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Visualizzazione post con etichetta capelli sani. Mostra tutti i post
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01 maggio 2020

Proteggere i capelli in Primavera - Cura dei Capelli




Le "mezze stagioni" sono un periodo relativamente tranquillo per la chioma, ma questo non significa che possiamo abbandonarla a se stessa senza che ne risenta negativamente.
Questi sono, per i capelli, dei mesi di transizione dai trattamenti invernali, atti a proteggerli dal freddo, ai trattamenti estivi, atti invece a proteggerli dal caldo.
Esistono comunque dei trattamenti specifici da effettuare in primavera, pensati appositamente per le problematiche di questo periodo.

28 agosto 2019

Routine Trifase: Idratazione - Cura dei Capelli





Nell'articolo sui capelli secchi (che puoi recuperare QUI) abbiamo imparato a riconoscere e prenderci cura correttamente di questa tipologia di capello.
In questo articolo approfondiamo l'argomento collegandolo alla calendarizzazione della routine trifase, conosciuta anche col nome di cronogramma capillare.
In un articolo di qualche tempo fa abbiamo già compreso in linea generica quali sono le tre fasi della routine trifase e come calendarizzare al meglio i trattamenti (puoi recuperare l'articolo QUI) in base alle esigenze dei nostri capelli.

A cosa serve idratare i capelli




Innanzitutto chiariamo l'importanza di idratare con applicazioni topiche. Il capello per sua natura tende a disidratarsi, perché di fatto è materia morta, non riceve alimentazione dall'interno una volta emerso dalla pelle. Questo implica che il tempo, gli agenti esterni (sole, vento, freddo) causino una perdita di idratazione fisiologica.
Oltre alla disidratazione naturale, ci sono altri fattori che contribuiscono alla perdita di liquidi dai fusti:
  • Uso di prodotti troppo sgrassanti o aggressivi
  • Styling con strumenti di calore
  • Tinture sintetiche e decolorazioni
Tutte queste concause contribuiscono ad accelerare il naturale processo di disidratazione dei fusti e conseguentemente ne accorciano la vita, inficiando il nostro percorso di crescita.
L'applicazione di sostanze idratanti in loco ha una doppia funzione, la prima è di tipo preventivo, serve in pratica a fornire un surplus di liquidi ai fusti così da andare a limitarne la perdita; la seconda reintegra i liquidi persi e riporta i capelli in una condizione di perfetta idratazione, soprattutto se non ricorriamo a trattamenti invasivi, ma la disidratazione è originata solo dai fattori naturali.

Gli impacchi idratanti


L'idratazione topica avviene mediante gli impacchi idratanti, utilizzando sostanze acquose. Agli impacchi idratanti può essere aggiunta una componente condizionante per favorire ulteriormente la districabilità del capello.
L'impacco idratante, non contenendo sostanze grasse, va effettuato post-shampoo, a capelli perfettamente puliti per massimizzarne l'effetto.

Come si fa l'impacco idratante





Un buon impacco idratante si effettua subito dopo il lavaggio dei capelli, può essere fatto a capelli umidi o a capelli asciutti, la scelta è personale e viene influenzata principalmente dalla consistenza dell'impacco.
Il preparato si applica uniformemente dalle radici alle punte, abbondando su queste ultime in quanto generalmente rappresentano la parte più vecchia e disidratata del fusto.
Per idratare correttamente i capelli è importantissimo lavorarli a ciocche singole così da non lasciare parti scoperte, esattamente come quando si effettua un impacco tintorio, altrimenti l'idratazione non sarà uniforme e il miglioramento della chioma sarà compromesso. Dopo aver lavorato le ciocche singolarmente, si fa una seconda copertura lavorando tutta la chioma in poche passate.
Ricoperta tutta la chioma con l'impacco, raccogliamola e fissiamola con un mollettone e quindi copriamo con una busta o della pellicola (per essere totalmente amici della natura, basta acquistare la pellicola di mais, biodegradabile ed ecologica) e lasciare in posa.
La posa ha tempi variabili a seconda delle esigenze dei capelli e del tipo di preparato che applichiamo, in genere l'arco di posa va dai 20 minuti alle 2 ore al massimo.
Personalmente ho notato che i miei capelli non gradiscono pose che superino l'ora e mezza, e che anzi riducendo i tempi a un'ora o soli 40 minuti la resa è molto più efficace.
Altre ragazze, invece, addirittura notano ottimi effetti con pose brevissime (15 minuti o meno) equiparando praticamente la posa di una maschera o un balsamo. Sperimentate diversi tempi di posa con la stessa ricetta così da capire quale sia il tempo più adatto ai vostri capelli.
Assolutamente non superate le due ore di posa, perché oltre questo limite l'impacco non solo non idraterà più, ma farà macerare la cute e oltretutto finirà col tirare nuovamente fuori dai fusti l'acqua che ha rilasciato, causando una maggiore secchezza.

Quali sono le sostanze idratanti




Per idratare i capelli si può ricorrere a una serie di sostanze naturali:


  • Gel naturali (di fieno greco, di semi di lino, di amido di mais o di riso, di katira) i gel naturali sono ricchi di mucillagini e sostanze che penetrano nel capello andando a ricostituire la giusta idratazione
  • Farine idratate si tratta di farine che non hanno proprietà detergenti o sgrassanti, quindi farina di riso o d'avena, possono essere idratate a crudo, mescolandole a dell'acqua o a un gel e lasciandole riposare per circa mezz'ora, oppure le si può idratare cuocendole. Il secondo sistema è il più semplice per evitare impasti troppo fluidi in quanto, qualora eccedessimo con l'acqua, è sufficiente cuocere il preparato fino a ottenere la densità giusta.
  • Idrolati e distillati vegetali, sono utili per un'idratazione leggera ma frequente in quanto vengono assorbiti molto rapidamente. In genere le acque vegetali sono utilissime per realizzare un leave-in leggero.
  • Erbe con proprietà emollienti come l'amla, il sidr, il fieno greco che favoriscono l'ammorbidimento dei capelli, e se preparate con altre sostanze idratanti riescono a reidratare fortemente i fusti

Calendarizzare i trattamenti




Dobbiamo ricordare che, per avere una reale efficacia, i trattamenti devono avere una certa continuità, e la routine trifase serve appunto ad organizzare in modo più efficiente questa continuità calendarizzando a cadenze regolari i diversi trattamenti necessari ai capelli.
Indipendentemente dalla tipologia di capello che abbiamo (se non conosci la tua tipologia di capelli puoi recuperare l'articolo in cui ne parlo QUI) la fase dell'idratazione è sempre quella più frequente, e questo perché naturalmente i capelli tendono sempre a disidratarsi un po', e perché spesso li sottoponiamo a trattamenti e stress che vanno a peggiorare la situazione.
Nella tabella che segue possiamo vedere un esempio efficace di calendarizzazione dei trattamenti idratanti a seconda della tipologia e delle esigenze dei nostri capelli:



VIDEO CORRELATI













05 luglio 2019

Trattamento lisciante alla cheratina (stiratura brasiliana) - Trecce Fatate Risponde


Proprio oggi una ragazza che mi segue sul canale mi ha chiesto cosa ne penso del trattamento lisciante alla cheratina. Dopo averle risposto (spero in modo esaustivo) ho pensato che, non essendo la prima volta che mi viene posta questa domanda, potesse essere utile scrivere un articolo sull'argomento.

