Translate

Visualizzazione post con etichetta total natural. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta total natural. Mostra tutti i post

17 aprile 2020

Total natural, gli strumenti base per cominciare - Tutto Total Natural

 


Nello scorso articolo di questa rubrica abbiamo imparato la definizione specifica di Total Natural. Nell'articolo di oggi vedremo insieme quali sono gli strumenti indispensabili per praticare il Total Natural nel migliore dei modi.
Non è quindi un articolo che parla di ingredienti perché non potrebbe farlo in modo esaustivo, ma di quella strumentazione necessaria a lavorare al meglio.

08 aprile 2020

Preparare il gel di semi di lino (GSL) - Le Ricette Cosmetiche




Nell'ultimo articolo abbiamo scoperto insieme le proprietà dei semi di lino. Ora sappiamo che da essi si può estrarre una mucillagine che può essere utilizzata come un gel per capelli.
Il GSL è uno dei preparati idratanti più famosi nell'ambito del Total Natural e del No-Poo ed anche uno dei più semplici da realizzare.

Ingredienti



  • 1 cucchiaio di semi di lino
  • 2 bicchieri di acqua o infuso o decotto a scelta


La proporzione tra semi e acqua è di 1:2, quindi per ogni cucchiaio di semi di lino si useranno due bicchieri d'acqua.

Preparazione


  • Porre in un pentolino 1 cucchiaio di semi di lino e 2 bicchieri d'acqua
  • Far cuocere a fuoco medio il contenuto coperto per circa 5 minuti, quindi scoprire
  • Quando si arriva all'ebollizione, lasciar sobbollire finché, girando con un cucchiaio, notiamo che l'acqua si è trasformata in gel (all'incirca in 7-10 minuti)
  • Lasciar raffreddare e quindi filtrare con un colino o un gambaletto velato così da strizzare dai semi fino agli ultimi residui di mucillagini
  • Il processo può essere ripetuto, utilizzando gli stessi semi, anche per 2 volte così da ottenere una quantità di gel maggiore

Conservazione



Il gel così ottenuto può essere conservato in frigorifero per massimo 7-10 giorni, oppure congelato in monoporzioni da scongelare al momento dell'uso.

Modi d'uso


Il GSL può essere utilizzato come fase acquosa in tutti i tipi di preparati:


  • Puro per i massaggi follicolostimolanti
  • Puro per un impacco idratante post-shampoo a risciacquo
  • Puro come fase acquosa del leave-in per protezione e styling
  • Come fase acquosa negli shampoo naturali (con terre, farine, erbe ayurvediche detergenti)
  • Come fase acquosa negli impacchi di erbe (condizionanti, rinforzanti, tintori)
  • Come fase acquosa per reidratare polveri con proprietà idratanti (katira, methi)


01 aprile 2020

Perché Total Natural? - Tutto Total Natural



Il progetto Trecce Fatate esiste ormai da più di cinque anni. In questo lungo lasso di tempo abbiamo trattato (sia sul canale che qui sul sito) moltissimi argomenti, ma non ho mai pensato di trattare l'argomento dell'articolo di oggi, che avrebbe dovuto essere il primo, in quanto rappresenta la base assoluta da cui parte tutto quello che viene dopo.

27 marzo 2020

Shampoo sidr e areetha esperimento 1 - Diario di una Capellona

Advertising
questo articolo è scritto in collaborazione con l'Erboristeria L'Ortensia





Oggi ho voluto sperimentare nuove erbe per il mio cowash a impacco, ho scelto alcune erbe ricevute da Sara per la collaborazione con la sua erboristeria. Così eccomi qui a condividere su queste pagine la primissima impressione di questo nuovo shampoo.

25 marzo 2020

Preparare la Kapoor Kachli - Le Ricette Cosmetiche

Advertising
Articolo scritto in collaborazione con l'Erboristeria L'Ortensia




Nell'ultimo articolo di Doni della Natura abbiamo scoperto le molteplici proprietà cosmetiche, in quello di oggi vediamo insieme come utilizzarla con una ricetta base e altre ricette miste per sfruttarne al massimo le proprietà.

28 agosto 2019

Routine Trifase: Idratazione - Cura dei Capelli





Nell'articolo sui capelli secchi (che puoi recuperare QUI) abbiamo imparato a riconoscere e prenderci cura correttamente di questa tipologia di capello.
In questo articolo approfondiamo l'argomento collegandolo alla calendarizzazione della routine trifase, conosciuta anche col nome di cronogramma capillare.
In un articolo di qualche tempo fa abbiamo già compreso in linea generica quali sono le tre fasi della routine trifase e come calendarizzare al meglio i trattamenti (puoi recuperare l'articolo QUI) in base alle esigenze dei nostri capelli.

A cosa serve idratare i capelli




Innanzitutto chiariamo l'importanza di idratare con applicazioni topiche. Il capello per sua natura tende a disidratarsi, perché di fatto è materia morta, non riceve alimentazione dall'interno una volta emerso dalla pelle. Questo implica che il tempo, gli agenti esterni (sole, vento, freddo) causino una perdita di idratazione fisiologica.
Oltre alla disidratazione naturale, ci sono altri fattori che contribuiscono alla perdita di liquidi dai fusti:
  • Uso di prodotti troppo sgrassanti o aggressivi
  • Styling con strumenti di calore
  • Tinture sintetiche e decolorazioni
Tutte queste concause contribuiscono ad accelerare il naturale processo di disidratazione dei fusti e conseguentemente ne accorciano la vita, inficiando il nostro percorso di crescita.
L'applicazione di sostanze idratanti in loco ha una doppia funzione, la prima è di tipo preventivo, serve in pratica a fornire un surplus di liquidi ai fusti così da andare a limitarne la perdita; la seconda reintegra i liquidi persi e riporta i capelli in una condizione di perfetta idratazione, soprattutto se non ricorriamo a trattamenti invasivi, ma la disidratazione è originata solo dai fattori naturali.

Gli impacchi idratanti


L'idratazione topica avviene mediante gli impacchi idratanti, utilizzando sostanze acquose. Agli impacchi idratanti può essere aggiunta una componente condizionante per favorire ulteriormente la districabilità del capello.
L'impacco idratante, non contenendo sostanze grasse, va effettuato post-shampoo, a capelli perfettamente puliti per massimizzarne l'effetto.

Come si fa l'impacco idratante





Un buon impacco idratante si effettua subito dopo il lavaggio dei capelli, può essere fatto a capelli umidi o a capelli asciutti, la scelta è personale e viene influenzata principalmente dalla consistenza dell'impacco.
Il preparato si applica uniformemente dalle radici alle punte, abbondando su queste ultime in quanto generalmente rappresentano la parte più vecchia e disidratata del fusto.
Per idratare correttamente i capelli è importantissimo lavorarli a ciocche singole così da non lasciare parti scoperte, esattamente come quando si effettua un impacco tintorio, altrimenti l'idratazione non sarà uniforme e il miglioramento della chioma sarà compromesso. Dopo aver lavorato le ciocche singolarmente, si fa una seconda copertura lavorando tutta la chioma in poche passate.
Ricoperta tutta la chioma con l'impacco, raccogliamola e fissiamola con un mollettone e quindi copriamo con una busta o della pellicola (per essere totalmente amici della natura, basta acquistare la pellicola di mais, biodegradabile ed ecologica) e lasciare in posa.
La posa ha tempi variabili a seconda delle esigenze dei capelli e del tipo di preparato che applichiamo, in genere l'arco di posa va dai 20 minuti alle 2 ore al massimo.
Personalmente ho notato che i miei capelli non gradiscono pose che superino l'ora e mezza, e che anzi riducendo i tempi a un'ora o soli 40 minuti la resa è molto più efficace.
Altre ragazze, invece, addirittura notano ottimi effetti con pose brevissime (15 minuti o meno) equiparando praticamente la posa di una maschera o un balsamo. Sperimentate diversi tempi di posa con la stessa ricetta così da capire quale sia il tempo più adatto ai vostri capelli.
Assolutamente non superate le due ore di posa, perché oltre questo limite l'impacco non solo non idraterà più, ma farà macerare la cute e oltretutto finirà col tirare nuovamente fuori dai fusti l'acqua che ha rilasciato, causando una maggiore secchezza.

