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24 giugno 2022

Perché cadono i capelli - Teoria del Capello


Come abbiamo visto nell'articolo (che puoi recuperare QUI) precedente, esiste una motivazione fisiologica alla caduta del capelli, ed è la fase telogen, ossia quando il capello, durante fase di riposo del follicolo, finisce col distaccarsi dal proprio ancoraggio e si sfila dall’alveo follicolare.
Esistono però situazioni in cui il capello non cade per motivi strettamente legati alla fase telogen, ma in conseguenza a tutta una serie di concause che ne determinano un distacco anomalo. Scopriamoli insieme.

25 agosto 2018

Come lavare correttamente i capelli - Capellomanie per Principianti


Il lavaggio dei capelli è la tappa principale di cura della chioma. Mentre tutte le altre forme di coccola tricologica possono non essere necessarie a tutti i tipi di capelli, e talune possono addirittura essere generalmente facoltative (come le tinture con le erbe), il lavaggio è qualcosa da cui non ci si può esimere.
Troppo spesso siamo convinti di lavare i capelli in modo corretto, ma commettiamo errori di cui non siamo consapevoli. L'azione del lavaggio dei capelli ci è stata insegnata quando eravamo piccoli dai nostri genitori, i quali, non essendo dei capellomaniaci e non avendo competenze di tipo tricologico, molto probabilmente ci hanno tramandato gli stessi errori che sono stati insegnati loro dai genitori.
Per questo motivo è essenziale che questa azione si svolga correttamente, favorendo non solo la pulizia, ma il mantenimento della salute del capello e preparandolo ai trattamenti atti a mantenerlo idratato, nutrito e protetto.

Gli errori più frequenti




Prima di conoscere quali sono i gesti corretti per il lavaggio dei capelli, è importante conoscere gli errori che siamo abituati a commettere, così da poter correggere le nostre abitudini, sostituendole con consuetudini corrette.

  1. Non pettinare i capelli prima di lavarli: è un errore commesso nella convinzione di evitare alla chioma uno stress inutile, ma non pettinare i capelli significa affrontare il lavaggio con una chioma che presenta nodi e che, con le azioni rotatorie delle mani durante shampoo e risciacquo, andrà ad annodarsi ancora di più, rendendo il districaggio post-shampoo un vero e proprio inferno, provocando una caduta di capelli maggiore e fusti spezzati a causa dei nodi composti che si saranno andati a formare.
  2. Non spazzolare i capelli prima di lavarli: è una fase che viene spesso saltata anche nella routine quotidiana, ma è indispensabile. La spazzola distribuisce il sebo dalle radici sulle lunghezze, alleggerendo la cute e migliorando nettamente l'azione del prodotto detergente, il quale potrà garantire una migliore pulizia della cute che respirerà meglio e "lavorerà" meglio nella produzione dei capelli nuovi. La spazzola inoltre rimuove dai fusti le microparticelle di polvere, sebo e smog che restano impigliate tra le cuticole, andando a svolgere una sommaria azione di pulizia, per cui approcceremo allo shampoo con capelli leggermente più puliti.
  3. Non lavorare bene lo shampoo: aspettarsi che sia il prodotto a svolgere un'azione detergente è cosa frequente quanto ingenua. È sì vero che taluni prodotti detergono meglio di altri a causa dell'INCI più adeguato alle nostre esigenze, ma è anche vero che qualsiasi prodotto non laverà a fondo se non viene lavorato accuratamente con le mani. È necessario, dunque, massaggiare con cura per una distribuzione corretta e uniforme dello shampoo su tutta la cute, così avvolgerà completamente i fusti e potrà rimuovere tutto lo sporco.
  4. Applicare tanto prodotto: eccedere col prodotto è soltanto uno spreco di materia e soldi, perché non è la quantità di prodotto a determinare la resa di uno shampoo, ma la nostra capacità di lavorarlo. Una noce di prodotto è più che sufficiente. La cosa importante è distribuire bene la sostanza su tutta la cute e i primi centimetri di lunghezze. 
  5. Applicare lo shampoo sui capelli asciutti: affinché il prodotto si distribuisca come si deve, i capelli devono essere stati già ampiamente bagnati prima dell'applicazione dello shampoo, e la noce che applichiamo va diluita ulteriormente con altra acqua perché più la sostanza viene fluidificata più è facile da distribuire e lavorare.
  6. Applicare lo shampoo anche su lunghezze e punte: fa molto male ai capelli, perché andiamo ad aggredire una parte della chioma che non è particolarmente sporca (non venendo raggiunta dal sebo) con una sostanza che andrà a rimuovere gli oli del film idro-lipidico protettivo dei fusti e finirà col renderli più fragili ed esposti agli agenti atmosferici, allo smog e a tutte quelle particelle dannose in sospensione nell'aria. Anche se abbiamo applicato un impacco oleoso non occorre applicare shampoo su lunghezze e punte, sarà sufficiente tirare verso il basso con l'ausilio dell'acqua una porzione di shampoo dalla cute, così che lo shampoo, molto molto diluito, potrà rimuovere i residui oleosi dell'impacco senza andare ad intaccare eccessivamente la struttura protettiva del capello.
  7. Fare più passate: rilavare due o tre volte i capelli è perfettamente inutile e deleterio per la salute della chioma. Uno shampoo ben fatto non necessita di seconde o terze passate, neppure se soffriamo di capelli grassi. Anzi, quando soffriamo di seborrea, eccedere con lo shampoo finirà col danneggiare i capelli, irritare la cute e peggiorare ulteriormente la situazione.
  8. Risciacquare una sola volta: molto spesso tendiamo a praticare con attenzione il lavaggio, ma non fare altrettanto con il risciacquo, lasciando conseguentemente residui di prodotto sui capelli che a lungo andare ne verranno danneggiati. Il risciacquo va ripetuto almeno 3 volte per eliminare per bene ogni residuo.
  9. Risciacquare con acqua troppo calda: utilizzare acqua calda durante il risciacquo danneggia i capelli, favorisce il sollevamento delle cuticole rendendo il fusto ruvido e più soggetto ai nodi. La temperatura ideale deve essere leggermente tiepida sulle mani e viene percepita come freschina sulla cute. La temperatura dell'acqua va via via diminuita tra un risciacquo e l'altro e l'ultimo risciacquo deve essere praticato "a freddo" ossia con la temperatura più bassa di tutto il processo di lavaggio che riusciamo a tollerare senza soffrirne.
  10. Risciacquare usando troppa acqua ma senza lavorare bene i capelli: non serve a niente aprire il getto al massimo, perché non sono la quantità e la prepotenza dell'acqua a rimuovere il prodotto, ma l'azione delle nostre mani.
  11. Pettinare i capelli da bagnati: se non abbiamo i capelli ricci o riccissimi (leggi l'articolo sulla classificazione dei capelli per conoscere il tuo tipo di capelli) pettinare i capelli da bagnati è un errore gravissimo, perché in questo momento sono fragili e tendono a spezzarsi e a cadere più facilmente. Non importa se abbiamo applicato il balsamo, se stiamo pettinando col pettine a denti larghi o con la tangle teezer, se possiamo, grazie alla conformazione dei nostri capelli, evitare di pettinarli mentre sono bagnati, facciamolo. Aspettiamo la fine dell'asciugatura per districare i nodi.
  12. Tenere troppo poco tempo i capelli nell'asciugamani: avvolgere i capelli nell'asciugamani per pochi secondi è perfettamente inutile. Lasciamo al tessuto il tempo di assorbire l'acqua sui fusti. 5-15 minuti sono l'ideale per garantire che i capelli escano dall'asciugamani giusto appena un po' umidi.
  13. Strofinare i capelli nell'asciugamani: con la vita frenetica spesso può capitare che, nell'intento di velocizzare l'asciugatura del capelli, finiamo con lo strofinare l'asciugamani sui capelli, sia sulle lunghezze che in radice. Lo strofinio danneggia i fusti perché li sottopone a un forte stress meccanico mentre sono più fragili a causa dell'alto grado di umidità e favorisce l'accumulo di elettricità statica, per cui dopo l'asciugatura i nostri capelli tenderanno ad elettrizzarsi più facilmente.
  14. Uso scorretto del phon: asciugare i capelli usando il phon a massima velocità e temperatura e a distanza ravvicinata fa male ai capelli. Cuoce la cheratina, causa l'evaporazione dell'acqua e denatura gli oli protettivi dei capelli.