Cos'è il trattamento lisciante alla cheratina?


Al suono della parola cheratina, inevitabilmente tutti abbiamo una percezione di salute, robustezza e ispessimento del capello, quindi ci viene inevitabilmente da pensare a qualcosa di positivo per la chioma.
In realtà dietro la definizione "trattamento lisciante alla cheratina" altro non c'è che la stiratura brasiliana, una tipologia di stiratura del capello che viene appunto dal Brasile e serve a lisciare i capelli, anche se molto ricci e crespi, per tempi relativamente lunghi che possono arrivare anche a due-tre mesi.

Come si fa?


Il trattamento consiste nell'applicare sui capelli lavati e quasi del tutto asciutti la formulazione alla cheratina, lasciare in posa dai 30 ai 40 minuti sotto una fonte di calore (generalmente il casco), quindi risciacquare abbondantemente, procedere con l'asciugatura e passare infine la piastra a temperature molto elevate così da fissare definitivamente la stiratura.


Perché sconsiglio questo tipo di trattamento?


Chi mi segue da tempo ormai saprà che sconsiglio sempre trattamenti di modifica della forma del capello (sia temporanei, sia definitivi) perché questi non solo non garantiscono il mantenimento della salute dei fusti, ma addirittura vanno a intaccarne la struttura, portandola a danneggiarsi precocemente.
In particolar modo suggerisco di evitare il trattamento lisciante alla cheratina perché è particolarmente invasivo e dannoso, non solo per il benessere della capigliatura, ma anche per la salute del nostro organismo, e nei paragrafi che seguono vi spiego il perché.

La cheratina non ha proprietà liscianti

Innazitutto la cheratina in sé non ha alcuna proprietà lisciante. La cheratina rappresenta la struttura portante dei fusti, in pratica è lo scheletro dei nostri capelli. In questo particolare trattamento la cheratina che è presente nella formulazione del prodotto va a formare un esoscheletro intorno al capello, e con il passaggio della piastra questa cheratina aggiuntiva viene denaturata, bloccando la posizione dei legami deboli e forti cosicché non possano tornare ad arricciarsi. In pratica è come mettere un gesso ai nostri capelli.
Fin qui sembrano non esserci particolari problematiche, se non fosse che un legame disolfuro, a idrogeno o salino, ogni volta che viene spezzato e ricomposto in una posizione innaturale finisce con l'indebolirsi.

Il calore rovina i capelli

In secondo luogo, ma non meno importante, le temperature elevatissime della piastra (che può raggiungere i 450° per questi trattamenti) necessarie affinché la stiratura sia ben realizzata e duratura, vanno a denaturare non solo la proteina aggiuntiva che distribuiamo sui capelli, ma anche quella dei nostri stessi capelli. Di fatto il capello viene cotto, la cheratina denaturata e quindi gravemente indebolita.
Alla stessa cottura vengono sottoposte le lamelle della cuticola, che perderanno ancoraggio al capello e cadranno, lasciando il capello esposto agli agenti atmosferici e favorendo col tempo il ritorno, se non l'aumento, dell'antiestetico crespo.
A causa del calore elevatissimo, le molecole di acqua presenti nei capelli evaporano di colpo, e di fatto esplodono, danneggiando la struttura, i fusti quindi perdono buona parte della loro idratazione, e col tempo gli effetti saranno visibili, mostrandoci una chioma secca, opaca e sfibrata.
Il calore elevatissimo necessario a questo trattamento, infine, può causare la bruciatura del capello fin dentro il bulbo capillifero, e questo significa bruciare il follicolo, che è il laboratorio di costruzione del capello.
Non sono poche le persone che, dopo un trattamento lisciante alla cheratina, hanno notato una perdita di capelli maggiorata.

Il pH del preparato


Il trattamento viene effettuato utilizzando preparati che hanno pH estremamente bassi, quindi molto acidi, che inevitabilmente danneggiano e irritano la cute.
Quando un prodotto ha un pH molto acido, ha una determinata componente irritativa che causa microcorrosioni del tessuto e vere e proprie scottature dell'epidermide.
La nostra pelle, esposta così tanto a una sostanza acida e per giunta sotto una fonte di calore, potrebbe risentirne in modo più o meno evidente. In molti casi dopo qualche tempo da trattamenti così invasivi la cute inizia a produrre sebo in eccesso, prova che il trattamento ci ha causato una dermatite seborroica.

La formaldeide è cancerogena

La maggior parte dei trattamenti liscianti alla cheratina contengono formaldeide.
Esatto, la stessa sostanza che vediamo nei musei di anatomia per conservare integre parti anatomiche senza che sopraggiunga la decomposizione dei tessuti molli.
Il National Toxicology Program e l'International Agency for Research and Cancer classificano la formaldeide come sostanza cancerogena. Respirarla è estremamente pericoloso, e proprio questo accade quando andiamo a piastrare i capelli trattati con il preparato alla cheratina per la stiratura brasiliana.
Questo significa che ogni volta che ci stiriamo i capelli con questo tipo di trattamento esponiamo noi stessi, il parrucchiere che ci sta praticando la stiratura e tutte le altre persone presenti nel salone all'azione della formaldeide, che oltre a essere stata considerata cancerogena porta all'insorgenza di problematiche respiratorie, cefalea, disturbi del sonno, problemi ai riflessi, alla memoria, all'equilibrio, e con l'esposizione prolungata contribuisce all'insorgere di allergie, disturbi neurologici di vario tipo, può favorire o causare un aborto spontaneo nelle donne in gravidanza, finanche alla SLA.
Le sostanze nocive si riattivano ogni volta che i nostri capelli, sottoposti a questo trattamento, entrano in contatto con fonti di calore come phon o piastra, andando ad esporre anche i nostri familiari.
Molte formulazioni contengono quantità di formaldeide che superano notevolmente i livelli consentiti dalla legge, esponendo dunque chi ne fa uso a una quantità di formaldeide decisamente pericolosa per la salute.
La maggior parte di noi, quindi, starà pensando che sia sufficiente assicurarsi che nella formulazione del preparato che vogliamo utilizzare non sia presente la formaldeide per stare al sicuro.
Purtroppo non è così. 
L'ingrediente sostitutivo della formaldeide nelle formulazioni per questo trattamento è il glicolide metilenico, una sostanza che, se riscaldata, rilascia formaldeide.
Questo perché, di fatto, è la formaldeide a garantire che la stiratura perduri.