Quali sono le sostanze idratanti




Per idratare i capelli si può ricorrere a una serie di sostanze naturali:


  • Gel naturali (di fieno greco, di semi di lino, di amido di mais o di riso, di katira) i gel naturali sono ricchi di mucillagini e sostanze che penetrano nel capello andando a ricostituire la giusta idratazione
  • Farine idratate si tratta di farine che non hanno proprietà detergenti o sgrassanti, quindi farina di riso o d'avena, possono essere idratate a crudo, mescolandole a dell'acqua o a un gel e lasciandole riposare per circa mezz'ora, oppure le si può idratare cuocendole. Il secondo sistema è il più semplice per evitare impasti troppo fluidi in quanto, qualora eccedessimo con l'acqua, è sufficiente cuocere il preparato fino a ottenere la densità giusta.
  • Idrolati e distillati vegetali, sono utili per un'idratazione leggera ma frequente in quanto vengono assorbiti molto rapidamente. In genere le acque vegetali sono utilissime per realizzare un leave-in leggero.
  • Erbe con proprietà emollienti come l'amla, il sidr, il fieno greco che favoriscono l'ammorbidimento dei capelli, e se preparate con altre sostanze idratanti riescono a reidratare fortemente i fusti

Calendarizzare i trattamenti




Dobbiamo ricordare che, per avere una reale efficacia, i trattamenti devono avere una certa continuità, e la routine trifase serve appunto ad organizzare in modo più efficiente questa continuità calendarizzando a cadenze regolari i diversi trattamenti necessari ai capelli.
Indipendentemente dalla tipologia di capello che abbiamo (se non conosci la tua tipologia di capelli puoi recuperare l'articolo in cui ne parlo QUI) la fase dell'idratazione è sempre quella più frequente, e questo perché naturalmente i capelli tendono sempre a disidratarsi un po', e perché spesso li sottoponiamo a trattamenti e stress che vanno a peggiorare la situazione.
Nella tabella che segue possiamo vedere un esempio efficace di calendarizzazione dei trattamenti idratanti a seconda della tipologia e delle esigenze dei nostri capelli:



VIDEO CORRELATI













23 agosto 2019

Doposole total natural contro le scottature - Le Ricette



La scorsa settimana io e il mio ragazzo siamo riusciti a concederci una giornata al mare (la prima e unica di questo 2019). Siamo entrambi molto chiari di pelle, io sono bianco muro, lui è ancora più diafano di me, per cui dopo tutta una giornata sulla spiaggia, nonostante l'applicazione forsennata di protezione solare e il riparo dell'ombrellone al ritorno a casa sfoggiavamo comunque delle belle aree di pelle molto arrossata e delle leggere scottature.

Lui praticamente andava a fuoco, era diventato fucsia e gli bruciava dappertutto. Non riuscivo a vederlo soffrire così, quindi sono ricorsa alle mie competenze erboristiche.
Ero a casa sua e non disponevo di tutto il mio armamentario naturale, per cui mi sono dovuta arrangiare con quello che c'era, ma il risultato è stato così strabiliante che sento l'esigenza di condividere questa ricetta con voi.
Mi rendo conto che siamo alla fine dell'estate per cui molti di voi non devono più temere le scottature da mare, ma questo preparato è utilizzabile anche come semplice doposole per idratare e addolcire la pelle abbronzata da tanti giorni di mare e prepararla al meglio all'arrivo dell'autunno.
Trattandosi di un preparato del tutto privo di oli e altre sostanze grasse, questa crema è adatta a tutti i tipi di pelle.

Ingredienti



  • 1 bustina di tè verde
  • 1 cucchiaio di amido di mais
  • 2 bicchieri d'acqua
  • 2 cucchiai di riso
Il tè verde è antiossidante, favorisce la rigenerazione cellulare.
L'amido di mais è lenitivo e decongestionante.
Il riso è emolliente e idratante.

Preparazione


  • Mettere il cucchiaio di amido di mais in un pentolino e scioglierlo lentamente aggiungendo il primo bicchiere d'acqua a filo.
  • Immergere la bustina di tè
  • Cuocere a fuoco dolce fino a una leggera gelificazione.
  • Aggiungere il secondo bicchiere d'acqua e mettere il riso dopo averlo risciacquato accuratamente.
  • Lasciar cuocere a lungo, fino a rendere i chicchi di riso molli e "spappolabili".
  • Spegnere il fuoco, rimuovere la bustina di tè e attendere che il preparato raffreddi.
  • Frullare il tutto con un frullino a immersione fino a ottenere una crema omogenea.

Utilizzo




A questo punto abbiamo due opzioni: utilizzare immediatamente il preparato, oppure lasciarlo riposare in frigo per 30 minuti così da applicarlo bello freddo.
Spalmare la pelle con la crema massaggiando con cura e lasciare agire per 2-3 minuti, quindi procedere normalmente con la doccia o con un risciacquo se abbiamo già fatto la doccia.
In un'unica applicazione questo composto elimina tutto il bruciore, ammorbidisce la pelle e ne favorisce la rigenerazione. Con applicazioni ripetute risulta un forte idratante ed evita l'invecchiamento precoce dello strato più superficiale della pelle.


Usi alternativi




Ho utilizzato questa crema anche come maschera per il viso, l'ho applicata sulla pelle pulita, massaggiato e lasciato in posa per qualche minuto, quindi ho risciacquato con acqua fresca. La pelle è risultata immediatamente rimpolpata e luminosa.

Conservazione




Questa crema doposole va conservata in frigorifero, essendo del tutto priva di conservanti, la durata varia da 5 a 10 giorni.
La quantità di questa ricetta è sufficiente per 2-3 applicazioni total body.



14 agosto 2019

Balsamo total natural, ricetta alternativa - Le Ricette Cosmetiche



In un articolo di qualche tempo fa vi ho parlato del balsamo total natural superidratante che ho ideato all'inizio di quest'anno.
Mi sono trovata molto bene con quel balsamo, soprattutto per realizzare il cowash, ma giacché non mi fermo mai al primo buon risultato, ho continuato a sperimentare e quella che segue è un'ulteriore ricetta, di fatto molto simile alla precedente, ma ancora più funzionale e con la quale sto ottenendo già, con due sole applicazioni, fantastici risultati.

Ingredienti


  • 4 cucchiaini di zucchero
  • 3 cucchiai di amido di riso
  • 3 cucchiai di farina di riso
  • 500 ml di acqua
  • 1 cucchiaio di sciroppo d'acero

Procedimento


  • Sciogliere i 4 cucchiaini di zucchero in mezzo bicchiere d'acqua e far cuocere a fuoco lento fino a ottenere un fluido leggermente caramellato
  • Aggiungere l'amido e 2 bicchieri d'acqua e far cuocere fino alla gelificazione.
  • Aggiungere l'acqua restante, sciogliere ben bene il gel e aggiungere la farina di riso
  • Lasciar cuocere per 10-15 minuti a fuoco medio, girando regolarmente con una frusta per evitare la formazione di grumi, fino a ottenere un composto della stessa consistenza dello yogurt.
  • Spegnere il fuoco e lasciar raffreddare.
  • Quando il composto è a temperatura ambiente, aggiungere il cucchiaio di sciroppo e mescolare con cura fino ad incorporarlo completamente.

