Translate

Visualizzazione post con etichetta capelli crespi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta capelli crespi. Mostra tutti i post

25 luglio 2019

Capelli secchi - Teoria del Capello



La secchezza dei capelli è un problema estremamente diffuso. Talvolta può essere causato dalla conformazione del capello (come nei capelli afro), per predisposizione genetica (tipologia di capello), ma più frequentemente i capelli diventano secchi a causa delle cure scorrette.
L'idratazione è il fattore con l'equilibrio più delicato all'interno della struttura capillare, ed è quindi il primo che viene meno quando trattiamo i nostri capelli nel modo sbagliato. Non disperiamo, comunque, perché l'idratazione non è un danno strutturale, ed è quindi recuperabile mediante impacchi topici e trattamenti protettivi. Ovviamente è sempre meglio non far ridurre i capelli a uno stato di disidratazione eccessiva, perché a quel punto possono subentrare danni strutturali come perdita di cheratina e distacco delle lamelle della cuticola.

Sintomatologia del capello disidratato




Nel vedere comune si fanno due grandi confusioni. La prima consiste nella mancata distinzione tra disidratazione e denutrizione dei capelli, la seconda è la credenza (sbagliatissima) che i capelli reagiscano come la pelle, e che quindi l'applicazione di un olio sia funzionale al recupero dell'idratazione in caso di capelli secchi.
In questo paragrafo faremo chiarezza sul primo punto, andando ad analizzare la specifica sintomatologia del capello secco.
  1. Capelli assottigliati, i capelli disidratati tendono ad assottigliarsi via via che vanno dalle radici alle punte, è possibile vedere questa cosa osservando un capello caduto, mettendo a confronto lo spessore della punta con la radice. Se la punta si presenta particolarmente assottigliata allora siamo in presenza di capelli disidratati.
  2. Fusti appiattiti, la mancanza di acqua toglie polposità ai capelli, l'appiattimento si aggrava soprattutto quando facciamo uso della piastra.
  3. Poco volume, l'appiattimento e l'assottigliamento dei fusti riduce il colume complessivo della capigliatura, per cui la massa potrebbe apparirci addirittura dimezzata.
  4. Doppie punte, la carenza di acqua riduce l'elasticità del fusto, rendendolo meno resistente e più soggetto alle fratture verticali in punta che costituiscono le doppie punte, questo perché la punta è la parte più vecchia del nostro capello, sarà quindi sempre più deteriorata rispetto al resto della chioma e necessiterà sempre di protezioni e trattamenti maggiori.
  5. Opacità dei fusti, il capello secco ha una cuticola indebolita, che non riesce a mantenersi uniforme, e ce ne accorgiamo a livello visivo perché i capelli risultano opachi.
  6. Fragilità agli stress meccanici, la ridotta elasticità dei fusti a causa della carenza di acqua li rende meno resistenti ad operazioni di trazione, torsione, tensione, e i capelli tenderanno a spezzarsi più facilmente, soprattutto verso gli ultimi centimetri.
  7. Tendenza ad annodarsi, i capelli secchi fanno più nodi, perché sono poco elastici e perché presentano una cuticola non uniforme per cui le lamelle tendono ad impigliarsi tra loro.
  8. Effetto paglia, i capelli secchi tendono ad avere l'aspetto e la consistenza della paglia, sono duri, poco flessibili, nei casi più gravi appaiono bruciati e le punte tendono a spararsi in tutte le direzioni senza avere una forma precisa.

Elementi e abitudini che disidratano i capelli




Conoscere i gesti e gli elementi all'origine della disidratazione è essenziale per prevenirla e mantenere i fusti sani.

  1. Il tempo è un fattore naturale, più un capello invecchia, più tenderà a disidratarsi, questo è il motivo per cui le punte richiedono più cure del resto delle lunghezze sotto questo punto di vista.
  2. Alimentazione sbilanciata, in particolar modo quando tendiamo a bere poco e mangiare pochi cibi ricchi di liquidi (frutta e verdura) inevitabilmente il nostro organismo tenderà a risparmiare i liquidi a favore degli organi vitali, tagliando l'idratazione a cute e capelli. Se sappiamo di bere poco durante il giorno, QUI ho raccolto una serie di tecniche per assicurarci il giusto apporto di liquidi quotidiani.
  3. Inquinamento, smog, condizionatori e caloriferi sono tutti fattori che influenzano negativamente l'equilibrio liquido dei nostri capelli. Chi vive in città e sta sempre a contatto con lo smog, chi svolge un lavoro d'ufficio o ha in casa condizionatori e caloriferi sempre accesi, riscontrerà una disidratazione maggiore rispetto a chi vive in campagna o trascorre la sua vita in ambienti privi di strumenti che, nell'alterare la temperatura ambientale, seccano l'aria.
  4. Routine scorretta, prodotti eccessivamente sgrassanti, siliconi, prodotti di styling e shampoo troppo frequenti favoriscono una profonda disidratazione dei capelli.
  5. Uso eccessivo degli strumenti di styling, phon, piastra e ferro arricciacapelli mettono in piega i fusti utilizzando il calore, un elemento noto per essere responsabile della disidratazione dei capelli. L'uso eccessivo o scorretto di questi strumenti peggiora ulteriormente la situazione.
Focus:
I siliconi
Bere la giusta quantità di acqua

Prevenire la perdita di idratazione


La prima cosa da fare per una chioma sana e idratata è prevenire il danno, quindi assumere tutta una serie di abitudini che ci aiutino a evitare o comunque ridurre il più possibile il processo di disidratazione.