Cosa suggerisco



Il primo suggerimento, uno dei più accorati che faccio sempre, è di imparare ad amare i propri capelli per la loro forma naturale.
La forma dei nostri capelli è un lascito genetico dei nostri genitori e dei nostri antenati, un'impronta di chi non c'è più che perdura in noi. Essa è anche la forma più adatta alla morfologia del nostro viso ed è quindi la migliore per esaltare i nostri lineamenti.
Qualora si soffrisse di problemi quale capelli sfibrati o crespi, trattamenti di questo tipo vanno solo a nascondere il problema e non a risolverlo. Per risolvere le problematiche dei nostri capelli dobbiamo capire di cosa hanno bisogno, in cosa la nostra routine è carente o dove commettiamo degli errori inconsapevolmente, correggere il tiro e lavorare per avere una chioma sana sia alimentandoci correttamente, sia stilando un programma di cure cicliche con trattamenti topici.
Ricordiamo sempre che una chioma bella è anzitutto una chioma sana, e che se una chioma è sana, sarà automaticamente una chioma bella.

08 giugno 2019

Prendersi cura dei capelli in Estate - Cura dei Capelli



La stagione più calda dell'anno può avere un forte impatto sulla nostra chioma. Generalmente negativo, se non ce ne prendiamo cura come si deve. Attuando il giusto sistema di cure, però, questo periodo dell'anno può rivelarsi estremamente proficuo in termini di salute della capigliatura.
Per farlo al meglio è dunque necessario comprendere quali sono gli elementi che possono danneggiare la nostra chioma in questa stagione, come contrastare la loro azione e quali sono i trattamenti migliori per sfruttare le condizioni ambientali a vantaggio della chioma.


I nemici estivi


Durante l'estate i fattori principali che possono danneggiare i capelli sono tre: calore, umidità e salsedine/cloro.

Calore



Le elevate temperature della stagione estiva possono determinare una perdita massiva dell'idratazione dei fusti, causandoci una secchezza generale e provocando, sul lungo termine, una fragilità dei capelli che saranno più soggetti a formare doppie punte e fratture, finendo con lo spezzarsi e svuotare lunghezze e punte.
Per evitare questi danni si deve agire in sinergia sia lavorando per mantenere quanto più possibile l'idratazione capillare mediante un leave-in leggero e frequente, sia massimizzando i trattamenti idratanti con impacchi di gel naturali e mucillagini.
Per fortuna il calore naturale non è tale da andare a denaturare le proteine, ma lunghe esposizioni al sole possono portare a una leggera destrutturazione del capello (se i nostri capelli schiariscono quando ci esponiamo per lunghi periodi al sole, significa che stiamo perdendo proteine) ed è necessario a tal proposito fare trattamenti preventivi come applicazione di piccole ma frequenti quantità di olio di cocco (che ha un filtro solare naturale di 4 punti) e proteggere meccanicamente la chioma dai raggi solari facendo uso di un cappello (che ha un filtro fisico di 60 punti).

Umidità


L'Estate mediterranea è caratterizzata da un caldo umido, la percentuale di umidità nell'aria è piuttosto elevata e questo favorisce la disidratazione dei capelli, rendendoli secchi e crespi.
Esattamente come per il punto precedente, questo nemico si combatte con leave-in frequenti e trattamenti idratanti.

Salsedine e Cloro


Chi di noi ha modo di fare un periodo di bagni (al mare o in piscina) deve fare i conti con la salsedine e il cloro, che vanno a deteriorare i fusti disidratandoli e intaccandone la struttura. La salsedine, in particolar modo, stimola un sollevamento delle cuticole, rendendo i capelli più difficili da gestire, facili ai nodi e causando un'ulteriore perdita di idratazione in quanto la parte interna dei capelli non è protetta correttamente dalle cuticole.
Per proteggere i capelli da questi agenti aggressivi occorre schermarli con gli oli. Applicare anche poche gocce di olio dalle radici alle punte prima di fare un bagno ci permette di goderci una bella nuotata senza subire danni ai capelli.
Inoltre, dopo il bagno, è bene risciacquare il prima possibile i capelli per eliminare i residui di salsedine e cloro così da evitare che questi danneggino i capelli quando l'olio che abbiamo applicato sarà stato assorbito.

Focus:

La crescita dei capelli in Estate



La bella stagione porta anche dei vantaggi ai capelli. Le giornate si sono allungate, c'è spesso bel tempo e quindi c'è molta luce. La grande quantità di luce di questo periodo dell'anno è una perfetta alleata dei nostri capelli, in quanto aiuta il nostro organismo a produrre vitamina D, la quale ha lo scopo di stimolare la fase anagen dei follicoli, ossia la fase di crescita. Più vitamina D, dunque, più crescita dei capelli.
Questo  si rivela il periodo ideale per ricorrere a trattamenti di massimizzazione della crescita come ad esempio i massaggi allo scalpo, in quanto il connubio tra maggiore produzione di vitamina D e miglioramento dell'afflusso sanguigno alla cute attraverso i massaggi garantiscono un'attività follicolare ad alto regime, che ci permetterà di conquistare molti più centimetri di lunghezza rispetto a tutto il resto dell'anno.
Se soffriamo di carenze alimentari che inficiano la crescita dei capelli e necessitiamo di ricorrere a degli integratori, questo è il periodo ideale per assumerli.

Focus:

Le buone abitudini estive

In questa stagione è bene apportare delle correzioni alla nostra routine così da rispondere correttamente alle esigenze della chioma durante questo periodo. Vediamole insieme.

Raccogliere i capelli

 


Portare i capelli raccolti è un'ottima abitudine durante tutto l'anno (ricordiamo i risultati che dava questo sistema alle chiome delle donne vittoriane?), ma in Estate diventa particolarmente utile, non solo perché la compattezza della chioma raccolta va a ridurre la dispersione di liquidi, e quindi favorisce un migliore mantenimento della quota aquosa dei fusti, ma anche perché in questo modo i capelli entrano poco in contatto con la pelle sudata.
Portare i capelli sciolti in questo periodo diventa molto fastidioso, ci fa sudare di più e quindi soffrire di più il caldo, ma il sudore va a sporcare i capelli, costringendoci magari a lavarli quotidianamente, e causando un forte stress meccanico con tutta una serie di conseguenze negative.