Usi del balsamo


Maschera per capelli


La ricetta può essere utilizzata esattamente con questa realizzazione per fare una maschera idratante e condizionante ai capelli da applicare dopo lo shampoo e tenere in posa per 30 minuti dopo aver coperto con una busta. Alla fine della posa si procede con il risciacquo.

Cowash


Prelevando qualche cucchiaio di preparato e aggiungendo 1 cucchiaio di farina di ceci si ottiene un composto detergente che si può spalmare sulla cute, mentre sul resto dei capelli si applica la maschera pura. Si copre il tutto con una busta e si lascia in posa dai 40 minuti alle due ore, dopodiché si risciacquano con cura i capelli.

Crema corpo da risciacquare



Applicato sulla pelle perfettamente pulita, asciutta oppure leggermente umida, questo preparato svolge una fortissima azione idratante, minimizzando le piccole rughe e conferendo quasi istantaneamente alla pelle un aspetto più luminoso e sodo. Si massaggia il preparato fino a che resta sulla pelle uno strato leggermente caramellato difficile da stendere, a questo punto si risciacqua con cura.
Non occorre applicare creme dopo l'asciugatura.
Lo stesso uso può essere applicato al viso dopo una pulizia profonda.


Consigli supplementari


  • Come sempre, le quantità sono pensate per la mia lunghezza e la mia massa (103 cm di lunghezza e 13 cm di girocoda), quindi se avete capelli più corti o un girocoda più contenuto, riducete le dosi mantenendo la proporzione tra gli ingredienti.
  • Il preparato si può conservare in frigo per 3-4 giorni senza subire alcuna alterazione

VIDEO CORRELATI



05 giugno 2019

Total Natural, i primi passi - Capellomanie per Principianti



Il passaggio da una routine di tipo commerciale a una routine total natural può sembrare difficile e complesso come provare a scalare l'Everest. In realtà è molto più facile (e divertente) di quanto sembri.
Nell'articolo delle FAQ relative al total natural ho già risposto a una serie di domande che mi vengono frequentemente rivolte da chi vuole provare ad approcciarsi al total natural per la prima volta. In questo articolo, invece, voglio proporre una serie di sistemi e strategie per intraprendere un vero e proprio percorso di "depurazione" della propria cosmesi dai prodotti di tipo industriale, così da andarli a sostituire gradualmente con sostanze totalmente naturali e a basso impatto ambientale.

1: osservare e dedurre


Lo so che, quando si scopre questo mondo e si vedono su altre persone gli straordinari risultati che porta siamo presi dalla frenesia di acquistare tutto, provare tutto, rivoluzionare tutte le proprie abitudini, ma questo è l'approccio peggiore.
Respiriamo e diamoci tempo. Innanzitutto dobbiamo imparare a "sentire il nostro corpo" e lo so che detta così può sembrare qualcosa di poco scientifico, ma una delle basi della scienza è l'osservazione. Ippocrate, il grande medico greco cui ancora oggi i medici prestano giuramento quando intraprendono la loro carriera, era uno scienziato geniale per l'epoca e ha compreso moltissimi processi del corpo umano partendo da due assunti fondamentali: osservare e dedurre.
Osserviamo il nostro corpo, la nostra pelle, i nostri capelli, le nostre abitudini, e traiamo mediante l'osservazione della sintomatologia tutte le deduzioni che ci occorrono per migliorare la nostra routine al fine di rispondere correttamente alle esigenze e ai bisogni dei capelli, perché non ha alcun senso inserire nella nostra routine trattamenti che ai capelli non servono, rischiamo di perdere tempo, sprecare soldi e materie prime, e oltretutto corriamo il rischio di peggiorare la condizione dei capelli invece migliorarla.


2: eliminare i siliconi, i solfati e altre sostanze aggressive


Il silicone è un ingrediente presente in moltissimi prodotti cosmetici, in particolar modo dedicati ai capelli. Il problema principale dei siliconi è che, avendo una proprietà fortemente filmante, sul lungo periodo con l'uso continuato vanno a favorire la disidratazione dei fusti.
Lo stesso discorso vale per gli shampoo con solfati (SLS, SLES SDS) che servono a rimuovere, da uno shampoo all'altro, il vecchio strato siliconico così da evitarne l'accumulo. I solfati intaccano la struttura capillare, favorendo un deterioramento precoce dei fusti.
Il primissimo passo, dunque, consiste nell'eliminazione dei prodotti siliconici e aggressivi dalla propria routine, sostituendoli con prodotti con buon INCI, meglio se di tipo ecobio.

Focus
I siliconi

3: Alternare i prodotti


Anche se, alla scoperta del total natural, siamo tentati di buttare tutti i prodotti usati fino ad oggi e fare incetta di erbette, farine e sostanze naturali, freniamo l'entusiasmo. Il passaggio da una routine all'altra può essere traumatico per i capelli, e soprattutto se abbiamo sempre maltrattato la chioma un cambiamento drastico e totale può costringerci ad andarcene in giro con capelli orrendi per settimane intere.
Per evitare questo contraccolpo, dobbiamo procedere per gradi, e limitarci ad alternare i prodotti industriali e le sostanze naturali.
Acquistiamo shampoo e balsamo con buon INCI e usiamoli a lavaggi alterni. Poi, dopo un mesetto o due, iniziamo a incrementare l'uso delle sostanze naturali (2 shampoo naturali e 1 industriale, poi 3 shampoo naturali e 1 industriale etc.) fino a poter sostituire definitivamente i nostri vecchi prodotti con le materie prime donateci da Madre Natura.


4: Introdurre i trattamenti gradualmente


Molte ragazze che mi scrivono sono disperate, perché se fino a ieri usavano shampoo e balsamo siliconici, spume e maschere industriali, oggi sono passate di colpo a fare impacchi pre-shampoo oleosi, lavaggi alternativi, impacchi post-shampoo idratanti e condizionanti, risciacquo acido, leave-in, henné... e si ritrovano capelli di stoppa.
Questa conseguenza è normale, perché se non abbiamo mai curato correttamente i capelli, limitandoci a usare il primo prodotto in offerta, con questo cambio drastico di routine i capelli sono impreparati a tutti i trattamenti e di quello che andiamo a schiaffarci sopra non sanno che farsene, diciamo che "reagiscono male" e peggiorano.
Innanzitutto c'è da dire che il peggioramento è solo visivo, perché di fatto sotto i siliconi i capelli erano già nello stato in cui li vediamo adesso, solo che i siliconi mascheravano i danni, in secondo luogo bisogna ricordare che i fusti vanno "addestrati" ai trattamenti, e mano a mano reagiranno meglio.
Per questo motivo suggerisco sempre di introdurre un solo trattamento alla volta. Il trattamento da cui partire che suggerisco sempre è il risciacquo acido.
Si tratta dell'operazione più semplice di una routine total natural, e nel contempo una delle migliori per garantire compattezza e lucentezza ai capelli.
Quasi contemporaneamente possiamo introdurre lo shampoo. Utilizzare erbe e farine per lavare i capelli favorisce la depurazione dalle sostanze che i vecchi shampoo hanno lasciato sui fusti. Questa fase di depurazione richiede un tempo di assestamento che in genere dura dai 6 agli 8 shampoo (ma può durare di più se i nostri capelli sono particolarmente danneggiati).
Come già detto nel paragrafo sopra, la depurazione è meno traumatica se la pratichiamo alternandola a prodotti industriali. E solo dopo la fase di assestamento iniziamo ad inserire altri tipi di trattamento.
A questo punto io suggerisco gli impacchi idratanti post-shampoo. In questo modo andiamo a ripristinare la giusta idratazione dei nostri capelli, ne favoriamo la morbidezza e un aspetto gradevole, riducendo anche il rischio di rottura a causa degli stress meccanici.
In questa fase possiamo anche iniziare a praticare il leave-in, così da iniziare a prendere qualche dimestichezza con gli oli, mentre forniamo ulteriore idratazione e protezione ai capelli.
Dopo due-tre mesi, possiamo accedere all'ultimo passaggio, che consiste nell'inserimento dell'impacco oleoso pre-shampoo. Perché farlo per ultimo? Perché comprendere di quali dosi abbia bisogno il nostro capello per essere nutrito richiede tempo e sperimentazioni, e i risultati potrebbero risultare falsati qualora praticassimo questo impacco mentre siamo ancora in transizione o in assestamento potrebbe falsare il risultato. Inoltre, durante i mesi precedenti, le sostanze naturali avranno ridotto problemi quali sebo in eccesso o secchezza cronica, facilitando conseguentemente l'uso delle sostanze oleose e riducendo il rischio di non riuscire a lavarle correttamente via.
Soltanto quando avremo per bene preso dimestichezza con i trattamenti base, potremo introdurre variazioni o calendarizzazioni come ad esempio il cronogramma capillare.