  1. Scegliere i prodotti giusti, evidando prodotti troppo sgrassanti, aggressivi, siliconici e prediligendo  formulazioni delicate, idratanti, emollienti. Soprattutto chi soffre di cute grassa, tende a ricorrere a prodotti molto forti contro il sebo, che però vanno a danneggiare l'idratazione dei fusti. A differenza di quanto si creda, sgrassare eccessivamente la cute seborroica non solo non risolve il problema, ma lo aggrava, per liberarsi di questa problematica la chiave è proprio l'idratazione, QUI puoi recuperare l'articolo in cui spiego come curare la seborrea con sistemi naturali, e QUI trovi l'articolo con tutte le ricette utili.
  2. Utilizzare i prodotti correttamente, diluire lo shampoo è uno dei passi fondamentali per ridurre l'aggressività del prodotto sull'acqua dei fusti, inoltre non eccedere con la quantità del prodotto aiuta moltissimo. I prodotti detergenti vanno lavorati con cura sui capelli perché funzionino al meglio, è inutile utilizzare mezzo litro di shampoo se poi non lo lavoriamo a dovere, eccedendo favoriamo solo il deterioramento precoce dei capelli. Non applicare lo shampoo puro sulle lunghezze, laviamo questa parte dei capelli lavorando lo shampoo in cute e "tirandolo" pian piano verso il basso.
  3. Risciacquare con cura, il risciacquo è la fase più importante del lavaggio perché è importante rimuovere tutti i residui di prodotti dai capelli, in quanto i residui andrebbero a seccare i capelli
  4. Utilizzare correttamente gli strumenti di styling, riduciamo al minimo le temperature degli strumenti di styling e usiamoli correttamente. Ricorriamo a piastra e ferro il meno possibile, se riusciamo ad eliminarli del tutto dalla nostra routine i capelli ringrazieranno sentitamente. Non utilizziamo il phon al massimo della velocità e attaccato ai capelli, perché il phon secca moltissimo, se non soffriamo di cervicale, nei mesi caldi lasciamo asciugare i capelli all'aria.
Focus:



Idratare i capelli con applicazioni topiche




Quando il danno da disidratazione è già presente, possiamo comunque parzialmente risolverlo grazie alle applicazioni topiche, nessun trattamento riporterà i capelli alla condizione ottimale di nascita, ma gli impacchi possono aiutare molto e soprattutto evitano il progredire del danno che, quando diviene molto grave, apre la strada a danni strutturali, che sono totalmente irrecuperabili.


  1. Leave-in è un trattamento protettivo che causa idratazione forzata, non richiede moltissimo tempo e può essere ripetuto anche due volte al giorno, idrata i capelli e nel contempo li protegge perché riduce l'effetto degli agenti esterni sui fusti. QUI l'articolo in cui ne parlo nel dettaglio.
  2. Impacchi post-shampoo di gel naturali, i gel naturali sono costituiti di liquidi, vitamine e mucillagini e hanno un forte potere idratante, si applicano a capelli puliti perché non ungono e quindi per rimuoverli basta un risciacquo e perché da pulito il capello è più recettivo al trattamento. Per l'impacco si utilizza una quantità abbastanza consistente di prodotto che va applicato dalle radici alle punte (in pratica bisogna bagnare i capelli fino ad averli quasi gocciolanti), quindi si tiene in posa dai 40 minuti all'ora e mezza tenendo l'impacco coperto con una busta, della pellicola o una cuffia impermeabile per evitare che il calore corporeo faccia evaporare i liquidi inficiando il risultato.
  3. Risciacquo acido, l'ultimissimo risciacquo dello shampoo (alla fine di tutti i trattamenti, quindi anche dopo gli impacchi) deve essere acidificato così da favorire la contrazione delle cuticole, questo rende i fusti più compatti e più protetti dall'ambiente esterno, riducendo la porosità dei capelli e quindi la perdita di acqua. Per approfondire puoi leggere l'articolo a riguardo QUI.

Focus:



VIDEO CORRELATI























01 giugno 2019

Che tipo di capelli hai? - Teoria del Capello




Ogni persona è unica e irripetibile. Non si tratta di una frase poetica, ma di un riscontro della scienza. Il patrimonio genetico, le abitudini e l'ambiente in cui si vive rendono ciascuno di noi qualcosa di straordinario nella sua unicità, pregi e difetti inclusi.
Allo stesso modo, non esiste una chioma che sia perfettamente identica ad un'altra, ciascun capello ha le proprie peculiarità, punti di forza e debolezze sulle quali lavorare per garantirsi una chioma sana. Per questo motivo non esiste una formula universale per prendersi cura dei capelli.
Esistono però dei parametri generali che ci aiutano a classificare i capelli, non solo dal punto di vista della forma e dello spessore, ma anche per tipologia.
Conoscere la propria tipologia di capelli ci aiuta a individuarne la debolezza principale, quella sulla quale bisogna agire con più frequenza così da mantenere i fusti sani, e ad effettuare tutta una serie di scelte mirate al loro benessere (scelta dei prodotti, tipologia e calendarizzazione dei trattamenti).
A grandi linee, possiamo dire che esistono tre tipologie di capelli fondamentali: normali, secchi e grassi. In questo articolo, però, ho suddiviso le chiome in cinque categorie, perché alcuni capelli presentano delle caratteristiche "miste" per cui farli rientrare esclusivamente nell'una o nell'altra categoria può essere limitante e portarci a costruire una routine che non va a rispondere perfettamente alle loro esigenze.

Capelli Normali


Sono il sogno di tutti, non hanno particolari problematiche e non richiedono particolari cure, se non un mantenimento regolare. Resistono senza risentirne troppo agli stress meccanici e termici e crescono con una certa regolarità.
Proprio perché così ricchi di connotazioni positive, i capelli normali sono una rarità, per cui se siete in questa ristretta categoria, riconoscete di essere persone fortunate.
Talvolta una persona può avere una tipologia di capelli normale ma le cure scorrette, i trattamenti invasivi e i maltrattamenti quotidiani possono aver danneggiato i capelli al punto da farla finire apparentemente in un'altra tipologia. Le giuste cure e i rimedi di Madre Natura, effettuati con regolarità come fossero una vera e propria cura, elimineranno il problema riportando la chioma ai suoi fasti potenziali.