Gli impacchi idratanti



Questo è un periodo dell'anno in cui i trattamenti idratanti possono essere fatti anche quotidianamente. Applicare una generosa quantità di gel naturale dalle radici alle punte garantisce una massimizzazione dell'idratazione che va a compensare le maggiori perdite dovute a calore/sole/mare/piscina. Inoltre, mantiene i capelli freschi evitandoci di sentire la cute che va a fuoco se camminiamo cinque minuti sotto il sole cocente.
L'impacco idratante estivo può tranquillamente essere senza risciacquo, per questo motivo vi suggerisco di usare solo sostanze non oleose (quindi gel, mucillagini, idrolati) che una volta assorbiti non vi lascino i capelli affastellati e unti.
Il trattamento può essere fatto al mattino, appena svegli. Si applica la sostanza idratante in abbondanza, la si lascia asciugare appena un poco, poi si procede con il leave-in e quindi si acconciano i capelli.
Se poi vogliamo ricorrere a un impacco vero e proprio, quindi che contenga anche sostanze condizionanti, possiamo farli a giorni alterni o due volte a settimana se trascorriamo l'estate in città, oppure tutti i giorni di ritorno dal bagno a mare o dalla piscina se abbiamo delle vacanze a disposizione.

Asciugare i capelli all'aria



Chi di noi non soffre di cervicale, può approfittarne in questa stagione per riporre il phon in un cassetto e lasciare che i capelli asciughino naturalmente all'aria. Chi invece soffre di cervicale e non può rinunciare al phon, potrà comunque utilizzarlo esclusivamente sui primi 10 cm di capelli per 5-10 minuti, riducendo comunque i danni da calore che inevitabilmente crea questo strumento di styling, anche quando viene usato nel modo corretto.
I capelli ne risentiranno positivamente.

Leave-in estivo


Il leave-in in questa stagione richiede una frequenza maggiore, perché è necessario ridurre l'evaporazione causata dal calore. Se abbiamo capelli sottili che mal tollerano leave-in troppo serrati, allora pratichiamo questo trattamento al mattino, così da mantenere la chioma protetta durante le ore più assolate del giorno.
Giacché i capelli devono poter assorbire i frequenti trattamenti idratanti di cui hanno bisogno, il leave-in deve essere estremamanente leggero nella sua fase oleosa, mentre va abbondato nella fase acquosa.
Raddoppiamo dunque la quantità di gel o idrolato che utilizziamo normalmente, mentre prediligiamo un olio leggero (jojoba, cocco, albicocco, melograno, argania, nocciola, pesca, palma) e abbiamo cura di evitare gli oli termolabili (mandorle, anguria, camelia, borraggine) che rischiano di alterarsi più facilmente quando ci esponiamo al sole.

Eliminare al più presto salsedine e cloro dopo i bagni



Salsedine e cloro devono sostare il meno possibile sui capelli, quindi rimuoviamoli appena terminato il bagno (anche se dopo abbiamo intenzione di fare un altro bagno). Mezzo litro di acqua naturale o infuso (di menta, di camomilla, di rosmarino) fungono perfettamente allo scopo.
Se poi non ci piace bagnarci i capelli quando facciamo un bagno, allora questo problema ci tocca relativamente (sarà comunque importante risciacquare i capelli dopo il mare una volta rientrati a casa, così da eliminare eventuali particelle di sabbia e sale che il vento hanno potuto portare a impigliarsi nella nostra chioma).

Oliare i capelli




Un'abitudine fondamentale quando siamo in vacanza al mare, sia se ci piace bagnare i capelli, sia se non lo facciamo, è quella di oliare i capelli con un po' di olio di cocco. L'olio di cocco ha un leggero filtro solare che riduce l'impatto dei raggi solari sui capelli e funge da barriera fisica contro le aggressioni della salsedine quando facciamo il bagno.

Indossare sempre il cappello



Fuori casa è imprescindibile, sia al mare, sia in montagna, sia in città, indossare il cappello nelle ore più calde. In questo modo proteggiamo i capelli ed evitiamo anche scoccianti insolazioni e scottature.

Focus:

Curare i capelli dall'interno


Le cure tricologiche per una chioma sana non sono soltanto quelle topiche, ma la chioma va curata anche dall'interno.
E' inutile, infatti, fare tutti i trattamenti del mondo, se poi mangiamo male e il nostro organismo presenta scompensi alimentari.

Bere la giusta quantità d'acqua



In questa stagione, più di tutto il resto dell'anno, è necessario bere a sufficienza, e questo non solo per il benessere della chioma e della pelle, ma proprio per la nostra salute. Bere poco può renderci soggetti a colpi di calore e danni agli organi interni che non vanno assolutamente sottovalutati.
I liquidi possono essere integrati non solo con l'acqua, ma anche con tisane (che potete preparare il giorno prima e conservare in frigo così da averle fresche per il giorno successivo), succhi di frutta (fatti in casa, magari con l'ausilio di un estrattore o una centrifuga), premute d'arancia o limone.

Mangiare molta frutta e verdura cruda



L'Estate è una stagione ricca di alimenti freschi, che apportano vitamine, zuccheri, sali minerali e acqua al nostro organismo. Se durante tutto l'anno ci arrangiamo con panini, pizzette e altri alimenti pesanti, in estate cerchiamo di alimentarci dei doni freschi della terra. Insalate (miste, di pasta, di riso) e macedonie possono essere ottimi pasti oppure merende sostanziose per affrontare le giornate calde con energia.
Evitiamo conseguentemente pasti troppo pesanti (le alte temperature rendono difficoltosa la digestione) riduciamo il consumo di carne e derivati animali che appesantiscono. Meglio mangiare poco e spesso, con tanti spuntini leggeri, piuttosto che inchiodare lo stomaco a terra con un pranzo di Natale fuori stagione.

Focus:

05 giugno 2019

Total Natural, i primi passi - Capellomanie per Principianti



Il passaggio da una routine di tipo commerciale a una routine total natural può sembrare difficile e complesso come provare a scalare l'Everest. In realtà è molto più facile (e divertente) di quanto sembri.
Nell'articolo delle FAQ relative al total natural ho già risposto a una serie di domande che mi vengono frequentemente rivolte da chi vuole provare ad approcciarsi al total natural per la prima volta. In questo articolo, invece, voglio proporre una serie di sistemi e strategie per intraprendere un vero e proprio percorso di "depurazione" della propria cosmesi dai prodotti di tipo industriale, così da andarli a sostituire gradualmente con sostanze totalmente naturali e a basso impatto ambientale.