Focus:
Risciacquo acido
Leave-in
Routine Trifase


5: Imparare a fare lo shampoo


Lo shampoo alternativo è diverso dallo shampoo industriale, se applichiamo una materia naturale e la lavoriamo come lavoreremmo uno shampoo industriale, avremo risultati disastrosi. In realtà, spesso utilizziamo in modo scorretto anche lo shampoo industriale, causando tutta una serie di microdanni che rovinano i nostri capelli.
E' necessario, dunque, imparare a fare correttamente lo shampoo, interfacciarsi alla materia detergente in modo appropriato così da garantire un buon lavaggio che pulisca a dovere senza rovinare i capelli.

Focus:
Lavare correttamente i capelli


6: Usare correttamente gli strumenti di styling


Una delle cose che può peggiorare lo stato dei nostri capelli, soprattutto in fase di transizione dall'industriale al total natural, è l'uso scorretto o eccessivo degli strumenti per mettere in piega i capelli.
Phon, piastra e ferro arricciacapelli usano il calore per mettere in piega i capelli. Chimicamente, il calore rompe i legami deboli (disolfuro e salini) dei capelli, e li cementa nella posizione che abbiamo stabilito mediante il movimento che facciamo (perpendicolari con l'uso della piastra, ricci/mossi con l'uso del ferro). L'uso quotidiano di questi strumenti causa una progressiva e irrecuperabile denaturazione delle proteine dei capelli, causando danni strutturali che poi originano doppie punte, capelli spezzati e fratture ai fusti.
Per questo motivo suggerisco una riduzione sensibile dell'uso di questi strumenti, possibilmente di evitarli del tutto, imparando ad amare la forma naturale dei nostri capelli, che è la forma che meglio si adatta ai lineamenti del nostro volto, dandoci un aspetto armonico e piacevole.
Anche il phon va utilizzato correttamente: a basse temperature, distanziato dai capelli di almeno 30-40 cm, focalizzando il getto in radice ed evitando il più possibile le lunghezze e le punte. Il phon va usato per 10-15 minuti al massimo, per eliminare l'acqua in eccesso e va spento appena i capelli mostrano di essere sufficientemente asciutti (no, quindi a capelli arroventati o sessioni di phon che durano ore e ore). Chi soffre di cervicale è bene che lo usi tutto l'anno, ma chi non ha questo problema può tranquillamente riporlo in un cassetto per i mesi caldi, recuperandolo solo ad Autunno inoltrato. I più fortunati possono anche ricorrere esclusivamente all'asciugatura con l'asciugamani, abbandonando del tutto l'uso del phon. I capelli ringrazieranno.


7: Sperimentare, sperimentare, sperimentare, ma nel modo giusto


L'invito alla sperimentazione è qualcosa che ripeto spessissimo, ma in questo articolo voglio fare un appunto specifico.
Giacché ogni chioma è diversa e unica, ciascuno di noi deve trovare da sé gli ingredienti e le materie prime migliori per le esigenze dei propri capelli. Questo richiede appunto di sperimentare. Molto spesso, però, per tutta una serie di ragioni, sperimentiamo male.
La Natura, vi ricordo, ha tempi lenti, questo significa che per vedere dei risultati effettivi e verificabili, uno o due trattamenti non sono sufficienti. Scegliamo un ingrediente e utilizziamolo in modo continuativo per almeno due o tre mesi. Cerchiamo diversi modi per utilizzarlo e sperimentiamolo nei diversi contesti.
Ad esempio, come sperimentare un olio? Come impacco pre-shampoo, come ingrediente aggiuntivo negli spignatti nutrienti, come fase grassa del leave-in, come finish sulla pelle etc.
Soltanto passato questo periodo potremo effettivamente valutare l'ingrediente, e capire se fa per noi o no.
Anche se troviamo l'ingrediente dei sogni, non fermiamoci, continuiamo a sperimentare, potremmo accorgerci che c'è una materia naturale che ai nostri capelli piace ancora di più.



Consiglio finale: pazienza, tanta, tanta pazienza


La Natura ha tempi lenti, e alcuni danni dei nostri capelli non saranno recuperabili, per cui prepariamoci ad essere pazienti, ad attendere i risultati senza fretta, senza ansia, senza andare in panico se sbagliamo qualcosa, ma facendone tesoro per evitare di ripetere l'errore. E ricordiamoci che il vero potenziale dei nostri capelli verrà fuori tra due anni almeno, ossia quando i capelli nuovi, correttamente curati, saranno cresciuti abbastanza da mostrarci tutta la loro salute e bellezza.


26 settembre 2018

Ottimizzare i tempi - Cura dei Capelli

Il più grande problema di chi sceglie di prendersi seriamente cura dei capelli, e in particolar modo di chi sceglie di seguire un percorso di cosmesi total natural, è la carenza di tempo.
Lo stile di vita occidentale è frenetico, richiede una velocità sempre più elevata e un'efficienza produttiva costante, talvolta ai limiti dell'umana possibilità. Come conciliare tutti i propri impegni con la cura dei capelli, soprattutto utilizzando materie prime e composti preparati al momento?


I capelli non hanno bisogno di tutto


Per prima cosa, è importante sapere che i capelli non hanno bisogno di tutte le ricette e tutti gli impacchi che sono reperibili in rete o nei manuali. Occorre capire quali siano le necessità dei nostri capelli, quali impacchi e trattamenti facciano loro più bene e ogni quanto tempo sia necessario operare per mantenere al meglio la loro salute.
Per capire di cosa hanno bisogno i nostri capelli dobbiamo prima di tutto conoscerne le problematiche. Sapere qual è la debolezza principale dei nostri capelli ci darà un punto di partenza su cui focalizzarci. Questo ci permette di distinguere i trattamenti per priorità.
I trattamenti ad alta priorità andranno ad includere tutti quegli impacchi che mirano a risolvere la debolezza primaria dei nostri capelli e sono quelli che è bene trovare il tempo di realizzare con regolarità.
I trattamenti a bassa priorità andranno ad includere tutti quegli interventi secondari, che contribuiscono a migliorare la salute del capello, ma che possono essere effettuati anche saltuariamente.
Esempio: io ho capelli ipercheratinici tendenti al secco, questo significa che la mia debolezza tricologica è la disidratazione.
Il mio trattamento ad alta priorità è dunque l'impacco idratante, che ripeto a ogni shampoo, per mantenimento pratico il leave-in tutti i giorni.
Il mio trattamento a bassa priorità è l'impacco nutriente che ripeto quando ho tempo, cercando di farne almeno due o tre al mese. Una volta al mese realizzo anche l'hennè.