Capelli Secchi


I capelli secchi sono caratterizzati da una debolezza dei fusti a trattenere l'idratazione, per cui la chioma tende a disidratarsi molto facilmente, anche se non la si sottopone a trattamenti disidratanti come l'uso di shampoo aggressivi, lacca, gel,  phon bollente o piastra quotidiana, ancor peggio se se ne fa uso.
Il capello secco si presenta duro al tatto, opaco e dal colore spento, i fusti sono appiattiti, privi di volume, tendono a formare doppie punte e nodi, e nei casi più gravi assumono un aspetto paglioso.
Questa tipologia di capello necessita di idratazione abbondante e costante nel tempo, la routine non deve assolutamente prevedere l'uso di calore, né di sostanze che vadano a disseccare ulteriormente i fusti. Un ulteriore aiuto è l'utilizzo di sostanze condizionanti, che aiutano i fusti a restare disciplinati e limitare la formazione dei nodi.

Focus
Disidratazione (link di prossima attivazione)
Cowash
Routine Trifase: Idratazione (link di prossima attivazione)
Condizionare i capelli



Capelli Grassi


All'opposto dei capelli secchi, ci sono i capelli grassi. Unti, pesanti, che tendono ad affastellarsi e assumere un aspetto trascurato e sporco a poche ore dallo shampoo. I capelli grassi sono caratterizzati da una produzione eccessiva di sebo da parte della cute, per cui tendono ad essere asfittici e presentarsi quindi estremamente disidratati sulle lunghezze.
Nonostante il problema della seborrea sia molto diffuso, le persone con una tipologia di capello grassa per questione genetica sono in realtà poche. La maggior parte delle persone che soffrono di questo inestetismo non sanno di averlo causato loro stesse con l'utilizzo di prodotti troppo aggressivi e di styling eccessivo, azioni che sono andate ad irritare la cute, la quale ha reagito con un'iperproduzione di sebo.
Questa tipologia di capello necessita di essere trattata con sostanze seboregolatrici, prodotti delicati e lenitivi, e di essere stressata il meno possibile con mezzi di styling che fanno uso del calore. Inoltre, è bene maneggiarla il meno possibile per evitare di ungerla ulteriormente con le mani.

Focus
Seborrea (cute grassa) come risolvere il problema
Impacchi per combattere la seborrea

Capelli Fragili e destrutturati


Questa tipologia di capelli, in realtà, non esiste in Natura. Salvo gravi alterazioni genetiche, infatti, non esiste una predisposizione genetica alla fragilità dei capelli.
Ho voluto comunque parlarne come una categoria a parte perché molte persone a causa di trattamenti invasivi o scorretti si ritrovano ad avere capelli delicati e privi di una struttura sana.
Il capello fragile presenta gravi danni strutturali, notevole perdita di cheratina e microlesioni o microfratture sparse per il fusto. A tutto questo, generalmente si aggiunge una forte disidratazione, che può essere anche associata a processi irritativi ai danni della cute con conseguente seborrea.
Risolvere la fragilità dei capelli richiede un cambio di routine, eliminando del tutto l'uso di strumenti di styling che fanno uso di calore e riducendo gli stress meccanici (trazione, torsione e tensione) quindi sono tassativamente proibite acconciature troppo serrate che tirino i capelli, meglio evitare anche le trecce, prediligendo invece raccolti morbidi.
Un capello fragile è, di fatto, gravemente destrutturato, e come ben sappiamo i danni strutturali non possono essere riparati, ma solo tamponati, per cui, oltre a impacchi cheratinizzanti e fortificanti (come ad esempio l'henné) praticati mensilmente, sarà necessario spuntare i capelli con regolarità, fino a eliminare del tutto la parte danneggiata. Si può operare anche un taglio drastico, ma non tutti sono disposti a rinunciare alla lunghezza, per cui l'opzione taglio drastico o spuntate regolari e frequenti sono una scelta meramente personale.
Il capello non sarà più fragile, di fatto quando con le giuste correzioni crescerà il capello nuovo che, correttamente curato e alimentato, si presenterà forte e sano.

Focus
Routine Trifase
Proteinizzazione (link di prossima attivazione)


Capelli Crespi


Esattamente come nel caso dei capelli fragili, non esiste una predisposizione genetica al crespo. Nessun bambino, infatti, presenta capelli crespi. Il crespo è un problema che può essere originato da un deterioramento della cuticola (lo scudo naturale del capello) che può essere o meno associato alla disidratazione.
Il capello crespo dà alla chioma un aspetto informe e disordinato, ed è una caratteristica più frequente nei ricci, non perché il riccio sia più predisposto, ma perché la sua forma evidenzia di più questo inestetismo, e perché la composizione chimica dei riccioli li rende più facilmente soggetti alla disidratazione.
Il crespo può presentarsi in due modi:

  • crespo duro: oltre a un aspetto crespo, i capelli si presentano duri e ruvidi al tatto. Questo tipo di crespo indica che, oltre al danno cuticolare, i fusti sono disidratati
  • crespo morbido: i capelli appaiono crespi, ma sono comunque lucenti e morbidi al tatto, quindi il danno riguarda solo la cuticola.
Interessando lo strato della cuticola, il crespo è sintomo di un danno strutturale, per cui finché non cresceranno capelli nuovi e sani la nostra azione potrà essere solo palliativa.
Il trattamento per i capelli crespi è il leave-in quotidiano, la sua protezione, infatti, va a supplire alla carenza di protezione dagli agenti esterni dovuta al deterioramento della cuticola. Inoltre, se si soffre di crespo duro, è utile effettuare trattamenti idratanti regolari per ripristinare l'idratazione venuta meno.
Un ultimo accorgimento per chi soffre di capelli crespi è utilizzare la cinghialina solo dopo aver applicato il leave-in, in questo modo l'olio impedirà alle setole di accentuare l'increspatura dei capelli.