1: osservare e dedurre


Lo so che, quando si scopre questo mondo e si vedono su altre persone gli straordinari risultati che porta siamo presi dalla frenesia di acquistare tutto, provare tutto, rivoluzionare tutte le proprie abitudini, ma questo è l'approccio peggiore.
Respiriamo e diamoci tempo. Innanzitutto dobbiamo imparare a "sentire il nostro corpo" e lo so che detta così può sembrare qualcosa di poco scientifico, ma una delle basi della scienza è l'osservazione. Ippocrate, il grande medico greco cui ancora oggi i medici prestano giuramento quando intraprendono la loro carriera, era uno scienziato geniale per l'epoca e ha compreso moltissimi processi del corpo umano partendo da due assunti fondamentali: osservare e dedurre.
Osserviamo il nostro corpo, la nostra pelle, i nostri capelli, le nostre abitudini, e traiamo mediante l'osservazione della sintomatologia tutte le deduzioni che ci occorrono per migliorare la nostra routine al fine di rispondere correttamente alle esigenze e ai bisogni dei capelli, perché non ha alcun senso inserire nella nostra routine trattamenti che ai capelli non servono, rischiamo di perdere tempo, sprecare soldi e materie prime, e oltretutto corriamo il rischio di peggiorare la condizione dei capelli invece migliorarla.


2: eliminare i siliconi, i solfati e altre sostanze aggressive


Il silicone è un ingrediente presente in moltissimi prodotti cosmetici, in particolar modo dedicati ai capelli. Il problema principale dei siliconi è che, avendo una proprietà fortemente filmante, sul lungo periodo con l'uso continuato vanno a favorire la disidratazione dei fusti.
Lo stesso discorso vale per gli shampoo con solfati (SLS, SLES SDS) che servono a rimuovere, da uno shampoo all'altro, il vecchio strato siliconico così da evitarne l'accumulo. I solfati intaccano la struttura capillare, favorendo un deterioramento precoce dei fusti.
Il primissimo passo, dunque, consiste nell'eliminazione dei prodotti siliconici e aggressivi dalla propria routine, sostituendoli con prodotti con buon INCI, meglio se di tipo ecobio.

Focus
I siliconi

3: Alternare i prodotti


Anche se, alla scoperta del total natural, siamo tentati di buttare tutti i prodotti usati fino ad oggi e fare incetta di erbette, farine e sostanze naturali, freniamo l'entusiasmo. Il passaggio da una routine all'altra può essere traumatico per i capelli, e soprattutto se abbiamo sempre maltrattato la chioma un cambiamento drastico e totale può costringerci ad andarcene in giro con capelli orrendi per settimane intere.
Per evitare questo contraccolpo, dobbiamo procedere per gradi, e limitarci ad alternare i prodotti industriali e le sostanze naturali.
Acquistiamo shampoo e balsamo con buon INCI e usiamoli a lavaggi alterni. Poi, dopo un mesetto o due, iniziamo a incrementare l'uso delle sostanze naturali (2 shampoo naturali e 1 industriale, poi 3 shampoo naturali e 1 industriale etc.) fino a poter sostituire definitivamente i nostri vecchi prodotti con le materie prime donateci da Madre Natura.


4: Introdurre i trattamenti gradualmente


Molte ragazze che mi scrivono sono disperate, perché se fino a ieri usavano shampoo e balsamo siliconici, spume e maschere industriali, oggi sono passate di colpo a fare impacchi pre-shampoo oleosi, lavaggi alternativi, impacchi post-shampoo idratanti e condizionanti, risciacquo acido, leave-in, henné... e si ritrovano capelli di stoppa.
Questa conseguenza è normale, perché se non abbiamo mai curato correttamente i capelli, limitandoci a usare il primo prodotto in offerta, con questo cambio drastico di routine i capelli sono impreparati a tutti i trattamenti e di quello che andiamo a schiaffarci sopra non sanno che farsene, diciamo che "reagiscono male" e peggiorano.
Innanzitutto c'è da dire che il peggioramento è solo visivo, perché di fatto sotto i siliconi i capelli erano già nello stato in cui li vediamo adesso, solo che i siliconi mascheravano i danni, in secondo luogo bisogna ricordare che i fusti vanno "addestrati" ai trattamenti, e mano a mano reagiranno meglio.
Per questo motivo suggerisco sempre di introdurre un solo trattamento alla volta. Il trattamento da cui partire che suggerisco sempre è il risciacquo acido.
Si tratta dell'operazione più semplice di una routine total natural, e nel contempo una delle migliori per garantire compattezza e lucentezza ai capelli.
Quasi contemporaneamente possiamo introdurre lo shampoo. Utilizzare erbe e farine per lavare i capelli favorisce la depurazione dalle sostanze che i vecchi shampoo hanno lasciato sui fusti. Questa fase di depurazione richiede un tempo di assestamento che in genere dura dai 6 agli 8 shampoo (ma può durare di più se i nostri capelli sono particolarmente danneggiati).
Come già detto nel paragrafo sopra, la depurazione è meno traumatica se la pratichiamo alternandola a prodotti industriali. E solo dopo la fase di assestamento iniziamo ad inserire altri tipi di trattamento.
A questo punto io suggerisco gli impacchi idratanti post-shampoo. In questo modo andiamo a ripristinare la giusta idratazione dei nostri capelli, ne favoriamo la morbidezza e un aspetto gradevole, riducendo anche il rischio di rottura a causa degli stress meccanici.
In questa fase possiamo anche iniziare a praticare il leave-in, così da iniziare a prendere qualche dimestichezza con gli oli, mentre forniamo ulteriore idratazione e protezione ai capelli.
Dopo due-tre mesi, possiamo accedere all'ultimo passaggio, che consiste nell'inserimento dell'impacco oleoso pre-shampoo. Perché farlo per ultimo? Perché comprendere di quali dosi abbia bisogno il nostro capello per essere nutrito richiede tempo e sperimentazioni, e i risultati potrebbero risultare falsati qualora praticassimo questo impacco mentre siamo ancora in transizione o in assestamento potrebbe falsare il risultato. Inoltre, durante i mesi precedenti, le sostanze naturali avranno ridotto problemi quali sebo in eccesso o secchezza cronica, facilitando conseguentemente l'uso delle sostanze oleose e riducendo il rischio di non riuscire a lavarle correttamente via.
Soltanto quando avremo per bene preso dimestichezza con i trattamenti base, potremo introdurre variazioni o calendarizzazioni come ad esempio il cronogramma capillare.