Le buone abitudini da acquisire


Ora che abbiamo visto tutti gli errori più frequenti - commessi talvolta anche da esperte capellone - andiamo insieme a vedere quali sono le corrette abitudini da apprendere per lavare i capelli in modo efficace e rispettoso della loro struttura.

Fase 1: preparazione allo shampoo



  1. Districare i capelli: pettiniamo gentilmente i capelli seguendo il metodo che abbiamo visto nell'articolo Come si pettinano e si spazzolano i capelli così da sciogliere tutti i nodi e avere una chioma totalmente districata e disciplinata su cui si potrà lavorare più facilmente.
  2. Spazzolare i capelli: spazzoliamo i capelli così da rimuovere i residui di polvere e distribuire meglio il sebo, svolgendo così una prima grossolana pulizia che facilita le operazioni successive.

Fase 2: il lavaggio



  1. Bagnare i capelli: abbondantemente per creare un buon substrato su cui lavorare successivamente il prodotto. Non basta nebulizzare o inumidire i capelli, devono essere bagnati e grondare acqua, solo così si avrà una base ottimale.
    1. mettere in una bottiglietta o una tazza la quantità di shampoo necessaria e andare ad aggiungere un paio di cucchiai di acqua.
    2. porre il prodotto sui capelli e andare a diluirlo usando piccole quantità di acqua che verranno distribuite con le mani e serviranno a fluidificare il prodotto direttamente in posa.
  2. Distribuire uniformemente il prodotto sulla cute: applichiamo piccoli tocchi di shampoo sui punti fondamentali del capo: attaccatura frontale (dove si trova la scriminatura dei capelli), tempie, attaccatura posteriore, sommità del capo. Quindi bagniamoci le mani e iniziamo a distribuire il prodotto con delicati dei polpastrelli, come se tracciassimo delle piccole virgole sulla cute, andando mano a mano ad ampliare la zona di pelle toccata dal prodotto. Massaggiamo con cura con le mani sempre ben bagnate finché sentiremo che lo shampoo è uniformemente distribuito su tutta la chioma.
  3.  Massaggiamo con cura: facciamo piccoli movimenti a virgola oppure dei semicerchi con le dita senza graffiare la cute con le unghie e massaggiamo, avendo sempre cura di bagnare frequentemente le mani per fluidificare lo shampoo il più possibile. Questo passaggio deve occuparci almeno dai 3 ai 5 minuti, al di sotto la cute non sarà stata massaggiata a dovere, lo sporco non si sarà sciolto del tutto e lo shampoo non riuscirà a pulire totalmente i capelli.
  4. "Tiriamo" il prodotto verso le lunghezze: una volta che avremo massaggiato la cute, diluiamo ulteriormente il prodotto spingendolo con le mani verso le lunghezze, possiamo fluidificare ulteriormente lo shampoo iniziando un micro-risciacquo aprendo il rubinetto a filo, così la quantità di acqua sarà sufficiente a facilitare la discesa dello shampoo verso le lunghezze ma non tale da portarlo del tutto via.
  5. Facciamo tre risciacqui: fare un solo risciacquo non rimuove tutti i residui di shampoo e sporco dai capelli, che finiranno con lo sporcarsi prima, per cui procediamo con risciacqui ripetuti:
    1. il primo risciacquo serve ad eliminare "il grosso" del prodotto, la schiuma e i resti "fisici" della sostanza con cui stiamo lavando i capelli.
    2. il secondo risciacquo agisce più in profondità tra i fusti e sulla cute.
    3. il terzo risciacquo elimina anche fino all'ultimo residuo e si può definire terminato quando l'acqua scorrerà senza fare nemmeno una bollicina e sarà perfettamente limpida.
  6. Risciacquiamo a una temperatura gradualmente più bassa: effettuiamo ciascun risciacquo leggermente più freddo del precedente, così spingeremo le lamelle della cuticola a chiudersi un po' alla volta e avremo capelli compatti e lucenti senza sottoporli a shock termico. La temperatura non deve necessariamente essere artica, basta che sia sempre un po' più fresca della precedente.
  7. Effettuiamo il risciacquo acido: a concludere la fase di lavaggio c'è il risciacquo acido, ossia risciacquare i capelli con acqua acidificata per ristabilire il pH naturale di fusti e cute e favorire il mantenimento di una salute ottimale dei nostri capelli.
    Per saperne di più sul risciacquo acido leggi l'articolo di approfondimento QUI.

Fase 3: l'asciugatura


  1. Sgoccioliamo i capelli: assolutamente vietato torcere o appallottolare i capelli per strizzarli, per favorire lo sgocciolamento iniziale facciamo scorrere delicatamente le dita intorno alla chioma dalle radici alle punte, magari esercitando una delicata pressione a intervalli regolari così da velocizzare l'eliminazione dell'acqua in eccesso. In 3 o 4 ripetizioni i capelli smetteranno quasi di gocciolare.
  2. Avvolgiamo i capelli nell'asciugamani: tenendo i capelli rovesciati in avanti, appoggiamo l'asciugamani alla nuca e raccogliamola verso la fronte, andando ad avvolgere i due lembi che pendono attorno alla chioma, quindi ripieghiamo il torciglione sul capo. In tal modo l'avvolgimento della stoffa favorirà l'assorbimento dell'acqua, ma i capelli all'interno dell'asciugamani non saranno ritorti rischiando stress da torsione. 
  3. Teniamo l'asciugamani dai 5 ai 15 minuti: teniamo i capelli avvolti per il tempo sufficiente a eliminare la maggior parte dell'umidità senza dover agire meccanicamente. In estate i tempi sono ovviamente minori (5-7 minuti sono sufficienti), mentre in inverno ovviamente si allungano.
  4. Tamponiamo con delicatezza: tamponiamo la cute, le lunghezze e le punte senza strofinare i capelli per non andare a danneggiare la cuticola.
  5. Usiamo il phon correttamente: questo strumento non è il male in terra, ma usato scorrettamente può causare moltissimi danni perché è comunque un getto violento di aria secca che colpisce la chioma in un momento in cui è più fragile.
    1. teniamolo ad una distanza di almeno 30-40 cm dai capelli e non attaccato alla chioma
    2. usiamolo al minimo della velocità, richiede un tempo leggermente più lungo per l'asciugatura ma danneggia meno i capelli
    3. usiamolo a temperature basse perché il calore è il più grande nemico dei capelli
  6. Usiamo il phon solo nei mesi invernali: se non soffriamo di cervicale, possiamo evitare di usare il phon quando fa caldo e lasciare asciugare i capelli all'aria dopo averli tamponati con l'asciugamani.
  7. Pettiniamo i capelli solo quando sono perfettamente asciutti: in questo modo eviteremo fratture ai fusti e perdita di capelli eccessiva che poi rendono la chioma brutta e povera.