Calendarizzare


Il passo più importante è calendarizzare la routine, ripetendo settimanalmente i trattamenti ad alta priorità e mensilmente quelli a bassa priorità.
In base al nostro lavoro/studio stile di vita scegliamo un giorno a settimana in cui sappiamo di poter dedicare più tempo ai capelli.
Esempio: io studio, quindi sono impegnata dal lunedì al venerdì, per cui dedico il sabato o la domenica alla cura dei capelli. Oppure suddivido le cure nei due giorni così da non passare tutta la giornata a fare la capellomane.

Frammentazione dei trattamenti


Se sappiamo già di non avere un giorno "speciale" per i capelli, l'ideale è frammentare i trattamenti in modo da poter "spalmare" il tempo totale in più giorni.
Esempio: quando sono molto impegnata con lo studio in genere faccio lo shampoo di sabato e l'impacco idratante il giorno dopo. Oppure, quando devo fare l'hennè, non lo faccio mai lo stesso giorno in cui ho fatto lo shampoo.


Mentre curiamo i capelli possiamo fare altro


Fare un impacco non significa doversene restare immobili come mummie per ore, ma possiamo ottimizzare i tempi tenendo su gli impacchi mentre facciamo altro, sia per quanto riguarda la cura del corpo, sia per quanto riguarda le più disparate attività.

Ottimizzare l'hennata

L'impacco di hennè va tenuto su parecchio tempo (almeno 2-3 ore), per cui durante la posa possiamo dedicarci ad attività lunghe come lo studio, la lettura di un libro, la visione di un film, le pulizie della casa, stirare o fare il bucato. Se la posa è davvero molto lunga, l'hennata può essere applicata la sera prima di andare a dormire e rimossa il mattino dopo (questo metodo è sconsigliato a chi soffre di cervicale e torcicollo frequenti).

Ottimizzare l'impacco oleoso pre-shampoo

Generalmente, io faccio l'impacco d'olio prima di scendere a fare la spesa in quanto l'olio aiuta a mantenere i capelli ben fermi nel raccolto, e quando torno dopo un'oretta o due posso tranquillamente fare lo shampoo. Oppure si può applicare l'olio ai capelli e raccoglierli prima di fare la doccia, così mentre ci laviamo, depiliamo, applichiamo la crema, e dopo la doccia ripuliamo i sanitari, sarà passato il tempo necessario.
Se abbiamo una routine total natural, il tempo dell'impacco può essere dedicato alla preparazione di decotti e infusi per il risciacquo acido a chiusura dello shampoo, alla preparazione dei gel o di maschere per il corpo e il viso.

Ottimizzare l'impacco idratante post-shampoo


Come per l'impacco pre-shampoo, l'ìmpacco post shampoo può essere dedicato alla preparazione di maschere per il corpo o il viso, oppure per studiare, occuparci dei bambini o pulire casa.

Ottimizzare le preparazioni


Una delle cose che scoraggia di più, soprattutto chi è all'inizio di un percorso total natural, è la necessità di preparare gli impasti al momento.
Premettiamo innanzitutto che buona parte degli impasti sono composti di due o tre ingredienti e si realizzano in meno di due minuti, per quei preparati che richiedono più tempo si può ottimizzare piuttosto facilmente.
Un gel può essere estratto in grandi quantità quando si ha tempo e congelato in monoporzioni da scongelare al momento della necessità.



Come ottimizzo i tempi


Dopo quattro anni di routine total natural, per me è diventato naturale seguire una calendarizzazione che mi garantisce di sfruttare tutti i tempi morti.

  1. - Preparo il gel di fieno greco una volta al mese (in genere di sabato, dopo aver lavato i capelli), ne estraggo un litro circa che congelo in monoporzioni utilizzando le forme per fare i cubetti di ghiaccio. Durante la preparazione del gel, che mi richiede ben 4 ore tra bollitura e filtratura, ascolto le registrazioni delle lezioni che ho seguito in aula, oppure quelle che ho fatto di me stessa mentre ripeto gli argomenti di studio, in questo modo mi garantisco 4 ore di studio non-stop mentre mi prendo cura dei miei capelli.
    Oltre a studiare, trovandomi in cucina, generalmente ne approfitto anche per cucinare il pranzo o la cena, oppure per fare una torta.
  2. - Il gel di amido di mais va preparato al momento, per cui lo preparo durante l'impacco pre-shampoo, prima di andare a fare la spesa. La sua preparazione richiede poco tempo, per cui in genere lo faccio cuocere mentre faccio colazione, girando ogni tanto per impedire la formazione di grumi.
  3. - Quando voglio hennarmi, lo faccio la domenica entro mezzogiorno, così tengo l'hennè in posa (la mia posa dura al massimo 3 ore) mentre cucino, pranzo e lavo i piatti. Molto spesso, visto che mi avanza altro tempo prima di rimuovere l'impacco, ne approfitto per fare maschere al viso e alle mani, poi intorno alle tre del pomeriggio posso lavarla via senza che mi abbia creato particolari impedimenti.
  4. - I decotti e gli infusi per il risciacquo acido richiedono tempo per raffreddarsi prima dell'uso, quindi li preparo al mattino prima di mettermi a pulire casa, mentre preparo e consumo la colazione.
  5. - Search and destroy lo faccio in genere ogni 7-10 giorni mentre guardo i video dei canali youtube a cui sono iscritta (ovviamente quelli in cui non occorre necessariamente vedere il video, come ad esempio Breaking Italy) o studio utilizzando contenuti multimediali.

La mia scaletta shampoo ottimizzata



  1.  Ore 9.00 Preparazione del decotto alla buccia di cipolla e del gel all'amido di mais mentre faccio colazione. Nel frattempo metto a scongelare anche una o due cialde di gel di fieno greco in una ciotolina.
  2. Ore 9.30 Applicazione dell'impacco oleoso sui capelli perfettamente districati, posa 2 ore circa con i capelli raccolti in japanese o spock bun, e sono pronta per andare a fare la spesa, per andare a correre o fare un circuito di aerobica. Di ritorno, preparo l'impasto di farina di ceci e gel di fieno greco e metto le spazzole a bagno nell'acqua e detergente per far ammorbidire lo sporco prima di lavarle.
  3. Ore 11.30 lavo i capelli, operazione che mi richiede circa 10-15 minuti tra applicazione, massaggio e risciacquo.
  4. Ore 11.40-45 Avvolgo i capelli nell'asciugamani e lavo le spazzole, mettendole ad asciugare in un luogo ventilato ma asciutto.
  5. Ore 12.00 Svolgo l'asciugamani e applico il gel di amido di mais dalle radici alle punte, quindi raccolgo i capelli e lascio in posa almeno 1 ora. Se cucina mio padre, occupo l'ora studiando, scrivendo, preparando i contenuti per il canale. Se invece mio padre è impegnato allora preparo io il pranzo.
  6. Ore 13.00 Preparo la bottiglia per il risciacquo acido aggiungendo infusi, acqua e aceto e vado a risciacquare i capelli (prima risciacqui normali, infine risciacquo acido)
  7. Ore 13.05 Avvolgo i capelli in un secondo asciugamani e apparecchio la tavola per il pranzo.
  8. Ore 13.30 ho terminato di pranzare e posso rimuovere l'asciugamani, i capelli sono praticamente quasi asciutti, quindi lascio che si asciughino completamente all'aria mentre lavo i piatti.
  9. Ore 13.45 i capelli sono perfettamente asciugati e posso nebulizzarli con l'acqua di rose e passare l'olio per il leave-in.
Se il giorno dopo devo hennare, salto l'impacco idratante (che in genere pratico dopo l'hennata e concludo lo shampoo col risciacquo acido senza leave-in).