Focus:
Risciacquo acido
Leave-in
Routine Trifase


5: Imparare a fare lo shampoo


Lo shampoo alternativo è diverso dallo shampoo industriale, se applichiamo una materia naturale e la lavoriamo come lavoreremmo uno shampoo industriale, avremo risultati disastrosi. In realtà, spesso utilizziamo in modo scorretto anche lo shampoo industriale, causando tutta una serie di microdanni che rovinano i nostri capelli.
E' necessario, dunque, imparare a fare correttamente lo shampoo, interfacciarsi alla materia detergente in modo appropriato così da garantire un buon lavaggio che pulisca a dovere senza rovinare i capelli.

Focus:
Lavare correttamente i capelli


6: Usare correttamente gli strumenti di styling


Una delle cose che può peggiorare lo stato dei nostri capelli, soprattutto in fase di transizione dall'industriale al total natural, è l'uso scorretto o eccessivo degli strumenti per mettere in piega i capelli.
Phon, piastra e ferro arricciacapelli usano il calore per mettere in piega i capelli. Chimicamente, il calore rompe i legami deboli (disolfuro e salini) dei capelli, e li cementa nella posizione che abbiamo stabilito mediante il movimento che facciamo (perpendicolari con l'uso della piastra, ricci/mossi con l'uso del ferro). L'uso quotidiano di questi strumenti causa una progressiva e irrecuperabile denaturazione delle proteine dei capelli, causando danni strutturali che poi originano doppie punte, capelli spezzati e fratture ai fusti.
Per questo motivo suggerisco una riduzione sensibile dell'uso di questi strumenti, possibilmente di evitarli del tutto, imparando ad amare la forma naturale dei nostri capelli, che è la forma che meglio si adatta ai lineamenti del nostro volto, dandoci un aspetto armonico e piacevole.
Anche il phon va utilizzato correttamente: a basse temperature, distanziato dai capelli di almeno 30-40 cm, focalizzando il getto in radice ed evitando il più possibile le lunghezze e le punte. Il phon va usato per 10-15 minuti al massimo, per eliminare l'acqua in eccesso e va spento appena i capelli mostrano di essere sufficientemente asciutti (no, quindi a capelli arroventati o sessioni di phon che durano ore e ore). Chi soffre di cervicale è bene che lo usi tutto l'anno, ma chi non ha questo problema può tranquillamente riporlo in un cassetto per i mesi caldi, recuperandolo solo ad Autunno inoltrato. I più fortunati possono anche ricorrere esclusivamente all'asciugatura con l'asciugamani, abbandonando del tutto l'uso del phon. I capelli ringrazieranno.


7: Sperimentare, sperimentare, sperimentare, ma nel modo giusto


L'invito alla sperimentazione è qualcosa che ripeto spessissimo, ma in questo articolo voglio fare un appunto specifico.
Giacché ogni chioma è diversa e unica, ciascuno di noi deve trovare da sé gli ingredienti e le materie prime migliori per le esigenze dei propri capelli. Questo richiede appunto di sperimentare. Molto spesso, però, per tutta una serie di ragioni, sperimentiamo male.
La Natura, vi ricordo, ha tempi lenti, questo significa che per vedere dei risultati effettivi e verificabili, uno o due trattamenti non sono sufficienti. Scegliamo un ingrediente e utilizziamolo in modo continuativo per almeno due o tre mesi. Cerchiamo diversi modi per utilizzarlo e sperimentiamolo nei diversi contesti.
Ad esempio, come sperimentare un olio? Come impacco pre-shampoo, come ingrediente aggiuntivo negli spignatti nutrienti, come fase grassa del leave-in, come finish sulla pelle etc.
Soltanto passato questo periodo potremo effettivamente valutare l'ingrediente, e capire se fa per noi o no.
Anche se troviamo l'ingrediente dei sogni, non fermiamoci, continuiamo a sperimentare, potremmo accorgerci che c'è una materia naturale che ai nostri capelli piace ancora di più.



Consiglio finale: pazienza, tanta, tanta pazienza


La Natura ha tempi lenti, e alcuni danni dei nostri capelli non saranno recuperabili, per cui prepariamoci ad essere pazienti, ad attendere i risultati senza fretta, senza ansia, senza andare in panico se sbagliamo qualcosa, ma facendone tesoro per evitare di ripetere l'errore. E ricordiamoci che il vero potenziale dei nostri capelli verrà fuori tra due anni almeno, ossia quando i capelli nuovi, correttamente curati, saranno cresciuti abbastanza da mostrarci tutta la loro salute e bellezza.


27 novembre 2018

Ristrutturare, nutrire, condizionare e idratare, capiamo le differenze - Cura dei Capelli

Scrivo questo articolo perché mi sono resa conto da tempo che esiste ancora moltissima confusione sui principali trattamenti necessari al mantenimento di una chioma sana.
Anche se alcuni di questi termini (in particolar modo idratare e condizionare) vengono spesso utilizzati in modo intercambiabile, la verità è che ciascun trattamento ha effetti differenti sul capello. Purtroppo né le aziende cosmetiche, e tantomeno le agenzie di comunicazione pubblicitaria, aiutano a comprendere il reale significato di questi termini, utilizzandoli indiscriminatamente, anche in riferimento a prodotti che non hanno affatto determinate proprietà.
Oggi quindi impariamo la differenza tra i processi di idratazione, condizionamento, nutrizione e ristrutturazione del capello, così da fugare finalmente ogni dubbio e confusione a riguardo.