Focus
Leave-in


20 novembre 2018

Impacco super-idratante e condizionante - Le Ricette


Quando i capelli sono molto secchi o hanno subito maltrattamenti importanti, gli impacchi idratanti, per quanto restituiscano acqua al capello, non riescono ad ammorbidirlo e disciplinarlo, per cui la chioma continua a mantenere un aspetto crespo, ingestibile ed essere soggetta a capelli che si spezzano e fanno doppie punte. 
Idratare i capelli è un passaggio fondamentale per una chioma sana, ormai lo sappiamo, ma quando idratare sembra non bastare, occorre condizionare.
Una sostanza condizionante aiuta i capelli a trattenere l'idratazione, a restare morbidi, disciplinati e ordinati.
Oggi vediamo insieme come preparare questa semplicissima e rapida ricetta per una maschera condizionante totalmente naturale.


Ingredienti


  • 1 cucchiaio di amido di mais o di riso
  • 150 ml di acqua (un bicchiere pieno)
  • 1 cucchiaino di sciroppo d'acero o miele (capelli lisci)
  • 2 cucchiaini di sciroppo d'acero o miele (capelli ricci)

Procedimento


  • Mettere in un pentolino il cucchiaio di amido e aggiungere pochissima acqua per amalgamare senza grumi
  • Aggiungere la restante acqua e far cuocere a fuoco dolce girando costantemente per evitare la formazione di grumi e addensamenti
  • Quando liquido inizia a gelificare e prendere una consistenza meno acquosa, spegnere il fuoco e lasciar raffreddare
  • Quando il gel avrà raggiunto la temperatura ambiente, aggiungere lo sciroppo o il miele e mescolare bene
Come applicare il composto: dalle radici alle punte sui capelli asciutti o appena umidi (per le ricce si consiglia a capelli umidi) e coprire con una pellicola o una busta di plastica
Quando applicarlo: subito dopo aver lavato i capelli, prima di effettuare il risciacquo acido
Tempo di posa: 1-3 ore
Lavaggio: basta risciacquare


Consigli supplementari


  • La normale acqua per preparare il gel può essere sostituita con un infuso o un decotto di rosmarino (per capelli scuri) o camomilla (per capelli chiari) così da potenziare ulteriormente le capacità idratanti
  • Se i capelli sono particolarmente disidratati, può essere utile ripetere questa maschera a giorni alterni per un paio di settimane, risciacquandola via e basta senza fare shampoo in più







26 giugno 2018

Cowash, cos'è e come si fa? - Capellomanie per Principianti





Il termine cowash nasce dalla contrazione delle parole inglesi conditioner only wash.
La sua stessa definizione, dunque, ci permette di comprendere di cosa stiamo parlando: lavare i capelli utilizzando il balsamo.
Nel cowash si utilizza il balsamo come detergente in sostituzione dello shampoo.
Questo perché il balsamo, pur essendo un prodotto progettato per condizionare, idratare, nutrire e disciplinare i capelli, contiene anch'esso una percentuale di tensioattivi, le sostanze che, negli shampoo, svolgono il ruolo di detergente.

Per chi è utile il cowash?


Il cowash è ideale per chi ha la necessità di lavare spesso i capelli, ma vuole ridurre i danni causati da lavaggi frequenti:

  1. chi pratica sport o va in piscina
  2. chi lavora nei ristoranti
  3. chi in estate va in vacanza al mare
Insomma, tutte quelle persone che non possono sostenere intervalli tra shampoo lunghi come chi magari studia o svolge un lavoro d'ufficio o si occupa della casa e della famiglia.



  1. Chi soffre di cute grassa e capelli secchi
  2. Chi ha capelli crespi e fragili
  3. Chi ha capelli secchi
  4. Chi ha capelli porosi
  5. Chi ha capelli ricci

Come si fa il cowash?


La procedura è molto semplice:

  • Bagniamo abbondantemente i capelli.
  • Preleviamo una noce di balsamo e applichiamola prima di tutto sulle lunghezze, massaggiamole con cura e lasciamo in posa.
  • Mentre il balsamo resta in posa sulle lunghezze, applichiamo una seconda noce di balsamo in cute, distribuendola bene e massaggiando con cura per almeno 5-10 minuti (chi soffre di cute grassa è bene che massaggi più a lungo per sfruttare al massimo il potere detergente e fluidificare il più possibile le impurità presenti in cute).
  • Massaggiando, non dimentichiamo di diluire il prodotto bagnando regolarmente le mani così da fluidificare il balsamo e permettergli di agire al meglio.
  • Trascorsi i 5-10 minuti di massaggio, procediamo con il risciacquo. Iniziamo risciacquando a filo d'acqua, così da diluire lentamente il prodotto e continuando a massaggiare per bene cosicché l'acqua possa legarsi alla parte idrofila delle molecole del balsamo e possa portare via lo sporco che si sarà legato alla "testa" (la parte lipofila) dei tensioattivi.
  • Risciacquiamo a lungo e con accuratezza finché sentiamo i capelli "fischiare". La principale attenzione che dobbiamo avere è appunto di risciacquare con molta cura, in modo da eliminare tutti i residui, che potrebbero lasciare i capelli leggermente appiccicosi e appesantiti.
  • Alla fine del risciacquo, effettuiamo il risciacquo acido per concludere lo shampoo.

Il cowash-scrub con lo zucchero


Questa particolare tipologia di cowash prevede di aggiungere alla quantità di balsamo utilizzata un cucchiaio di zucchero e mescere i due elementi in modo omogeneo.
Il cowash addizionato con lo zucchero permette di effettuare uno scrub alla cute mentre facciamo lo shampoo.
Scrubbare la cute è utile, soprattutto quando soffriamo di forfora o di eccessi di sebo, a favorire la corretta traspirazione della pelle. Una cute che traspira correttamente è il miglior substrato per la crescita di capelli sani e forti.
Lo zucchero, inoltre, ha un leggero potere umettante e durante il tempo di posa favorisce l'idratazione di cute e capelli.