Scegliamo gli strumenti giusti


   Pettine o spazzola districante: scegliamo uno strumento che rispetti i nostri capelli. Personalmente, consiglio sempre la Tangle Teezer perché è strutturata per non danneggiare i capelli, essendo pensata per i capelli ricci (che possono essere districati solo da bagnati) si rivela lo strumento ideale per tutti i tipi di capelli. Anche i pettini in legno o in fibra di carbonio, però, sono ottimi. Meglio ancora se a denti larghi e con le punte dei dentini arrotondati così da non andare a graffiare la cute.
Evitiamo spazzole con i dentini troppo rigidi che potrebbero spezzare i capelli e pettini dalla dentatura troppo fitta che si rivelano nocivi sia per chi ha capelli grossi sia per chi ha capelli fini.
    Spazzola di setole: come ho spiegato nell'articolo relativo a questo strumento (che potete leggere QUI) la scelta dipende dal nostro tipo di capelli (per classificare i capelli basta consultare l'articolo di approfondimento QUI) e dalle nostre scelte etiche, in quanto molte spazzole sono realizzate in setola animale (prodotto quindi derivante dalla macellazione), ma esistono in commercio spazzole altrettanto valide in fibra di nylon o setole vegetali. La spazzola ideale ha le setole raccolte in ciuffetti né troppo fitti né troppo radi ed è provvista di cuscinetto pneumatico per ammortizzare l'impatto con la cute.
  Asciugamani o telo per capelli: scegliamo l'asciugamani in base alla lunghezza dei nostri capelli. Se abbiamo capelli molto lunghi è consigliabile sceglierne uno della grandezza di un telo da bagno o da mare. Il materiale ideale di questo strumento è la microfibra o in alternativa il cotone, evitiamo la spugna perché troppo assorbente ed asciuga troppo i capelli favorendo uno stato di secchezza e perdita di oli naturali.

Trattamenti supplementari



Quello esposto sopra è il procedimento base dello shampoo. Ovviamente nella cura dei capelli sono previsti diversi trattamenti che vanno ad arricchire questo processo. In questa sezione dell'articolo vediamo insieme in quale punto preciso delle tre fasi di uno shampoo va inserito ciascun trattamento.

Impacchi pre-shampoo

Sono tutti quegli impacchi che si praticano prima dello shampoo, si inseriscono specificamente alla fine della fase 1, quindi dopo aver spazzolato i capelli, e possono essere di due tipi:
  • Impacchi nutrienti: la loro funzione è appunto quella di nutrire i capelli, in particolar modo i follicoli, si praticano dalla cute alle punte e generalmente sono impacchi di tipo oleoso. Essendo a base grassa o comunque non idrosolubile è necessario farli prima del lavaggio così ché lo shampoo possa eliminarli correttamente.
    Per saperne di più basta consultare l'articolo di approfondimento QUI (link di prossima attivazione)
  • Impacchi astringenti: si utilizzano in caso di seborrea ed eccessi di sebo, interessano in particolar modo la cute e non tutta la chioma (soprattutto se all'eccesso di sebo in cute si affiancano lunghezze secche e pagliose). Gli impacchi astringenti possono essere di vario tipo, quelli pre-shampoo si effettuano prima del lavaggio perché fanno uso di sostanze polverose e/o poltiglie che necessitano di un veicolante saponoso per essere eliminate con più facilità.
    Per saperne di più basta consultare l'articolo di approfondimento QUI.

Impacchi post-shampoo


Sono tutti quegli impacchi che si praticano subito dopo aver risciacquato i capelli dal prodotto detergente, si inseriscono specificamente tra il punto 7 e il punto 8 della fase 2, ossia tra il risciacquo e il risciacquo acido. In realtà l'applicazione di un impacco post-shampoo richiede che il punto 7 relativo ai risciacqui multipli venga ripetuto dopo l'impacco. Anche in questo caso, gli impacchi post-shampoo possono essere di due tipi:
  • Impacchi idratanti: hanno lo scopo di fornire idratazione al capello, sono utili a chi soffre di capelli secchi o crespi. Sono realizzati con prodotti a base acquosa così da fornire liquidi ai fusti, per cui non richiedono una rimozione forte come gli impacchi pre-shampoo, ed è sufficiente l'acqua per rimuoverli. Questi tipi di impacco possono essere anche realizzati prima dello shampoo in caso di capelli molto sfibrati che necessitano di una protezione supplementare durante la fase di lavaggio.
    Il balsamo può essere considerato un impacco post-shampoo di tipo idratante.
  • Per saperne di più basta consultare l'articolo di approfondimento QUI (link di prossima attivazione).
  • Impacchi proteinizzanti: hanno lo scopo di "ristrutturare" il capello, fornendo cheratina supplementare. Sono utili a capelli danneggiati e sfibrati. La base della loro costituzione è di tipo proteico e lo scopo è che restino almeno parzialmente sui capelli, per questo motivo è importantissimo effettuarli dopo il lavaggio, e in tal caso, salvo si tratti di prodotti solidi o impiastri, si può ricorrere al semplice risciacquo acido per chiudere le cuticole, senza effettuare un risciacquo approfondito proprio per non eliminare del tutto il prodotto dai capelli.