Ristrutturare i capelli


La prima cosa da dire riguardo questo processo è che, di fatto, non esiste. Si tratta di un mito, una leggenda cosmetica, una pietra filosofale della tricologia.
Come dico spessissimo, al punto da averne fatto un mantra, un capello destrutturato non può essere riparato.
La destrutturazione consiste in un graudale deterioramento della struttura portante del capello, ossia la cheratina. Danni da calore, traumi da trazione e torsione e deterioramento naturale causano la denaturazione di questa proteina (calore), fratture a livello molecolare (traumi), e la vera e propria perdita di molecole proteiche nella struttura del fusto (deterioramento).
In sostanza, un capello che presenta danni di struttura è come un osso fratturato. La differenza tra il capello e l'osso è che il primo è composto da materia inerte, sostanzialmente morta, e incapace di rigenerarsi.
Quelli che vengono comunemente definiti "prodotti ristrutturanti" in realtà non fanno altro che andare a costituire una sorta di esoscheletro intorno al capello che vada ad ammortizzare gli stress meccanici (non chimici) così da ridurre sensibilmente il progredire dei danni.
Il problema sostanziale è che il consumatore medio, non avendo approfondite competenze cosmetiche, si affida a quanto comunicato da aziende e spot pubblicitari per la scelta dei propri prodotti cosmetici, e come ho già detto né le prime né i secondi creano cultura a riguardo, andando anzi a fare uso indiscriminato di terminologie inadeguate che creano ulteriore confusione.
Spesso, infatti, si etichetta come ristrutturante un prodotto che in realtà è fortemente nutriente, imputando alla massiccia presenza di oli e sostanze grasse (nutrienti e talvolta condizionanti) proprietà riparative che di fatto non hanno. Chi di noi non ha mai sentito decantare la miracolosa capacità del prodotto tal dei tali di "riparare le doppie punte"?
Personalmente, ritengo queste reclame delle vere e proprie truffe ai danni del consumatore, in quanto non esiste nulla al mondo che vada a riparare le doppie punte (come altri danni strutturali), non è stata ancora scoperta una sostanza in grado di andare a "tappare i buchi" della destrutturazione. Un prodotto può chiudere le doppie punte, che è una cosa diversa dal ripararle, nel senso che andrà ad incollare temporaneamente le due metà della punta fratturata, rendendo di fatto la doppia punta invisibile a occhio nudo, ma la frattura ci sarà comunque.
Questo significa che, guardando ai fatti e non alle parole, le sostanze che vengono comunemente dette ristrutturanti sono in effetti relativamente poche e non attuano una vera e propria ristrutturazione del capello, ma si limitano a fare da scudo per ridurre e rallentare il progredire del danno, il quale però non potrà retrocedere, e la parte di capello ormai danneggiata prima o poi dovrà comunque essere rimossa con un taglio.
L'unica soluzione alla destrutturazione sono le forbici.
Anche i processi di proteinizzazione mediante azione topica, per quanto naturali possano essere, sono esclusivamente palliativi su capelli già danneggiati e hanno un'efficacia decisamente più incidente se vengono attuati come gesto preventivo, per andare a prevenire la destrutturazione insieme a tutta una serie di abitudini corrette riguardo il trattamento dei capelli.

Come asciugare correttamente i capelli (link di prossima attivazione)

Nutrire i capelli



Il processo di nutrizione consiste nel fornire nutrimento ai capelli mediante applicazione topica. 
Comunemente si tende a dire che una determinata sostanza o prodotto è nutirente per i capelli, ma la verità è che dovremmo dire che si tratta di qualcosa di nutriente per la cute. Il capello, infatti, è materia morta, quindi non potrà "nutrirsi" delle sostanze che applichiamo sul fusto, se non in una piccolissima parte, veicolando la sostanza nutriente con qualcosa di idratante (un gel, un'acqua vegetale, una mucillagine, un latte vegetale), mentre la cute, costituita di cellule vive, è in grado di assorbire le sostanze nutritive che andiamo ad applicare e immetterle nel microcircolo sanguigno, dove verranno condotte ai follicoli capillari in modo più diretto e immediato rispetto a quanto avviene attraverso il processo digestivo degli alimenti.
Le sostanze nutrienti generalmente sono quelle grasse (oli, burri), giacché si tratta di sostanze che tendono ad ungere, spesso con proprietà comedogene, è bene nutrire la cute prima di fare lo shampoo, così da poter lavare i capelli dopo il corretto tempo di posa (che può andare dai 40 minuti alle 12 ore a seconda della sostanza scelta e dalla necessità nutritiva della cute), ripristinandone la naturale traspirazione.
Vorrei comunque fare un appunto riguardo l'applicazione di oli sui fusti: per quanto abbiano un potere nutritivo pressoché prossimo allo zero, oliare i capelli in un impacco pre-shampoo è utile per due motivi fondamentali: 
  • le sostanze oleose migliorano l'elasticità del capello, e conseguentemente la sua resistenza agli stress meccanici (il lavaggio causa grandi stress meccanici)
  • i residui oleosi sui fusti vanno a legarsi con la componente lipofila dello shampoo, che risulterà meno aggressivo sui capelli, e non intaccherà il film idrolipidico della cuticola

Nutrizione: routine trifase (link di prossima attivazione)


Condizionare i capelli



Questo processo viene spesso confuso e annesso al concetto di idratazione, e questo perché i balsamo commerciali sono sempre prodotti condizionanti e idratanti.
Condizionare il capello significa renderlo più disciplinato e "pesante" (non nel senso di peso vero e proprio, ma di privarlo di quell'aspetto volatile e impalpabile che hanno solitamente i capelli che non hanno una salute ottimale). Una sostanza condizionante rende il capello più lucido e corposo, previene il crespo e favorisce il mantenimento dell'idratazione dei capelli. In pratica una sostanza condizionante è a metà strada tra un grasso nutriente e una mucillagine idratante e svolge entrambe le cose, infatti l'elemento condizionante viene spesso utilizzato sia in associazione a un trattamento nutriente, sia in associazione a un trattamento idratante.
Le sostanze condizionanti migliorano la resa della sostanza idratante con cui vengono miscelate e nel contempo disciplinano la chioma grazie alle microparticelle oleose che contengono.
Zucchero, sciroppi naturali, miele e yogurt sono sostanze condizionanti. Anche molti tipi di latte vegetale, avendo piccole percentuali grasse, svolgono una leggerissima funzione condizionante.
Quando addizioniamo un preparato idratante con una materia condizionante è importantissimo utilizzarne piccole quantità per evitare che la componente oleosa diventi eccessiva e unga i capelli.
Il condizionante non viene mai applicato da solo sulla chioma, perché l'effetto risulterebbe troppo pesante e pastoso e i capelli ne uscirebbero opachi, appesantiti e affastellati.