Molto spesso si pensa che il cowash sia esclusivamente quello fatto con lo zucchero, personalmente però consiglio l'addizione di zucchero soltanto una o due volte al mese perché la ripetizione costante dello scrub potrebbe andare a irritare una cute sensibile o peggiorare la condizione di una cute in stato irritativo in quanto lo zucchero, pur essendo uno scrub più delicato dei normali scrub in commercio, svolge comunque una leggera azione abrasiva che, ripetuta nel tempo, soprattutto a chi effettua lavaggi frequenti, può causare danni all'integrità della pelle e andare a indebolire le radici.



Vantaggi del Cowash


Riduzione dei danni da tensioattivi
Idratazione e nutrimento della cute e della chioma mentre si lavano i capelli
Questo trattamento risolve sul lungo periodo i problemi di capelli secchi, capelli grassi, crespo e fragilità da disidratazione


Svantaggi del Cowash


Se non si risciacqua bene, i capelli potrebbero restare appesantiti e appiattirsi
Occorre una quantità di balsamo almeno doppia rispetto a quella utilizzata in uno shampoo normale.

Come scegliere il balsamo giusto per il Cowash


Se vogliamo utilizzare il balsamo per lavare i capelli dobbiamo tenere conto di alcuni fattori:

  • Il prodotto non deve contenere siliconi o altre sostanze filmanti a base di petrolio, consultare i siti che indicano gli inci di buona qualità o ricorrere a un prodotto ecobio è molto importante)
  • Prediligiamo un balsamo che contenga pochi oli e posizionati alla fine dell'INCI, balsami troppo grassi e nutrienti possono rivelarsi troppo pesanti e costringerci a ridurre ulteriormente il nostro range di shampoo
  • Se utilizziamo il Cowash per ridurre i problemi di sebo in eccesso, assicuriamoci che sia un prodotto ricco di sostanze idratanti (acque vegetali, mucillagini, estratti di piante e fiori) e con pochi elementi nutrienti (oli, burri), quindi orientiamoci su balsamo destinati a capelli sottili e delicati, che abbiano come scopo la volumizzazione senza appesantire.


F.A.Q.


Ho i capelli grassi, posso fare il Cowash?

Certamente, assicurati di acquistare un prodotto molto idratante e poco nutriente e risciacqua bene per eliminare ogni residuo. Tieni conto che all'inizio i capelli dovranno abituarsi quindi potresti notare che tendono ad ungersi un po' prima, resisti per i primi 5-6 shampoo e vedrai che la situazione si ristabilizzerà e con il tempo potrai addirittura diradare ulteriormente.

Il Coawash lava bene?

Assolutamente sì, i tensioattivi presenti nel prodotto svolgono esattamente la stessa funzione dei tensioattivi contenuti nello shampoo, va solo massaggiato più a lungo perché l'azione è più lenta.

Se pratico il Cowash, posso fare impacchi pre-shampoo di tipo oleoso?

Certo. Il Cowash lava alla perfezione anche gli impacchi oleosi, dovrai solo fare una passata di lavaggio in più. Ricorda che quando non riusciamo a lavare via un impacco di olio non è quasi mai colpa del prodotto detergente, ma nostra perché abbiamo applicato olio in eccesso rispetto alle necessità dei capelli.

Posso alternare il Cowash ad altri tipi di lavaggio?

Tranquillamente, il Cowash è un metodo di detersione che si presta ad essere alternato sia a shampoo con altri prodotti di carattere industriale, sia a shampooo alternativi di tipo naturale.

Posso fare il Cowash quando ho i capelli molto sporchi?

In linea generale, è sconsigliabile utilizzare questa metodologia di lavaggio quando si hanno capelli estremamente sporchi, soprattutto se è la prima volta che si utilizza e non si è esperti, è preferibile fare il cowash quando i capelli sono moderatamente sporchi. Il cowash lava molto bene anche capelli molto sporchi ma occorre "prencerci la mano" prima di lanciarsi nell'impresa di rimuovere grandi eccessi di sebo.





15 novembre 2017

Il Fieno Greco (Trigonella Foenum Graecum) - Doni della Natura



Il Fieno Greco è una pianta di origine greca o probabilmente asiatica, fu importata in Italia in epoca romana grazie alle sue molteplici straordinarie proprietà benefiche, sia in ambito alimentare, sia in ambito cosmetico.
I semi sono la parte che in cosmesi viene utilizzata di più, perché ricchi di mucillagini dalla forte azione idratante e lenitiva.


Fieno Greco e capelli


In India il Fieno Greco è conosciuto col nome di Methi e viene utilizzato come base preparatoria per moltissime ricette cosmetiche, sia per i detergenti per capelli (famoso è lo shampoo realizzato mixando farina di ceci e gel o crema di Fieno Greco), sia per gli impacchi idratanti.
Il motivo principale per cui questa pianta è così famosa anche qui in Italia è appunto la sua capacità di idratare e disciplinare i capelli, capacità che la rende una sostituzione perfetta ai balsami di tipo commerciale, ma essa possiede moltissime altre doti:
- Idratante
- Lucidante
- Disciplinante
- Seboregolatrice
- Leggermente detergente
- Riduzione della caduta dei capelli
Il Fieno Greco infatti, idratando la cute, aiuta a regolarizzare la produzione di sebo (in particolar modo in casi di cute grassa) riducendo gli inestetismi dovuti alla scorretta produzione di sebo e migliorando conseguentemente la traspirazione dei fusti e la salute del capello stesso. Per lo stesso motivo, questa pianta aiuta tantissimo a combattere la forfora, il suo uso costante nel tempo elimina totalmente questo problema.
I suoi semi contengono una moderata quantità di saponine che svolgono un'azione detergente rimuovendo le polveri sottili e le impurità depositatesi sul capello.
Infine, questa pianta è ricchissima di elementi utili a rinforzare e rinvigorire i capelli a partire dai bulbi, fattore che, unito alle capacità idratanti e seboregolatrici, riduce sensibilmente la perdita di capelli e aiuta, soprattutto nel periodo autunnale, a limitare la perdita di massa a causa dell'aumento di caduta caratteristico di questa stagione.