So che qualcuno di voi si starà domandando quando mi occupo della casa e dei miei nove gatti. Semplice, la mia sveglia è sempre alle sei e mezza del mattino, per cui dalle sei e mezza alle nove pulisco casa e le lettiere. Ovviamente se avete tempi diversi e volete dormire un po' di più senza svegliarvi col gallo, invece di andare a correre o fare sport durante l'impacco oleoso, potete tranquillamente impiegare quel tempo per pulire casa.


Consigli supplementari

  • Se avete dei bambini piccoli, provate a coccolarvi quando loro dormono o sono all'asilo, quindi al mattino presto appena sveglie, nel pomeriggio quando fanno il sonnellino oppure la sera dopo la pappa.
  • Se avete un lavoro a turnazioni che vi impedisce di avere un giorno fisso alla settimana da dedicare ai capelli, ricordate che per fortuna i capelli sono flessibili e non si offendono se spostate il giorno di cura a un giorno prima o dopo quello stabilito.
  • Alcuni preparati possono essere realizzati il giorno prima e conservati in frigo (un esempio è la farina di ceci o i gel), per cui potete prepararli la sera prima di andare a dormire, così da averli pronti all'uso al mattino dopo appena svegli.


17 settembre 2018

Routine Trifase (proteinizzazione, idratazione, nutrizione) - Cura dei Capelli


Il capello ha una struttura composta da quattro sostanze principali: proteine, liquidi, lipidi ed elementi minerali. Principalmente, il corpo ottiene questi elementi attraverso l'alimentazione, e grazie ad essi, nel follicolo cutaneo si forma il capello. Un'alimentazione sana ed equilibrata, quindi, garantisce che il follicolo abbia tutti i nutrienti necessari alla formazione di un capello sano.
Un mezzo fondamentale per mantenere la salute della chioma è l'applicazione topica di sostanze che vadano a reintegrare gli elementi di cui è costituito il capello in quanto agenti atmosferici, inquinamento, stress meccanici e chimici vanno a deteriorare la fibra capillare.
Esistono diverse tecniche per calendarizzare l'applicazione topica, una di queste è la routine trifase.
Questo particolare tipo di routine si fonda su tre tipi di trattamenti da attuare alternatamente ad ogni shampoo.


Le tre fasi


Come capiamo già dal nome, la routine trifase si costituisce di tre fasi, tre tipi di trattamenti da attuare in alternanza ad ogni shampoo.

Proteinizzazione


Questa fase ha come scopo andare a reintegrare la cheratina, base strutturale del capello, riducendo così il problema della destrutturazione.
Un capello si presenta destrutturato quando viene sottoposto a trattamenti troppo invasivi come tinture di tipo sintetico, quando si utilizzano i mezzi di calore (phon, piastra, ferro arricciacapelli) in modo indiscriminato o ci sottoponiamo a trattamenti di alterazione della forma dei capelli (sostegno permanente o stiratura in crema) che vanno a danneggiare i ponti disolfuro. In tutti questi casi la cheratina viene denaturata e si distrugge.
Anche naturalmente, per l'azione del tempo e degli agenti atmosferici (sole, acqua) il capello tende a perdere cheratina.
L'unico tipo di capello che non risente particolarmente di questo processo di deterioramento è il capello ipercheratinico.
Il capello destrutturato si presenta sfibrato, fragile, è soggetto ai nodi, alle doppie punte e alle fratture strutturali.
Il trattamento di proteinizzazione consiste nell'applicare cheratina (di origine animale o vegetale) o altre proteine in un impacco pre-shampoo da tenere in posa tra i 30 e i 60 minuti.
Le sostanze proteinizzanti sono:

  • Cheratina (animale)
  • Fitocheratina (vegetale)
  • Proteine del riso idrolizzate (hanno anche effetto volumizzante)
  • Ceramidi vegetali (contengono glicerina)
  • Farina di Ceci
  • Uova

Idratazione


Lo scopo di questa fase consiste nel reintegrare la quantità di acqua che normalmente il capello tende a perdere, seccandosi. L'acqua evapora sia per cause naturali (calore, umidità, sole) sia come conseguenza di trattamenti scorretti o eccessivi (phon troppo caldo e ravvicinato, uso sconsiderato della piastra o del ferro arricciacapelli, uso di prodotti contenenti siliconi etc.).
La disidratazione rende il capello meno elastico e quindi più fragile agli stress di tensione e torsione, il suo aspetto è opaco, simile a paglia, e i capelli non sono morbidi al tatto ma risultano duri. Nel complesso, la chioma disidratata appare priva di vigore e lucentezza, appiattita e senza forma.
Il trattamento idratante consiste in un impacco post-shampoo da tenere in posa 1 o 2 ore, a cui segue un risciacquo accurato.
Le sostanze idratanti sono:

  • gel naturali (di fieno greco, di amido di mais, di semi di lino, di aloe vera)
  • acque vegetali (di rose, di amamelide, di aloe vera, di cocco)
  • latte vegetale (di soia, di cocco, di mandorle)


Nutrizione


Un capello è denutrito quando agenti esterni (calore, umidità smog, freddo) e trattamenti distruttivi (tinture sintetiche, sostegni permanenti, stirature chimiche, decolorazioni) intaccano il film idrolipidico che rende uniforme ed "elastica" la superficie della cuticola.
Un capello denutrito si presenta cromaticamente opaco: il suo colore è spento, smorto, privo di riflessi e sfumature; tende ad annodarsi facilmente e il suo aspetto è lanoso e crespo. I sintomi dei capelli denutriti sono molto simili a quelli dei capelli disidratati, per questo motivo è molto facile fare confusione nella diagnosi.
Il trattamento nutritivo si effettua applicando una sostanza grassa e/o oleosa dalla cute alle radici, da tenere in posa 1 o 2 ore. Il trattamento nutritivo può essere realizzato sia come impacco pre-shampoo, sia come leave-in post shampoo.
Le sostanze nutrienti per i capelli sono:

  • oli vegetali
  • burri vegetali
  • uova
  • miele

Calendarizzare la routine trifase


Nonostante di base la routine trifase preveda una calendarizzazione che si ripete ogni 3 shampoo (al primo shampoo si proteinizza, al secondo si idrata e al terzo si nutre), seguire questo calendario non è propriamente l'ideale per tutti i tipi di capelli. Soltanto un capello normale, non trattato e sano, infatti, trarrà benefici da questo tipo di routine, mentre per tutti gli altri tipi di capelli è bene personalizzare il calendario in modo da potenziare, dei tre tipi di trattamento, quello in cui il capello presenta delle carenze.
Qui di seguito ecco una serie di esempi di calendarizzazione in base al proprio tipo di capelli:


Ovviamente questi esempi hanno puro scopo illustrativo e le fasi secondarie possono anche essere talvolta saltate o dilazionate ulteriormente.