Impacchi post-asciugatura


Sono impacchi che si praticano ad asciugatura ultimata, quindi alla fine della fase 3. In verità non si tratta di veri e propri impacchi in quanto la quantità di prodotto utilizzata per questi trattamenti è davvero esigua. Si tratta generalmente di trattamenti protettivi, atti a fungere da barriera tra i capelli e l'ambiente esterno, e nel contempo fornire idratazione e nutrimento a rilascio graduale. Questi impacchi si effettuano dopo l'asciugatura per evitare che vadano ad amplificare l'effetto dannoso del calore durante l'asciugatura col phon
In questa categoria rientrano le maschere e i balsamo senza risciacquo e il leave-in (per saperne di più basta consultare l'articolo di approfondimento QUI)

Consigli per i riccioli

 

I capelli ricci richiedono alcuni accorgimenti particolari, in quanto chi ha capelli ricci non può esimersi dal pettinarli da bagnati.
Il primo accorgimento che suggerisco è l'acquisto di una Tangle Teezer che, come ho detto in precedenza, è stata progettata proprio per trattare i capelli ricci nel momento in cui sono bagnati.
Il secondo accorgimento, per ridurre ulteriormente i danni, è di districare i capelli o durante l'impacco pre-shampoo di tipo nutriente, oppure durante l'applicazione del balsamo/impacco idratante. Le sostanze oleose/acquose di cui sono ricoperti i capelli in questi due momenti facilitano lo scioglimento dei nodi riducendo l'attrito dello strumento districante, e in questo modo si riducono anche i danni ai capelli.
Il terzo accorgimento, per avere un ricciolo perfetto senza dover ricorrere necessariamente a phon bollente e diffusore, è di imparare il metodo del plopping per asciugare i capelli senza l'uso del calore, oppure di fare la ruota svedese se volete una messa in piega liscia che però non vi danneggi i capelli.

Consigli per gli acquisti

 
                                   nylon             cinghiale           vegetale

28 dicembre 2017

Gel di Fieno Greco, ricetta e preparazione - Le Ricette



Come abbiamo già visto nell'articolo precedente, il Fieno Greco è l'ideale sostituzione naturale del balsamo per capelli, rifornisce i capelli di una forte idratazione, andando così a prevenire e parzialmente riparare la secchezza dei fusti.
In questo articolo vediamo insieme come estrarre il gel dai semi. Il gel si presenta color miele bruciato, con una consistenza leggermente più fluida dei gel commerciali. Va conservato in frigorifero e conserva le proprie prorpietà per circa una settimana o dieci giorni al massimo.

Ingredienti per la preparazione di 1 litro di gel

  • 50 gr di semi di Fieno Greco
  • 1,5 lt di acqua calda

Strumenti

  • una ciotola di plastica
  • un pentolino con coperchio
  • un cucchiaio d'acciaio
  • un colino
  • uno schiacciapatate o un frullino a immersione


Procedimento

  • Innanzitutto scaldiamo mezzo litro d'acqua senza farlo bollire
  • Versiamo i semi nella ciotola di plastica e aggiungiamo poco alla volta l'acqua calda
  • Lasciamo riposare per tutta la notte
  • Il mattino seguente, versiamo tutto il contenuto della ciotola in un pentolino, copriamo col coperchio e scaldiamo a fuoco dolce. Lasciamo cuocere fino a ebollizione e quindi lasciamo bollire per circa 15 minuti girando ogni tanto con il cucchiaio per evitare che il contenuto tracimi e i semi si attacchino al bordo del pentolino.
  • Spegniamo il fuoco, lasciamo intiepidire un poco e frulliamo il tutto usando il frullino a immersione, oppure passiamo tutti i semi nello schiacciapatate, quindi versiamo di nuovo tutto nel pentolino e riprendiamo la cottura fino alla nuova ebollizione.
  • Spento il fuoco, filtriamo il contenuto del pentolino usando un colino.
  • A questo primo passaggio, otterremo un gel molto denso e ricco di polvere di semi. Si ottiene in questo modo una sorta di cremina che è più assimilabile alla polvere di fieno greco reidratata che non al gel. Questa cremina è utilissima da aggiungere agli impacchi di erbe perché funge nel contempo da liquido, da collante e ne migliora la spalmabilità senza che si corra il rischio di ottenere un impasto eccessivamente fluido.
  • Scaldiamo il restante litro d'acqua nel pentolino e aggiungiamo nuovamente i semi già filtrati col colino.
  • Lasciamo cuocere a fuoco dolce tutto il tempo che occorre perché i semi rilascino le mucillagini, e quando il liquido avrà raggiunto la giusta consistenza gelificata, spegniamo il fuoco e filtriamo di nuovo. Quello che otteniamo da questo passaggio è appunto il gel.
  • Aiutiamoci con il cucchiaio per schiacciare bene i semi nel colino, così da tirare fuori quanto più gel possibile. 
  • Se alla fine di questo passaggio vediamo che i semi sono ancora ricoperti da uno strato consistente di gel, possiamo scaldare altri 300 ml di acqua e ripetere la cottura e il filtraggio. Questo passaggio può essere ripetuto anche altre due o tre volte, finché i semi saranno "esausti" e si presenteranno, dopo il filtraggio, appena umidi e completamente maciullati.
  • Versiamo il gel ottenuto in uno o due contenitori con coperchio e conserviamo in frigorifero.


Ulteriori suggerimenti

  • Non allarmatevi se il liquido non gelifica subito, alle volte, soprattutto quando è inverno, questo processo richiede più tempo di cottura.
  • Non alzate la fiamma per abbreviare i tempi di gelificazione, rischiate solo di ottenere sul fondo del pentolino uno strato compatto di semi e mucillagini troppo cotti per essere utilizzati e in superficie della semplice acqua colorata.
  • Conservate il gel in vasetti o contenitori dall'imboccatura larga, vi sconsiglio di conservarlo in bottiglie o flaconi perché poi diventa difficile estrarre tutto il prodotto, soprattutto quando è agli sgoccioli.
  • Se avete capelli corti o in casa siete gli unici ad utilizzare il gel di Fieno Greco, vi consiglio di utilizzare la metà, se non addirittura un quarto della dose suggerita in questa ricetta, perché trattandosi di un prodotto senza conservanti dopo qualche tempo si altera e dovreste buttarlo.
  • Se il gel dovesse avanzarvi e temete di non riuscire a consumarlo per tempo, potete versarlo nei contenitori in silicone che si usano per fare i cubetti di ghiaccio e congelarlo così in pratiche monoporzioni da scongelare al momento dell'uso.
  • Il gel di Fieno Greco ha l'odore del finocchietto cotto, un odore che personalmente non trovo disturbante, ma se lo reputate sgradevole potete aggiungere al gel qualche goccia di olio essenziale profumato.
  • L'odore del gel non è comunque persistente se lo utilizzate come impacco da risciacquo e non come prodotto di styling, se quindi la sua fragranza non vi disturba più di tanto, potete anche applicarlo senza alcuna aggiunta.