In quali ricette si può usare il fieno greco?


Praticamente in tutte quelle che utilizziamo per la cura dei nostri capelli. Il gel può tranquillamente andare a costituire la fase acquosa dei nostri impacchi, mentre la polvere, precedentemente idratata, aiuta a migliorare nettamente la spalmabilità di impasti realizzati con erbe triturate non proprio finemente grazie alla capacità di coesione delle mucillagini.
Utilizzare il gel di Fieno Greco nell'hennè in sostituzione della normale acqua è un ottimo sistema per evitare la secchezza post-hennata, soprattutto se siamo all'inizio del percorso di recupero della chioma e abbiamo capelli particolarmente secchi e sfibrati.
Il gel può essere applicato anche puro sia come impacco idratante post-shampoo, sia usato come prodotto di styling.
La polvere di Fieno Greco reidratata, può essere aggiunta all'hennè e ad altri impasti erbacei per migliorarne la spalmabilità, oppure utilizzata per preparare il classico Methi indiano, aggiungendovi farina di ceci da utilizzare poi come shampoo.


Fieno Greco e pelle


Questa pianta si potrebbe definire quasi una panacea della pelle, ricchissima di vitamine, proteine e sali minerali, ha tantissime azioni benefiche:
- Idratante
- Elasticizzante
- Tonificante
- Purificante
- Drenante
- Antinfiammatorio
Esattamente come per i capelli, usare il Fieno Greco sulla pelle aiuta a idratarla in profondità, eliminando dunque secchezza e tutte le problematiche connesse a una condizione di disidratazione dell'epidermide.
L'uso costante favorisce il rinnovamento cellulare, aiutando le pelli mature a riacquistare luminosità e vigore.
Applicare e massaggiare l'impacco di Fieno Greco (polvere reidratata) nelle zone del corpo colpite dalla cellulite riduce questo inestetismo, contrastando la ritenzione idrica e migliorando conseguentemente la circolazione sanguigna, donando un senso di benessere e leggerezza alle gambe.
La proprietà elasticizzante del Fieno Greco restituisce tono alla pelle, rassodandola e attenuando le rughe d'espressione.
Sviluppare una routine di pulizia del viso che includa l'utilizzo del Fieno Greco (in gel o in polvere reidratata) è l'ideale per trattare le pelli impure soggette a problemi di acne e punti neri.
Il Fieno Greco ha anche proprietà antinfiammatorie, riduce quindi i rossori cui vanno spesso soggette le pelli sensibili.


Fieno Greco in semi o in polvere?


La scelta se acquistare il Fieno Greco in semi interi o in polvere è piuttosto relativa alle proprie abitudini e preferenze personali, in quanto la resa in effetti è sostanzialmente la stessa.
Mentre nell'utilizzo dei semi si ottiene un gel perché dopo la bollitura il composto viene filtrato e separato dai semi, nell'uso della polvere si ottiene una pastella che si applica senza nessun processo di filtrazione.

Ulteriori curiosità sul Fieno Greco


Questa pianta contiene fitoestrogeni (la versione vegetale degli ormoni femminili) e per questo consumare fieno greco favorisce lo sviluppo delle forme femminili. Stimola le ghiandole mammarie e conseguentemente il seno avrà un aspetto più voluminoso e pieno.
Per lo stesso motivo, il Fieno Greco aumenta la montata lattea durante l'allattamento, unica nota dolente a riguardo: dà al latte un sapore sgradevole quindi è bene non eccedere con le quantità di Fieno Greco.
Le sue proprietà antinfiammatorie lo rendono ideale per sedare i bruciori di stomaco e i problemi intestinali causati da coliti e irritazioni.
Coloro che soffrono di diabete possono consumare moderate quantità di Fieno Greco, così da favorire un abbassamento del tasso di zuccheri nel sangue, ovviamente il consumo va fatto con moderazione per non incorrere in attacchi di ipoglicemia, e soprattutto per evitare contrasti con eventuali medicine.

Acquista il fieno greco ai seguenti link:
Fieno Greco in polvere Salus in Erbis
Fieno Greco in polvere Top Op
Fieno Greco in semi TRS

12 settembre 2017

Preparare i capelli all'autunno - Cura dei Capelli



Ormai siamo a Settembre, l'estate è agli sgoccioli, il clima già mostra i primi cambiamenti, ed è giunto il momento di preparare la chioma alla stagione autunnale, una delle più "difficili" per i nostri capelli.
Come ben sappiamo noi capellomani, la parola autunno è sinonimo di caduta stagionale.
Ad alcune l'aumento del telogen fisiologico ha già iniziato a mostrarsi da qualche settimana, mandandoci nel panico, ma ricordiamo che si tratta di una fase naturale.
Se a questo cambiamento dettato da retaggi ancestrali del nostro corpo aggiungiamo i problemi più "moderni" originati dal nostro stile di vita, dalle vacanze, dallo stress; e quelli originati dal cambio climatico di stagione, dobbiamo riconoscere che l'autunno è, tra tutte, la stagione più difficile per la chioma, ed è quella in cui dobbiamo impegnarci di più per garantire la salute e la bellezza dei nostri capelli.
Andiamo a vedere insieme quali sono le problematiche principali cui andiamo incontro e come risolverle con l'aiuto di Madre Natura:

  • Caduta stagionale: in questo periodo, infatti, aumenta la perdita fisiologica dei capelli, perché la chioma si rinnova dopo gli strapazzi estivi, elimina capelli vecchi, sfibrati e devitalizzati, per sostituirli con capelli nuovi, più forti e sani, così da prepararsi meglio al gelo dell'inverno.
  • Umidità: le temperature calano, l'afa si dissolve lasciando posto alle prime giornate uggiose, tornano le piogge e con le piogge tornano i classici problemi di capelli che si elettrizzano più facilmente e tendono, soprattutto se affaticati da un'estate intensa, a incresparsi e a perdere la loro forma naturale.
  • Stress post-vacanze: se la nostra estate è stata all'insegna di mare o piscina, e presi dall'entusiasmo della "libertà estiva" (chi di noi se l'è potuta concedere) abbiamo trascurato un po' troppo la chioma, essa sarà più suscettibile agli effetti negativi che questa stagione origina nei due punti di cui sopra.