Capelli particolarmente rovinati possono richiedere una calendarizzazione più serrata:


Consigli supplementari

  1. Prima di calendarizzare la routine è bene individuare perfettamente che tipo di capello abbiamo e comprenderne le problematiche.
  2. Qualora non riuscissimo a capire se i nostri capelli sono disidratati o denutriti, è meglio provare prima a potenziare la fase idratante, perché generalmente la disidratazione è la condizione più frequente e procedere col potenziamento della fase di nutrizione solo quando avremo constatato (dopo un ciclo di 8-10 settimane) che idratare i capelli non ha portato risultati sufficienti.
  3. Quando pratichiamo la fase di nutrizione, è bene evitare di eccedere con le sostanze grasse per non essere poi costretti ad effettuare più shampoo consecutivamente per andare a rimuoverle.
  4. Se scegliamo di applicare l'olio come impacco proteinizzante/nutritivo ricordiamoci di lavarlo via con acqua fresca per evitare che il calore dell'acqua lo cuocia sui capelli rendendolo impossibile da rimuovere.


04 luglio 2018

La mia routine 2018 - Le Routine

Mi sono resa conto  che è da quando ho praticamente aperto questo blog che non vi aggiorno riguardo la mia routine tricologica.
Le mie abitudini capillifere sono evolute molto nel corso di questi tre anni di sperimentazioni e ricerche e attualmente la mia routine fa uso esclusivamente di materie prime reperibili in natura, allo stato grezzo o minimamente lavorate, totalmente ecologiche e biodegradabili.

I prodotti che uso




  • Farina di Ceci detergente
  • Ghassoul detergente che alterno alla Farina di Ceci
  • Gel di Fieno Greco fase liquida della peparazione dello shampoo (sia con a farina che con l'argilla) e degli impacchi tintori
  • Gel di Amido di Mais ingrediente unico per l'impacco idratante
  • Olio di Cocco elemento nutriente per gli impacchi pre-shampoo
  • Acqua di Rose fase acquosa del leave-in
  • Olio di Sesamo fase grassa del leave-in
  • Lawsonia Inermis della marca Zarqa polvere colorante per gli impacchi tintori
  • Aceto di vino bianco componente acida del risciacquo acido
  • Decotto di bucce di cipolla componente lucidante del risciacquo acido
  • Acqua bollita e filtrata componente acquosa del risciacquo acido


Tempistiche



  • Shampoo una volta ogni 7-8 giorni
  • Impacco tintorio con Lawsonia una volta ogni due mesi circa
  • Impacco idratante dopo ogni shampoo
  • Impacco nutriente prima di ogni shampoo, tranne lo shampoo che precede l'hennè
  • Risciacquo acido a chiusura di ogni shampoo
  • Leave-in tutti i giorni mattina e sera (tranne la mattina in cui faccio lo shampoo e quando devo fare l'hennè)

Modalità


La mattina in cui devo lavare i capelli (in genere il sabato mattina), appena sveglia applico sui capelli asciutti e perfettamente districati mezzo cucchiaio di Olio di Cocco dalle radici alle punte.
Spazzolo i capelli con la spazzola di setole per garantire una distribuzione omogenea del prodotto.
Lascio in posa per circa 2 ore e quindi procedo con lo shampoo.
In questo frangente preparo il Gel di Amido di Mais, metto a cuocere una manciata di bucce di cipolla in un pentolino con circa 1 lt d'acqua e lascio bollire per 10 minuti, quindi lascio raffreddare e filtro. Contemporaneamente, porto a bollore e filtro 1 lt d'acqua.
Poco prima di iniziare lo shampoo, unisco il decotto e l'acqua bollita in una brocca o una bottiglia e aggiungo mezzo bicchiere di aceto di vino bianco.

Preparo l'impasto detergente con 40-50 gr di Farina di Ceci oppure Ghassoul e Gel di Fieno Greco quanto basta per ottenere una pastella omogenea della stessa consistenza dello yogurt.
Bagno accuratamente i capelli dalle radici alle punte e applico l'impasto in radice distribuendolo con un pennello da tinta.
Massaggio la cute per qualche minuto disegnando piccole virgole con i polpastrelli e bagnando più volte le mani per rendere l'impasto più fluido e favorire così l'azione detergente.
Dopo 4-5 minuti chiudo il tappo del lavabo e inizio il primo risciacquo aprendo il getto dell'acqua a filo cosicché lo shampoo scivoli lentamente verso le lunghezze senza diluirsi troppo. Massaggio accuratamente il capo in modo da favorire il distacco dello shampoo da cute e radici e mano a mano procedo a massaggiare le lunghezze che durante questa fase risultano immerse nell'acqua ricca di shampoo diluito che si è raccolta nel lavabo.
Massaggio le lunghezze immerse nell'acqua "saponosa" così da ripulirle per bene da eventuali residui di olio.
Svuoto il lavabo, richiudo il tappo e procedo col secondo risciacquo seguendo le stesse modalità del primo risciacquo, questa volta utilizzando più acqua.
Svuoto nuovamente il lavabo e risciacquo per la terza volta, lasciando il tappo aperto.
Elimino l'acqua in eccesso aiutandomi con un'asciugamani, quindi applico 3-4 cucchiai di gel di amido di mais (qualche volta mi capita di utilizzare il gel di fieno greco) dalle radici alle punte e lascio in posa per circa 40-60 minuti, alla fine dei quali risciacquo fino ad eliminare ogni residuo dell'impacco.
A questo punto effettuo il risciacquo acido bagnando con cura dalle radici alle punte utilizzando tutto il preparato.
Stringo delicatamente i capelli bagnati facendo scorrere le mani verso il basso così da favorire l'eliminazione dell'acqua in eccesso e quando la chioma non gronda più la avvolgo in un telo da mare che utilizzo come asciugamani per i capelli.
Aspetto dai 5 ai 15 minuti (il tempo è più lungo in inverno, mentre nei mesi caldi bastano pochi minuti), quindi tolgo l'asciugamani e lascio asciugare all'aria (in inverno o quando fa molto freddo do un colpo di phon tiepido in radice per evitare infreddature).
Quando i capelli sono perfettamente asciutti (in genere dopo 15-20 minuti dalla rimozione dell'asciugamani), districo delicatamente i nodi da lavaggio con le dita e poi procedo a pettinare con la Tangle Teezer. 
Eliminati tutti i nodi, procedo con il leave-in: applico un po' di Acqua di Rose (in genere due o tre getti del dosatore di quelli per il sapone liquido in cui conservo il prodotto) dalle orecchie in giù, distribuendo bene prima con le mani, poi con la spazzola di setole.
Successivamente applico 4 gocce di Olio di Sesamo dalle orecchie in giù e di nuovo distribuisco prima con le mani e poi con la spazzola.

Il processo del leave-in viene ripetuto mattina e sera, ossia ogni qual volta pettino i capelli, ma a differenza del leave-in post-shampoo, utilzzo soltanto 2 gocce di olio invece di 4 così da non andare ad appesantire troppo la chioma.
Quando noto che i capelli presentano nodi difficili, applico acqua di rose e olio, oppure 2 gocce di olio puro, prima di districare, così da favorire - grazie all'azione viscosa dell'olio - lo scioglimento dei nodi.