Utilizzi del gel di Fieno Greco

Il gel di Fieno Greco può essere utilizzato puro o come addizionante ad altre sostanze utili ai nostri capelli, ecco di seguito una serie di suggerimenti utili

Impacco idratante post-shampoo con solo gel:

Possiamo spalmare il gel sui capelli dalle radici alle punte subito dopo lo shampoo, massaggiamo bene in cute così da permetterne l'assorbimento da parte di pelle e follicoli.
Scopi dell'impacco: idratare i fusti seccati da trattamenti errati, agenti atmosferici, stress, semplice vecchiaia del capello; idratare e sfiammare la cute irritata, secca, sensibile o soggetta a forfora.
Tempo di posa: dai 15 ai 30 minuti, dopodiché è possibile risciacquare con semplice acqua

Impacco idratante e volumizzante con gel e farina di riso:

In una ciotolina mixate una certa quantità di gel a 3-4 cucchiai di farina di riso, quindi lasciate riposare e nel frattempo fate lo shampoo. Al momento dell'applicazione, controllate se sia necessario aggiungere un altro cucchiaio di gel al preparato, quindi applicate sui capelli ancora appena umidi (non grondanti).
Scopi dell'impacco: idratare capelli tendenti al secco, volumizzare capelli sottili o chiome scarse, disciplinare capelli crespi o con la tendenza ad annodarsi.
Tempo di posa: dai 30 minuti alle 2 ore. Più tempo riuscite a tenerlo su, meglio è. Si risciacqua con semplice acqua.
Consiglio aggiuntivo: dopo questo impacco i capelli possono mostrare inizialmente un aspetto "vetrificato" e sembrare più indistricabili del solito. Districate con pazienza e a lungo, sentirete la superficie dei fusti diventare via via più liscia e uniforme sotto le mani, e i capelli acquisiranno sempre più lucentezza e morbidezza. Se non avete capelli ricci, dopo aver districato procedete con la cinghialina per ottenere il massimo risultato di morbidezza e splendore.

Addizionante all'hennè o altre erbe: 

Il gel di Fieno Greco (o la cremina di polvere reidratata) può andare a sostituire i liquidi necessari a preparare l'impasto di hennè o di altre erbe da impacco.
Scopo dell'addizione all'impacco: le sue proprietà idratanti bloccano l'effetto secchezza causato da molte erbe a posa prolungata come può essere la Lawsonia Inermis. Nel contempo, idratando, veicola meglio le molecole coloranti e permette una presa maggiore del colore e/o sostanze nutrienti. Migliora la spalmabilità di polveri dal taglio grossolano. Aumenta il volume dell'impasto, permettendoci piccole riduzioni nella quantità di erba da utilizzare (e conseguentemente un risparmio sul lungo periodo). Rende i capelli più districabili dopo la rimozione dell'impacco.


Addizionante negli shampoo naturali: 

Sostituire il gel all'acqua per la preparazione di impacchi detergenti a base di farine o erbe è l'ideale per chi vuole lavare i capelli in modo naturale ma con questi sistemi si ritrova capelli ingestibili e per nulla fluenti. Soprattutto nella farina di ceci, impedisce che l'impacco indurisca troppo i capelli e diventi impraticabile per periodi prolungati nel tempo. Oltretutto, il gel ha un pH basico, il che lo rende adattissimo anche nella preparazione dell'impasto con la Ghassoul, che necessita appunto di un ambiente basico/neutro per detergere al meglio.


Gel per lo styling:

Essendo costituito principalmente di mucillagini e acqua, e quindi privo di resine o colle sintetiche, il gel di Fieno Greco può tranquillamente essere utilizzato in sostituzione dei prodotti per styling senza correre il rischio di impedire la traspirazione del capelli, ma anzi sapendo di contribuire alla sua idratazione ulteriore. Utilissimo è il suo uso per tenere in ordine le acconciature evitando così che i capellini sguscino fuori da tutte le parti.
Per chi ha capelli ricci, applicare un po' di GFG sui riccioli ne favorisce la lucentezza e la definizione senza appesantirli o indurirli.


 Gel come base per il leave-in: 

Usato in piccole quantità, il GFG può sostituire l'acqua che usiamo nebulizzare sui capelli prima del leave-in, in questo modo andiamo a potenziare ulteriormente l'idratazione forzata data da questo trattamento.

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15 novembre 2017

Il Fieno Greco (Trigonella Foenum Graecum) - Doni della Natura



Il Fieno Greco è una pianta di origine greca o probabilmente asiatica, fu importata in Italia in epoca romana grazie alle sue molteplici straordinarie proprietà benefiche, sia in ambito alimentare, sia in ambito cosmetico.
I semi sono la parte che in cosmesi viene utilizzata di più, perché ricchi di mucillagini dalla forte azione idratante e lenitiva.


Fieno Greco e capelli


In India il Fieno Greco è conosciuto col nome di Methi e viene utilizzato come base preparatoria per moltissime ricette cosmetiche, sia per i detergenti per capelli (famoso è lo shampoo realizzato mixando farina di ceci e gel o crema di Fieno Greco), sia per gli impacchi idratanti.
Il motivo principale per cui questa pianta è così famosa anche qui in Italia è appunto la sua capacità di idratare e disciplinare i capelli, capacità che la rende una sostituzione perfetta ai balsami di tipo commerciale, ma essa possiede moltissime altre doti:
- Idratante
- Lucidante
- Disciplinante
- Seboregolatrice
- Leggermente detergente
- Riduzione della caduta dei capelli
Il Fieno Greco infatti, idratando la cute, aiuta a regolarizzare la produzione di sebo (in particolar modo in casi di cute grassa) riducendo gli inestetismi dovuti alla scorretta produzione di sebo e migliorando conseguentemente la traspirazione dei fusti e la salute del capello stesso. Per lo stesso motivo, questa pianta aiuta tantissimo a combattere la forfora, il suo uso costante nel tempo elimina totalmente questo problema.
I suoi semi contengono una moderata quantità di saponine che svolgono un'azione detergente rimuovendo le polveri sottili e le impurità depositatesi sul capello.
Infine, questa pianta è ricchissima di elementi utili a rinforzare e rinvigorire i capelli a partire dai bulbi, fattore che, unito alle capacità idratanti e seboregolatrici, riduce sensibilmente la perdita di capelli e aiuta, soprattutto nel periodo autunnale, a limitare la perdita di massa a causa dell'aumento di caduta caratteristico di questa stagione.


In quali ricette si può usare il fieno greco?


Praticamente in tutte quelle che utilizziamo per la cura dei nostri capelli. Il gel può tranquillamente andare a costituire la fase acquosa dei nostri impacchi, mentre la polvere, precedentemente idratata, aiuta a migliorare nettamente la spalmabilità di impasti realizzati con erbe triturate non proprio finemente grazie alla capacità di coesione delle mucillagini.
Utilizzare il gel di Fieno Greco nell'hennè in sostituzione della normale acqua è un ottimo sistema per evitare la secchezza post-hennata, soprattutto se siamo all'inizio del percorso di recupero della chioma e abbiamo capelli particolarmente secchi e sfibrati.
Il gel può essere applicato anche puro sia come impacco idratante post-shampoo, sia usato come prodotto di styling.
La polvere di Fieno Greco reidratata, può essere aggiunta all'hennè e ad altri impasti erbacei per migliorarne la spalmabilità, oppure utilizzata per preparare il classico Methi indiano, aggiungendovi farina di ceci da utilizzare poi come shampoo.


