la natura dell'ingrediente in sé, limitandosi ad enunciarne possibili controindicazioni (se è allergizzante, comedogeno, etc); non specifica se l'ingrediente è di origine animale, sintetica o vegetale, non ha alcuna classificazione relativa ai prodotti veg, né riporta una voce che specifichi se il prodotto è cruelty free (non testato su animali) o meno.
Lo shampoo
Prediligiamo uno shampoo delicato, adatto a lavaggi frequenti, privo di siliconi, parabeni, petrolati. Evitiamo prodotti profumati (quando in un prodotto si aggiunge profumo, significa aggiungere anche la base alcolica che racchiude la fragranza e l'alcol è fortemente irritante).
Il balsamo
I balsami non sono tutti uguali, alcuni hanno un forte potere idratante, altri invece sono più nutrienti. Chi ha la cute grassa deve assolutamente evitare i secondi, perché vanno a incrementare la base grassa e a impastarsi col sebo, oltre a ridurre la traspirazione.
Scegliamo un balsamo senza siliconi, senza profumazioni e con pochissimi oli. I migliori sono quelli ricchi di estratti di frutta e fiori.
Prodotti di styling
Aboliamo tutti i prodotti comedogeni che impediscono la traspirazione di cute e capello, quindi addio alle gocce di cristallo (sono costituite di silicone puro), ai gel industriali (ricchi di colle e resine che riducono la traspirazione), lacca (asciuga i capelli e nella maggior parte dei casi contiene ingredienti irritanti). Prediligiamo l'applicazione di un gel naturale (in commercio si può trovare ad esempio il gel d'aloe già pronto all'uso) che nel contempo tiene i capelli in piega, idrata e lascia traspirare il capello. Molti gel hanno proprietà lenitive e vanno a ridurre i sintomi irritativi alla cute.
Sviluppare una Routine corretta
Con l'acquisto dei prodotti adatti ai nostri capelli abbiamo creato una buona base di partenza. Da soli, però, i prodotti non sono sufficienti, occorre anche utilizzarli nel modo corretto.
Le fasi dello shampoo
Nella fase di cura del problema è importante seguire delle direttive specifiche che favoriscano la riduzione di sebo.
Pre-shampoo
Sono tassativamente vietati gli impacchi pre-shampoo di tipo oleoso. L'impacco pre-shampoo, applicato su una cute stressata, causa ulteriore stress e conseguentemente aggrava la sintomatologia. Qualsiasi olio contiene degli acidi irritanti, che irriterebbero ulteriormente le ghiandole sebacee e i follicoli.
Prima di lavare i capelli è bene districare i nodi (se avete i capelli ricci potete districarli delicatamente con le dita), passare la cinghialina (solo se avete capelli lisci o ondulati) per eliminare la polvere e distribuire meglio il sebo così che non sia eccessivamente accumulato in radice.
Shampoo
Bagniamo accuratamente i capelli con acqua tiepida.
Preleviamo una piccola noce di shampoo (l'equivalente di due cucchiai). Usiamolo in piccole dosi, possibilmente diluito in acqua o in un infuso dalle proprietà lenitive ed emollienti come la camomilla.
Versiamone piccole quantità nel cavo della mano e distribuiamo sui capelli uniformemente.
Massaggiamolo a lungo e distribuiamolo su tutta la cute lavorandolo bene, aiutiamoci diluendolo ulteriormente con poche lacrime di acqua o con le mani bagnate. Lavoriamo lo shampoo compiendo movimenti circolari con i polpastrelli senza premere o strofinare eccessivamente la cute per non irritarla e stressarla.
Continuiamo a massaggiare per qualche minuto, piano piano tiriamo il prodotto verso le lunghezze, diluendolo con acqua per renderlo ancora più delicato.
Risciacquo
Il risciacquo deve essere scrupoloso e accurato, va effettuato con acqua tiepida. La temperatura ideale deve essere di un tiepido che vira al fresco così da non andare a surriscaldare la cute. Si possono effettuare anche più risciacqui se occorre, l'importante è non graffiare la cute e non tirare i capelli.