caduta autunnale dei capelli


Caduta stagionale


Quando gli esseri umani vivevano immersi nella natura ed erano quindi soggetti direttamente alle intemperanze del clima e al succedersi delle stagioni, senza alcuna protezione se non il proprio corpo e rudimentali sistemi di sopravvivenza, l'organismo aveva sviluppato un sistema di rinnovo della chioma (il naturale "mantello" di noi esseri umani) nel periodo immediatamente successivo alla fine dell'estate, affinché il nostro corpo potesse affrontare il gelo dell'inverno con la protezione di una chioma più sana e più forte, e quindi più efficiente nel proteggere il capo dal freddo e dalla pioggia o dalla neve.
In questo periodo, quindi, è normale che la perdita quotidiana dei capelli subisca un aumento massivo. In genere la fisiologia telogen autunnale prevede circa 3-4 settimane di perdita più o meno massiva. Più è sana la chioma, minori saranno le perdite.
Per questo è molto importante garantire ai capelli il giusto apporto di nutrienti affinché si riduca il numero di capelli persi, e perché i nuovi capelli che sostituiranno i vecchi siano più forti e sani dei precedenti.
Premetto che è impossibile ridurre a zero la caduta dei capelli, anzi, un tale fenomeno non è affatto un buon sintomo, è indice di un blocco del rinnovo capillifero e campanello d'allarme che qualcosa nel nostro organismo non sta funzionando nel modo corretto.
Normalmente la caduta fisiologica comprende dai 5 ai 100 capelli persi al giorno, è un rinnovo naturale e sano. In questo periodo il numero di capelli persi può persino raddoppiare o triplicare, soprattutto se la nostra chioma è molto deteriorata.
Cosa possiamo fare per aiutare la chioma ad affrontare al meglio la caduta?

  • Alimentazione sana: bando agli eccessi estivi, riduciamo al minimo il consumo di alcol, di prodotti fritti, confezionati e cibo spazzatura vario. Prepariamo pietanze con ortaggi e frutta di stagione, mangiamo molta verdura cruda e cotta, zuppe e insalate di cereali e legumi (utilissimi per la proteinizzazione).
  • Beviamo molta acqua: consumare almeno 2 litri d'acqua al giorno è utilissimo per mantenere l'idratazione dei capelli. Ora che le temperature scendono, la nostra esigenza di incrementare liquidi avrà indubbiamente un calo (spesso drastico), cerchiamo di non abbandonarci a questa pigrizia e impegnamoci per consumare la giusta quantità di acqua ogni giorno. Un utile sistema per bere regolarmente è portare sempre con sé una bottiglina d'acqua quando siamo in giro.
  • Zenzero e cipolla: consumare zenzero e cipolla regolarmente apporta una quantità di nutrienti utilissimi alla crescita dei capelli, così da nutrirli internamente e rafforzare le radici, favorendo così la crescita di capelli più robusti e forti. Questi due preziosi alleati possono essere utilizzati anche per uso topico in impacchi pre-shampoo che, oltre a far rientrare sensibilmente l'emergenza caduta, favoriscono anche la crescita, accelerandola leggermente.
    Ricetta per l'Impacco alla Cipolla (link di prossima attivazione)
    Ricetta per l'Impacco allo Zenzero (link di prossima attivazione)
  • Lievito di Birra: consumare piccole quantità quotidiane di lievito di birra aiuta a rafforzare la cute e le radici dei capelli, riducendone la perdita. Questo importante alimento andrebbe consumato regolarmente per la salute del capello e delle guaine dei nervi (essendo ricco del gruppo vitaminico B apporta i nutrienti necessari al rinnovo delle guaine di nervi e articolazioni e li protegge indirettamente dalle infiammazioni), ma non tutti riescono a consumarlo tutto l'anno per il suo sapore non proprio gradevole ai più. In questo periodo facciamo un piccolo sforzo, ne bastano 4-5 grammi disciolti in un dito d'acqua o ingeriti direttamente a pezzettini la sera prima di andare a dormire per assicurarsi la giusta integrazione.
  • Ridurre gli incontri con il pettine: cerchiamo di non stare sempre col pettine in mano a districare i capelli, perché questa operazione in questo periodo risulta particolarmente stressante. Districhiamoli bene al mattino, magari aiutandoci con l'applicazione di una piccola quantità di olio così da sciogliere più facilmente i nodi, e intrecciamo morbidamente la chioma così da non doverla pettinare più fino al giorno successivo, o al massimo fino a sera.
  • Intrecciare i capelli prima di andare a dormire: se durante tutto l'anno dormiamo coi capelli sciolti, durante la caduta stagionale questo lusso ci è tassativamente proibito. Intrecciamo i capelli prima di andare a dormire, senza tirare troppo, oppure raccogliamoli in qualsiasi modo ci risulti comodo, ma assolutamente non dobbiamo andare a letto coi capelli sciolti se non vogliamo che il cuscino, al mattino, si sia trasformato in un cimitero.
Normalmente la caduta stagionale si estingue da sola, e dopo qualche settimana la perdita rientra negli standard fisiologici. Qualora questo non dovesse avvenire e la caduta dovesse protrarsi per altre settimane, o essere davvero troppo eccessiva (se vediamo le file diradarsi eccessivamente, o i capelli vengono via a ciocche semplicemente passandoci la mano in mezzo) potrebbe essere un sintomo di un problema metabolico, di una carenza alimentare (magari dovuta a cattiva assimilazione), o di problematiche più gravi. In caso riscontrasimo tali sintomi, rivolgiamoci a un medico o a un tricologo per scoprire la causa del problema.