Fieno Greco e pelle


Questa pianta si potrebbe definire quasi una panacea della pelle, ricchissima di vitamine, proteine e sali minerali, ha tantissime azioni benefiche:
- Idratante
- Elasticizzante
- Tonificante
- Purificante
- Drenante
- Antinfiammatorio
Esattamente come per i capelli, usare il Fieno Greco sulla pelle aiuta a idratarla in profondità, eliminando dunque secchezza e tutte le problematiche connesse a una condizione di disidratazione dell'epidermide.
L'uso costante favorisce il rinnovamento cellulare, aiutando le pelli mature a riacquistare luminosità e vigore.
Applicare e massaggiare l'impacco di Fieno Greco (polvere reidratata) nelle zone del corpo colpite dalla cellulite riduce questo inestetismo, contrastando la ritenzione idrica e migliorando conseguentemente la circolazione sanguigna, donando un senso di benessere e leggerezza alle gambe.
La proprietà elasticizzante del Fieno Greco restituisce tono alla pelle, rassodandola e attenuando le rughe d'espressione.
Sviluppare una routine di pulizia del viso che includa l'utilizzo del Fieno Greco (in gel o in polvere reidratata) è l'ideale per trattare le pelli impure soggette a problemi di acne e punti neri.
Il Fieno Greco ha anche proprietà antinfiammatorie, riduce quindi i rossori cui vanno spesso soggette le pelli sensibili.


Fieno Greco in semi o in polvere?


La scelta se acquistare il Fieno Greco in semi interi o in polvere è piuttosto relativa alle proprie abitudini e preferenze personali, in quanto la resa in effetti è sostanzialmente la stessa.
Mentre nell'utilizzo dei semi si ottiene un gel perché dopo la bollitura il composto viene filtrato e separato dai semi, nell'uso della polvere si ottiene una pastella che si applica senza nessun processo di filtrazione.

Ulteriori curiosità sul Fieno Greco


Questa pianta contiene fitoestrogeni (la versione vegetale degli ormoni femminili) e per questo consumare fieno greco favorisce lo sviluppo delle forme femminili. Stimola le ghiandole mammarie e conseguentemente il seno avrà un aspetto più voluminoso e pieno.
Per lo stesso motivo, il Fieno Greco aumenta la montata lattea durante l'allattamento, unica nota dolente a riguardo: dà al latte un sapore sgradevole quindi è bene non eccedere con le quantità di Fieno Greco.
Le sue proprietà antinfiammatorie lo rendono ideale per sedare i bruciori di stomaco e i problemi intestinali causati da coliti e irritazioni.
Coloro che soffrono di diabete possono consumare moderate quantità di Fieno Greco, così da favorire un abbassamento del tasso di zuccheri nel sangue, ovviamente il consumo va fatto con moderazione per non incorrere in attacchi di ipoglicemia, e soprattutto per evitare contrasti con eventuali medicine.

Acquista il fieno greco ai seguenti link:
Fieno Greco in polvere Salus in Erbis
Fieno Greco in polvere Top Op
Fieno Greco in semi TRS

21 settembre 2017

Cipolla per potenziare la crescita - Le Ricette

Siamo abituati a gustarla in tantissime pietanze, ne conosciamo le proprietà diuretiche e antiossidanti, ma forse non tutti sanno che la cipolla è anche una grande alleata della crescita dei capelli. Questo alimento è ricco di zolfo, uno degli elementi che sono alla base della struttura dei fusti, e sia attraverso l'alimentazione, sia attraverso l'uso topico migliora nettamente la condizione della nostra chioma.
L'uso costante di questa ricetta garantisce i seguenti risultati:
1) accelerazione della crescita (personalmente ho riscontrato una crescita di circa 1 cm a settimana, contro i 2,5-3 cm al mese che ho solitamente)
2) riduzione della caduta quotidiana
3) riattivazione dei follicoli quiescenti, con conseguente riduzione dello spazio tra le file e aumento del girocoda
4) fusti più lucenti e forti
La ricetta che segue è ha origine nella vastissima e efficacissima tradizione di cura tricologica indiana.

Ingredienti
  • Una cipolla rossa di media grandezza (o due piccole)
  • Un cucchiaio di olio di cocco
  • Un cucchiaio di olio d'oliva

Preparazione
  • Sbucciare la cipolla e frullarla, o ancora meglio centrifugarla (non buttiamo le bucce, serviranno nella ricetta successiva!)
  • Se la cipolla viene frullata, dopo va filtrata con un passino a trama fine
  • Versare la cipolla in una bottiglina o un dosatore (non in un nebulizzatore)
  • Aggiungere i due cucchiai di olio e agitare

Procedimento

  • Applicare il preparato sulla cute asciutta, avendo cura di spargerlo su tutta la cute, insistendo particolarmente nelle zone più soggette a caduta di capelli, o dove si riscontrano capelli fragili (es. nuca)
  • Massaggiare compiendo movimenti circolari con i polpastrelli tutta la cute per circa 3-4 minuti, così da favorire l'assorbimento delle sostanze in posa
  • Applicare quanto è avanzato del prodotto sulle lunghezze per lucidare e rinforzare il resto della chioma
  • Lasciare in posa per due ore circa, quindi procedere con il normale shampoo

Consigli generali

  • Le donne indiane consigliano di applicare questo preparato 2-3 volte a settimana per garantire il massimo della resa. Personalmente, ho preferito non ridurre il mio range di shampoo e ho ottenuto grandi risultati pur applicandolo soltanto una volta a settimana prima del consueto lavaggio.
  • Se abbiamo capelli tendenzialmente porosi, l'odore di cipolla potrebbe leggermente persistere anche dopo lo shampoo, al fine di evitare questo inconveniente, è utile applicare qualche goccia di olio essenziale nel risciacquo finale. In caso di capelli sani questo problema non sussiste, l'odore di cipolla va via alla prima passata di shampoo (personalmente, ho notato che l'uso di farine o argille per lavare i capelli elimina l'odore molto meglio degli shampoo commerciali).
  • I capelli delle donne indiane hanno una struttura e una consistenza leggermente differente dalla nostra (i loro capelli sono molto spessi, e il clima in cui vivono rende necessarie cure di costante idratazione e nutrizione) per cui riescono a tollerare molto meglio dei nostri capelli l'applicazione di oli pesanti o viscosi. A tal proposito, se soffriamo già di capelli che tendono a ungersi, evitiamo l'uso dell'olio d'oliva, limitandoci a mettere mezzo cucchiaio in più di olio di cocco, così da non ritrovarci con i capelli ancora unticci nonostante il lavaggio.

E le bucce della cipolla? Acqua lucidante!


Le bucce non vanno buttate, mettiamole in un pentolino e ricopriamole di acqua, quindi facciamo cuocere a fuoco lento fino a ebollizione.
Lasciamo bollire per circa 10 minuti, quindi spegniamo il fuoco e attendiamo che il decotto rinfreschi.
Quando il preparato avrà raggiunto la temperatura ambiente, filtriamo.

Possiamo usare questa acqua in due modi:
1) potenziatore del risciacquo acido. Versiamo il decotto in una bottiglia da due litri, aggiungiamo mezzo bicchiere di aceto di mele e riempiamo il resto della bottiglia con acqua (possibilmente demineralizzata), in questo modo otteremmo capelli lucentissimi e disciplinati.
2) potenziatore dell'hennè. Possiamo sostituire la normale acqua che utilizziamo nella preparazione dell'hennè con questo decotto che andrà a potenziare i riflessi rossi conferiti ai capelli dalla Lawsonia, oltre a contrastare la tendenza di questa pianta ad asciugare il sebo e quindi seccare leggermente i capelli.