Quando decido di hennare i capelli, lo shampoo non viene preceduto dall'impacco nutriente, né effettuo il leave-in. La domenica che segue il sabato del lavaggio preparo l'impasto utilizzando 150-180 gr di Hennè (la quantità varia in base alla lunghezza dei capelli, se ho appena spuntato o nel frangente i capelli sono cresciuti poco utilizzo meno hennè) della marca Zarqa per tatuaggi, e Gel di Fieno Greco quanto basta per ottenere una consistenza cremosa, ma non così fluida da colare durante la posa, più o meno l'impasto è come lo yogurt greco.
Non lascio ossidare e applico l'impasto appena è pronto sui capelli asciutti e perfettamente districati utilizzando un pennello per tinture, e raccolgo le ciocche mano a mano che le glasso in un bun-scultura sulla sommità del capo.
Avvolgo la chioma impaccata in una busta di plastica che faccio aderire accuratamente ai capelli glassati e al cranio, quindi lascio in posa per massimo 2-3 ore (oltre il mio corpo, leggermente intollerante al Lawsone, si ribella e la cute si irrita e inizia a prudere).
Durante la posa preparo il risciacquo acido nella stessa modalità che seguo per il risciacquo acido post-shampoo.
A fine posa, rimuovo l'impacco utilizzando acqua fredda (la temperatura bassa dell'acqua favorisce la presa del colore, mentre utilizzare acqua calda ne fa scaricare di più, correndo il rischio di inficiare il risultato finale) prima a filo, poi in quantità più abbondanti, finché l'acqua esce completamente limpida e priva di residui.
Concludo con il risciacquo acido, e una volta asciugati i capelli (esattamente allo stesso modo dell'asciugatura post-shampoo), districo ed effettuo il leave-in.


LINK UTILI




15 novembre 2017

Il Fieno Greco (Trigonella Foenum Graecum) - Doni della Natura



Il Fieno Greco è una pianta di origine greca o probabilmente asiatica, fu importata in Italia in epoca romana grazie alle sue molteplici straordinarie proprietà benefiche, sia in ambito alimentare, sia in ambito cosmetico.
I semi sono la parte che in cosmesi viene utilizzata di più, perché ricchi di mucillagini dalla forte azione idratante e lenitiva.


Fieno Greco e capelli


In India il Fieno Greco è conosciuto col nome di Methi e viene utilizzato come base preparatoria per moltissime ricette cosmetiche, sia per i detergenti per capelli (famoso è lo shampoo realizzato mixando farina di ceci e gel o crema di Fieno Greco), sia per gli impacchi idratanti.
Il motivo principale per cui questa pianta è così famosa anche qui in Italia è appunto la sua capacità di idratare e disciplinare i capelli, capacità che la rende una sostituzione perfetta ai balsami di tipo commerciale, ma essa possiede moltissime altre doti:
- Idratante
- Lucidante
- Disciplinante
- Seboregolatrice
- Leggermente detergente
- Riduzione della caduta dei capelli
Il Fieno Greco infatti, idratando la cute, aiuta a regolarizzare la produzione di sebo (in particolar modo in casi di cute grassa) riducendo gli inestetismi dovuti alla scorretta produzione di sebo e migliorando conseguentemente la traspirazione dei fusti e la salute del capello stesso. Per lo stesso motivo, questa pianta aiuta tantissimo a combattere la forfora, il suo uso costante nel tempo elimina totalmente questo problema.
I suoi semi contengono una moderata quantità di saponine che svolgono un'azione detergente rimuovendo le polveri sottili e le impurità depositatesi sul capello.
Infine, questa pianta è ricchissima di elementi utili a rinforzare e rinvigorire i capelli a partire dai bulbi, fattore che, unito alle capacità idratanti e seboregolatrici, riduce sensibilmente la perdita di capelli e aiuta, soprattutto nel periodo autunnale, a limitare la perdita di massa a causa dell'aumento di caduta caratteristico di questa stagione.


In quali ricette si può usare il fieno greco?


Praticamente in tutte quelle che utilizziamo per la cura dei nostri capelli. Il gel può tranquillamente andare a costituire la fase acquosa dei nostri impacchi, mentre la polvere, precedentemente idratata, aiuta a migliorare nettamente la spalmabilità di impasti realizzati con erbe triturate non proprio finemente grazie alla capacità di coesione delle mucillagini.
Utilizzare il gel di Fieno Greco nell'hennè in sostituzione della normale acqua è un ottimo sistema per evitare la secchezza post-hennata, soprattutto se siamo all'inizio del percorso di recupero della chioma e abbiamo capelli particolarmente secchi e sfibrati.
Il gel può essere applicato anche puro sia come impacco idratante post-shampoo, sia usato come prodotto di styling.
La polvere di Fieno Greco reidratata, può essere aggiunta all'hennè e ad altri impasti erbacei per migliorarne la spalmabilità, oppure utilizzata per preparare il classico Methi indiano, aggiungendovi farina di ceci da utilizzare poi come shampoo.


Fieno Greco e pelle


Questa pianta si potrebbe definire quasi una panacea della pelle, ricchissima di vitamine, proteine e sali minerali, ha tantissime azioni benefiche:
- Idratante
- Elasticizzante
- Tonificante
- Purificante
- Drenante
- Antinfiammatorio
Esattamente come per i capelli, usare il Fieno Greco sulla pelle aiuta a idratarla in profondità, eliminando dunque secchezza e tutte le problematiche connesse a una condizione di disidratazione dell'epidermide.
L'uso costante favorisce il rinnovamento cellulare, aiutando le pelli mature a riacquistare luminosità e vigore.
Applicare e massaggiare l'impacco di Fieno Greco (polvere reidratata) nelle zone del corpo colpite dalla cellulite riduce questo inestetismo, contrastando la ritenzione idrica e migliorando conseguentemente la circolazione sanguigna, donando un senso di benessere e leggerezza alle gambe.
La proprietà elasticizzante del Fieno Greco restituisce tono alla pelle, rassodandola e attenuando le rughe d'espressione.
Sviluppare una routine di pulizia del viso che includa l'utilizzo del Fieno Greco (in gel o in polvere reidratata) è l'ideale per trattare le pelli impure soggette a problemi di acne e punti neri.
Il Fieno Greco ha anche proprietà antinfiammatorie, riduce quindi i rossori cui vanno spesso soggette le pelli sensibili.


Fieno Greco in semi o in polvere?


La scelta se acquistare il Fieno Greco in semi interi o in polvere è piuttosto relativa alle proprie abitudini e preferenze personali, in quanto la resa in effetti è sostanzialmente la stessa.
Mentre nell'utilizzo dei semi si ottiene un gel perché dopo la bollitura il composto viene filtrato e separato dai semi, nell'uso della polvere si ottiene una pastella che si applica senza nessun processo di filtrazione.

Ulteriori curiosità sul Fieno Greco


Questa pianta contiene fitoestrogeni (la versione vegetale degli ormoni femminili) e per questo consumare fieno greco favorisce lo sviluppo delle forme femminili. Stimola le ghiandole mammarie e conseguentemente il seno avrà un aspetto più voluminoso e pieno.
Per lo stesso motivo, il Fieno Greco aumenta la montata lattea durante l'allattamento, unica nota dolente a riguardo: dà al latte un sapore sgradevole quindi è bene non eccedere con le quantità di Fieno Greco.
Le sue proprietà antinfiammatorie lo rendono ideale per sedare i bruciori di stomaco e i problemi intestinali causati da coliti e irritazioni.
Coloro che soffrono di diabete possono consumare moderate quantità di Fieno Greco, così da favorire un abbassamento del tasso di zuccheri nel sangue, ovviamente il consumo va fatto con moderazione per non incorrere in attacchi di ipoglicemia, e soprattutto per evitare contrasti con eventuali medicine.

Acquista il fieno greco ai seguenti link:
Fieno Greco in polvere Salus in Erbis
Fieno Greco in polvere Top Op
Fieno Greco in semi TRS