Umidità e Crespo


Il secondo grande problema dell'autunno è l'umidità. I mesi autunnali sono caratterizzati, nella nostra fascia climatica, da giornate piovose all'insegna di un'umidità che permea tutto e arriva fino alle ossa. Ovviamente tale fenomeno ha effetti anche sui capelli, e chi già soffre di capelli crespi sa bene di cosa stiamo parlando: capelli che si gonfiano, ricci che perdono forma, chioma che si sporca prima e ha un'aria sciupata e stanca. Madre Natura però ci ha fornito tutta una serie di piccoli, semplici rimedi per proteggerci:

  • Leave-in: la panacea per antonomasia dei nostri capelli in autunno è questo pratico, semplice e salvifico trattamento che ha il duplice scopo di nutrire i capelli e fungere da barriera contro gli agenti esterni. Se durante il resto dell'anno limitiamo il leave-in come trattamento post-shampoo, in autunno è consigliabile praticarlo regolarmente tutte le sere, così da garantire 24 ore di protezione ai capelli. Abbiamo già parlato del leave-in in un altro articolo di questo blog, qualora ve lo foste perso potete recuperarne la lettura cliccando QUI.
  • Shampoo a secco: quando soffriamo di capelli grassi l'umidità autunnale diventa una vera e propria piaga, la chioma sembra ungersi alla velocità della luce e spesso ci costringe ad accorciare ulteriormente l'intervallo tra shampoo, con conseguente maggiore stress e caduta dei capelli. Ovviare a questo problema è semplice come bere un bicchier d'acqua. Acquistiamo una farina naturale (di ceci o di riso) o un amido (di mais o di riso) e quando vediamo che la chioma inizia a mostrare i primi segni di unto precoce, spolveriamo un po' di prodotto sulla cute a capelli perfettamente districati, quindi spazzoliamo delicatamente in tutte le direzioni con la cinghialina fino a rimuovere ogni residuo di polvere. Alla fine del trattamento i capelli avranno riacquistato un aspetto sufficientemente pulito da non andare a intaccare il nostro classico intervallo di lavaggi.
  • Impacchi idratanti: se già i nostri capelli tendono al crespo, con tutto l'umido che c'è nell'aria in autunno diventano praticamente ingestibili. Per questo l'autunno è la stagione degli impacchi idratanti, quasi quanto l'estate. Prima di ogni shampoo è bene fare un impacco a base di fieno greco (polvere o gel ricavato dai semi) che garantisca il mantenimento dell'idratazione dei fusti e riduca sensibilmente l'effetto dell'umidità atmosferica sulla chioma.
    La ricetta per l'impacco idratante di fieno greco è consultabile QUI.
  • Hennè: questa preziosissima erba (che personalmente farei santificare) è una preziosissima alleata in questa stagione, perché filmando i fusti garantisce una protezione potenziata agli stessi. Se durante tutto l'anno, quindi, ci concediamo di tanto in tanto di abbandonarci alla pigrizia e saltare una o due hennate, in autunno non solo dobbiamo imporci di non saltarne nemmeno mezza, ma è ancor più utile accorciare l'intervallo tra un'hennata e l'altra (ogni 15-20 giorni è il mio consiglio personale). Se siamo in quella fetta di capellomaniache che ancora non si sono date alle hennate, ebbene, l'autunno è la stagione giusta per cominciare.
    Se non abbiamo mai fatto l'hennè, ecco tutti gli articoli in cui ne abbiamo parlato:
    Hennè rossa (per chi alla protezione vuole aggiungere anche colore)
    Hennè neutra (lo scudo dell'hennè ma senza perdere il proprio colore naturale)


Capelli Sfibrati


Qualora in estate ce la fossimo presa comoda con le coccole tricologiche, è molto probabile che la nostra chioma abbia risentito più del solito degli strapazzi estivi e adesso che siamo rientrati nei soliti ritmi quotidiani ci rendiamo davvero conto dell'entità dei danni.
Ma non avviliamoci, anche se quest'autunno ci porterà qualche danno in più, abbiamo sempre modo di correre ai ripari (e soprattutto imparare una bella lezione per la prossima estate).
  • Programma di salvataggio: analizzando tutti i consigli dati ai punti precedenti, stiliamo un programma adatto alle esigenze del nostro capello e seguiamolo con rigore, come fosse la cura di un medico.
  • Olio follicolostimolante: applichiamo in cute prima di ogni shampoo olio di cocco oppure olio di ricino (possono anche essere mixati insieme per creare un impacco non troppo pesante) che massaggeremo per qualche minuto per favorire l'assorbimento da parte della cute, non ridurrà la perdita di capelli, ma favorirà la crescita dei nuovi, riattivando anche parte dei follicoli andati in quiescenza a causa dell'incuria estiva.
  • Massaggio alla cute: è un trattamento che migliora la circolazione sanguigna (e conseguentemente l'apporto di nutrimento ai bulbi capilliferi con tutte le positive conseguenze del caso) e anche se può apparire come una contraddizione in termini perché in questo periodo più i capelli vengono maneggiati più facilmente cadono, è in realtà un vero e proprio toccasana. Dobbiamo tenere presente che quei capelli cadranno comunque, perché sono vecchi, stanchi, rovinati e il nostro organismo li ha bollati come scarto, non ci sarà una seconda occasione, un ripensamento, perché andrebbe contro la microsopravvivenza del nostro corpo. Dunque è bene liberarci di questi capelli e favorire col massaggio la crescita di capelli nuovi, che cureremo con più attenzione e continuità, garantendo loro una vita più lunga dei loro predecessori.


Consigli supplementari


Non cediamo all'avvilimento, qualsiasi sia la condizione della nostra chioma, è vero che miriamo a una chioma quanto più perfetta possibile, ma ricordiamo sempre che nella vita i problemi veri sono altri.
Impegniamoci e riponiamo fiducia nella capacità rigenerativa del nostro corpo, che è una macchina perfetta.