Balsamo
Ricordiamo che il balsamo non va MAI applicato in cute, si applica dalle orecchie in giù.
Dividiamo la chioma in due e applichiamo su ciascuna metà una piccola noce di balsamo, distribuendola uniformemente. Se occorre, aiutiamoci con un pettine a denti larghi o con la Tangle Teezer.
Il balsamo ha bisogno di un po' di tempo per agire, è inutile applicarlo e risciacquarlo subito dopo, pazientiamo e lasciamolo in posa dai 3 ai 10 minuti.
Risciacquo
Il risciacquo deve essere accurato anche più di quello dello shampoo, effettuato con acqua tiepida, leggermente più fredda di quella che abbiamo usato per lo shampoo. L'ultimo risciacquo è bene che sia un risciacquo acido che aiuta a chiudere le cuticole e proteggere le lunghezze dagli agenti esterni che finirebbero col danneggiarli ulteriormente.
Un foqus dettagliato sul risciacquo acido è visionabile QUI.
Allungare l'intervallo tra shampoo
Chi soffre di cute grassa, inevitabilmente è costretto a lavare frequentemente i capelli per non dover andare in giro con capelli esteticamente inguardabili.
Il problema sostanziale del lavare spesso i capelli è che questa pratica va a peggiorare il problema di sebo eccessivo, originando un circolo vizioso da cui a un certo punto ci sembra impossibile venirne fuori.
Esistono però moltissimi trucchetti per aiutarci a guadagnare uno o due giorni in più tra uno shampoo e l'altro.
Shampoo a secco
Possiamo ricorrere alle farine (farina di ceci, farina di riso, farina d'avena) o agli amidi spolverati e massaggiati in radice per qualche minuto, quindi rimuoviamo la polvere con la cinghialina fino ad eliminare ogni residuo e i capelli saranno quasi come appena lavati per le successive 12-24 ore e guadagneremo almeno un giorno in più.
Acconciare i capelli
Approfittiamo del capello sporco per sfoggiare acconciature e raccolti. Il vantaggio del capello sporco, infatti, è che sguscia meno facilmente via dall'acconciatura, che riesce a durare più a lungo.
Trecce francesi, trecce olandesi, trecce waterfall, code di cavallo, chignon, sono tutte acconciature che se realizzate con un pizzico di attenzione (ossia raccogliendo uniformemente le ciocche cosicché diventino una massa uniforme con l'aspetto di ciocche ricoperte di gel) nascondono perfettamente l'inestetismo. E così avremo guadagnato un altro giorno.
Utilizzare correttamente i mezzi di calore
Un forte aiuto al problema del sebo in eccesso è imparare a utilizzare correttamente gli strumenti a calore come phon, piastra e ferro arricciacapelli.
La piastra e il ferro arricciacapelli sono tassativamente proibiti, usiamoli il meno possibile o non usiamoli affatto, se proprio non riusciamo a farne a meno, cerchiamo di usarli solo ed esclusivamente a capelli asciutti e a temperature minime.
Il phon va utilizzato ad almeno 15-30 cm di distanza dai capelli, a velocità ridotta e temperatura minima. Prima di usare il phon asciughiamo i capelli bagnati tenendoli avvolti in un'asciugamani per circa una decina di minuti cosicché il phon debba solo eliminare un certo grado di umidità e l'esposizione all'aria secca del phon sarà minima.
Per il momento ci fermiamo qui, giacché l'articolo è già abbastanza chilometrico.
Nel prossimo articolo raccoglieremo una serie di ricette seboregolatrici che, assieme alla corretta cura dei capelli, aiutano a normalizzare in maniera definitiva la produzione di sebo, andando a risolvere il problema alla sua origine.
Nel prossimo articolo raccoglieremo una serie di ricette seboregolatrici che, assieme alla corretta cura dei capelli, aiutano a normalizzare in maniera definitiva la produzione di sebo, andando a risolvere il problema alla sua origine.
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