Idratare i capelli


L'idratazione è l'unico vero trattamento che influenza la salute dei capelli e può originare un recupero anche post-danno. Anche la materia morta, infatti, può assorbire acqua in forma passiva, reidratandosi.
Il processo di idratazione consiste nel ripristinare il giusto quantitativo di liquidi affinché il capello sia morbido, corposo e lucente. Un capello può disidratarsi a causa del calore, degli stress termici, dell'umidità presente nell'aria, dell'elevata porosità della cuticola, a seguito di trattamenti aggressivi o a causa di una routine scorretta.
L'idratazione si effettua utilizzando sostanze acquose di origine vegetale (acqua, gel/mucillagine, latte) applicate dalle radici alle punte sui capelli puliti in impacchi post-shampoo. La durata di un impacco idratante è variabile a seconda del tipo di sostanza idratante scelta, della tipologia di capello (più è sottile, minore sarà il tempo di posa) e varia dai 30 minuti alle 4-5 ore. In caso di chioma estremamente disidratata, un impacco idratante può essere tenuto anche fino a 8 ore, ma una posa così lunga va fatta di rado e con cautela per evitare l'effetto rebound.
Il trattamento idratante è quello che può essere ripetuto con più frequenza, ma occorre ricordare anche che l'eccessiva idratazione può rendere i capelli molli e soggetti a slabbrarsi.

21 ottobre 2018

Preparare i capelli alla notte - Capellomanie per Principianti

Studi scientifici hanno dimostrato che, durante il sonno, l'attività dei follicoli viene potenziata. 
Partendo da questo presupposto, è ben comprensibile come preparare i capelli alla notte sia un passo fondamentale per favorire una crescita maggiorata di capelli sani.
Ecco di seguito una serie di consigli utili:

Pettinare e spazzolare


Pettinare è importantissimo per sciogliere i nodi che si formano durante il giorno, soprattutto se abbiamo l'abitudine di portare i capelli sciolti. In questo modo al mattino dopo non avremo il doppio dei nodi da dover districare.
Anche se portiamo i capelli raccolti o intrecciati, pettinare è un'operazione salutare per i fusti perché li aiuta a "respirare" e ritrovare la loro forma naturale dopo essere stati tutto il giorno bloccati in una stessa posizione per loro innaturale.
Oltretutto, l'atto di pettinare i capelli stimola il microcircolo sanguigno a livello cutaneo, favorendo l'afflusso di nutrienti ai follicoli e una migliore ossigenazione dei tessuti.

Spazzolare ha invece una funzione diversa. Oltre a distribuire verso le lunghezze il sebo che si è prodotto durante la giornata, migliorando quindi l'ossigenazione superficiale dei tessuti cutanei, infatti, rimuove dalle cuticole lo strato di polvere, smog ed elementi occlusivi che si attaccano ai capelli durante il giorno, soprattutto se viviamo in una grande metropoli.
La spazzolata serale ripulisce i capelli, li lucida e li mantiene morbidi e disciplinati.

Focus: Come pettinare e spazzolare correttamente i capelli
Focus: La spazzola di setole

Renoir - Ragazza che si pettina i capelli

Fare il leave-in


La sera è il momento ideale per praticare il leave-in, soprattutto chi è alle prime armi. Questo perché, soprattutto all'inizio, occorre capire quale sia l'olio più adatto ai propri capelli e la quantità giusta per proteggere i fusti senza ungerli.
Applicare il leave-in di sera garantisce che si abbia tutta la notte perché i capelli assorbano l'olio e non restino unti, e non si corre così il rischio di uscire di casa con un disastro in testa.
Inoltre, essendosi comunque assorbito quasi del tutto e "asciugato" durante la notta, l'olio proteggerà i capelli senza diventare ricettacolo di particelle di sporco sospese nell'aria, che potrebbero rendere i nostri capelli sporchi prima del tempo.

Chi ha capelli particolarmente difficili o soggetti ai nodi, può applicare il leave-in prima di pettinare i capelli, così da favorire il districaggio dei nodi senza andare a spezzare o strappare i capelli più deboli.

Focus: Leave-in: cos'è e come si fa


Acconciare i capelli


Molte persone, anche capellone esperte, pur curando scrupolosamente i capelli durante il giorno, commettono l'errore di dormire sempre con i capelli sciolti.
Di tanto in tanto lasciare i capelli sciolti di notte non fa male, ma d'abitudine è sempre meglio trovare qualche minuto per andare a raccoglierli in una treccia morbida o in un'altra acconciatura protettiva.
Acconciare i capelli prima di andare a dormire significa mantenerli protetti durante il sonno, prevenendo la formazione di nodi e soprattutto riducendo notevolmente gli stress meccanici cui i capelli sciolti possono essere sottoposti quando ci muoviamo nel sonno e rischiamo di restarci aggrovigliati dentro.
Quando scegliamo di dormire con i capelli sciolti, per ridurre al massimo i danni, è fondamentale stendere i capelli oltre il cuscino, così da evitare di schiacciarli col nostro corpo quando ci giriamo nel letto.

L'acconciatura notturna deve essere morbida e semplice da realizzare, non occorre un raccolto serratissimo che andrebbe a stressare la cute, né qualcosa di elaborato che poi richiede troppo tempo per essere realizzato, col rischio di impigrirci e non farlo più.
Una semplice treccia o una coda con più elastici, o ancora un raccolto sulla cima del capo saranno sufficienti.
Un'acconciatura interessante, che protegge anche i capelli in radice, consiste nel raccogliere i capelli in una pashmina arrotolandola intorno ai capelli e avvolgendo il tutto sul capo, come fosse un turbante. Questa acconciatura protegge i capelli senza lasciare le onde della treccia o i segni degli elastici della coda, per cui è utilissima a chi ha capelli che subito prendono forme strane.


Prenderci l'abitudine


Spesso arriviamo a fine serata distrutti, stanchi da ore di studio, di lavoro, di famiglia e dai mille impegni quotidiani, per cui possiamo essere tentati di saltare la cura serale dei capelli, per riscoprire dopo settimane che non ce ne stiamo proprio più occupando e che nel frattempo questa incuria ha causato danni ormai irrimediabili.
Per evitare che la pigrizia abbia la meglio, innanzitutto stabiliamo un orario preciso in cui dedicarci alla preparazione dei capelli (subito dopo cena, se non dobbiamo uscire, oppure mezz'ora prima di andare a dormire, così da non essere proprio distrutti dalla stanchezza) e impostiamo una sveglia.
Cerchiamo di ripetere con assiduità la nostra routine serale per almeno 21 giorni, il tempo minimo affinché una serie di gesti diventino abitudine per il cervello.

Consigli per le chiome ricce


Ovviamente chi ha i riccioli non può pettinare i capelli da asciutti, ma può comunque praticare il leave-in, distribuendo i prodotti con le mani e districando leggermente i nodi con le dita così da ridefinire i riccioli.

Giacché molte chiome ricce, quando intrecciate, prendono forme strane e l'elica del ricciolo si smolla, chi ha i ricci può proteggerli raccogliendoli in un foulard da annodare sulla fronte.




VIDEO CORRELATI:
Pettinare correttamente i capelli
Leave-in