Non c'è da temere, il decotto non ha odore di cipolla, quindi nei capelli non resterà alcun odore sgradevole.
Come il bulbo che contengono, anche le bucce di cipolla hanno la capacità di ridurre la caduta dei capelli, di stimolare la crescita e rendere i fusti lucidi e morbidi.


12 settembre 2017

Preparare i capelli all'autunno - Cura dei Capelli



Ormai siamo a Settembre, l'estate è agli sgoccioli, il clima già mostra i primi cambiamenti, ed è giunto il momento di preparare la chioma alla stagione autunnale, una delle più "difficili" per i nostri capelli.
Come ben sappiamo noi capellomani, la parola autunno è sinonimo di caduta stagionale.
Ad alcune l'aumento del telogen fisiologico ha già iniziato a mostrarsi da qualche settimana, mandandoci nel panico, ma ricordiamo che si tratta di una fase naturale.
Se a questo cambiamento dettato da retaggi ancestrali del nostro corpo aggiungiamo i problemi più "moderni" originati dal nostro stile di vita, dalle vacanze, dallo stress; e quelli originati dal cambio climatico di stagione, dobbiamo riconoscere che l'autunno è, tra tutte, la stagione più difficile per la chioma, ed è quella in cui dobbiamo impegnarci di più per garantire la salute e la bellezza dei nostri capelli.
Andiamo a vedere insieme quali sono le problematiche principali cui andiamo incontro e come risolverle con l'aiuto di Madre Natura:

  • Caduta stagionale: in questo periodo, infatti, aumenta la perdita fisiologica dei capelli, perché la chioma si rinnova dopo gli strapazzi estivi, elimina capelli vecchi, sfibrati e devitalizzati, per sostituirli con capelli nuovi, più forti e sani, così da prepararsi meglio al gelo dell'inverno.
  • Umidità: le temperature calano, l'afa si dissolve lasciando posto alle prime giornate uggiose, tornano le piogge e con le piogge tornano i classici problemi di capelli che si elettrizzano più facilmente e tendono, soprattutto se affaticati da un'estate intensa, a incresparsi e a perdere la loro forma naturale.
  • Stress post-vacanze: se la nostra estate è stata all'insegna di mare o piscina, e presi dall'entusiasmo della "libertà estiva" (chi di noi se l'è potuta concedere) abbiamo trascurato un po' troppo la chioma, essa sarà più suscettibile agli effetti negativi che questa stagione origina nei due punti di cui sopra.

caduta autunnale dei capelli


Caduta stagionale


Quando gli esseri umani vivevano immersi nella natura ed erano quindi soggetti direttamente alle intemperanze del clima e al succedersi delle stagioni, senza alcuna protezione se non il proprio corpo e rudimentali sistemi di sopravvivenza, l'organismo aveva sviluppato un sistema di rinnovo della chioma (il naturale "mantello" di noi esseri umani) nel periodo immediatamente successivo alla fine dell'estate, affinché il nostro corpo potesse affrontare il gelo dell'inverno con la protezione di una chioma più sana e più forte, e quindi più efficiente nel proteggere il capo dal freddo e dalla pioggia o dalla neve.
In questo periodo, quindi, è normale che la perdita quotidiana dei capelli subisca un aumento massivo. In genere la fisiologia telogen autunnale prevede circa 3-4 settimane di perdita più o meno massiva. Più è sana la chioma, minori saranno le perdite.
Per questo è molto importante garantire ai capelli il giusto apporto di nutrienti affinché si riduca il numero di capelli persi, e perché i nuovi capelli che sostituiranno i vecchi siano più forti e sani dei precedenti.
Premetto che è impossibile ridurre a zero la caduta dei capelli, anzi, un tale fenomeno non è affatto un buon sintomo, è indice di un blocco del rinnovo capillifero e campanello d'allarme che qualcosa nel nostro organismo non sta funzionando nel modo corretto.
Normalmente la caduta fisiologica comprende dai 5 ai 100 capelli persi al giorno, è un rinnovo naturale e sano. In questo periodo il numero di capelli persi può persino raddoppiare o triplicare, soprattutto se la nostra chioma è molto deteriorata.
Cosa possiamo fare per aiutare la chioma ad affrontare al meglio la caduta?

  • Alimentazione sana: bando agli eccessi estivi, riduciamo al minimo il consumo di alcol, di prodotti fritti, confezionati e cibo spazzatura vario. Prepariamo pietanze con ortaggi e frutta di stagione, mangiamo molta verdura cruda e cotta, zuppe e insalate di cereali e legumi (utilissimi per la proteinizzazione).
  • Beviamo molta acqua: consumare almeno 2 litri d'acqua al giorno è utilissimo per mantenere l'idratazione dei capelli. Ora che le temperature scendono, la nostra esigenza di incrementare liquidi avrà indubbiamente un calo (spesso drastico), cerchiamo di non abbandonarci a questa pigrizia e impegnamoci per consumare la giusta quantità di acqua ogni giorno. Un utile sistema per bere regolarmente è portare sempre con sé una bottiglina d'acqua quando siamo in giro.
  • Zenzero e cipolla: consumare zenzero e cipolla regolarmente apporta una quantità di nutrienti utilissimi alla crescita dei capelli, così da nutrirli internamente e rafforzare le radici, favorendo così la crescita di capelli più robusti e forti. Questi due preziosi alleati possono essere utilizzati anche per uso topico in impacchi pre-shampoo che, oltre a far rientrare sensibilmente l'emergenza caduta, favoriscono anche la crescita, accelerandola leggermente.
    Ricetta per l'Impacco alla Cipolla (link di prossima attivazione)
    Ricetta per l'Impacco allo Zenzero (link di prossima attivazione)
  • Lievito di Birra: consumare piccole quantità quotidiane di lievito di birra aiuta a rafforzare la cute e le radici dei capelli, riducendone la perdita. Questo importante alimento andrebbe consumato regolarmente per la salute del capello e delle guaine dei nervi (essendo ricco del gruppo vitaminico B apporta i nutrienti necessari al rinnovo delle guaine di nervi e articolazioni e li protegge indirettamente dalle infiammazioni), ma non tutti riescono a consumarlo tutto l'anno per il suo sapore non proprio gradevole ai più. In questo periodo facciamo un piccolo sforzo, ne bastano 4-5 grammi disciolti in un dito d'acqua o ingeriti direttamente a pezzettini la sera prima di andare a dormire per assicurarsi la giusta integrazione.
  • Ridurre gli incontri con il pettine: cerchiamo di non stare sempre col pettine in mano a districare i capelli, perché questa operazione in questo periodo risulta particolarmente stressante. Districhiamoli bene al mattino, magari aiutandoci con l'applicazione di una piccola quantità di olio così da sciogliere più facilmente i nodi, e intrecciamo morbidamente la chioma così da non doverla pettinare più fino al giorno successivo, o al massimo fino a sera.
  • Intrecciare i capelli prima di andare a dormire: se durante tutto l'anno dormiamo coi capelli sciolti, durante la caduta stagionale questo lusso ci è tassativamente proibito. Intrecciamo i capelli prima di andare a dormire, senza tirare troppo, oppure raccogliamoli in qualsiasi modo ci risulti comodo, ma assolutamente non dobbiamo andare a letto coi capelli sciolti se non vogliamo che il cuscino, al mattino, si sia trasformato in un cimitero.
Normalmente la caduta stagionale si estingue da sola, e dopo qualche settimana la perdita rientra negli standard fisiologici. Qualora questo non dovesse avvenire e la caduta dovesse protrarsi per altre settimane, o essere davvero troppo eccessiva (se vediamo le file diradarsi eccessivamente, o i capelli vengono via a ciocche semplicemente passandoci la mano in mezzo) potrebbe essere un sintomo di un problema metabolico, di una carenza alimentare (magari dovuta a cattiva assimilazione), o di problematiche più gravi. In caso riscontrasimo tali sintomi, rivolgiamoci a un medico o a un tricologo per scoprire la causa del problema.



Umidità e Crespo


Il secondo grande problema dell'autunno è l'umidità. I mesi autunnali sono caratterizzati, nella nostra fascia climatica, da giornate piovose all'insegna di un'umidità che permea tutto e arriva fino alle ossa. Ovviamente tale fenomeno ha effetti anche sui capelli, e chi già soffre di capelli crespi sa bene di cosa stiamo parlando: capelli che si gonfiano, ricci che perdono forma, chioma che si sporca prima e ha un'aria sciupata e stanca. Madre Natura però ci ha fornito tutta una serie di piccoli, semplici rimedi per proteggerci:

  • Leave-in: la panacea per antonomasia dei nostri capelli in autunno è questo pratico, semplice e salvifico trattamento che ha il duplice scopo di nutrire i capelli e fungere da barriera contro gli agenti esterni. Se durante il resto dell'anno limitiamo il leave-in come trattamento post-shampoo, in autunno è consigliabile praticarlo regolarmente tutte le sere, così da garantire 24 ore di protezione ai capelli. Abbiamo già parlato del leave-in in un altro articolo di questo blog, qualora ve lo foste perso potete recuperarne la lettura cliccando QUI.
  • Shampoo a secco: quando soffriamo di capelli grassi l'umidità autunnale diventa una vera e propria piaga, la chioma sembra ungersi alla velocità della luce e spesso ci costringe ad accorciare ulteriormente l'intervallo tra shampoo, con conseguente maggiore stress e caduta dei capelli. Ovviare a questo problema è semplice come bere un bicchier d'acqua. Acquistiamo una farina naturale (di ceci o di riso) o un amido (di mais o di riso) e quando vediamo che la chioma inizia a mostrare i primi segni di unto precoce, spolveriamo un po' di prodotto sulla cute a capelli perfettamente districati, quindi spazzoliamo delicatamente in tutte le direzioni con la cinghialina fino a rimuovere ogni residuo di polvere. Alla fine del trattamento i capelli avranno riacquistato un aspetto sufficientemente pulito da non andare a intaccare il nostro classico intervallo di lavaggi.
  • Impacchi idratanti: se già i nostri capelli tendono al crespo, con tutto l'umido che c'è nell'aria in autunno diventano praticamente ingestibili. Per questo l'autunno è la stagione degli impacchi idratanti, quasi quanto l'estate. Prima di ogni shampoo è bene fare un impacco a base di fieno greco (polvere o gel ricavato dai semi) che garantisca il mantenimento dell'idratazione dei fusti e riduca sensibilmente l'effetto dell'umidità atmosferica sulla chioma.
    La ricetta per l'impacco idratante di fieno greco è consultabile QUI.
  • Hennè: questa preziosissima erba (che personalmente farei santificare) è una preziosissima alleata in questa stagione, perché filmando i fusti garantisce una protezione potenziata agli stessi. Se durante tutto l'anno, quindi, ci concediamo di tanto in tanto di abbandonarci alla pigrizia e saltare una o due hennate, in autunno non solo dobbiamo imporci di non saltarne nemmeno mezza, ma è ancor più utile accorciare l'intervallo tra un'hennata e l'altra (ogni 15-20 giorni è il mio consiglio personale). Se siamo in quella fetta di capellomaniache che ancora non si sono date alle hennate, ebbene, l'autunno è la stagione giusta per cominciare.
    Se non abbiamo mai fatto l'hennè, ecco tutti gli articoli in cui ne abbiamo parlato:
    Hennè rossa (per chi alla protezione vuole aggiungere anche colore)
    Hennè neutra (lo scudo dell'hennè ma senza perdere il proprio colore naturale)


Capelli Sfibrati


Qualora in estate ce la fossimo presa comoda con le coccole tricologiche, è molto probabile che la nostra chioma abbia risentito più del solito degli strapazzi estivi e adesso che siamo rientrati nei soliti ritmi quotidiani ci rendiamo davvero conto dell'entità dei danni.
Ma non avviliamoci, anche se quest'autunno ci porterà qualche danno in più, abbiamo sempre modo di correre ai ripari (e soprattutto imparare una bella lezione per la prossima estate).
  • Programma di salvataggio: analizzando tutti i consigli dati ai punti precedenti, stiliamo un programma adatto alle esigenze del nostro capello e seguiamolo con rigore, come fosse la cura di un medico.
  • Olio follicolostimolante: applichiamo in cute prima di ogni shampoo olio di cocco oppure olio di ricino (possono anche essere mixati insieme per creare un impacco non troppo pesante) che massaggeremo per qualche minuto per favorire l'assorbimento da parte della cute, non ridurrà la perdita di capelli, ma favorirà la crescita dei nuovi, riattivando anche parte dei follicoli andati in quiescenza a causa dell'incuria estiva.
  • Massaggio alla cute: è un trattamento che migliora la circolazione sanguigna (e conseguentemente l'apporto di nutrimento ai bulbi capilliferi con tutte le positive conseguenze del caso) e anche se può apparire come una contraddizione in termini perché in questo periodo più i capelli vengono maneggiati più facilmente cadono, è in realtà un vero e proprio toccasana. Dobbiamo tenere presente che quei capelli cadranno comunque, perché sono vecchi, stanchi, rovinati e il nostro organismo li ha bollati come scarto, non ci sarà una seconda occasione, un ripensamento, perché andrebbe contro la microsopravvivenza del nostro corpo. Dunque è bene liberarci di questi capelli e favorire col massaggio la crescita di capelli nuovi, che cureremo con più attenzione e continuità, garantendo loro una vita più lunga dei loro predecessori.


Consigli supplementari


Non cediamo all'avvilimento, qualsiasi sia la condizione della nostra chioma, è vero che miriamo a una chioma quanto più perfetta possibile, ma ricordiamo sempre che nella vita i problemi veri sono altri.
Impegniamoci e riponiamo fiducia nella capacità rigenerativa del nostro corpo, che è una macchina perfetta.